mercoledì 1 febbraio 2023

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a GENNAIO 2023


 

 

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nel mese di GENNAIO 2023.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

Consiglio di Stato sul biodigestore di Vezzano Ligure: la storia e qualche presunte verità da sfatare

Il Consiglio di Stato (QUI) ha ribaltato la sentenza del TAR Liguria che sosteneva la incompatibilità del sito del progetto di biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure con la pianificazione vigente sia provinciale (di area nella dizione della legge ligure) che di ambito (secondo l’approvato piano del 2018), piani che indicavano come sito per il biodigestore quello di Boscalino nel Comune di Arcola.

Il Consiglio di Stato quindi con la sua sentenza ha di fatto ma soprattutto di diritto dato il via libera alla realizzazione del mega-biodigestore a Saliceti nel Comune di Vezzano Ligure.

Su questa sentenza mi sento di svolgere le seguenti riflessioni sia generali che più strettamente giuridiche

 

martedì 31 gennaio 2023

Piani controllo fauna selvatica in mano alla politica e ai cacciatori!

La legge 197/2022 (bilancio previsione 2023 e pluriennale 2023-.2025 - QUI) modifica la legge quadro sulla caccia relativamente ai piani di controllo e abbattimento della fauna selvatica a rischio danni ambientali economici e sociali.

Modifiche che hanno un obiettivo preciso rimuovere il ruolo tecnico scientifico dell’Istituto Nazionale per la fauna selvatica ridotto a mero ente consultivo e lasciare in mano alle Regioni e ai cacciatori la gestione dei piani di abbattimento della fauna selvatica, arrivando alla follia di prevedere di abbattere la fauna in aree urbane!

Ma vediamo nel merito cosa prevedono queste modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2023. 

lunedì 30 gennaio 2023

Impianti di interesse strategico nazionale contro l’ambiente e la Costituzione

L’articolo 5 del Decreto Legge n° 2 del 5 gennaio 2023 (QUI) modifica il Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (QUI), recante disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.

Relativamente a stabilimenti industriali dichiarati di interesse strategico nazionale secondo la legge 231/2012 (QUI) la cui gestione ha realizzato reati anche ambientali da comportare una sanzione di interdizione della attività, si permette la continuazione dell’attività affidata ad un commissario nominato come amministratore straordinario.  Il giudice detta le prescrizioni necessarie alla continuazione della attività tenendo conto dei provvedimenti autorizzativi delle autorità competenti rilasciati in precedenza. "Tenere conto" come si sa ha la valenza giuridica che in cucina ha una padellata di aria fritta!

Insomma il famoso bilanciamento tra interessi di impresa e tutela di ambiente e salute qui va a farsi benedire in contrasto, come vedremo nel post integrale che segue questa breve introduzione, con la stessa giurisprudenza costituzionale ma anche con l’ultima versione dell’articolo 41 della Costituzione (in realtà anche con la precedente) che chiaramente afferma come l’iniziativa economica privata (ma anche pubblica ovviamente) non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. In questo articolo non si parla di bilanciamento tra economia e ambiente ma che comunque qualsiasi attività economica non può recare danno a salute e ambiente.

Infine la nuova normativa introduce due ulteriori novità sotto il profilo processuale penale:

1. Se chi continua a gestire l’attività di interesse strategico nazionale sulla base delle prescrizioni del giudice non risponderà comunque degli eventuali illeciti anche ambientali commessi in questa attività se si è limitato a rispettare le prescrizioni del giudice

2. Qualsiasi contenzioso contro le decisioni del giudice e/o del gestore saranno di competenza del tribunale di Roma violando così il principio costituzionale secondo cui “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge “(articolo 25 Costituzione)

sabato 28 gennaio 2023

L'emergenza Ucraina sdogana il CSS in deroga alle norme ambientali della UE

L’articolo 4-bis della legge 6/2023  (QUI) modifica l’articolo 5-bis della legge 28/2022 relativo a disposizioni per l'adozione di misure preventive necessarie alla sicurezza del sistema nazionale del gas naturale.  

Il comma aggiunto prevede che al fine di fronteggiare l'eccezionale instabilità del sistema nazionale del gas naturale derivante dalla guerra in Ucraina e di consentire il riempimento degli stoccaggi di gas per l'anno termico 2022-2023, nonché di massimizzare l'impiego di impianti alimentati con combustibili diversi dal gas naturale, esclusivamente fino al 31 marzo 2024, la sostituzione del gas naturale con combustibili alternativi, compreso il combustibile solido secondario (di seguito CSS).

Siamo di fronte all’ennesima semplificazione in deroga alle norme ambientale nell’uso di combustibili inquinanti come appunto il CSS, semplificazioni e deroghe che per il CSS sono in atto da tempo vedi QUI. Nella nuova norma introdotta dal Decreto Legge 6/2023 si prevede, come vedremo nel seguito del post, tra l’altro perfino il silenzio assenso per la Valutazione di Impatto Ambientale e per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativamente all’avvio dell’utilizzo dei combustibili alternativi compreso il CSS.

Così l’uso semplificato del CSS nella norma del 2021 (QUI) era giustificato dalla attuazione del PNRR ora con il nuovo decreto legge 6/2023 la giustificazione diventa la guerra in Ucraina, alla fine l’emergenza diventerà ordinaria e riusciranno a usare il CSS ovunque senza norme ambientali appropriate nonostante la giurisprudenza abbia cominciato a mettere dei paletti come spiego nel post che segue questa introduzione.

venerdì 27 gennaio 2023

Sanatorie opera abusive in aree vincolate: no a deroghe regionali

La Corte Costituzionale con sentenza n° 252 del 19 dicembre 2022 (QUI) ha dichiarato la incostituzionale di una norma regionale per la quale il legislatore regionale intendeva fornire l'interpretazione autentica dell'art. 24 della legge reg. Siciliana n. 15 del 2004, che ha recepito in Sicilia il terzo condono edilizio, previsto dall'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003 convertito nella legge 326/2003 (QUI). 

In forza della disposizione regionale impugnata, la menzionata norma di recepimento deve essere interpretata nel senso che è ammissibile la sanatoria delle opere abusive «realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta».

giovedì 26 gennaio 2023

Antenne Telefonia autorizzazioni e norme urbanistiche: analisi della giurisprudenza

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 10228 del 21 novembre 2022 (QUI) ha deciso l’appello contro una sentenza del TAR che accoglieva la richiesta di annullamento del provvedimento con il quale il Responsabile Area Urbanistica Edilizia Privata Attività Produttive di un Comune aveva annullato, in autotutela, il titolo formatosi per silentium sull’istanza presentata da una società di gestione dei servizi di telefonia mobile ai sensi dell’art. 87 del d.lgs. 259/03 Codice Comunicazione Elettroniche di seguito Codice (ora vedi nuova versione del Codice articolo 44 QUI) per realizzare un impianto tecnologico di telefonia mobile.

Oltre alla tematica del silenzio assenso (analizzata QUI) la sentenza affronta anche la tematica del rapporto tra installazione di antenne di telefonia mobile e norme urbanistiche e vincoli ambientali alla localizzazione delle stesse. Di seguito una analisi della sentenza sopra citata ma anche della giurisprudenza in generale sul rapporto tra autorizzazione antenne e disciplina edilizia ed urbanistica...