venerdì 31 maggio 2019

Discarica ex cava fornace, le NON RISPOSTE delle istituzioni sul rischio sanitario ne fanno un caso studio nazionale


La vicenda della discarica di rifiuti pericolosi (compreso l’amianto) in località ex cava fornace tra i Comuni di Pietrasante (LU) e Montignoso (MS) continua a far discutere.
Da tempo i rappresentanti del Comitato contro questa discarica chiedono tre cose molto precise:
1. il rilascio del Parere Sanitario dei due Sindaci territorialmente competenti come previsto dalla vigente normativa che disciplina la autorizzazione integrata ambientale (AIA) alla discarica in questione. Parere obbligatorio e che può diventare vincolante se adeguatamente motivato. Parere ad oggi non rilasciato e che può essere rilasciato anche ex post cioè dopo l’avvenuto rilascio dell’AIA.
2. L’avvio di una revisione dell’AIA tenuto conto delle lacune istruttorie che hanno portato al rilascio di quella autorizzazione con particolare riferimento al rischio sanitario (vedi punto 1)
3. L’avvio di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ex post che valuti la reale compatibilità di una discarica nata solo per inerti e diventata poi discarica per rifiuti pericolosi senza che sia mai stata valutata la compatibilità con il sito di una discarica. La VIA svolta in precedenza si è limitata a valutare solo l’aumento delle quantità e qualità di rifiuti da abbancare in discarica violando la giurisprudenza comunitaria in materia ma anche la legge regionale toscana sulla VIA che prevede (NOTA 1[1]) esplicitamente la VIA ex post per impianti che non hanno mai avuto una valutazione complessiva della loro compatibilità con il sito in cui sono collocati.
4. una verifica del rischio sanitario che nel caso di visita in discarica (operazione porte aperte) potrebbero subire i cittadini partecipanti come pure gli operatori del settore in relazione in particolare delle fibre di amianto

Recentemente Regione ed Arpat rispondendo alle sollecitazioni del Comitato hanno nuovamente negato la necessità di avviare le tre procedure sopra riportate. Ovviamente i gestori della discarica come dimostra l’articolo di stampa, riportato più avanti in questo post,  hanno approfittato di queste “non risposte” per attaccare il Comitato e soprattutto per dimostrare che la discarica non produce alcun rischio sanitario.

In realtà le affermazioni di Programma Ambiente Apuane si basano su non risposte come spiego di seguito

giovedì 30 maggio 2019

Biodigestore a Saliceti (Vezzano Ligurie): risposta all’Assessore Regionale all’Ambiente


In una intervista sul quotidiano on line Città della Spezia l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria con i suoi soliti toni di “sufficienza irridente” verso chi critica le decisioni della Amministrazione che rappresenta, cerca  di contestare le critiche al progetto di Biodigestore proposto dal RE.COS Spa  nel sito di Saliceti (Comune di Vezzano Ligure).
Di seguito rispondo punto per punto alle affermazioni dell’Assessore…

giovedì 23 maggio 2019

Perché i cittadini non devono partecipare alla Inchiesta Pubblica sul biodigestore a Saliceti


Come è noto la Giunta Regionale Ligure con la delibera n° 331 del 18 aprile 2019 (QUI) ha indetto una Inchiesta Pubblica sul progetto di biodigestore proposto dalla società RE.COS per il sito di Boscalino.
Chi mi segue sa perfettamente come io consideri l’Inchiesta Pubblica uno strumento utile per i cittadini, ma nel caso specifico siamo di fronte ad una serie di giravolte amministrative in violazione di atti ufficiali approvati sia dalla Provincia di Spezia e dalla Regione nonché dal Comitato di Ambito Regionale per la gestione dei rifiuti che dimostrano come l’Inchiesta proposta abbia come unica finalità: dare una copertura partecipativa ad una operazione chiaramente illegittima con l’unico scopo di far realizzare a RE.COS il biodigestore dove questa società ritiene sia più utile alle sue esigenze imprenditoriali. Siamo alla antitesi della finalità normative del Piano di Ambito Regionale che, recependo i Piani di Area Provinciali, individua siti degli impianti, flussi dei rifiuti nella Regione, dimensioni  e tipologia degli impianti.
Vediamo perché...

