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mercoledì 3 settembre 2025

Aiuti di stato e accesso del pubblico alla giustizia in materia ambientale

Comunicato (QUI) della Commissione UE con il quale informa che lo scorso 12 maggio c.a.  ha adottato lo scorso 12 maggio modifiche alle norme in materia di aiuti di Stato (Regolamento 794/2004 QUI) per garantire l'accesso del pubblico alla giustizia in materia ambientale in relazione alle decisioni dell'UE in materia di aiuti di Stato.

venerdì 4 aprile 2025

Tutto quello che non è stato detto sulla mancata nuova gara sul biodigestore spezzino

Sul fatto che la Provincia di Spezia abbia fornito una interpretazione non corretta sulla sentenza del TAR lazio (QUI) relativa alla gara per il biodigestore da realizzare a Vezzano Ligure, ho già scritto ieri sul mio profilo fb.
In sostanza come ormai è noto la sentenza non annulla la Delibera della Autorità Anticorruzione (Anac) respingendo la richiesta della Provincia ma aggiunge il tribunale che la delibera è solo un invito ma non vincola la Provincia.

Resta il fatto che la Delibera di Anac è ancora efficace e in questa delibera si dice esplicitamente che la Provincia ha violato la legge non solo nazionale ma anche comunitaria.

Nelle varie interpretazioni e commenti che ho letto, pur nel rispetto delle opinioni di tutti, non sono state analizzati importantissimi aspetti e conseguenze politiche amministrative nonché giudiziarie che derivano e potrebbero derivare dalla sentenza. Spiccano invece i silenzi della opposizione politica tutta!

Vediamo di seguito quali sono questi aspetti e conseguenze…

mercoledì 28 agosto 2024

Come migliorare lo strumento delle Petizioni dei cittadini al Parlamento UE

Risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2023 (QUI) sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2022.

La Risoluzione fa il punto sulle Petizioni presentate su quante siano state dichiarate irricevibili, il rilievo di quelle con oggetto questioni ambientali. Sulla base di questa analisi la Risoluzione approva una serie di indirizzi per migliorare lo strumento della Petizione al fine di una maggiora vicinanza delle istituzioni UE ai cittadini e ai territori dove vivono e lavorano.

Il diritto di presentare Petizioni si fonda sui seguenti articoli: 20 (QUI), 24 (QUI) e 227 (QUI) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e articolo 44 (QUI) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

 

Nel seguito del post prima una sintesi dell’analisi delle Petizioni presentate ed esaminate dalla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo e dopo la descrizione dei principali indirizzi operativi per la presentazione e gestione delle future Petizioni.

martedì 27 agosto 2024

Direttiva UE Riparazione dei beni difettosi e tutela dei consumatori

La Direttiva 2024/1799 (QUI) stabilisce norme comuni che rafforzano le disposizioni relative alla riparazione dei beni al fine di contribuire al buon funzionamento del mercato interno, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione dei consumatori e dell’ambiente.

La nuova Direttiva si applica alla riparazione dei beni acquistati dai consumatori in caso di difetto del bene che si verifica o si manifesta al di fuori della responsabilità del venditore. La norma UE una volta recepita dovrà integrare l'articolo 135-ter (QUI) del Codice del Consumo 

Vediamo più precisamente il contenuto di questa nuova Direttiva...

mercoledì 21 agosto 2024

La nuova legge sui controlli pubblici verso la privatizzazione concertata anche per quelli ambientali

Il Decreto Legislativo 12 luglio 2024, n. 103 QUI (di seguito DLGS) ha approvato la disciplina sulla semplificazione dei controlli sulle attività economiche intese come qualsiasi attività che consiste nella produzione e nell'offerta di beni e servizi sul mercato.

Il DLgs costituisce attuazione alla legge delega n° 118/2022 articolo 27 che analizzato in un post del mio blog (QUI).

