Ci sono due passaggi emblematici della sentenza del TAR Liguria che ha accolto solo in minima parte la richiesta milionaria di risarcimento danni contro il Ministero dei Beni Culturali nella vicenda del contestato progetto su Piazza Verdi.
Eccoli questi passaggi:
1. Il “reperimento di fondazioni di vecchi edifici ottocenteschi che avevano richiesto per due volte l’iter per l’autorizzazione alla demolizione; come precisato dalla difesa del Ministero detto rallentamento è imputabile esclusivamente al comune, che ha omesso la previa verifica -in fase progettuale- dell’interesse archeologico ai sensi degli artt. 95-96 del D.Lgs. 163/2006, con conseguente necessità di effettuare gli studi e le indagini in fase esecutiva;”
2. “anche in considerazione dei ritardi nei lavori direttamente imputabili all’amministrazione civica.”
Questi passaggi confermano quanto da me sostenuto, come pure dal Comitato nato contro il progetto Buren – Vannetti, come spiego di seguito...
Eccoli questi passaggi:
1. Il “reperimento di fondazioni di vecchi edifici ottocenteschi che avevano richiesto per due volte l’iter per l’autorizzazione alla demolizione; come precisato dalla difesa del Ministero detto rallentamento è imputabile esclusivamente al comune, che ha omesso la previa verifica -in fase progettuale- dell’interesse archeologico ai sensi degli artt. 95-96 del D.Lgs. 163/2006, con conseguente necessità di effettuare gli studi e le indagini in fase esecutiva;”
2. “anche in considerazione dei ritardi nei lavori direttamente imputabili all’amministrazione civica.”
Questi passaggi confermano quanto da me sostenuto, come pure dal Comitato nato contro il progetto Buren – Vannetti, come spiego di seguito...



















