venerdì 28 dicembre 2018

Barriere antirumore per il porto spezzino contro il Decreto VIA del Ministero dell’Ambiente

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Arriva per lo scalo spezzino un nuovo progettino, da parte della Autorità di sistema Portuale, di barriera fonoassorbente all’altezza dell’Istituto Tecnico Cappellin. Il progettino dovrebbe limitare le emissioni rumorose da attività portuale e prevede inoltre il taglio degli alberi ad oggi presenti nella zona.

mercoledì 26 dicembre 2018

La valutazione di danno sanitario sulle centrali in dismissione e la Avvocatura della UE

Il recente ordine del giorno  votato dalla sola maggioranza del Consiglio Comunale spezzino (vedi QUI) non ha accettato la richiesta di prevedere una valutazione di danno sanitario prodotto dalla centrale a carbone, firmata Enel, ad oggi e, come minimo fino al 2021 (data di dismissione annunciata da Enel ma non prevista dalla legge vigente).
La stessa posizione è stata affermata dall’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria, in relazione alla centrale Enel di Genova,  secondo l'assessore la valutazione di danno sanitario è inutile perché la centrale ormai è chiusa.  Il Comune spezzino ne ha fatto una questione di soldi: la valutazione di danno sanitario costa troppo! Si riferiscono forse ai soldi che l’Amministrazione precedente aveva tolto dalla Convenzione Enel-Comune per utilizzarli sul progetto di rifacimento di Piazza Verdi e non per avviare indagini sanitarie sull’impatto della centrale come tale Convenzione invece prevedeva.

Intanto va spiegato,  a questi amministratori regionali e comunali, che una cosa è la valutazione di danno sanitario altra cosa è la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario.

giovedì 20 dicembre 2018

Porto “green” con il GNL? Si ma senza adeguata valutazione del rischio di incidente


Il Presidente della Autorità di sistema portuale Spezia-Carrara afferma nella conferenza stampa di fine anno: "Grazie al GNL il porto diventerà Green".
Intanto occorrerebbe chiarire la pianificazione di questi depositi a livello nazionale visto che ogni porto sta andando per conto suo con rischio di sovracapacità.

mercoledì 19 dicembre 2018

Perché regolamentare il rumore da attività portuale in zone densamente abitate, è necessario


Come spiego sinteticamente, nell'articolo della Nazione pubblicato a fianco, non si tratta di essere pro o contro i porti. 
Questa è una stronzata propagandistica che tiene insieme un ambientalismo ideologico, peraltro a me sconosciuto, con operatori portuali egoisti che trattano il territorio come fosse di loro proprietà e non concessionato dallo Stato.
Occorre quindi regolamentare le modalità di monitoraggio,  i limiti di emissione rumorose e una adeguata zoonizzazione delle aree portuali in rapporto alle confinanti aree residenziali. Sia chiaro  questo non lo scrivo e penso io lo dice la legge come riporto di seguito.  

domenica 16 dicembre 2018

Rumori dal porto spezzino: la nuova inchiesta della Procura e quello che non venne fatto 18 anni fa…



Nella primavera del 2000 il porto venne sequestrato per violazione dei limiti di legge delle emissioni da rumore. All'epoca le istituzioni competenti (in primo luogo Autorità Portuale e Comune) invece di rispondere con l'azione amministrativa alla situazione di grave disagio per i residenti della zona est della città, cercarono in tutti i modi di bypassare la azione della procura dell'epoca.

venerdì 14 dicembre 2018

Terzo Valico: l’analisi costi benefici non serviva, occorreva una nuova VIA!


Sul progetto del Terzo Valico l’analisi costi benefici ex post non aveva e non ha alcun senso, era ovvio che finisse per giustificare un opera in stadio avanzato. L'unica cosa che avrebbe dovuto fare il nuovo Governo era colmare il vero gap nella procedura di approvazione di questo progetto : la mancata applicazione di una VIA ordinaria.  

martedì 11 dicembre 2018

Sulle emissioni dal porto di Spezia la maggioranza in Consiglio Comunale nasconde dati e studi


Riferendosi allo studio realizzato a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio un consigliere per difendere l’odg (sulle emissioni da navi nel porto di Spezia) poi votato dalla maggioranza che governa il Comune ha affermato che: “Il lavoro citato nella premessa del consigliere Caratozzolo è datato 2015 ed è riferito non solo al porto di Civitavecchia ma anche a tutte le industrie e al traffico di quella zona.  Sono dati importanti ma non sono da prendere come inquinamento portuale.”  

Questa affermazione non è vera neppure per i porti liguri. In realtà gli elementi per fare una prima valutazione dell’inquinamento specifico da attività portuale ci sono tutti.   