Il DLGS sia applica alla attività di controllo di tutte le diverse articolazioni della Pubblica Amministrazione ai sensi della definizione di questa ex comma 2 articolo 1 DLgs 165/2001 (QUI), quindi riguarda anche gli enti e amministrazioni di controllo ambientale e salute pubblica.

Prima di analizzare puntualmente il nuovo DLgs riporto in sintesi le finalità e gli aspetti più significativi e critici anche se, come vedremo nel resto del post, la ratio di questa nuova normativa viene da lontano con provvedimenti che da tempo perseguono l’obiettivo quello di depotenziare il sistema dei controlli pubblici a favore della autocertificazione e concertazione con i privati. Non casualmente infatti non si prevedono nuovi finanziamenti per gli enti pubblici con funzioni di vigilanza. Con questo DLgs possiamo dire che il suddetto obiettivo ora venga sistematizzato!

lunedì 19 agosto 2024

La Direttiva UE contro azione legali intimidatorie verso i cittadini attivi nella tutela dei diritti alla salute, ambiente e sicurezza

Direttiva (UE) 2024/1069 (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone che partecipano al pubblico da pretese manifestamente infondate o da procedimenti giudiziari abusivi ("Azioni strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica").

Si tratta di una normativa che una volta pienamente applicata anche nel nostro Paese fornirà un importante argine a una tendenza in atto da tempo di citare in giudizio con richieste enormi di risarcimento danni comitati e singoli cittadini che sul territorio si battono per tutelare ambiente e salute pubblica.

La nuova norma europea si va ad aggiungere con la normativa e la giurisprudenza sulla non eccessiva onerosità a a carico di chi, (associazioni, comitati) perde una causa a tutela di un interesse ambientale relativo ad una normativa del settore. Purtroppo una normativa e giurisprudenza comunitaria (come quella della sentenza della Corte di Giustizia 11/1/2024 QUI) che viene smentita da una pessima giurisprudenza amministrativa nazionale come nel caso recente del rigassificatore di Piombino (QUI).

Un'altra normativa di derivazione comunitaria a tutela dei cittadini attivi è quella sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (QUI).

La nuova Direttiva 2024/1069 che descriverò nel seguito del post, insieme con le norme sopra citate è fondamentale in una fase in cui il ceto politico e burocratico ostacola sistematicamente la partecipazione del pubblico soprattutto su processi decisionali a rilevanza strategica come quelli ambientali, urbanistici, sulla grandi opere che impatto sui territori, come dimostrato dal recente Rapporto sullo stato di diritto nella UE dove si afferma (QUI) che anche in Italia i processi di consultazione pubblica non vengono sistematicamente svolti.

martedì 13 agosto 2024

Abolizione abuso di ufficio la classe politica si fa lo sconto per rimuovere i limiti della P.A.

Come avevo anticipato in questo post del mio blog (QUI), con legge n° 114 del 9 agosto 2024 (QUI) è stato abrogato l’articolo 323 (QUI) del Codice Penale che puniva il reato di abuso di ufficio.

Si tratta di una abolizione che ha le seguenti criticità:

1. Rimuove le riforme già avvenute in passato (l’ultima nel 2020) che avevano già circoscritto il perimetro di applicazione di questo reato.

2. Non risolve i veri problemi che stanno alla base di chi ha voluto questa abrogazione, anzi ne favorisce il consolidamento creando un nuovo spazio di impunità.

3. È in contrasto palese con convenzione internazionali e la prossima direttiva anticorruzione a dimostrazione che questo reato è considerato nella sua fattispecie un indicatore decisivo per perseguire la corruzione nella pubblica amministrazione

4. Mette l’Italia in contraddizione con la maggior parte degli stati europei (a parte quelli con governi notoriamente meno trasparenti) che prevedono la punibilità di questo reato


Vediamo sinteticamente queste criticità

giovedì 25 luglio 2024

La Relazione 2024 della Commissione UE sullo stato di diritto: Italia rimandata!

