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sabato 5 gennaio 2019

Il TAR Liguria: i ritardi su Piazza Verdi frutto anche degli errori del Comune.

Ci sono due passaggi emblematici della sentenza del TAR Liguria che ha accolto solo in minima parte la richiesta milionaria di risarcimento danni contro il Ministero dei Beni Culturali nella vicenda del contestato progetto su Piazza Verdi.

Eccoli questi passaggi:
1. Il “reperimento di fondazioni di vecchi edifici ottocenteschi che avevano richiesto per due volte l’iter per l’autorizzazione alla demolizione; come precisato dalla difesa del Ministero detto rallentamento è imputabile esclusivamente al comune, che ha omesso la previa verifica -in fase progettuale- dell’interesse archeologico ai sensi degli artt. 95-96 del D.Lgs. 163/2006, con conseguente necessità di effettuare gli studi e le indagini in fase esecutiva;
2.anche in considerazione dei ritardi nei lavori direttamente imputabili all’amministrazione civica.


Questi passaggi confermano quanto da me sostenuto, come pure dal Comitato nato contro il progetto Buren – Vannetti, come spiego di seguito... 

venerdì 3 marzo 2017

La partecipazione a Spezia è una "tela di Penelope". Ecco le prove!

Il Sindaco di Spezia  tempo fa sul Secolo XIX dichiarava: “Le grandi questioni di prospettiva, penso al Piano urbanistico comunale adesso e al Piano strategico in passato, hanno dato ampio spazio alla partecipazione”. Forse io e lui siamo vissuti in due città diverse in questi anni.

L’ultima porcata partecipativa il Comune l’ha realizzata con il progetto di rifacimento della scalinata Cernaia. Anni di impegno gratuito del Comitato dei cittadini per salvare questa scalinata, commissioni, riunioni “partecipate”, accordi verbali e scritti, atti che apparentemente sembravano accogliere le richieste dei cittadini e alla fine, come denuncia il Comitato oggi sul Secolo XIX, ecco che con la politica del fatto (anzi in questa caso dei “lavori”) compiuto/i si aggira questo confronto che i cittadini avevano condiviso volontariamente spendendo gratuitamente il loro tempo di vita per difendere un pezzo di identità storica della città.

Ma come dire è solo l’ennesimo esempio e la tecnica è sempre la stessa: si avvia il percorso partecipativo, si fanno i tavoli, si strombazza, con la “comunicazione” pagata da tutti noi, il percorso, si coinvolgono tutti gli interessi in gioco e…… nel frattempo nelle segrete stanze del Comune si organizzano i fatti perché in quelle stanze cosa fare rispetto all’oggetto del percorso lo sanno in anticipo i soliti noti. In questo senso mi aspetto la stessa fine del tavolo di confronto sulla c.d. "movida" del centro città: nel tavolo si discute e fuori dal tavolo si distrugge quello che si è raggiunto nella discussione: LA TELA DI PENELOPE e sappiamo bene chi sono i disfacitori notturni!
Credo sia arrivato il tempo di chiudere ogni canale di comunicazione con questi Amministratori che non meritano neppure un secondo del tempo di vita dei cittadini attivi spezzini.
Sono il solito “esagerato”, NO  è la storia politico amministrativa che parla al posto mio.

mercoledì 11 gennaio 2017

Piazza Verdi: l’estetica è soggettiva, la verità si costruisce sui fatti

Sto occupandomi di numerose vertenze ambientali non solo spezzine molto rilevanti per la salute dei cittadini liguri ma devo ancora leggere falsità sul progetto Buren Vannetti per Piazza ex Verdi e sono costretto a reintervenire mio malgrado per amore della verità e a prescindere dai giudizi estetici ed artistici sui portali "bureniani".

domenica 1 gennaio 2017

Piazza Buren (ex Verdi) le balle sulla partecipazione mai avvenuta

Sono costretto mio malgrado  a intervenire sulla nuova Piazza Buren perché continuo a leggere  falsità sull’iter che ha portato a decidere questo progetto.
Ho sempre scritto e detto che ognuno ha il diritto di pensarla come gli pare sul progetto e ci mancherebbe. Ma per favore basta con la “favola” che i cittadini sono stati coinvolti nella decisione sul rifacimento sulla piazza.
Intanto a smontare questa tesi basterebbe quello che ha dichiarato il Sindaco Federici proprio nella conferenza stampa di presentazione della inaugurazione della Piazza Buren: “La favola che la storia di una città venga fuori dalla condivisione e dalla partecipazione è appunto una favola” (Secolo XIX 31/12/2016). Appunto!

