martedì 27 dicembre 2016

Piazza Buren ex Piazza Verdi: il dissenso si affronta non lo si criminalizza

I politici dai capi di governo fino a consiglieri regionali, sindaci, assessori addirittura a volte consiglieri comunali hanno spesso bisogno di pararsi il culo con schieramenti militarizzati di polizia.

A conferma arriva la notizia che oggi si terrà una riunione urgente del Comitato provinciale per l’ordine pubblico che metterà nello stesso calderone: rischio terrorismo, feste di fine anno e contestazione (eventuale) alla inaugurazione della nuova Piazza Buren Vannetti (ex Piazza Verdi).
Poteva essere, quella della inaugurazione, l'occasione per l'Amministrazione Federici di riaprire la comunicazione con la parte ampia della città che non voleva questo Progetto, invece la si vuole trasformare nella ennesima "smargiassata" di questo Sindaco che non perde occasione per dividere la città tra "buoni e cattivi". 

giovedì 15 dicembre 2016

Cosa occorre fare per il futuro dell’area della centrale Enel

Leggo oggi sul Secolo XIX che ci sarebbe stata una “litigata” tra il Sindaco di Spezia ed un suo assessore sulla destinazione dell’area della centrale Enel di Vallegrande all’interno della discussione sul nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC).

Come sempre questi signori (vedi discussione sulla stazione crocieristica QUIusano i problemi della città per scontrarsi su questioni di potere interno magari per riposizionarsi nella gerarchia del PD spezzino in vista delle prossime elezioni amministrative.

Sul futuro dell'area Enel penso che nella giunta Federici invece che litigare sul nulla dovrebbero preoccuparsi di affrontare le seguenti questioni:

mercoledì 14 dicembre 2016

Perché il Protocollo regionale per promuovere il CSS deve essere revocato

Con Delibera della Giunta Regionale n. 1077 del 5/12/2016 (vedi QUIè stato approvato un Protocollo d'Intesa Regione Liguria - Consorzio Ecocarbon, per lo studio di soluzioni gestionali e tecniche sull'utilizzo del CSS (Combustibile solido secondario) di cui al D.M. 22/2013 (vedi QUI). Per un analisi di questo Decreto vedi QUI.

L’Assessore Regionale all’Ambiente alla domanda della giornalista Sondra Coggio del Secolo XIX chi l’ha previsto, di produrre CSS? Così ha risposto E’ scritto nel piano dei rifiuti che abbiamo ereditato dalla giunta Burlando: il Css come evoluzione del Cdr”. La risposta non è esaustiva.

martedì 13 dicembre 2016

Comune di Spezia la partecipazione arriva con le elezioni e poi scompare

Il Sindaco di Spezia oggi sul Secolo XIX dichiara: “Le grandi questioni di prospettiva, penso al Piano urbanistico comunale adesso e al Piano strategico in passato, hanno dato ampio spazio alla partecipazione”. Forse io e lui siamo vissuti in due città diverse in questi anni
In questo post voglio ricordare a tutti cosa le Amministrazioni spezzine di centro sinistra in questi 15 anni hanno sfatto o non hanno fatto in materia di trasparenza e partecipazione. Lo voglio ricordare non per fare polemica ma perché solo con una profonda autocritica sul passato oltre che sul presente chi amministra questa città potrà cambiare il modo di governare rendendolo più trasparente e partecipato ma anche più efficiente…. perché credo sia sotto gli occhi di tutti che la logica autoritaria del Sindaco Federici e della sua Amministrazione non abbia fino ad ora prodotto neppure risultati concreti soprattutto risultati frutto di un confronto partecipato con i cittadini spezzini.

domenica 4 dicembre 2016

Bonifica Pitelli: nuova delibera Regione, confusione degli Amministratori spezzini

La Regione Liguria ha approvato una delibera che prevede la possibilità di avviare, da parte della pubblica amministrazione, azioni di bonifica all’interno del sito di Pitelli per poi rivalersi sui proprietari anche se non sono soggetti inquinatori. 
Non mi sono piaciute le battute dell’assessore all’Ambiente del Comune di Spezia che, riprendendo il tipico stile arrogante e confusionario del Sindaco Federici, ha fatto due affermazioni false:
1. È merito della amministrazione Comunale spezzina se si è arrivati a questa delibera della Regione 
2. La declassificazione del sito di Pitelli da nazionale a regionale ha semplificato le procedure il problema sono i finanziamenti”. 

Per entrambe queste affermazioni possiamo dire che sono i fatti e gli atti a dimostrarne la infondatezza. 
Sulla prima non ho da dire molto siamo alle solite polemicucce politichesi: “Io sono arrivato prima di te…” etc. etc. 
La seconda invece esprime una totale disonesta intellettuale. Ormai è noto che la rimozione dei finanziamenti alle bonifiche dei siti di interesse nazionale è stata opera dei governi di centro sinistra poi confermate da quelli di centro destra. Quindi,  la scelta di tagliare i fondi alle bonifiche dei Siti di bonifica nazionali è stata portata avanti dai governi del PD come ha dimostrato non solo il sottoscritto in vari post di questo blog ad esempio vedi QUI, ma un documento della stessa CGIL nazionale (per il testo vedi QUI)
Quanto alle procedura semplificate. Quelle sono rimaste le stesse tranne il trasferimento di competenze da Stato a Regione e Comuni con le conseguenze che sappiamo. Perché il problema non stava nelle procedure. Il problema stava e sta in due questioni:
1. i finanziamenti pubblici 
2. il mancato coinvolgimento dei privati. 
Sul punto 1 ho scritto sopra, sul punto 2 invece è bene soffermarsi in modo più articolato in questo post. 
La strada della azione di bonifica per poi rivalersi sui proprietari, inquinatori o meri titolari di diritti reali sui terreni inquinati,  è tutt’altro che semplice e rischia di diventare un boomerang se non si utilizzano gli strumenti che la normativa prevede per coinvolgere i privati, anche e soprattutto in termini di finanziamenti, nelle procedure di bonifica. 