La Relazione (QUI) intende contribuire a una migliore comprensione del panorama dello Stato di diritto nell’UE.

È stata introdotta con la Comunicazione del 2019 (QUI) e la prima relazione è stata pubblicata nel settembre 2020.

Alla Relazione è allegata una Raccomandazione specifica sulle criticità italiane sullo stato di diritto. La Raccomandazione è all’interno di un Rapporto (QUI) generale sull’Italia.

La Relazione per l’Italia solleva criticità non solo su indipendenza della magistratura dalla politica, efficienza dei processi, applicazione norme internazionale sulla tutela dei diritti umani, attacchi alla indipendenza dei giornalisti, mancanza di norme contro le lobby e sulla trasparenza nel finanziamento ai partiti, mancanza di coinvolgimento del pubblico nei processi decisionali e soprattutto solleva grosse perplessità sulla abolizione del reato di abuso di ufficio. Molte di queste criticità sono mali antichi del nostro Paese ma altri sono accentuati e continuano ad esserlo da parte dell'attuale Governo come il caso dell'abolizione dell'abuso di ufficio. 

Resta al di la della relazione che la logica politica che sta dietro certe riforme dell'attuale governo ma anche di quelli precedenti è di rimuovere, anzi favorire esplicitamente, l'opacità nella gestione della amministrazione pubblica presupposto di illeciti anche e soprattutto in campo ambientale: vedi QUI, di cui l'inchiesta QUI sul governo della Regione Liguria ne è esempio recente ma non meno rilevante 

lunedì 13 maggio 2024

LE RADICI LEGISLATIVE E POLITICHE DELLA INCHIESTA SUI PORTI LIGURI. RIDOTTI O CANCELLATI I PRESIDI DI LEGALITÀ E TRASPARENZA

Dopo l’apertura della inchiesta che ha coinvolto il Presidente della Regione Liguria operatori portuali ex dirigenti o commissari della Autorità portuale Genovese, leggo in questi giorni commenti dei giornalisti ed esperti, presunti o reali, che usano toni scandalizzati e preoccupati per quello che sta emergendo sulla gestione del porto di Genova.

La responsabilità penale è personale e verrà vagliata dalla magistratura ma nessuno di questi signori coglie uno dei nodi centrali che sta dietro la vicenda giudiziaria

Il nodo riguarda il modo in cui il legislatore ha, in questi anni, disciplinato la gestione delle aree portuale e il loro sviluppo, norme dettate dalle lobby portuale. D’altronde giornalisti che svolgano inchieste preventive autonome e indipendenti ormai si contano sulle dita di una mano almeno in Liguria. I politici invece si limitano a seconda della parte dove sono collocati a fare il tifo contro l’inchiesta oppure a favore della stessa. D'altronde una classe politica di posteggiatori, che ha sempre subito in questi anni le decisioni delle lobby portuali e non solo queste, non poteva e non può  andare oltre il tifo.

In questi anni, complice la stragrande maggioranza della classe politica di maggioranza o di opposizione, grazie alle normative semplificatorie le aree portuali e retroportuali e i rapporti porti città sono state trasformate/i in terra di conquista dei terminalisti (di conseguenza di scambio di favori tra operatori, burocrati e politici vari). 

Il tutto come se invece che aree demaniali statali o addirittura comunali fossero parte di uno stato indipendente controllato da una burocrazia pubblica e operatori portuali fuori da ogni circuito democratico. Non casualmente quindi è stata eliminato il potere di approvazione dei piani regolatori di sistema portuale da parte delle Assemblee elettive delle Regioni, mentre gli amministratori locali e regionali sono diventati poco di più di piazzisti immobilari.