Comunque voglio ritornare sulla questione di merito: quale partecipazione sul progetto Buren Vannetti! Non perché serva per rimettere in discussione il progetto che ormai è in gran parte eseguito e semmai sarà oggetto di controlli sulla sua gestione e sui costi che ha prodotto alle casse pubbliche. Credo invece che tornare un momento sul punto della partecipazione serva perché la vicenda di Piazza Verdi è emblematica della cultura elitaria di chi amministra il Comune di Spezia e questo dovrà essere oggetto di ampia discussione in vista delle prossime elezioni amministrative non per un discorso di parte ma per amore della verità e perché nessun altro progetto strategico venga deciso senza coinvolgere la città in tempo utile a prescindere da chi governerà il Comune dal 2017.

Sul progetto Buren non c’è stata partecipazione. Ne da un punto di vista della democrazia rappresentativa (ruolo del Consiglio Comunale), ne dal punto di vista della democrazia partecipativa (coinvolgimento dei cittadini in fase preliminare alla decisione amministrativa). Ecco perché……

martedì 27 dicembre 2016

Piazza Buren ex Piazza Verdi: il dissenso si affronta non lo si criminalizza

I politici dai capi di governo fino a consiglieri regionali, sindaci, assessori addirittura a volte consiglieri comunali hanno spesso bisogno di pararsi il culo con schieramenti militarizzati di polizia.


A conferma arriva la notizia che oggi si terrà una riunione urgente del Comitato provinciale per l’ordine pubblico che metterà nello stesso calderone: rischio terrorismo, feste di fine anno e contestazione (eventuale) alla inaugurazione della nuova Piazza Buren Vannetti (ex Piazza Verdi).
Poteva essere, quella della inaugurazione, l'occasione per l'Amministrazione Federici di riaprire la comunicazione con la parte ampia della città che non voleva questo Progetto, invece la si vuole trasformare nella ennesima "smargiassata" di questo Sindaco che non perde occasione per dividere la città tra "buoni e cattivi".

lunedì 28 marzo 2016

Bolongaro intervista su Piazza Verdi:una cultura privatistica della cosa pubblica e della "bellezza".

Il Signor Bolongaro intervistato dal Secolo XIX (vedi QUI), per sua “grazia” e dopo anni di controversie sul progetto di Piazza Verdi, ci dispensa il suo pensiero. Peccato che le sue interpretazioni rimuovano parecchie questioni decisive.

Ho sempre pensato che il progetto Buren Vannetti non fosse ne brutto ne bello ma semplicemente totalmente in contrasto con la storia e l’immagine della Piazza, anche a prescindere dai pini, soprattutto eccessivamente costoso per le casse comunali e pubbliche in generale, in una città che richiedeva e richiede interventi di riqualificazione urbana ben più rilevanti e importanti come dimostrano le nostre periferie abbandonate da anni.
Ma queste sono mie opinioni personali, invece come ho sempre detto e scritto in questa vicenda, nonostante le accuse dei miei detrattori che però non hanno mai smentito nel merito questa tesi, il vero problema del Progetto di Piazza Verdi non era e non è tanto o solo il progetto in se ma anche e soprattutto le modalità in cui è stato pensato, istruito, approvato e realizzato. 
È questo che il Signor Bolongaro rimuove e questa rimozione è ancora più grave del progetto in se, perché dimostra l’assenza in questo personaggio di una cultura amministrativa volta prima di tutto all’interesse pubblico e non alla “sua” visione dell’arte e della bellezza.

Vediamo cosa rimuove il Signor Bolongaro, riportando prima in corsivo e grassetto e nel riquadro, le domande e le sue risposte nella intervista al Secolo XIX

lunedì 15 febbraio 2016

Piazza Verdi: la mia sentenza del Tar Liguria e quella del Comune

Leggo anche oggi sul Secolo XIX l’ennesima interpretazione della sentenza del TAR Liguria che ha respinto la domanda del Comune di Spezia per l’annullamento del provvedimento con il quale le Soprintendenze Archeologica e Belle Arti e Paesaggio in data 23 settembre 2015 avevano imposto nuove prescrizioni al progetto di riqualificazione di Piazza Verdi.