sabato 26 novembre 2016

Centrale Enel, fonti inquinanti, elezioni e gli "studi" del Comune di Spezia

Siamo vicini alle elezioni e arrivano i soliti studi sull’inquinamento a Spezia, in ritardo di anni, incompleti, e che continuano a rinviare gli aspetti di impatto sanitario delle diverse fonti inquinanti sui cittadini.
Una messe di dati confusi non sistematizzati che ci colpisce da anni, che non arriva mai ad una conclusione sui rischi alla salute dei cittadini e soprattutto che non viene mai utilizzata quando si tratta di autorizzare attività e impianti inquinanti, esistenti o meno: centrale enel, ampliamento porto spezia, rigassificatore di panigaglia, etc. etc. 

giovedì 24 novembre 2016

Piani emergenza industrie a rischio e consultazione cittadini: nuove norme

Lo scorso 3 novembre è stato pubblicato in Gazzetta il nuovo regolamento  (Decreto n. 200 del 29/9/2016 per il testo vedi QUI) che disciplina le modalità con le quali il pubblico interessato deve essere coinvolto nelle fasi di elaborazione del Piano di Emergenza Esterno (di seguito PEE) per le industrie e attività soggette alla normativa Seveso III. Si tratta della normativa sulla prevenzione, gestione dei rischi di incidenti rilevanti che possano coinvolgere ampie fasce di popolazione.
La Liguria come è noto è interessata da molti impianti Seveso: alla Spezia per esempio il Rigassificatore di Panigaglia e la Centrale Enel. A Genova e Comuni limitrofi sono molte le industrie Seveso e una di queste ha avuto recentemente un importante incidente stiamo parlando della Iplom deposito e raffineria e stesso discorso per Savona.
Un discorso specifico è da fare per i porti di interesse nazionale come quelli di Genova, Spezia e Savona per i quali nonostante le modifiche normative recenti si può ancora pensare ad un Piano di Emergenza Portuale come ho spiegato QUI.

mercoledì 16 novembre 2016

Arpal: serve una profonda riforma non la demagogia giustizialista

Ieri sera in Consiglio Comunale a Spezia è stata presentata una mozione da parte di un consigliere PD con la quale si chiedeva sostanzialmente (al di dei soliti giri di parole politichesi) il commissariamento del dipartimento spezzino dell’Arpal. Una mozione demagogica volta solo a rimuovere le responsabilità di chi ha governato Enti Locali e Regione in tutti questi anni. 

giovedì 10 novembre 2016

Inchiesta Porto Spezia: noterelle su responsabilità politico amministrative

L’Inchiesta sulla Autorità Portuale (di seguito AP)spezzina fa emergere un quadro inquietante anche solo leggendo sui quotidiani locali le intercettazioni, per non parlare delle accuse mosse dalla Procura nei confronti dei rappresentati principali di questo ente pubblico così rilevante per la nostra città.

Ma non è mia intenzione trattare in questo post l’inchiesta che sarà oggetto della azione della magistratura. Mi interessa invece capire se la gestione “allegra” come sembra emergere dalla inchiesta sia responsabilità di poche persone (gli imputati “eccellenti”) o derivi anche da una incapacità del livello politico burocratico ed imprenditoriale del settore a garantire una governance legittima e trasparente della AP.

lunedì 7 novembre 2016

La Cassazione sui dragaggi a Spezia: considerazioni penali e politico-amministrative

La Sentenza della Cassazione n.46170 del 3 novembre 2016 (per il testo integrale vedi QUIha ribaltato la decisione del Tribunale di Spezia che aveva dissequestrato il cantiere di dragaggio dei moli Garibaldi e Fornelli.


La sentenza è importante in due direzioni.

La prima locale visto che sulla base di questa sentenza viene avvalorata la tesi della Procura del Tribunale di Spezia e degli avvocati della Legambiente spezzina sul potenziale danno ambientale al golfo dalla attività illecita di dragaggio.
La seconda nazionale in quanto per la prima volta dopo l’approvazione della introduzione della legge sui nuovi delitti ambientali è stata fornita dalla Cassazione la interpretazione sulle modalità di applicazione del delitto di inquinamento ambientale (articolo 452-bis [1] Codice Penale)

Ma già la stessa ordinanza del riesame del Tribunale spezzino pur dissequestrando l’area di dragaggio aveva riconosciuto:

lunedì 31 ottobre 2016

La Centrale Enel di Spezia, il rischio di incidente, le lacune amministrative

Leggo sul Secolo XIX di oggi che il Comune di Spezia ha rilasciato l’intesa sul Piano di Emergenza Esterno (PEE) per la centrale termoelettrica di Vallegrande.

Si tratta di un documento fondamentale per la gestione del rischio di incidente industriale per impianti sottoposti alla normativa c.d. Seveso (siamo oggi alla versione III) di derivazione comunitaria.