Vediamole queste pseudo riforme (io le definirei colpi di mano) sui porti italiani…

martedì 21 novembre 2023

Diritto di accesso ai dati dei campionamenti sullo stato delle foreste

Conclusioni (QUI) dell’Avvocatura UE in relazione ad una controversia nata dalla attività dell’Agenzia per l’ambiente dell’Estonia che raccoglie, a intervalli regolari, presso determinati posti di campionamento permanenti, che forniscono dati utili per verificare lo stato generale delle foreste. Con le motivazioni che riporto nel post che segue la Avvocatura UE ha dichiarato che i dati dai suddetti campionamenti sono accedibili dal pubblico, associazioni ambientaliste prima di tutto, come informazioni ambientali. Le conclusioni dell'Avvocatura UE sono state accolte dalla sentenza 7 marzo 2024 (QUI). 

domenica 19 novembre 2023

Inchiesta Pubblica sul Paur per la discarica ex cava fornace ci vuole più trasparenza

È in corso, dopo la prima udienza preliminare, la Inchiesta Pubblica relativa al procedimento di PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) per l’ampliamento dell’altezza di coltivazione della discarica di rifiuti speciali in località loc. Porta nei Comuni di Montignoso (MS) e Pietrasanta (LU).

Una vertenza che seguo da anni per conto del Comitato di cittadini residenti nella zona che da anni si batte per la chiusura di questa discarica di cui ho trattato più volte nel passato su questo blog, QUI.

 

L’Inchiesta pubblica in corso è stata ad oggi impostata in modo molto discutibile per vari motivi:

martedì 12 settembre 2023

Rigassificatore a Vado: la comunicazione unilaterale del Presidente Toti

Il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina fb dichiara in relazione al progetto di collocare una nave rigassificatrice davanti a Vado: "Mercoledì 13 settembre alle 15 vi aspetto in diretta sulla mia pagina Facebook per rispondere a tutte le domande che potete scrivermi qui, nei commenti sotto questo post. Chiarire i dubbi dei cittadini è giusto e doveroso, soffiare sul vento delle loro paure non ha senso, non fa il bene di nessuno".

Questa è una affermazione prima di tutto profondamente scorretta e, come spiego alla fine del post, in contrasto proprio con le norme sulla partecipazione che disciplinano la realizzazione di progetti come quello proposto a Vado

Vediamo perché…

martedì 22 agosto 2023

Programmi di investimento esteri di interesse strategico nazionale: carta bianca a Commissari e Governo

L’articolo 13 del Decreto-Legge n° 104 del 10 agosto 2023 (QUI) convertito nella legge 136/2023 (QUI)prevede una procedura speciale per la realizzazione grandi programmi d'investimento esteri intesi come programmi di investimento diretto sul territorio italiano dal valore complessivo non inferiore all'importo di un miliardo di euro.

La nuova procedura è molto discutibile per tre motivi:

1. non si dà nessuna indicazione su quale possa essere la materia oggetto di questi programmi

2. si danno 15 giorni di tempo a tutti gli enti competenti per esprimere un parere sulla possibile ordinanza del commissario

3. si approva con un procedimento e una autorizzazione unica non un progetto ma un programma che contiene o può contenere più progetti senza peraltro chiarire ad esempio se il programma possa essere sottoponibile a Valutazione Ambientale Strategica. Il fatto che si preveda la procedura di conferenza dei servizi non risolve il dubbio visto che la VAS andrebbe svolta prima della approvazione dei singoli progetti.

Insomma, una procedura molto accelerata secondo una tradizione ormai ordinaria nel nostro diritto almeno dalla Pandemia in poi e suggellata dalla scusa della attuazione del PNRR e della emergenza guerra ed energia. Nel caso specifico, peraltro, non si comprende neppure di cosa dovrebbero occuparsi questi programmi di investimento.

Ma la tendenza a procedure speciali in deroga a norme ambientali, di evidenza pubblica, di trasparenza, di partecipazione dei territori e degli enti che li rappresentano è ormai la normalità altro che discipline di emergenza come dimostro nell’elenco che riporto nella prima parte del post che segue mentre nella seconda parte analizzo la nuova procedura speciale per investimenti esteri di interesse strategico prevista dal nuovo (ennesimo) Decreto-Legge emergenziale.