A me pare che le questioni siano chiare come peraltro lo erano dopo la sentenza del Consiglio di Stato che sicuramente aveva accolto pienamente le tesi del Comune.  Su quella sentenza espressi molte perplessità (vedi QUI)ma non ho mai scritto che il fronte del no al progetto Buren Vannetti avesse vinto o comunque non avesse perso.
Ora invece dopo la sentenza del TAR Liguria si cerca da parte del Comune di dimostrare che, come diceva la mia nonna, “Cristo è morto dal sonno”, vale a dire che il Comune non sarebbe stato “condannato” sic!

mercoledì 10 febbraio 2016

Piazza Verdi sentenza TAR contro il Comune: significato e conseguenze

Relativamente alla sentenza del Consiglio di Stato n.769 del 2015 che accoglieva le tesi del Comune di Spezia sulla vertenza  avente ad oggetto il progetto di riqualificazione di Piazza Verdi,  in un post del 13 febbraio 2015 sottolineavo in questo modo le contraddizioni dei giudici di Palazzo Spada (che riporto di seguito in blu).

In un punto della sentenza di merito il Consiglio di Stato, riprendendo le tesi del Comune e dei suoi periti e avvocati, si avventura in una valutazione di merito sulla definizione dell’interesse culturale della piazza,  per cui la relazione storica della soprintendenza allegata al decreto di  dichiarazione di interesse culturale: “non è idonea a sovvertire  il giudizio di estraneità dell’alberata al progetto originario della piazza”. Peccato che qualche riga sopra questa affermazione la stessa sentenza affermi che il ruolo storico dei filari dei pini in rapporto alla piazza è: “come noto di regola insindacabile e rimesso alla discrezionalità tecnica propria della amministrazione preposta alla tutela”, e chi sarebbe questa Amministrazione preposta? La Soprintendenza ovviamente,  ma guarda a volte dove portano le forzature motivazionali!

Per un esame completo di questo post dello scorso anno vedi QUI.

Il TAR Liguria con sentenza n.133, pubblicata oggi (vedi QUI),

mercoledì 21 ottobre 2015

Piazza Verdi: il Comune aveva deciso da mesi lo scontro con il Ministero dei Beni Culturali

Ho avuto modo di leggere la copia degli atti e delle lettere  tra il Comune di Spezia e gli organi del Ministero dei Beni Culturali che si stanno occupando della richiesta di revisione del progetto di riqualificazione di Piazza Verdi alla luce della verifica dell’interesse archeologico svolta sulla piazza nei mesi scorsi.

Come è noto tutta la vicenda si è, per ora, conclusa con la decisione della Giunta Federici di impugnare al TAR l’atto delle Soprintendenze Archeologica e delle Belle Arti e Paesaggio con il quale si chiede al Comune di modificare il progetto secondo le prescrizioni in esso indicate.

Sulla legittimità o meno di questi atti e scambi epistolari ci sarà tempo per intervenire e anch’io esprimerò la mia opinione. Anche perché la documentazione che il Comune ha prodotto su richiesta del Consigliere Comunale Giulio Guerri risulta incompleta in quanto mancano quattro documenti fondamentali:
1. Relazione Soprintendenza Archeologica del 18/6/2015 prot. n. 330 che risponde alle richieste di chiarimenti del Direttore Generale Archeologia
2. Le 2 Relazioni della Soprintendenza Archeologica del 21/7/2015 prot. n. 8615 e del 27/7/2015 prot. n. 8837 che contengono la verifica preventiva dell’interesse archeologico della piazza
3. L’Atto di Indirizzo del Direttore Generale Belle Arti e Paesaggio del 31/7/2015 prot. n. 18289 che interviene sulle contraddizioni tra i ritrovamenti del Politeama e del quartiere del Torretto con la attuale visione della Piazza dopo i lavori svolti dal Comune



Quello che voglio invece dimostrare in questo post è, attraverso la analisi del testo dei documenti relativi a questa nuova controversia su Piazza Verdi, che il Comune aveva comunque deciso fin dall’inizio di non adeguarsi a qualsiasi decisione che sarebbe emersa dalla verifica dell’interesse archeologico da parte degli organi competenti del Ministero dei Beni Culturali. In sostanza c’è stata fin dall’inizio una pregiudiziale del Comune verso l’attività del Ministero e dei suoi organi questo nonostante che il Comune fosse in difetto fin dall’inizio visto che non aveva svolto la obbligatoria, per legge, verifica preventiva dell’interesse archeologico (vedi QUI). 

sabato 12 settembre 2015

Il Comune spezzino fa causa al Ministro Bray: una vendetta giuridicamente infondata

L’Amministrazione Comunale spezzina dichiara che farà causa al Ministro Bray per il famoso “tweet” con il quale dichiarava che il Comune avrebbe dovuto svolgere la verifica di interesse culturale di Piazza Verdi prima di iniziare i lavori del progetto di riqualificazione della stessa.