Rumore dal porto di Spezia: il disagio dei cittadini e le prescrizioni di VIA non rispettate


Il Secolo XIX di oggi (vedi titolo dell’articolo a fianco) riporta il permanere del disagio sulle emissioni rumorose dal porto spezzino e aggiunge che l'ampliamento delle banchine è stato realizzato anticipatamente rispetto alle misure di mitigazione ambientali previste dalle prescrizioni del Piano Regolatore Portuale (PRP) approvato nell'ormai lontano 2006.

Tutelare lo sviluppo del porto non può essere la scusa per violare prescrizioni che hanno valore di legge. Prescrizioni contenute sia nel provvedimento di VIA sul PRP che nella delibera del Consiglio Regionale che approvò detto piano.

Il fatto curioso (si fa per dire) è che l’Autorità Portuale (anche nella versione riformata recentemente) quando deve assumersi responsabilità legali per i danni da inquinamento prodotti ai cittadini millanta il fatto di non avere competenze ambientali dirette. Pur dichiarando di non avere competenze ambientali (cosa non vera peraltro [NOTA 1]) interviene eccome con scelte non solo che producono impatto ambientale (pianificazione e regolamentazione della attività portuale) ma addirittura attuando in modo inadeguato (se non addirittura illegittimo) le misure di mitigazione, quelle misure che in sede legale la Autorità Portuale (ora di sistema) dichiara non rientrare nelle sue funzioni!

Ma sopra parlo di violazioni delle prescrizioni, affermazione pesante dirà chi legge! Si pesante e dimostrabile.
Ecco alcuni esempi significativi:

venerdì 7 dicembre 2018

Impianto rifiuti Cerri di Follo senza AIA e VIA attività deve essere sospesa!


Leggendo i verbali delle Conferenze dei Servizi  relativi al rinnovo della autorizzazione all’impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non della ditta Ferdeghini srl. sito in località Cerri del Comune di Follo (SP), si confermano notizie di violazioni note ma anche la rimozione clamorosa da parte degli enti competenti (in primo luogo Provincia della Spezia quale ente autorizzatore) di passaggi procedurali obbligatori per legge. In particolare:

1. la violazione di prescrizioni autorizzatorie precedenti
2. la violazione della scadenza temporale di adeguamento all’Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA
3. la mancata applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) ex post

Vediamo partitamente le suddette problematiche:

martedì 4 dicembre 2018

Per le emissioni dal porto di Spezia un Protocollo e un Tavolo non si negano a nessuno!


Con Delibera della Giunta  n° 941 del 16 novembre 2018 la Regione Liguria ha predisposto: “Approvazione misure urgenti  per la riduzione delle concentrazioni degli inquinanti in area ambiente in Regione Liguria”.

Si tratta di un documento di indirizzo verso le amministrazioni comunali con problemi di inquinamento atmosferico significativo (superamenti limiti di legge sulla qualità dell’aria). In particolare per Spezia la problematica sottolineata è quella degli ossidi di azoto.

venerdì 30 novembre 2018

Inchiesta sui dragaggi nel porto di Spezia: ma davvero l’Autorità Portuale non ha avuto alcuna responsabilità?


Come risulta anche da notizie di stampa ormai datate (ad  es. Secolo XIX dello scorso  17 maggio 2018) l’indirizzo  che sta prendendo l’inchiesta della Procura del Tribunale di Spezia  è quello di chiedere un rinvio a giudizio solo per i responsabili di cantiere. Quindi nessuna responsabilità per  i rappresentanti  di Autorità Portuale (di seguito AP)!  
Una interpretazione dei motivi che stanno indirizzando la Procura in questa direzione è che l’attività di dragaggio del Molo Garibaldi nel porto di Spezia non poteva essere adeguatamente  controllata dai tecnici dell’AP.  In particolare questi controlli “impossibili” riguarderebbero  la verifica di come le gonne o panne erano o meno ancorate ai fondali per impedirne la fuoriuscita dei fanghi in quanti consistenti come invece è avvenuto e su questo mi pare non ci siano dubbi come ha confermato la sentenza della Cassazione n.46170 del 3 novembre 2016  (vedi QUI)

Non è mia intenzione sostituirmi alle autorità giudiziarie sotto il profilo della individuazione responsabilità penali però anche da una sommaria ricostruzione degli atti riguardanti la vicenda del dragaggio che ha portato al sequestro del cantiere tutt’ora in corso, emergono forti dubbi sulla "non responsabilità" di questo ente appaltante i lavori di dragaggio.

mercoledì 28 novembre 2018

Nuovi dragaggi nel Golfo di Spezia: vecchi metodi?