Questo atto amministrativo obbligatorio e vincolante non è stato fino ad ora pubblicato nei siti previsti dalla legge sia del Comune (deve essere pubblicato nel settore Informazioni Ambientali della sezione Amministrazione Trasparente) ma soprattutto della Prefettura che è l'ente che lo predispone, ma sulle modalità di pubblicazione tornerò più avanti in questo post.  
Posso però dire che già come impostato e alla luce della ricerca che ho svolto nei siti degli enti competenti: Prefettura, Comune, Regione, ci sono gravi lacune amministrative. Lacune che partendo dal rischio incidentale della centrale si estendono ad un area ampia che coinvolge tutto il nostro golfo. Lacune ovviamente in riferimento alla vigente normativa (DLgs 105/2015) che disciplina la materia.

Vediamo quindi a cosa serve il PEE, come deve essere approvato,  come deve rapportarsi al territorio esterno all’impianto a cui si riferisce soprattutto nel caso della esistenza di altri impianti soggetti alla citata normativa Seveso, con quale livello e modalità di informazione e coinvolgimento del pubblico interessato. E sulla base di questa analisi capire i limiti e la lacune tutt’ora esistenti su tutti questi aspetti, in relazione alla centrale Enel di Spezia ma anche agli altri impianti presenti nella zona Golfo spezzino.

venerdì 28 ottobre 2016

Rischio incidente nei porti: analisi critica e una proposta operativa

Come ho avuto modo di analizzare in un post[1] dell’agosto 2015, su questo blog, l’articolo 33 del DLgs 105/2015 (attuazione Direttiva Seveso III sul rischio incidenti rilevanti) ha abrogato il Decreto Ministeriale 16 maggio 2001, n.293 che disciplinava il Rapporto di Sicurezza che la Autorità Portuale doveva presentare e aggiornare per valutare in termini cumulativi (rispetto a tutte le attività a rischio nei porti) il rischio di incidente industriale. 
La questione è tutt’altro che meramente formale non solo perché nei porti (come quelli di Spezia e Genova ad esempio) sono presenti industrie e attività di per se soggette alla normativa Seveso, ma anche per la presenza di sostanze pericolose sulle navi che entrano nei porti italiani potenzialmente associabili alle numerose collisioni che avvengono nei porti. Secondo il Rapporto [2] dell'European Maritime Safety Agency, nel quinquennio 2011-2014, il 42% degli incidenti che hanno visto coinvolte navi mercantili, traghetti, petroliere, bulk passeggeri è avvenuto in acque ristrette e specie nelle acque portuali. A questa percentuale, già significativa,
si aggiunge un 27% di incidenti in acque costiere sotto le 12 miglia, sovente negli spazi dove le navi in attesa di ormeggio danno fonda alle ancore e dove comunque si sviluppa la fase iniziale o quella finale delle manovre che la nave compie per entrare o uscire dal porto. Voglio ricordare che, ad esempio, nel porto di Spezia transitano, tra le altre, navi gasiere e navi militari compresi sommergibili nucleari. Aggiungo che secondo detto Rapporto il 67% degli errori sono dovuti ad errori umani ponendo quindi un ulteriore elemento di rischio in relazione alla formazione del personale e relativi controlli.

Di seguito analizzo la disciplina abrogata e quella che comunque resta in vigore nonché una analisi critica di questa abrogazione per poi concludere con una proposta istituzionale che garantisca una adeguata prevenzione del rischio incidentale anche nelle aree portuali.

mercoledì 26 ottobre 2016

Accesso agli atti interni della P.A. da parte del cittadino

Le Pubbliche Amministrazioni continuano spesso a fare resistenze di ogni genere alle richieste di accesso agli atti in loro possesso da parte dei cittadini singoli e associati. Questo nonostante che la normativa e la giurisprudenza in materia siano da tempo chiarissime. Da ultimo si veda una sentenza del Consiglio di Stato Sez. V n. 3856 del 13 settembre 2016[1] con la quale si è ribadito un principio spesso violato dalle Amministrazioni Pubbliche di ogni livello: quello sul diritto di accesso agli endoprocedimentali o atti interni.
Eppure la normativa sull’accesso in generale e sull’accesso alle informazioni ambientali su questo aspetto è chiarissima così come sull’accesso di atti spesso negati come quelli edilizi. Di seguito un riassunto della principale normativa e giurisprudenza in materia compresa l’ultima sentenza del Consiglio di Stato sopra citata.

lunedì 24 ottobre 2016

Discarica ex cava Fornace MS: tutte le lacune di valutazione e autorizzazione.

La vicenda della discarica della ex cava Fornace  nel Comune di Montignoso MS è l’ennesimo esempio di come le procedure di scelta di siti per impianti a rilevante impatto ambientale spesso e volentieri non rispettino sia la volontà dei cittadini residenti che le norme e le buone istruttorie tecnico amministrative in materia ambientale e della prevenzione sanitaria.
La discarica nata come discarica di inerti assegnata al servizio dello smaltimento dei residui di lavorazioni lapidee (marmettola) della zona, è stata con una serie di autorizzazioni trasformata dal 1993 ad oggi in una vera e propria discarica per rifiuti speciali sia non che pericolosi (amianto compreso).
Quella che segue è la versione completa della relazione che ho tenuto lo scorso sabato alla assemblea organizzata dal Comitato contro la discarica.

mercoledì 19 ottobre 2016

Discarica di Saturnia: la confusione di Acam su progetti e procedure

Oggi sul quotidiano La Nazione di Spezia i dirigenti di Acam si lamentano dei ritardi burocratici per la autorizzazione della discarica di Saturnia.