 

martedì 11 luglio 2023

Italia ratifica il protocollo sulla partecipazione delle comunità locali: usiamolo per riformare il modo di decidere sui territori

L’Italia con la legge n° 77 del 8 giugno 2023 (QUI) ha aderito al Protocollo addizionale alla Carta europea dell'autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari (decisioni) delle collettività locali, fatto a Utrecht il 16 novembre 2009.

L’Italia ha aderito a questo protocollo ed è un fatto positivo ma la realtà soprattutto nei territori è esattamente il contrario: decisioni prese senza trasparenza, normativa che impediscono o limitano la partecipazione del pubblico, deroghe (QUI) alle procedure di legge che garantirebbero valutazione e decisioni nel rispetto delle specificità dei singoli territori. Tutto questo soprattutto in campo ambientale ma non solo.

Comunque, anche questo strumento se utilizzato potrà aiutare a limitare questa strategia della politica e dei poteri ufficiali che tratta i territori come dei contenitori.

Usiamolo quindi questo Protocollo chiedendo alle amministrazioni pubbliche regionali, locali di inserirne i principi nelle regole e nella prassi decisionale.

domenica 25 giugno 2023

La Commissione UE limita le informazioni nella rendicontazione sulla sostenibilità aziendale

La Commissione UE lo scorso 9 giugno ha presentato una Proposta di Direttiva (QUI) che modifica la Direttiva 2013/34/UE (QUI) relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese.

La proposta di Direttiva introduce, nei suoi allegati, gli standard di rendicontazione di sostenibilità che le imprese devono utilizzare per realizzare per i propri bilanci ai sensi degli articoli 19 bis e 29 bis della Direttiva 2013/34/UE.

La Commissione però ha prodotto una versione della Direttiva che limita fortemente le informazioni sulla sostenibilità nella rendicontazione delle imprese, non tenendo contro neppure delle proposte di EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), organismo di advisory della Commissione europea nel campo del reporting aziendale.  

Sui limiti della proposta di Direttiva la associazione Transport & Environment ha prodotto un paper critico con proposte integrative che riporto in sintesi nella seconda parte del post.

 

venerdì 21 aprile 2023

Riconosciuto l’accesso alle informazioni su progetti GNL con garanzie finanziarie statali

Sentenza del Consiglio di Stato n° 2635 del 14 marzo 2023 (QUI) che ha ammesso il diritto di accedere alla associazione ReCommon (QUI) alle informazioni detenute da S.A.C.E. s.p.a. (QUI) inerenti ai progetti di produzione, liquefazione e commercializzazione di gas naturale denominati “Mozambique LNG Project” (QUI) e “Coral South” (QUI). 

Il Consiglio di Stato confermando la sentenza di primo grado riconosce il diritto di accesso della suddetta associazione illustrando i principi fondanti della normativa sull’accesso alle informazioni ambientali (DLgs 195/2005 QUI):

1.legittimazione all’accesso senza dimostrare particolare interesse specifico ma comunque coerente con finalità ambientali

2. oggetto dell’accesso inteso in senso ampio

3. diniego di accesso per motivi molto ristretti e dopo adeguata ponderazione dell’interesse ambientali con gli altri interessi tutelati dall’ordinamento giuridico

Leggi il comunicato di ReCommon sulla sentenza QUI.

A significare l’importanza del tema trattato dalla sentenza si ricorda che S.A.C.E. s.p.a., che nel 2017 ha assicurato per 700 milioni di dollari i rischi di Eni nel progetto Coral South. Nel 2019 sempre S.A.C.E. s.p.a. ha coperto i rischi della Saipem nel progetto Mozambique LNG con un finanziamento di 950 milioni di euro.