L’autorità di sistema portuale in vista del nuovo dragaggio per il Molo Fornelli ha deciso di mappare il fondale per verificare lo stato dello stesso in vista dell’avvio delle operazioni di scavo.   

Intanto occorre dire che se il porto ha le sue esigenze è ancora in corso una inchiesta penale per il dragaggio del Molo Garibaldi e rispetto agli errori (lasciamo perdere il penale di cui si occuperà la magistratura) tecnici e amministrativi fatti con quel dragaggio i signori della Autorità Portuale continuano ad essere reticenti.  

domenica 25 novembre 2018

Quale partecipazione del pubblico nella VIA: il caso LaminaM a Borgo Val di Taro


La Partecipazione del Pubblico nei procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è un obbligo di legge derivante dalla stessa Direttiva Comunitaria riformata nel  2014 (Direttiva  2014/52/UE che ha modifica la Direttiva quadro 2011/92/UE)  e recepita in Italia nel 2017 (DLgs 104/2017 che ha modificato la Parte II e relativi allegati del DLgs 152/2006).

La nuova versione della Direttiva della VIA, ormai legge anche in Italia dal 2017, implementa fortemente il ruolo della partecipazione del pubblico nel procedimento di valutazione dell’impatto di opere e progetti. 

venerdì 23 novembre 2018

La giunta spezzina ascolta i cittadini? Non direi, alcuni esempi:


Leggo sui mass media spezzini una sorte di difesa di ufficio del Sindaco della Spezia sulla sua "presunta" volontà di ascoltare i cittadini a differenza delle giunte precedenti.

Ora come è  noto se c’è uno che ha combattuto la arroganza delle giunte di centro sinistra precedenti a Spezia (vedi QUI), credo sia il sottoscritto e all’epoca persino il Sindaco attuale me lo riconosceva. Ma questa classe politica di “nuovo conio” è molto brava a parlare di partecipazione quando non governa per poi arrivata al potere comportarsi in modo uguale se non peggiore di chi la ha preceduta.

Sono esagerato verso il nuovo Sindaco spezzino? Non direi e faccio esempi concreti e su questioni di grandi rilievo strategico per la città:

sabato 17 novembre 2018

La confusa cultura istituzionale del Sindaco di Spezia, il Consiglio Comunale e la "badante" non richiesta


Leggo stamane sul Secolo XIX un comunicato del Sindaco di Spezia secondo il quale, questo signore, vuole "conoscere anticipatamente" le audizioni richieste dalle commissioni consiliari. 

lunedì 12 novembre 2018

Nuovi Piani Regolatori Portuali e varianti: quale Valutazione e Partecipazione delle comunità locali


L’autorità di sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha presentato qualche giorno fa il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS). Si tratta del documento, previsto dall’ultima riforma della legge quadro sui porti, propedeutico alla redazione dei nuovi piani regolatori portuale (PRP) di Spezia e Carrara.  L’autorità di sistema portuale ha avviato su questo documento una consultazione con vari soggetti della società civile spezzina comprese le associazioni ambientaliste.
L’Autorità di sistema Portuale ha presentato questa consultazione come fosse un regalo democratico alla città dopo che per anni l’AP ha sempre avuto un atteggiamento arrogante verso la comunità spezzina: per l’attuazione del Piano Regolatore Portuale vigente (vedi QUI), sulle emissioni inquinanti dall’attività portuale (vedi QUI), sulla trasparenza (vedi QUI),  su una corretta gestione delle concessioni in area di demanio portuale (vedi QUI), sul coinvolgimento della comunità locale (vedi QUI e QUI),  sulla attenzione verso il golfo che non è solo attività container (vedi QUIed infine sul modo di valutare l’impatto socio economico dello sviluppo delle banchine portuali rispetto all’area vasta intorno alle aree portuali (vedi QUI), peraltro su questo ultimo punto proprio oggi il Secolo XIX ha pubblicato dati molto interessanti sulla crisi di assunzioni nel porto in questi ultimi anni a proposito di ricadute socio economico del porto sul territorio spezzino!

Insomma fino ad ora una Autorità Portuale più rappresentante dei terminalisti che ente di garanzia sulla gestione del porto trasparente e soprattutto coinvolgente la comunità locale spezzina (vedi QUI).

Ma come dire questa volta voglio prendere sul serio l’afflato partecipativo della Autorità di sistema portuale (versione spezzina).  Come sempre però andando a vedere le carte di questi signori. 