A questo punto sorgono due domande inevitabili:
1. il Comune ha dei fondamenti legali forti per attivare questa causa e soprattutto chiedere poi un eventuale risarcimento danni all’ex Ministro?
2. la sentenza del Consiglio di Stato che dette ragione al Comune sul progetto Buren Vannetti contiene elementi che possano sostenere la tesi risarcitoria del Comune?


A mio avviso no e spiego perché:

domenica 2 agosto 2015

Piazza Verdi: come funziona la procedura di verifica di interesse archeologico

L’assessore Mori, del Comune della Spezia, non si smentisce quanto a supponenza e ignoranza e anche oggi sul Secolo XIX dichiara che comunque il Comune deve andare avanti sul progetto di Piazza Verdi a prescindere da quello che pensa la Soprintendenza Archeologica e la Direzione generale Archeologia del Ministero per i Beni Culturali.


Quello che afferma l’assessore non risponde al vero. Voglio ricordare all’Assessore come funziona la procedura di verifica dell’interesse archeologico che peraltro si sarebbe dovuta eseguire molto prima e ciò non è stato per responsabilità della Amministrazione Federici, vedi QUI (a proposito di chi produce inefficienza e ritardi nelle opere pubbliche cittadine).  

venerdì 10 luglio 2015

Perché spostare i soldi dalla Convenzione Enel Enti locali a Piazza Verdi è illegittimo

Ieri l’ineffabile Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Spezia  relativamente allo spostamento di oltre 400.000 euro dalla convenzione Comune – Enel al progetto di Piazza Verdi ha dichiarato:
E' solo una donazione che Enel dà alla amministrazione per migliorare il livello di vita della città


Quello che afferma l’Assessore non è vero: i soldi, della Convenzione Enel - Comune della Spezia, non sono una donazione  e non sono versati per migliorare genericamente il livello di vita della città,  e ora vi spiego perché…..

mercoledì 1 luglio 2015

Federici, la lettera al Ministro, l’archeologia di Piazza Verdi: “il nemico marcia sempre alla tua testa”

Il Sindaco spezzino Federici scrive al Ministro per i Beni Culturali: "Il nostro territorio infatti è entrato nella sfera di un parossistico interesse di alcuni tuoi Uffici, non in ragione di importanti emergenze storico-architettoniche .......No, non tutto questo! Il “core business” delle Soprintendenze nazionali pare essersi, da tempo e ossessivamente, focalizzato sulla centrale piazza Verdi in La Spezia"............. 

domenica 28 giugno 2015

Piazza Verdi: le responsabilità del Comune nella verifica di interesse archeologico

Con la nota del Direttore Generale Archeologia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Soprintendenza regionale competente, viene comunicata la sospensione provvisoria del cantiere di Piazza Verdi per valutare il valore archeologico dei nuovi ritrovamenti al centro della piazza dove dovrebbe essere realizzate le famose (piscine) e i portali di Buren nonché l’agorà.   

Le reazioni scomposte dell’assessore competente del Comune, riportate dal quotidiano La Nazione che ha dato la notizia della suddetta nota,  lasciano sconcertati.
L’assessore, con la solita arroganza istituzionale della Amministrazione Federici, di fronte ad un atto di un altra istituzione pubblica,  minaccia querele, azioni di risarcimento danno, parla di “accanimento contro questa Piazza”.  È questa la cultura istituzionale e di governo della Giunta Federici: insulti e minacce a tutti quelli che sembrano voler mettere i “bastoni fra le ruote” ai progetti di questa amministrazione comprese le altre istituzioni!

Peccato che quello che sta accadendo era già tutto scritto nelle carte ufficiali e sarebbe stato compito proprio della Amministrazione Comunale gestire anticipatamente quello che ora sta esplodendo.