lunedì 20 maggio 2019

Biodigestore a Saliceti, la Regione usa le Inchieste Pubbliche a suo comodo: il caso del biodigestore di Taggia


La Regione Liguria come è noto con DGR 331/2019 ha deciso di avviare una procedura di Inchiesta Pubblica in relazione al progetto di biodigestore che la società RE.COS SpA. Il progetto come è noto riguarda esplicitamente il sito di Saliceti ( Vezzano Ligure) come risulta dal sito della Regione Liguria sui procedimenti in corso in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) vedi QUI  Numero pratica n° 397.

La Regione Liguria avviando l’Inchiesta Pubblica vorrebbe far credere che vuole mettere a confronto due siti (Boscalino ad Arcola) e Saliceti (Vezzano Ligure). In realtà le cose non stanno così: 

domenica 19 maggio 2019

Centrale a gas a Spezia: la mia risposta al Sindaco e ai sindacati


Sul progetto di centrale a gas proposto da Enel a Spezia al posto della attuale sezione a carbone, oggi su La Nazione ci sono interviste al Sindaco e ai dirigenti delle tre sigle sindacali.

In queste interviste ci sono affermazioni, da parte del Sindaco, incomplete e anche non vere e di seguito spiego perché riportando in corsivo  e nel riquadro quello che lui afferma. Quanto ai Sindacati mi pare che come al solito le loro dichiarazioni siano un mix di arroganza verso chi non la pensa come loro e di sudditanza alle scelte strategiche di Enel. 

giovedì 16 maggio 2019

Sul progetto di biodigestore : le balle chi le dice?

Alla presentazione (QUI) del progetto di biodigestore in località Saliceti (Vezzano Ligure) Gaudenzio Garavini (cda ReCos) dimostrando una bella dose di arroganza  verso chi la non la pensa come lui ha affermato: “Non dimentichiamoci che ReCos è una società di Iren i cui soci sono i Comuni -  O diciamo delle balle noi, oppure le dicono altri. Una via per incontrarsi c'è ed è l'inchiesta pubblica, non abbiamo paura. La Regione ha ritenuto di attivare anche questo percorso di partecipazione, quella è la sede per distinguere le balle dai problemi veri.” 
Voglio seguire il ragionamento di questo signore. Intanto per ora gli unici che hanno detto balle in questa vicenda sono stati gli amministratori pubblici a cominciare da quelli Regionali. 

Centrale a gas a Spezia: le responsabilità della politica, cosa si poteva e si può fare per impedirla

Dopo la presentazione, da parte di Enel SpA, del progetto di centrale a gas che dovrà riconvertire la centrale a carbone esistente a Vallegrande (Sp) possiamo dire che: "il re è nudo".

Il re in questo caso sono in primo luogo i precedenti amministratori locali e regionali ma anche il Ministro che RILASCIO' la  Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nel 2013.

All’epoca la tesi fu che non si poteva chiedere di più ad Enel perché altrimenti la centrale non se ne sarebbe più andata se la nuova autorizzazione avesse comportato grossi investimenti.  Poi c’è chi disse, sempre per difendere l’AIA del 2013, che comunque erano state date prescrizioni talmente stringenti che l’Enel sarebbe stato costretta a dismettere in pochi anni la centrale.
Ebbene la centrale non se ne andrà almeno secondo l’Enel smentendo clamorosamente  i “soloni” di allora!

mercoledì 15 maggio 2019

rifiuti stoccati con ordinanze di emergenza illegittime: il caso del Piazzale Ciuvin a Sanremo


La vicenda degli stoccaggi di enormi quantità di rifiuti nell’area del Piazzale Ciuvin nel Comune di Sanremo è stata oggetto di una sentenza del TAR Liguria (vedi QUI)

La sentenza del TAR Liguria è chiara. Il Comune non poteva imporre la riduzione in pristino del presunto abuso edilizio (peraltro eseguito prima dell’abbancamento con ordinanze dei rifiuti  inerti e speciali in generale)  considerato che l’istanza di condono presentata dai proprietari dell’area era di moltissimi anni fa e nel frattempo il terreno interessato dal presunto abuso edilizio era stato modificato profondamente proprio dai suddetti abbancamenti di rifiuti.