A mio avviso quel progetto è previsto in un sito sbagliato come è emerso con chiarezza anche dalla Inchiesta Pubblica in particolare per le problematiche idrogeologiche ma anche legate alla bonifica complessiva dell’area in cui la nuova discarica verrebbe collocata.  
Ma non è di questo che ora voglio trattare. Ma della superficialità del management di Acam nel presentare/elaborare e gestire proceduralmente i progetti di impianti a rilevante impatto ambientale come una discarica di servizio.

Riparazione navi porto di Genova: gli impatti ambientali esistono e vanno gestiti

La discussione del Consiglio Regionale di ieri ha sofferto troppo della logica di schieramento senza entrare nel problema dell’impatto ambientale delle attività presenti nel porto. Attività presenti peraltro  anche negli altri porti liguri (Savona/Vado e Spezia).
Se si fosse entrati nel merito forse la problematica degli impatti ambientali anche delle attività di riparazione e manutenzione navali sarebbe stata vista in un ottica diversa e le critiche alla gestione ambientale dei cantieri sarebbero state viste come più fondate di quanto non sia stato nello scontro tutto di schieramento nella Assemblea regionale che ha ridotto il tutto all’assurdo conflitto lavoro contro salute. Conflitto che non è nell’interesse di nessuno sia dei cittadini che tanto meno dei lavoratori che dell’impatto sulla salute nei luoghi di lavoro sono i primi a pagare le conseguenze.

Eppure la documentazione non  manca in materia. Faccio due esempi ma il discorso potrebbe essere sicuramente ben più ampio e mi auguro che questo succeda al più presto.

martedì 18 ottobre 2016

La disciplina della pianificazione degli ambienti costieri: porti, cantieri, turismo

La discussione che c’è stata questa mattina in Consiglio Regionale della Liguria sulla ricollocazione dei cantieri di riparazioni navali  a prescindere dalla diverse posizioni in campo,  è stata forse anche per la logica di schieramento tipica delle assemblee elettive  piuttosto limitata sotto il profilo strategico. 
Eppure in Europa su questi temi è in atto un dibattito che ha prodotto strumenti di regolamentazione della pianificazione sostenibile degli ambienti costieri e degli usi che in tali ambienti l’uomo ha realizzato o prevede di realizzare. Strumenti anche di tipo operativo con apposite linee di finanziamento per piani programmi e progetti sostenibili nell’uso delle nostre coste.
Sarebbe interessante che in Consiglio Regionale si discutesse anche su come gli strumenti che descrivono di seguito sono stati o non sono stati recepiti nelle scelte concrete sull’uso delle coste liguri come è noto tra le più “ingolfate” di attività con impatti cumulativi significativi ambientali, sociali ed economici.

Di cosa sto parlando lo spiego in questo post. 

La declassificazione del sito di Pitelli: una enorme presa in giro in danno dei cittadini

L’articolo di oggi, come sempre ben documentato da Sondra Coggio, sul Secolo XIX conferma purtroppo quanto da tempo sostengo sul fallimento totale degli obiettivi per i quali era stato giustificato (dai nostri amministratori locali) la declassificazione del sito di bonifica di Pitelli da nazionale a regionale.
Ora arriva la notizia che la annunciata (vedi articolo Secolo XIX del 24 ottobre 2014 qui a fianco) messa in sicurezza, non quindi una vera e propria bonifica, per l’area della Pertusola  (una parte piccola ma significativa dell’intero sito di Pitelli) non parte perché mancano i finanziamenti.  
Così le tronfie dichiarazioni di due anni fa di amministratori regionali e comunali (vedi QUI)  sono evaporate come neve al sole, comprese le dichiarazioni (vedi QUI) del Sindaco Federici all’epoca “siamo di fronte ad un percorso concreto” condite con le solite insultanti ironie verso chi non la pensava e non la pensa come lui.
Verrebbe voglia di fare della facile ironia anche a me se non fosse che è in gioco la salute e l’immagine del golfo e della città dove vivo.

Ma visto che siamo in zona campagna elettorale e quindi di balle su questa vicenda ne sentiremo ancora molte, mi interessa invece chiarire ancora una volta la enorme presa in giro che è stata nascosta dietro la vicenda della declassificazione del sito di Pitelli da nazionale a regionale. Una declassificazione che sempre di più appare per quello che è: un tentativo di rimuovere le responsabilità di amministratori locali e regionali prima sull’inquinamento delle colline di Pitelli e poi sulla mancata bonifica di queste.

Ma i fatti, gli atti sono li a smascherare questa enorme presa in giro come dimostro nelle note che seguono……

sabato 1 ottobre 2016

Emissioni da navi nei porti: quale trasparenza e quali controlli

In occasione dell’Italian Cruise Day in svolgimento alla Spezia si è riaperta anche nella nostra città la discussione sui rischi legati alle emissioni delle navi che attraccano nei nostri porti: sia navi container  che passeggeri. La associazione Cittadini per l’aria ha chiesto, giustamente, che vengano resi pubblici  in generale gli atti relativi ai controlli e alle eventuali sanzioni.
Ma quali sono questi atti, di chi è la competenza ad eseguirli e pubblicarli, cosa si può fare al di la dei formalismi burocratici per monitorare adeguatamente l’inquinamento dei nostri porti e l’impatto che può produrre sul territorio urbanizzato che lo circonda.

venerdì 30 settembre 2016

Impianto rifiuti Cerri di Follo: le NON risposte di gestore e istituzioni

Dopo il deposito dell’esposto del Comitato dei cittadini della zona sulla situazione dell’impianto rifiuti in località Cerri di Follo ( sul Secolo XIX di ieri vedi a fianco) è intervenuta la Guardia Forestale che ha acquisito i fascicoli e la documentazione in merito all'impianto in oggetto come pubblicato questa mattina dal quotidiano Il Secolo XIX.
Ovviamente attenderemo con fiducia il lavoro di indagine del Corpo Forestale ma nel frattempo ho avuto modo di leggere alcune dichiarazioni incredibili da parte dei gestori e del Sindaco territorialmente competente.

mercoledì 28 settembre 2016

Inchiesta Pubblica nella VIA: un regolamento della Regione Liguria inadeguato

La Giunta Regionale ligure ha approvato un regolamento (per il testo completo vedi QUI) che disciplina l’Inchiesta Pubblica nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) di competenza regionali.