Vogliono sviluppare un vero percorso partecipativo sul nuovo PRP spezzino? Bene ecco come possono anzi a mio avviso devono per legge fare... 

sabato 10 novembre 2018

Occorre difendere la legge sui Parchi e soprattutto applicarla


Continuo a leggere dichiarazioni di politici e Sindaci (da ultimo quello di Ameglia) che straparlano o di abolire il Parco regionale Montemarcello  Magra  o di una riforma della legge regionale sui parchi per una fantomatica nuova “governance” dei parchi che tradotto vuol dire mettiamo l’ente parco in un angolo e lasciamo fare ai Comuni.

Questo modo di ragionare non solo è sbagliato nel merito, ma questa è una mia opinione, ma esprime una visione falsa della vigente normativa sui Parchi che in realtà una governance tra Enti Parco , Comuni e comunità locali la prevede eccome!

martedì 6 novembre 2018

Dedicato a quelli che "i dirigenti del Comune di Spezia ci sono invidiati da molti Comuni”


Leggo sui mass media le dichiarazioni di un consigliere di minoranza della c.d. sinistra "civica" spezzina che afferma in relazione alla mozione del consigliere Baldino su rotazione e valutazione dei dirigenti (peraltro sostenuta anche da 5stelle e Spezia Bene Comune) : "Non ci appartiene in nessun modo - ha detto - il sospetto di incompetenza che strisciava nella mozione, molti Comuni invidiano l'apparato comunale spezzino"....

lunedì 5 novembre 2018

Fibre di amianto disperse da edifici dell’Arsenale Militare e i poteri da super eroe del Sindaco della Spezia


Dopo la tempesta che si è abbattuta sul golfo spezzino lo scorso lunedì tra i vari danni prodotti ci sono stati anche quelli ai  tetti di più edifici interni all’Arsenale Militare, tetti con presenza di amianto.  

Note su rotazione - valutazione dei dirigenti nel Comune della Spezia

Sulla mozione presentata da vari gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione sulla tematica della rotazione e valutazione dei dirigenti nel Comune della Spezia ho sentito e letto (soprattutto da parte della maggioranza in Comune e del Sindaco) affermazione che tendono a stravolgere il fine della mozione stessa e il suo fondamento giuridico amministrativo.   
Vorrei chiarire con le note che seguono due questioni fondamentali:
1. quale rotazione per i dirigenti
2. quale valutazione dei dirigenti in chiave anche partecipativa

domenica 4 novembre 2018

Il Piano di utilizzo del demanio marittimo di Sarzana: rimosse VAS e partecipazione

Leggo sul quotidiano La Nazione (articolo riprodotto in questo post) che il Presidente della Commissione Territorio del Consiglio Comunale di Sarzana ha dichiarato che sul processo di approvazione del Progetto di Utilizzo comunale delle aree demaniali marittime,  l’Amministrazione Comunale non sentirà e/o consulterà ne  comitati ne associazioni. Ora se il signore in questione si riferiva alla Commissione la questione sarebbe grave politicamente ma non rilevante giuridicamente,  se invece si riferiva al processo di elaborazione adozione approvazione di questo strumento amministrativo comunale la affermazione se portata ad esecuzione comporterà la sua illegittimità secca.  

giovedì 1 novembre 2018

I Sindaci aggirano i loro poteri di Autorità Sanitaria: il caso del Sindaco di Vezzano Ligure


Sulla rimozione del ruolo del Sindaco come Massima Autorità Sanitaria sul territorio comunale di competenza ho scritto spesso in questo post. Ora ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di tale rimozione da parte del Sindaco di Vezzano Ligure (SP), tentativo così maldestro sotto il profilo giuridico amministrativo che se non fosse in gioco la tutela della salute di molti cittadini non meriterebbe neppure di essere criticato. Ma pur essendo maldestro il tentativo costituisce un esempio da caso studio delle “porcate” amministrative che i Sindaci spesso si inventano per rimuovere il ruolo che il testo unico delle legge sanitarie del 1934 gli assegna.

Il caso riguarda le procedure che hanno portato alla autorizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti urbani e assimilati indifferenziati  sito il località Saliceti nel Comune di Vezzano Ligure.

L’impianto da anni ha prodotto fenomeni odorigeni pesanti che hanno portato alla apertura di una inchiesta penale per getto di cose pericolose, inchiesta tutt’ora in corso e non archiviata.

Il Sindaco al momento del rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA) non ha presentato in sede di conferenza dei servizi l’obbligatorio Parere Sanitario ai sensi degli articoli 216 e 217 sulle industrie insalubri di prima classe. Sul significato e l’efficacia di questo Parere ho scritto QUI.


I cittadini residenti nella zona recentemente hanno inviato al Sindaco una istanza con la quale chiedevano di intervenire per colmare la lacune istruttoria e procedurale relativa al sopra citato Parere Sanitario.