Vediamo perché intanto limitandoci a leggere gli atti:

giovedì 25 giugno 2015

Piazza Verdi, la verifica archeologica, l’Assessore ignorante

L’Assessore Mori del Comune di Spezia non perde occasione per intervenire su questioni di cui non ha la minima conoscenza. In una intervista al Secolo XIX di oggi dichiara: “ la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico avrebbe comportato costi da paura per poi ritrovarci col solito Politeama e i soliti muri del Torretto. No meglio così
Ovviamente non è così e ora vi spiego perché



mercoledì 24 giugno 2015

Progetto Piazza Verdi: le anticipazioni illegittime del Soprintendente alla Archeologia Ligure

Personalmente, insieme con gli amici del Comitato per Piazza Verdi e le associazioni ambientaliste, ho contrastato il progetto di Piazza Verdi, usando tutti i mezzi legali che ogni cittadino attivo ha per agire contro scelte che ritiene sbagliate da parte della Pubblica Amministrazione e soprattutto frutto di un decisionismo unilaterale e poco rispettoso della identità storico architettonica e comunitaria della città (vedi QUI).  Ma ancora una volta mi trovo di fronte ad un comportamento inopportuno e,  a mio avviso come spiego in questo post, illegittimo di un dirigente della Pubblica Amministrazione, in questo caso il Soprintendente alla Archeologia della Regione Liguria. 

lunedì 22 giugno 2015

Convenzione Enel e Piazza Verdi:perché il Comune dichiara il falso e si contraddice

Nel post di ieri (vedi QUIho spiegato come l’atto del Comune che sposta i finanziamenti dell’enel per la salute e l’ambiente al progetto di Piazza Verdi sia in palese contraddizioni con la vigente normativa nazionale.

In questo post invece voglio analizzare puntualmente la contraddizione dell’atto del Comune addirittura con la stessa Convenzione (per il testo completo vedi QUI) a dimostrazione che l’ipotizzata distrazione di fondi pubblici e di danno erariale da tale distrazione non è poi così tanto ipotetica.

I soldi per disinquinare la centrale vanno su Piazza Verdi: Illegittimo!

Il Secolo XIX di oggi pubblica un lungo ed interessante articolo nel quale informa i cittadini spezzini che per la continuazione dei lavori del rifacimento di Piazza Verdi saranno utilizzati i soldi previsti dalla Convenzione Enel Comune della Spezia allegata alla nuova autorizzazione del 6 settembre 2013: la autorizzazione integrata ambientale (di seguito AIA) di cui ho trattato più volte in questo blog relativamente a significato e limiti e possibili revisioni.
La decisione è contenuta nella determina che trovate QUI mentre la  Convenzione è quella sottoscritta il 18.2.2014 da Comune della Spezia ed Enel SpA ai sensi del testo unico ambientale (DLgs 152/2006).

Con il post che segue dimostrerò la fondatezza giuridica di due concetti:
1. la convenzione socio economica tra Enel e Comune non doveva limitarsi solo al Comune di Spezia in quanto anche altri Comuni interessati dall’impatto ambientale e sanitario della centrale avevano diritto  a partecipare quanto meno alla definizione dei contenuti della Convenzione socio economica con Enel 
2. i soldi e i gli investimenti economici previsti dalla Convenzione devono essere usati strettamente per due finalità: migliorare l’impatto ambientale/sanitario della centrale, far svolgere studi che verifichino l’impatto ambientale e sanitario della centrale in chiave ovviamente preventiva e di miglioramento delle prescrizioni autorizzatorie vigenti. 

mercoledì 17 giugno 2015

Piazza Verdi: Verifica interesse archeologico, questa sconosciuta!

Come si vede dalla foto a fianco,  scaricata da facebook,  durante i lavori su Piazza Verdi sono emerse nuovo emergenze archeologiche che rallenteranno come era già avvenuto in precedenza più volte i lavori della Piazza.
Le dichiarazione dei progettisti e del Comune sono sconcertanti: “ci aspettavamo di trovarle”.  

Ma un conto è aspettarselo altro è svolgere le procedure preventive di verifica e tutela dell’interesse archeologico di un sito o un immobile oggetto di ristrutturazione come previsto dalla legge.  

Nell’atto che autorizzò a suo tempo il progetto di Piazza Verdi sotto il profilo del Codice dei Beni Culturali la Soprintendenza ai Beni Architettonici  ricordava l’atto della Soprintendenza ai Beni Archeologici, datato 25/5/20012, dove si affermava che: “la progettazione dell’opera pubblica è stata effettuata in totale difformità” con la vigente normativa in materia di vincolo archeologico.  

martedì 21 aprile 2015

Il Decreto sui criteri per definire gli alberi monumentali urbani.

Gli amici dell’interessante sito Molise Alberi (vedi a questo LINKmi hanno segnalato l’avvenuta pubblicazione del Decreto Ministeriale (vedi QUIche fissa i criteri per definire in ogni Comune l’elenco degli alberi monumentali in aree urbane, di cui ho trattato QUIalla luce della recente legge regionale ligure che disciplina nella nostra Regione la introduzione di questa nuova categoria di alberi monumentali.