L’Inchiesta Pubblica è una modalità di coinvolgimento del pubblico interessato agli impatti di un progetto od opera sottoposto a VIA. Si svolge quindi all’interno del procedimento di VIA e dopo che questa è aperto.

Il regolamento approvato è in generale positivo in quanto per la prima volta viene regolamentata una procedura che pur esistendo per la  VIA dalla legge regionale 38 del  1998 (commi 5,6,7 dell’articolo 11) non era mai stata avviata se non nell’ultimo anno. Nell’ultimo anno si sono svolte o si stanno svolgendo varie Inchieste Pubbliche in Liguria come quella sulla discarica di Saturnia a Spezia, sulla piattaforma container della Maersk a Vado, sul biodigestore di rifiuti a Isola del Cantone a Genova.

Ma nonostante le suddette novità il testo del regolamento approvato sembra mancare in gran parte l’occasione per meglio definire questa Inchiesta Pubblica soprattutto in chiave di una efficace partecipazione del pubblico  e quindi di una gestione e prevenzione dei conflitti ambientali sul territorio ligure. Senza considerare che poco opportunamente il regolamento non disciplina la Inchiesta Pubblica nella Valutazione Ambientale Strategica dei Piani e Programmi questo nonostante che la stessa sia esplicitamente prevista ma non regolamentata specificamente dall’articolo 11 della legge regionale 32/2012.

martedì 27 settembre 2016

Impianto rifiuti Cerri di Follo: esposto dei cittadini esasperati

Presentato, da parte del Comitato tutela della salute pubblica Cerri Lagoscuro, un esposto alla Guardia Forestale e per conoscenza al Comune di Follo sulla situazione dell’impianto di messa in riserva con selezione, cernita, recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, ubicato in località Cerri del Comune di Follo.
Come si vede dalle foto riprodotte in questo post nonostante le segnalazioni e diffide che da anni vengono presentate, da parte dei cittadini residenti, alle autorità competenti (Provincia e Comune di Follo) la situazione continua ad essere non solo pericolosa per la salute dei residenti nella zona (pochi metri in linea d’aria dall’impianto) ma totalmente fuori legge sia rispetto alla normativa generale sui rifiuti e la tutela della salute come pure delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia e mai fatte rispettare. Significativo è il comportamento del Sindaco di Follo che non ha mai provato neppure a livello di dichiarazioni, ad esercitare i suoi poteri di massima Autorità Sanitaria sul territorio comunale.
Riporto il testo dell’esposto che ho elaborato dal punto di vista tecnico giuridico insieme con l’Avvocato Massimo Lombardi del foro di Spezia.

giovedì 15 settembre 2016

Non difendo la mia candidatura ma il rispetto per la mia città

Scrivo queste ultime note sulla mia candidatura e le scrivo sul mio blog perché non voglio che si perdano nel mare magnum dei social network.
E’ l’ultima volta che intervengo, politicamente, sulla mia mancata candidatura a Sindaco della Spezia perché non voglio più che tutto questo mi porti via energie per le vertenze ambientali che devo seguire a fianco dei cittadini inquinati.
Sarò  schematico proprio per evitare ogni ambiguità interpretativa.

martedì 13 settembre 2016

Avvocatura UE sulla procedura di valutazione ambientale dei piani su piccole aree

Con le conclusioni presentate lo scorso 8 settembre, nella causa C444-015, l’Avvocato Generale della UE  (JULIANE KOKOTT - vedi QUI) ha ulteriormente definito un parametro fondamentale per l’applicabilità della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nei piani e programmi che insistono su piccole aree locali.

venerdì 26 agosto 2016

La mia posizione sulla candidatura a Sindaco della Spezia

Dopo l’articolo di oggi sul Secolo XIX relativo alla mia decisione di non partecipare alla Comunarie di 5stelle, sono apparse sulla rete dichiarazioni e interpretazione varie totalmente false e oltretutto in palese contrasto perfino con quanto riportato nello stesso. 
Credo quindi sia necessario per una questione di trasparenza e rispetto verso il mio pensiero, quello vero non le interpretazioni “interessate”, riportare l’integrale lettera che lo scorso 17 agosto ho inviato al Movimento 5stelle della Spezia. 

giovedì 18 agosto 2016

Granulati Muto srl: l’inquinamento resta e le istituzioni latitano

L’impianto di lavorazione dei residui lapidei sito in località Lagoscuro (Comune di Vezzano Ligure) da anni funziona producendo gravi disagi ambientali e sanitari ai cittadini residenti nella zona.
L’impianto è gestito dalla famiglia Muto e il gestore (Granulati Muto srl ex Inerti Muto srl) era stato colpito da provvedimento interdittivo antimafia (tutt’ora in vigore vedi QUI). E’ stato cambiato il rappresentante legale dell’impianto (la moglie o ex moglie della persona colpita da detto provvedimento) e questo per ora ha permesso la continuazione della attività con problemi ambientali e sanitari rilevanti non risolti ne dai gestori ne dalle autorità competenti. 

sabato 13 agosto 2016

Impianto rifiuti Albiano Magra: le responsabilità delle Istituzioni

Si è tenuto ieri pomeriggio (vedi QUI) il Consiglio Comunale di Aulla sulla questione dell’impianto di selezione e  trattamento di rifiuti non pericolosi, urbani pericolosi, nonché stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi, sito in Albiano Magra in pieno centro abitato.