Il Sindaco dopo molte settimane di silenzio ha prima utilizzato un discutibile parere della Provincia della Spezia che per giustificare il comportamento omissivo del Sindaco si è inventato che gli impianti di gestione rifiuti non sono industrie insalubri di prima classe (vedi QUI), per poi rispondere con un comunicato (vedi QUI per il testo completo) in cui stravolge la legge e i compiti che in materia gli vengono assegnati.

Vediamo come:

giovedì 18 ottobre 2018

Per la Provincia della Spezia gli impianti rifiuti non sono industrie insalubri… sic!


La Provincia della Spezia hanno risposto su sollecitazione del Sindaco del Comune di Vezzano Ligure in relazione ad una istanza con la quale un gruppo di cittadini residenti nell’area interessata dall’impianto di trattamento rifiuti urbani indiferenziati in località Saliceti, chiedevano al Sindaco di emettere il parere sanitario  previsto dal comma 6 articolo 29-quater del DLgs 152/2006 nella procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata a detto impianto nel 2015, parere non emesso quando appunto detta autorizzazione venne rilasciata.

Intanto una questione di metodo. La istanza era rivolta al Sindaco e si riferiva al mancato esercizio di una sua funzione ex lege. Non si comprende quindi perché ilSindaco che ha disposizione funzionari, segretario comunale e avvocati non abbia risposto direttamente senza rimbalzare la questione alla Provincia che certamente è l’ente autorizzatore ma non è competente a rilasciare il sopra citato parere sanitario.  Diciamo che il Sindaco di Vezzano Ligure sull’impianto di trattamento rifiuti di Saliceti ci ha abituati a atteggiamenti tipici da “pesce in barile” di cui renderà conto alle prossime elezioni (se non lui il suo partito) e alla sua coscienza (e questa invece riguarda solo lui).

Quanto al merito della risposta della Provincia (sollecitata dal Sindaco di Vezzano Ligure) in 30 anni di lavoro nel campo del diritto ambientale raramente mi è capito di leggere  una sequenza di assurdità giuridiche come quelle in questione.
Vediamole queste assurdità con mia spiegazione punto per punto del perché le ritenga assurde, visto che sono abituato a criticare sempre nel merito le posizioni che ritengo sbagliate
In corsivo (e nel riquadro) riporto le assurdità della nota della Provincia seguite dalla mia analisi critica

domenica 14 ottobre 2018

Sul futuro dell’area Enel a Spezia finiamola con il politichese e coinvolgiamo la città!


Continuo a leggere sui mass media spezzini dichiarazioni fantasiose per giustificare la scelta  contenuta nell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale sul futuro dell’area attualmente occupata dalla centrale Enel. Come è noto uno dei punti principali di quell’ordine del giorno è quello di impegnare la Giunta Comunale e il Sindaco nella richiesta all’Enel di restare nell’area con investimenti in particolari diretti a realizzare una nuova centrale a gas.
Provo a chiarire la questione andando per voci come se fosse un dizionario sull futuro di quest’area così rilevante per la città.   

giovedì 11 ottobre 2018

Sversamenti dal depuratore Acam nel golfo di Spezia: cosa dice la legge


L’amministrazione pubblica comunale ha ammesso durante la seduta della commissione ambiente che ci sono stati 8 sversamenti negli ultimi 8 mesi in mare dal  depuratore della Spezia attraverso il  bypass. E aggiunge «l’utilizzo della procedura bypass da parte di Acam è regolare.  

Intanto per dire che la procedura è regolare bisogna dimostrarlo verificando in concreto  se le norme in materia sono state rispettate.

Vediamo come funziona la normativa

mercoledì 3 ottobre 2018

Futuro area Enel a Spezia: non serve aspettare i Piani Nazionali il Comune ha strumenti per intervenire subito!


Ma come cavolo si fa a sostenere la tesi per cui bisogna aspettare un nuovo Piano Energetico Nazionale per discutere il futuro dell'area Enel? Tesi sostenuta da consiglieri di maggioranza lunedì sera nel Consiglio Comunale spezzino che ripetono a pappagallo le amenità dei rappresentanti Enel che hanno tutto l’interesse in questa fase a inventarsi scuse per fare melina sul futuro dell’area.

martedì 2 ottobre 2018

Centrale Enel: la giunta spezzina alla “canna del gas”


Il Consiglio Comunale spezzino convocato ieri sera per discutere del futuro dell’area della centrale Enel, ha votato un ordine del giorno in cui tra le varie cose (la maggior parte aria fritta esattamente il contrario di quanto avevo spiegato in questo post QUIchiede all’Enel di restare con un presidio energetico sul territorio con particolare riferimento ad una centrale a gas.