Quello che il TAR non affronta, e non poteva farlo visto che il giudizio si fonda su quello che le parti producono, è la risposta alla seguente domanda: cosa c’è sotto il tombamento del piazzale Ciuvin.

venerdì 10 maggio 2019

Biodigestore rifiuti organici a Spezia: Analisi critica delle dichiarazioni della Regione Liguria


L’assessore all’ambiente della Regione Liguria interviene sui mass media spezzini (vedi ad es. QUI) per rispondere alle contestazioni sulle modalità con le quali la Regione ha deciso di rivedere il sito di localizzazione per il biodigestore (trattamento rifiuti organici) a Spezia. Lo fa con toni irridenti verso i cittadini dimostrando uno scarso rispetto per quei principi della democrazia a cui, nel comunicato, si vanta di essere “abituato”.
Ma la democrazia si fonda su alcuni presupposti fondamentali: il rispetto degli interlocutori, la informazione corretta del potere verso i cittadini. Entrambi questi presupposti sono stati palesemente violati dalle dichiarazioni dell’Assessore

giovedì 9 maggio 2019

Gli strumenti legali dei cittadini su Informazione, Partecipazione, Accesso alla Giustizia


Pubblico di seguito la relazione che ho tenuto al Convegno di Pietrasanta dello scorso 4 maggio, organizzato dalla Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia / Acqua di tutti Comitato Tallio di ValdiCastello

lunedì 6 maggio 2019

Sul biodigestore spezzino: alcuni chiarimenti contro le inesattezze che girano in questi giorni.


Credo sia necessario fornire ai cittadini alcune ulteriori informazione sullo stato della procedura per autorizzare il biodigestore (trattamento rifiuti organici) previsto in Provincia della Spezia.

Ho già spiegato in altri post  (QUI) che attualmente è in vigore un Piano Provinciale recepito dal Piano di Ambito Regionale che prevede la realizzazione di un biodigestore in località Boscalino.
A prescindere dalla bontà di questa scelta (che ho già avuto modo di contestare, QUI, quanto meno nel  metodo) attualmente il Piano con il sito di Boscalino sono pienamente in vigore.

Ricordato quanto sopra, in questi giorni mi capita di leggere inesattezze piuttosto gravi sui contenuti dei Piani attualmente in vigore. Inesattezze che , al di la della buona fede di chi le ha formulate, rischiano di sfalsare il dibattito sulle scelte relative alla chiusura del ciclo dei rifiuti.
Vediamole queste inesattezze con relative spiegazione correttive tratte dagli atti ufficiali.

mercoledì 1 maggio 2019

Amianto in Arsenale Militare (SP): i controlli fai date del Comune e il monitoraggio “auto-inquinato”


La lettera che vedete riprodotta qui a fianco è la dimostrazione della non volontà della Amministrazione Comunale spezzina di affrontare seriamente la problematica della presenza di amianto nell’Arsenale Militare. Per evitare obiezioni inutili a questa mia affermazione preciso che  la soluzione di questa problematica non è certamente solo nelle mani del Comune ma anche e soprattutto delle Autorità Militari e del Ministero della Difesa, per non parlare della Regione che istituisce osservatori sull’impatto ambientale di poligoni di  tiro rimuovendo invece le aree di inquinamento potenziale e reale significativo dalle zone militari come appunto l’Arsenale (QUI).

Dato “a Cesare quello che è di Cesare” occorre dire che la gravità di questa lettera della Amministrazione Comunale sta nella assoluta disonestà intellettuale con la quale spaccia per monitoraggio, sulla presenza di amianto, ciò che in realtà non risponde a nessuna buona pratica nazionale e internazionale e tanto meno alla vigente normativa...