Come è noto l’impianto è oggetto da anni di forti contestazioni da parte dei residenti  anche alla luce dei numerosi incidenti, incendi ed emissioni odorigene avvenuti in questi anni, l’ultimo poche settimane fa.

In questa vicenda, come ho avuto modo di spiegare nella assemblea pubblica dello scorso 4 agosto in Albiano Magra (vedi QUI), sono rilevanti le omissioni procedurali, la confusione tecnico amministrativa, le lacune istruttorie.  A mio avviso nessuno degli enti competenti in questa vicenda (fino a poco tempo fa (Provincia e Comune di Aulla ora anche la Regione) ha svolto fino in fondo il proprio dovere istituzionale soprattutto non hanno esercitato, come vedremo, tutti i poteri che avevano a disposizione dando l’impressione ai cittadini di essere lasciati soli di fronte ai disagi prodotti da questo impianto.

mercoledì 10 agosto 2016

Discarica Lotto 6 Sanremo-Taggia: nuove illegittimità

Le ultime novità amministrative sulla nuova discarica (c.d. Lotto 6) di Sanremo e Taggia confermano un modo di operare delle amministrazioni competenti assolutamente illegittimo e comunque non trasparente. Non solo ma la prevenzione sanitaria continua ad essere rimossa come dimostro nell'analisi che segue.....    

lunedì 8 agosto 2016

Terre scavo Ospedale Felettino: ritorni dei soliti noti, opacità amministrativa, rischi ambientali

Come da notizia apparsa sul Secolo XIX di oggi la New New Ambiente srl, la società di Via del Popolo riconducibile ad Orazio Duvia e Franco Bertolla, e al geologo di fiducia Iacopo Tinti  ha avuto l'incarico di gestire il trasporto e recupero delle terre e rocce da scavo dall'ospedale Felettino. Sono gli attori presenti, come imprenditori e consulente, già ai tempi della inchiesta sulle discariche di Pitelli a cominciare dalla Sistemi Ambientali. 

Il dato particolarmente interessante è che l’incarico è stato dato attraverso una gara, come riporta il Secolo XIX, a cui ha partecipato solo la New Ambiente. Una cosa simile era successa per il “recupero” dei fanghi dei dragaggi dei torrenti Lagora e Dorgia (vedi un post del gennaio 2015 QUI). 

giovedì 28 luglio 2016

Deposito Fegino: la rimozione di alcune norme di tutela dei cittadini

Mi pare che per la vicenda del deposito petrolifero del Fegino (Genova) quello che le Amministrazioni competenti continuano a non capire ( o non vogliono capire) è che oltre alla questione della bonifica c'è un problema di continue (da anni) emissioni odorigene sostanzialmente incontrollate. Le Amministrazioni si nascondo dietro una interpretazione inaccettabile della legge vigente (peraltro in contrasto con il dettato della stessa come vedremo tra poco).

Questa interpretazione della legge da parte degli
Amministratori sia del Comune di Genova che della Giunta regionale ligure suona così: "la normativa nazionale ci limita".

Ma è davvero così?

Sommessamente io dico di no e faccio due esempi precisi e documentati...

sabato 23 luglio 2016

Biodigestore Isola del Cantone GE: paciughi e ambiguità di Regione e Città Metropolitana

La vicenda del Biodigestore [1] previsto in località Isola del Cantone in provincia di Genova oltre agli aspetti strettamente ambientali che vedono praticamente tutta la comunità locale, Comuni interessati compresi, contrari a questo progetto, ha degli aspetti procedurali e quindi strettamente politico amministrativi inquietanti. In questo post ricostruisco i passaggi amministrativi principali di questa vicenda che tutt’ora non è chiusa mancando ancora sia il giudizio di VIA che la successiva autorizzazione.
Vale però la pena approfondire lo stato dell’iter in corso perché indicativo di un modo di procedere dell’Ente Regione ma anche in questo caso della Città Metropolitana di Genova (ex Provincia) che dimostra la confusione, la superficialità ma anche la ambiguità con la quale vengono gestiti i processi decisionali a rilevanza ambientale in Liguria. Tutto questo peraltro in un caso come quello qui esaminato dove è in corso una Inchiesta Pubblica a dimostrazione che anche quando si apre al coinvolgimento del pubblico la Pubblica Amministrazione competente continua a muoversi su due piani paralleli che rischiano di non incontrarsi mai: quello apparente della partecipazione e quello reale delle decisioni prese nel chiuso delle stanze.


Vediamo perché il caso del Biodigestore di Isola del Cantone rientra pienamente in questa logica…

venerdì 22 luglio 2016

Corte Costituzionale su Città Metropolitane e Province: Si a funzioni senza risorse adeguate

La sentenza n. 159 /2016 [1]  si è pronunciata sul ricorso da parte delle Regioni Campania, Lombardia, Puglia e Veneto contro la legge 23 dicembre 2014,n.190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge  di stabilità 2015).
In particolare il ricorso verteva sulla questione di legittimità costituzionale dei seguenti commi della suddetta legge che si presenta come attuativa della legge quadro n. 56/2014 analizzata in questo post (vedi QUI) e nella relazione ad esso allegata tenuta alla Conferenza organizzata dal Movimento5stelle Liguria lo scorso 14 luglio..... 

giovedì 21 luglio 2016

I miracoli dell’impianto rifiuti di “Santo” Saliceti

Leggo su Città della Spezia che da una ispezione congiunta (vedi QUI) di Arpal e Carabinieri non sono risultate violazioni delle prescrizioni autorizzatorie e neppure  emissioni odorigene dall’impianto di trattamento rifiuti in località Saliceti (Comune di Vezzano Ligure) è il 2013 ma la storia è continuata anche dopo ovviamente come è noto a tutti soprattutto ai residenti della zona. 