Questa richiesta, visto che stiamo parlando di un area rilevante per il futuro della città ma anche della salute di chi la abita, ha degli aspetti che raggiungono ampiamente l’indecenza.  

domenica 30 settembre 2018

Dopo l’audizione Enel in Comune a Spezia: sfatare le chiacchiere Enel e cosa fare


Dopo l'audizione in commissione consiliare comunale a Spezia dei rappresentanti di Enel sul futuro dell'area attualmente occupata dalla centrale a carbone porgo una semplice domanda alla distratta classe dirigente spezzina: "da quando la nuova Enel (quella non più statale per capirci) ha aspettato le decisioni del governo di turno per decidere le scelte sulle proprie centrali? ”.

Domanda retorica ovviamente perché questa Enel, per rimanere a Spezia, non ha neppure rispettato quanto previsto nella vecchia autorizzazione degli anni 90 che prevedeva l'uso del metano per metà della produttività delle centrale e questo è solo un piccolo esempio dei "cazzi propri" che la nuova Enel si è sempre fatta.

Quindi mi dispiace ma non credo ad una virgola di quanto dichiarato da Enel nella audizione spezzina di venerdì penso invece che Enel stia già pensando a progetti di uso dell'area, per questo l'Amministrazione Comunale e la Regione devono darsi una sveglia e agire usando tutte le loro funzioni in materia (che se ben usate non sono poche credetemi) per mettere in piedi paletti precisi per impedire che l’Enel prenda in ostaggio il futuro dell’area della centrale dopo aver preso in ostaggio l’aria che respirano i cittadini da spezzini da decenni.

mercoledì 26 settembre 2018

Il futuro dell’area Enel e la confusione su come misurare l’impatto sulla salute dei cittadini


Da mesi i gruppi consiliari comunali spezzini discutono di un ordine del giorno, da far approvare in Consiglio, sul futuro dell’area attualmente occupata dalla centrale a carbone dell’Enel
Date per scontate due premesse:
la prima che l’Enel mantenga l’impegno a dismettere l’impianto al 2021  (data sulla quale si cominciano a sentire perplessità peraltro non nuove come avevo spiegato QUI
la seconda che un conto è la data di dismissione dichiarata da Enel (2021) altra quella della legge sulla durata della attuale autorizzazione (AIA) vedi QUI...

venerdì 24 agosto 2018

Nuova Direttiva sui rifiuti: sintesi novità con allegato testo coordinato vigente al 2018

E’ entrata in vigore all’inizio di luglio la nuova Direttiva europea sulla gestione dei rifiuti che ha apportato modifiche significative alla precedente Direttiva del 2008.
A questo link QUI troverete il testo coordinato della Direttiva 2008/98/CE del 19 novembre 2008 con la nuova Direttiva UE 2018/851del 30 maggio 2018. Il testo contiene nelle note a margine la versione precedente degli articoli, paragrafi e commi ora modificati dalla nuova Direttiva.
Di seguito una sintetica esposizione delle principali novità apportate dalla nuova Direttiva.

giovedì 23 agosto 2018

I Depositi gpl anche se strategici devono rispettare la conformità urbanistica vigente


Il Consiglio di Stato, confermando la sentenza in primo grado del TAR Campania (n° 2297/2018 QUI), ha dichiarato la illegittimità della decisione della Regione Campania di non applicare la VIA ad un deposito di gpl con capacità di stoccaggio complessiva di mc 10.416. Si tratta di un progetto già autorizzato con una procedura di verifica di VIA nel 2003, in precedenza ma che non era stato completato ed ora ne veniva chiesto, da parte del committente dell’opera, l’ampliamento. Quindi si era di fronte nel 2016 ad un nuovo progetto. 

La sentenza del Consiglio di Stato in questione  è quella della sez. VI  n° 4484 del 23 luglio 2018, per il testo vedi QUI.  
Sono interessanti le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato nel dichiarare la illegittimità della decisione della Regione.

mercoledì 22 agosto 2018

Il contenuto del giudizio di VIA una sentenza che fa il punto sulla giurisprudenza in materia


Il TAR Sardegna (per il testo integrale della sentenza vedi QUI), riprendendo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, chiarisce come il giudizio che conclude il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) debba essere frutto di una analisi comparativa di tutti gli elementi incidenti sull’ambiente  del progetto sottoposto a detta procedura valutativa.

Sul punto ero già intervenuto commentando una sentenza del Consiglio di Stato.  La nuova sentenza che ora vado a descrivere integra quanto scritto in questo post del 2016 ( vedi QUI).

