lunedì 17 giugno 2024

Incostituzionale la esclusione della autorizzazione paesaggistica per parcheggi ed opere temporanee

La Corte Costituzionale con sentenza n° 82 del 10 maggio 2024 (QUI) ha dichiarato la incostituzionalità di una norma regionale che escludeva la applicazione della autorizzazione paesaggistica per parcheggi temporanei a condizione che entro 30 giorni dalla loro funzionalità venisse garantito il ripristino dei luoghi.

venerdì 14 giugno 2024

Avvocatura della UE su quali effetti ambientali delle ragionevoli alternative nella VAS

Conclusioni (QUI) della Avvocatura UE del 21 marzo 2024 che chiarisce il ruolo delle alternative nella Valutazione Ambientale Strategica di piani e programmi. 

In sintesi l’Avvocatura afferma:

1. La valutazione delle alternative è obbligatoria nella procedura di VAS e quindi nel Rapporto Ambientale devono essere individuati, descritti e valutati anche gli effetti ambientali delle alternative ragionevoli

2. La valutazione delle alternative nella VAS può definire prescrizioni che devono essere rispettati nelle procedure di autorizzazione e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dei progetti previsti dai piani e programmi già sottoposti a VAS. In questo modo la VAS trasforma il piano o programma nel quadro delle localizzazioni sostenibili in un territorio.

3. Sul concetto di alternative ragionevole nella VAS riportato dalla Direttiva 2001/42/CE (QUI) le alternative che non possono conseguire gli obiettivi del piano/programma, o che esulano dell'ambito territoriale, non sono in genere ragionevoli e non richiedono ulteriore valutazione. Sul punto si veda Consiglio di Stato n° 6152/2021 (QUI): le alternative scelte devono essere realistiche ma allo stesso tempo non devono essere costruite solo in negativo per giustificare la versione originale di Piano/Programma, il tutto in coerenza con la lettera h) [NOTA 1] dell’allegato I alla Direttiva 2001/42”.

4. Al fine di confrontare gli effetti ambientali delle alternative occorre tenere conto dei parametri normativi del diritto ambientale dei settori interessati da detti effetti (rifiuti, aria, rumore, biodiversità, scarichi idrici etc.

5. Se la Direttiva 2001/42/CE non obbliga le autorità competenti a scegliere l'opzione che grava di meno sull'ambiente la VAS deve consentire la comparazione occorre comunque venga svolta una comparazione degli effetti ambientali tra l’opzione scelta e le alternative. Sul punto si veda Consiglio di Stato n° 6152 del 2021 che ribadisce le alternative devono essere descritte analiticamente (QUI)

giovedì 13 giugno 2024

La newsletter sulle sentenze in materia ambientale pubblicate a APRILE MAGGIO 2024


 

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su sulle sentenze della Corte di Giustizia e Tribunale UE e della Corte Costituzionale pubblicate nei mesi di APRILE MAGGIO 2024.

NEWSAMBIENTE contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi.

N.B. se avete difficoltà a scaricare la NEWSAMBIENTE inviatemi richiesta a questa mail marco.grondacci@gmail.com - oppure marco.grondacci@libero.it

Tra i provvedimenti più significativi di questi due mesi:

lunedì 3 giugno 2024

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a APRILE MAGGIO 2022

Pubblicata, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nei mesi di APRILE MAGGIO 2024.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.


N.B. se avete problemi a scaricare la NEWSAMBIENTE scrivete a questa mail e la invierò immediatamente, marco.grondacci@libero.it  


Tra i provvedimenti più significativi di questi due mesi:

sabato 1 giugno 2024

Dalle UE un Regolamento per il silenzio assenso delle reti di comunicazione elettronica

Regolamento (UE) 2024/1309 (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica gigabit.

Il Regolamento risponde alla necessità di realizzare l'obiettivo (del programma strategico per il decennio digitale 2030 - QUI) di connettività del decennio digitale dell'UE mira a garantire che tutte le famiglie dell'Unione abbiano accesso a una rete Gigabit fissa a velocità Gigabit e che la copertura mobile 5G sia disponibile per tutte le zone popolate entro il 2030. Un'infrastruttura digitale di alta qualità basata su tali reti ad altissima capacità (VHCN).

Il Regolamento individua direttiva agli stati membri che mirano a semplificare la realizzazione di dette reti e possiamo affermare senza temere di essere smentiti che in Italia le semplificazioni (spesso in deroga a norme ambientali da ultimo vedi QUI) ci sono già e anche troppe. Per non parlare della recente introduzione dell’innalzamento dei limiti di emissioni dei campi elettromagnetici (QUI).

 

Vediamo in sintesi le principali novità del Regolamento UE appena pubblicato…

venerdì 31 maggio 2024

La nuova Direttiva UE sulle sanzioni penali agli illeciti ambientali

La nuova Direttiva (UE) 2024/1203 (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024 (modificata leggermente rispetto a quella proposta inizialmente-QUI) stabilisce norme minime per quanto riguarda la definizione dei reati e delle sanzioni al fine di proteggere l'ambiente in modo più efficace, nonché per quanto riguarda le misure volte a prevenire e combattere la criminalità ambientale e ad applicare efficacemente il diritto ambientale dell'Unione.

Prima di tutto la nuova Direttiva, che sostituisce la vecchia Direttiva 2008/99/CE) estende (vedi elenco ex articolo 3) il numero di fattispecie che gli stati membri devono sanzionare come reati (articolo 4 paragrafo 2) compresa (articolo 4 paragrafo 1) l'istigazione, il concorso e il concorso nella commissione degli stessi.

La nuova Direttiva stabilisce inoltre la durata massima delle pene detentive a seconda delle tipologie di reati elencati nell’articolo 3.

Secondo l’articolo 6 della nuova Direttiva gli Stati membri provvedono affinché le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili dei reati di cui agli articoli 3 e 4 qualora tali reati siano stati commessi a vantaggio delle stesse da qualsiasi persona che occupi una posizione preminente all'interno della persona giuridica interessata, agendo individualmente o come parte di un suo organo.

Per i reati commessi dalla persona giuridiche gli stati membri devono stabilire adeguate sanzioni penali ma anche misure sanzionatorie amministrative quali: obbligo di ripristino ambientale, risarcimento danno, esclusione da finanziamenti e contributi pubblici, interdizione dalla attività di impresa, revoca di autorizzazioni, chiusura impianti utilizzati per commettere i reati di cui all’elenco dell’articolo 4. 

 

Analizziamo in modo più approfondito il testo della Direttiva

giovedì 30 maggio 2024

Come gestire il percolato in discarica chiarimenti dalla UE

Il Ministero dell’Ambiente ha interpellato (QUI) agli uffici della UE (in particolare la Rappresentanza permanente UE- QUI) ed altri enti. Sulla base delle risposte il Ministero ha predisposto un documento (QUI) che produce chiarimenti relativamente al rilascio di un titolo autorizzativo per il trattamento in situ del percolato di discarica e la reimmissione del concentrato di percolato così ottenuto nell’invaso della discarica, dopo l’emanazione del Decreto legislativo 3 settembre 2020, n.121 che ha recepito Direttiva (UE) 2018/850, che modifica la Direttiva 1999/31/CE (QUI) e ha apportato modifiche al DLgs 36/2003 (QUI).

Si ricorda che per percolato la lettera m) comma 1 articolo 2 DLgs 36/2003 si intende: “qualsiasi liquido che si origina prevalentemente dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi e che sia emesso da una discarica o contenuto all'interno di essa”.