A questo punto mi chiedo, in modo volutamente provocatorio, quale impianto hanno visitato e visitano quelli che lo controllano e cosa sentono quelli che lo gestiscono? 

Io parlo con i cittadini residenti che mi raccontano altre storie  e questi signori che fanno i controlli, oltre ad andare una tantum sul posto , con chi parlano?

Centrale Vado: per quando voi vi crediate assolti, sarete per sempre coinvolti

Notizia di oggi dai vari mass media: sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure i politici vengono esclusi dal processo perché “erano inconsapevoli dell'inquinamento della centrale”.  
Sotto il profilo della responsabilità penale tutto questo ci può stare. Ma invito i politici che hanno svolto nel passato un ruolo amministrativo nella vicenda a non sentirsi troppo "sollevati" perchè se è vero che la responsabilità penale è personale quella politica o meglio istituzionale resta tutta.
Ecco perché……

lunedì 18 luglio 2016

La Città Metropolitana: limiti e potenzialità della legge 56/2014

Con legge n. 56/2014 (vedi QUI) sono state disciplinate e istituite le Città Metropolitane (previste peraltro anche da leggi precedenti ma mai attuate). In particolare in attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione, le città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria sono disciplinate da questa legge (comma 5 articolo 1).
La Corte Costituzionale con sentenza n. 50 del 2015 ha respinto il ricorso di varie Regioni che contestavano vari profili di incostituzionalità della legge 56/2014. Nel corso della relazione analizzerò, anche criticamente, i motivi di questa sentenza in rapporto alle varie problematiche delle Città Metropolitane.
Una cosa è certa per ora, anche alla luce della lettera della legge 56/2014, la nuova Città Metropolitana assomiglia molto alla vecchia Provincia con in più due difetti rilevanti:
1. non è sostanzialmente elettiva
2. le poche nuove funzioni (rispetto a quelle della Provincia) non sono ben definite nei contenuti, ben regolamentate nelle procedure di approvazione, ben finanziate.

la Città Metropolitana rischia di diventare una nuova forma di centralismo in una logica liberista  e solo sviluppista che non valorizza ne la specificità dei territori ne la partecipazione delle comunità locali. Spazzando via un dibattito che dall’Europa, ma non solo, ha prodotto indirizzi, principi  e buone pratiche che invece mettono al centro l’autonomia e la partecipazione dei territori.  
Di più: se si volesse passare all’elezione diretta del sindaco metropolitano occorrerebbe lo smembramento del comune capoluogo, una vecchia e sbagliata idea dei primi anni Novanta. Perché indebolire la città centrale per costruire una città metropolitana già debole?
Non solo ma ulteriori limiti della riforma delle Città Metropolitane:
1.la definizione dell’ambito territoriale di competenza soprapposto a quello della vecchia Provincia limitando le potenzialità di ente di programmazione dello sviluppo dell’area vasta intesa non solo come perimetro burocratico amministrativo
2. la mancata definizione di contenuti e delle modalità di approvazione, in chiave di partecipazione dei cittadini e di concertazioni con i Comuni, del Piano Strategico
3.  l’assenza di reali poteri della Conferenza dei Sindaci unico organo, previsto dalla legge 56/2014, che prevede un completo coinvolgimento di tutti i Comuni rientranti nella circoscrizione metropolitana

Per la versione completa della relazione vedi QUI.  


sabato 16 luglio 2016

Impianto rifiuti di Saliceti le NON risposte della Regione

Recentemente la Giunta della Regione Liguria ha risposto ad una Interrogazione dei Consiglieri Regionali del Movimento 5stelle in relazione alla sospensione di una parte delle prescrizioni ambientali che la Provincia aveva previsto per l’impianto di trattamento rifiuti in località Saliceti (Comune di Vezzano Ligure).
In particolare la Provincia con determina dirigenziale della Provincia di Spezia(vedi QUI) aveva prorogato di altri 6 mesi (quindi fino al prossimo ottobre 2016) l'applicazione delle prescrizioni di prevenzione ambientale contenute nell'AIA (autorizzazione integrata ambientale) dello scorso 29 ottobre 2015.
La Giunta Regionale risponde alla Interrogazione usando argomentazioni assolutamente non fondate e soprattutto in palese contrasto con la vigente normativa in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale, vediamo perché….