Peraltro guardate cosa succede cercando di accedere on line allo studio di impatto ambientale e sociale del progetto Mozambique LNG sul sito di Sace QUI.

Ma veniamo al contenuto delle motivazioni della sentenza in relazione ai tre punti sopra elencati

martedì 11 aprile 2023

Una legge che tutela chi segnala violazioni del diritto dell'Unione e nazionale

Il DLgs 10 marzo 2023, n. 24 (QUI) attua la Direttiva (UE) 2019/1937 (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali. 

venerdì 17 febbraio 2023

Ancora semplificazioni in deroga a norme ambientali mentre la Pubblica Amministrazione è inadeguata!

Il Governo Meloni, come risulta anche dal titolo del Secolo XIX pubblicato a fianco, annuncia la eliminazione di nuovi vincoli alle decisioni sulle opere per raggiungere gli obiettivi del PNRR e non solo.

Non è una novità il PNRR e in generale la Transizione Ecologica sono diventati il cavallo di Troia per far passare di tutto e di più tagliando fuori l’autonomia dei territori, le norme ambientali più importanti a cominciare dalla Valutazione di Impatto Ambientale in una sorta di commissariamento del diritto ambientale e del diritto delle comunità locali a partecipare alle scelte che impattano sui territori dove vivono. È questa la transizione ecologica che vogliamo?

La cosa indecente è che mentre continuano a semplificare i nostri governanti si dimenticano che il vero problema per l’attuazione del PNRR è l’efficienza della Pubblica Amministrazione non le leggi che ne definiscono i compiti e non lo affermo io ma la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale e i blocchi di assunzioni decisi dal nuovo Governo.  

Della serie il vero obiettivo è commissariare il diritto ambientale non accelerare le decisioni!

In questo post elenco sinteticamente, rinviando a LINK di approfondimento, tutte le deroghe e semplificazioni assurde prodotte ad oggi in danno dell’ambiente e della partecipazione delle comunità locali.

sabato 11 febbraio 2023

Infrastrutture critiche: una Raccomandazione della UE e il caso Panigaglia

Raccomandazione del Consiglio Ministri UE del 8 dicembre 2022 (QUI) su un approccio coordinato a livello dell'Unione per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche.

Le infrastrutture critiche sono quelle che forniscono servizi essenziali in detto mercato, in particolare in settori chiave quali l’energia, le infrastrutture digitali, i trasporti e lo spazio, nonché le infrastrutture critiche di significativa rilevanza transfrontaliera, la cui perturbazione potrebbe avere un significativo impatto su altri Stati membri.

La protezione delle infrastrutture critiche europee nei settori dell’energia (si pensi ad esempio a centrali termoelettriche e nucleari e rigassificatori) e dei trasporti è attualmente disciplinata dalla Direttiva 2008/114/CE del Consiglio (QUI), recepita in Italia dal DLgs 61/2011 (QUI). Invece, la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione, con particolare riguardo per le minacce di natura informatica, è assicurata dalla Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio (QUI).

giovedì 19 gennaio 2023

Rendicontazione societaria di sostenibilità e informativa sui rischi ambientali e climatici

La Direttiva (UE) 2022/2464 (QUI)del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022 modifica la Direttiva 2013/34/UE (QUI) sui bilanci di imprese.

La Direttiva 2022/2464 introduce un nuovo articolo 19-bis alla vecchia Direttiva del 2013, Nel nuovo articolo si prevede che le imprese di grandi dimensioni e le piccole e medie imprese, ad eccezione delle microimprese includono nella relazione sulla gestione informazioni necessarie alla comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità, nonché informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione.

Invece il Regolamento UE 2022/2453 (QUI) del 30 novembre 2022 introduce al Regolamento 2021/637 l’obbligo di una serie di informazioni sui rischi ambientali e climatici come elencate negli allegati a detto nuovo Regolamento

Vediamo più in particolare queste due novità della normativa UE.