La sentenza in esame considera legittimo il giudizio di VIA negativo di un progetto di solare termico affermando principi, ripresi anche dalla giurisprudenza del consiglio di stato e della stessa corte costituzionale, validi in generale in relazione ai contenuti della istruttoria della procedura di VIA che del provvedimento che la conclude. Vediamo questi principi:

martedì 21 agosto 2018

La Corte Costituzionale sulla disciplina del rapporto Arpa – ASL nella tutela di salute e ambiente

La Corte Costituzionale con sentenza n°172 del 2018 ( vedi QUIha dichiarato la illegittimità costituzionale di una norma della Regione Sicilia che aveva qualificato la Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) quale ente del settore sanitario. La questione è ben più complessa della semplice distinzione istituzionale tra Arpa e sistema sanitario soprattutto se vista appunto dal campo delle modalità di autorizzazione, monitoraggio e controllo delle attività inquinanti e dell’impatto di queste sulla salute dei cittadini. In realtà occorre una integrazione tra ruolo delle Arpa e ASL come peraltro la normativa nazionale e regionale riconosce, normativa però spesso non rispettata soprattutto per la incapacità delle ASL di adempiere ai loro compiti in materia di prevenzione nella tutela della salute pubblica.

Nel post che segue esamino prima il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale e successivamente descrivo la normativa nazionale che riconosce la necessaria integrazione tra attività delle Arpa e delle ASL

domenica 19 agosto 2018

Come svolgere gli accertamenti sugli impianti assoggettati a VIA un Decreto


Da ora in poi i verbali di accertamento degli enti di controllo (Arpal in primo luogo) sul rispetto delle prescrizioni contenute nei provvedimenti che concludono i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
La norma di legge di riferimento per gli accertamenti è l’articolo 29 del DLgs 152/2006 che indica i procedimenti da avviare in caso di verifica di violazioni.

venerdì 17 agosto 2018

Segreto di stato, il contratto di concessione alla Autostrade SpA e... le anime belle


Dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova mi tocca leggere  lo “stupore”, di autorevoli esponenti politici ma anche esperti vari nonché opinionisti "tuttologi",  sul fatto che il contratto di concessione tra lo Stato e la società Autostrade sia stato segretato.

Peccato che la norma, assurda, che permetteva e permette tutto ciò sia stata approvata ben 10 anni fa: si tratta del Decreto Presidente del Consigli dei Ministri (DPCM) 8 aprile 2008 titolato: “ Criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato”. (per il testo completo vedi QUI).

Cosa c’è scritto in questo DPCM, vediamo…

giovedì 16 agosto 2018

Demolizioni navali nell’Arsenale Militare: controlli Arpal e Asl incompleti e reticenti

Ho potuto venire in possesso della documentazione sui controlli effettuati da Arpal e Asl al cantiere di demolizione navale all’interno dell’Arsenale Militare spezzino.

I controlli Arpal (vedi QUI)  riguardano gli inquinanti  dell’aria che vengono normalmente controllati nelle reti di qualità dell’aria cittadine
I controlli ASL ( vedi QUI) costituiscono un elenco burocratico delle attività svolte.

domenica 12 agosto 2018

Normativa sulle industrie insalubri: i compiti di Sindaci e ASL


Seguendo da anni numerose vertenze ambientali in giro per l’Italia mi è spesso capitato di incontrare problematiche legate alle c.d. industrie insalubri di prima classe e di registrare come Sindaci e ASL non applichino correttamente la normativa che disciplina queste attività  e come su  questa normativa ci sia un confusione che spesso e volentieri è voluta.
Vediamo quindi di chiarire quali sono le industrie insalubri, come vengono classificate, cosa devono fare i gestori di tali industrie, gli amministratori pubblici e gli enti di controllo tecnico secondo normativa e giurisprudenza…

venerdì 10 agosto 2018

Biodigestore spezzino: la VAS dell’Assessore Regionale e quella del Testo Unico Ambientale


L’Assessore  all’Ambiente della Regione Liguria nel difendere la decisione del Consiglio provinciale spezzino e del Comitato regionale di Ambito in relazione al biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici da realizzare in provincia di Spezia, viola il significato della lingua italiana, la procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) e se mi è consentito la verità di fatti e soprattutto atti che la stessa Regione a suo tempo ha approvato.
Vediamo perché

lunedì 6 agosto 2018

Biodigestore spezzino: Boscalino si, Boscalino no, “la Terra dei Cachi”