Portualità: occupazione e localizzazione indifferente

L’ottima inchiesta, apparsa sul  Secolo XIX di questi giorni, relativa ai  dati occupazionali del Porto spezzino ha riaperto in città la discussione sugli impatti socio economici non tanto della attività portuali in se, dati questi noti, ma piuttosto dei prospettati ampliamenti delle banchine come previsto dal Piano Regolatore del Porto del 2006.

mercoledì 13 luglio 2016

Ex Cava Brina Santo Stefano Magra: occhio al regolamento su terre e rocce da scavo

Leggo sul Secolo XIX di oggi che  Arpal  e Polizia Provinciale hanno effettuato nuovi rilievi sul cantiere di “riqualificazione” della ex cava Brina in località Ponzano Magra.
Ovviamente non ho elementi di conoscenza di cosa gli organi di vigilanza abbiano rilevato durante la loro ispezione.  Una delle questioni che resta però in dubbio su questa attività è quella legata alla presenza di amianto. Amianto presente in passato come presenza naturale e che portò al sequestro dell’area ma amianto che potrebbe tornare in questa area proprio dai lavori di riqualificazione e con tanto di avvallo di legge.
Quello che, le autorità che hanno autorizzato a suo tempo il progetto di riqualificazione di questa area, non hanno minimamente preso in considerazione è l’arrivo di un discusso nuovo regolamento sulla gestione delle terre e rocce da scavo. 

giovedì 7 luglio 2016

Comune di Sarzana: partecipazione e leggi le rispetto solo quando mi conviene

Ho avuto modo di leggere, con qualche giorno di ritardo, il ricorso al TAR del Comune di Sarzana (vedi QUIcontro la delibera della Giunta Regionale della Liguria n.247/2016 che aveva espresso parere motivato negativo al Piano Spiagge approvato dal Consiglio Comunale a maggioranza.
Non entro nel merito del ricorso per una ragione molto semplice, per ora non voglio regalare argomenti di controdeduzione al Comune e ai suoi Avvocati. Avvocati peraltro pagati come al solito dai cittadini compresi quelli contrari al Piano Spiagge. Della serie: mi chiedo a cosa servano gli uffici legali dei Comuni se poi appena c’è una controversia un poco più complessa si devono spendere decine di migliaia di euro per incaricare il professionista esterno di turno. 

Ma torniamo all’oggetto iniziale: il ricorso al TAR del Comune di Sarzana.  Ho trovato questo ricorso, a prescindere ripeto dal merito giuridico del quale ci occuperemo a tempo debito magari in sede di opposizione,  assolutamente contestabile per due motivi: uno politico ed uno giuridico.

mercoledì 6 luglio 2016

Impatti Ambientali: come concludere una Inchiesta Pubblica

Negli ultimi tempi nella Regione Liguria sono state avviate molte Inchieste Pubbliche in relazione a procedimenti di Valutazione (VIA - VAS) e autorizzazione di interventi ed impianti potenzialmente inquinanti.

giovedì 30 giugno 2016

Le Bandiere blu sbiadite…

Leggo sui mass media di bandiere blu assegnate a spiagge liguri e le solite dichiarazioni “orgogliose” di amministratori locali.  Ma nessuno che spieghi con chiarezza di particolari in cosa consistano questa bandiere blu, vediamo…..

Il riconoscimento delle bandiere blu è assegnato dalla Fondazione per l’educazione ambientale (FEE acronimo in inglese)
Non ci sono veri e propri criteri e parametri scientifici ma ci si basa su dati forniti dai Comuni cioè dagli enti che hanno tutto l’interesse a ben apparire nella classifica.

Come afferma il programma operativo della FEE (vedi  QUI) la Giuria Nazionale, o Commissione Tecnica Giudicante, identifica i Comuni idonei tra quelli candidati, attraverso l’analisi e la valutazione delle risposte ai quesiti riportati sul Questionario Bandiera Blu.

mercoledì 29 giugno 2016

Consiglio di Stato: basta concessioni nei porti senza gara

Come riportato anche dal Secolo XIX di stamane, il Consiglio di Stato in Adunanza Generale , sede consultiva, ha bocciato (vedi QUIlo schema  di decreto ministeriale recante la disciplina di affidamento in concessione di aree e banchine, comprese nell'ambito portuale, in relazione alla non adeguata previsione di procedure di gara per l’assegnazione di dette concessioni.
Il Consiglio di Stato ha peraltro precisato come, oltre allo schema di decreto esaminato, anche la normativa attualmente vigente non sia adeguata ai principi comunitari in materia di procedure di evidenza pubblica.
Questo rende il Parere in esame di grande interesse per una lettura, sia pure ex post, dell’ormai avvenuto rinnovo della concessione nel porto di Spezia a La Spezia Container Terminal (Contship Italia group). Sui profili di illegittimità di questo rinnovo, ora confermati, sia pure indirettamente, dal nuovo Parere del Consiglio di Stato avevo già scritto QUIper chi ha voglia di ricostruire la storia.

lunedì 27 giugno 2016

Dal caso Iplom Fegino:quale normativa per le industrie a rischio incidente

Riporto la versione estesa della relazione  che ho tenuto al dibattito nella Festa del quartiere del Fegino sul caso Iplom ma anche su come gestire il rischio industriale......


giovedì 23 giugno 2016

Inchieste Pubbliche: quale ruolo per cittadini, comitati e associazioni

Voglio chiarire bene il senso delle mie critiche di un post scritto sul mio profilo di fb sulla partecipazione. La questione è di grande rilievo visto che sarà oggetto anche di un confronto in consiglio regionale della Liguria dove sono state presentate tre proposte di legge che vogliono regolamentare i processi partecipativi anche con riferimento alla Inchiesta Pubblica nei procedimenti di VIA e VAS, vedi QUI, QUI,QUI

Il mio ragionamento svolto nel post su fb si riferiva in particolare alle Inchieste Pubbliche nelle procedure di VIA.  Queste Inchieste funzionano solo a condizione che vengano vissute per quello per cui sono nate, non uno strumento per sostituirsi ai decisori (per quello si sa ci sono le elezioni o i movimenti di massa al limite) ma come un momento decisivo della fase di valutazione.