Il Consiglio Provinciale di stamane ha approvato l’aggiornamento del Piano di Area per la gestione del ciclo di rifiuti e successivamente il Comitato di Ambito a livello regionale ha recepito la integrazione.
Le due decisioni appaiono confuse dal punto di vista dell’iter amministrativo ma anche pericolose per le conseguenze ambientali che le scelte di sito e di tipo di impianto previste potranno produrre nel territorio della provincia spezzina.
Vediamo schematicamente perché con l’impegno di tornare  con motivazioni più tecniche su ognuno dei punti che descrivo di seguito:

domenica 29 luglio 2018

Centro destra e PD spezzini: il loro tifo non fa bene alla città, al porto e al lavoro


Leggendo le critiche di maggioranza di Centro Destra e minoranza PD alle posizioni del consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo sembra che sul porto a Spezia abbiano diritto di parola solo quelli che lo incensano senza se e senza ma.
Il giochino è classico: estremizzare le posizioni per riprodurre l'idiota contrapposizione ambiente e lavoro.
In realtà e al di la dello studio Enea sul futuro dell’area Enel che peraltro parla poco del porto fornendo dati riciclati da altri studi ben più corposi, centro destra e PD spezzini se avessero voglia di discutere nel merito dovrebbero occuparsi di ben altri temi .

giovedì 26 luglio 2018

Lo studio Enea sul futuro dell’area enel a Spezia: occasione mancata per ora


Reso pubblico lo studio Enea sul futuro dell'area della centrale enel (per il testo vedi QUI  e QUI.
Cè tutto... quello che sapevamo già! Ambiente, Natura, Economia , Sistema Produttivo etc.

Su quello che dovremmo sapere ci sono scenari di scuola o quasi (economia circolare, cantieristica, tipologia di prodotto etc.) ...

martedì 24 luglio 2018

Rumori ed emissioni del porto di Spezia: quale fascia di rispetto?


La decisione di un cittadino residente nella zona est del fronte a mare spezzino di denunciare la nave MSC per le emissioni rumorose di una intera notte passata in porto e del 112 per non avere neppure accettato la telefonata di segnalazione del disagio , ha riaperto la discussione sul rapporto porto/qualità della vita del quartieri di Canaletto e Fossamastra.

Come è noto la Autorità di Sistema Portuale ha avviato la realizzazione della fascia di rispetto ma in formato ridotta e frazionato.
Questa impostazione oltre ad essere sbagliata in se è anche in palese contrasto perfino con le prescrizioni  del giudizio di VIA del Ministero dell’Ambiente sul Piano Regolatore del Porto di Spezia
Credo che almeno per quanto riguarda la tutela della nostra fascia costiera e del nostro golfo, insieme con il Progetto Preliminare ICRAM sulla bonifica della parte a mare del sito di Pitelli, tali prescrizioni di VIA sul PRP sono gli atti più rimossi e violati nel territorio del Comune di Spezia.

Allora le ricordo queste prescrizioni e invito tutti a confrontarle con quello che si sta facendo o meglio non si sta facendo nella fascia portuale confinanti con i quartieri residenziali.

mercoledì 18 luglio 2018

Inchiesta dragaggio golfo di Spezia: promemoria su responsabilità penali e amministrative


Nel pubblicare qui a fianco l’articolo del Secolo XIX a firma di Sondra Coggio che fa il punto sulla inchiesta dei dragaggi e sulle conclusioni della Procura colgo l’occasione per ricostruire questa vicenda non tanto e non solo da un punto di vista penale (per questo ci saranno le sedi giudiziarie opportune) ma dal punto di vista delle responsabilità amministrative dei vari enti coinvolti a cominciare dalla Autorità Portuale ma non solo come vedremo.
Il tutto a partire dalla sentenza della Cassazione n.46170 del 3 novembre 2016 (per il testo integrale vedi QUI) che, come sappiamo, nel dare ragione alla tesi della Procura permise il mantenimento del sequestro del cantiere di dragaggi.

Quella sentenza affermò in sintesi quanto segue (nei riquadri troverete citazione di passi della sentenza e di atti ufficiali che suffragano quanto affermato nei punti di sintesi in grassetto):

martedì 17 luglio 2018

Regione Liguria cancella aree contigue nel Parco di Portofino: è contro la legge

La Giunta Regionale della Liguria cancella dal Parco regionale di Portofino le aree contigue del Comune di Santa Margherita Ligure. Lo fa con la Delibera Giunta Regionale n° 523 del 2018.  Come risulta da dichiarazioni sui mass media di oggi gli uffici affermano che si tratterebbe di un fraintendimento del testo del provvedimento che in realtà demanderebbe la questione al nascente Parco Nazionale di Portofino.  In realtà la affermazione della delibera sembra netta: si delibera di stralciare definitamente le aree contigue dal Parco regionale attuale.