giovedì 9 aprile 2020

La raccolta differenziata nella emergenza coronavirus


Lo scorso 31 marzo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha aggiornato le indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 (QUI).

Vediamo a chi si rivolge e gli aspetti più rilevanti di questo importante documento…

domenica 5 aprile 2020

Emergenza Coronavirus gestione rifiuti sanitari e competenze istituzionali


Dopo la notizia sul rinvenimento di rifiuti di origine ospedaliera quindi potenzialmente infetti , si è scatenata una polemica istituzionale sulle responsabilità di chi dovrebbe o potrebbe intervenire per prevenire situazioni di questo tipo.
Non mi interessa la polemica politica, su questo blog esprimo solo questioni di merito giuridico amministrativo in materia ambientale, quindi  le eventuali critiche politiche sono solo una conseguenza delle analisi tecnico giuridiche che faccio su atti, comportamenti di rappresentanti istituzionali sia tecnici che politici come pure, nel caso in esame, di responsabili della gestione degli impianti.

martedì 31 marzo 2020

gestione rifiuti urbani ed emergenza Coronavirus: la Circolare del Ministero Ambiente

L'emergenza Covid-19 incide anche sulla gestione dei rifiuti urbani. In questi giorni sono stati pubblicati vari documenti dalle diverse istituzioni competenti fino ad una Circolare del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. 
IN particolare in questo post analizzerò tre documenti:
1. il documento dell'Istituto Superiore di Sanità su come gestire la raccolta differenziata nel periodo emergenziale;
2. le indicazioni su come gestire il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani predisposte dal Consiglio del Sistema Nazionale per la protezione dell'ambiente;
3. la Circolare del Ministero dell'Ambiente che da sistematicità ai primi due documenti fornendo precise indicazioni per Presidenti di Regioni e Province nonchè per i Sindaci in materia di possibili ordinanze contingibili e urgenti in materia di gestione di impianti rifiuti nel periodo della emergenza Covid-19. 

Nel testo troverete anche delle mie perplessità interpretative su questa Circolare pur nella consapevolezza della particolarità del momento che stiamo vivendo, ma le perplessità possono essere utili proprio per evitare che l'emergenza produca impatti ulteriori non auspicabili. 

Novità su Normativa - Sentenze - Documenti in materia ambientale: MARZO 2020


Pubblicato su questo Blog nella apposita sezione MENSILE DELLE NOVITA' DI LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA AMBIENTALE  - QUI 
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mercoledì 18 marzo 2020

Consiglio di Stato: Impianti bitumi sono industrie insalubri ex lege


Il Consiglio di Stato con sentenza n° 1923 (QUI) pubblicata oggi è tornato sulla tematica di come devono essere classificate le industrie insalubri secondo la vigente normativa nonché la precedente giurisprudenza amministrativa anche di primo grado.
Oggetto della sentenza è l’impugnazione da parte del gestore di un impianto di produzione di emulsioni e conglomerati bituminosi) del provvedimento dirigenziale di un Comune della Lombardia con il quale si dichiarava la  la classificazione come industria insalubre dell'impianto in questione.  
La sentenza è interessante, al di la del caso specifico, perché chiarisce ulteriormente le modalità con le quali una industria o attività inquinante debba essere classificata come industria insalubre ai sensi dell’articolo 216 del Testo Unico Leggi Sanitarie del 1934 (QUI).

sabato 29 febbraio 2020

Progetto Gronda-Genova: perché deve essere riaperta la VIA...


Alla fine di queste note linko la versione completa del documento con il quale dimostro come la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del 2014 e la proroga del 2019 relativamente al progetto Gronda debba essere riaperta. Non si tratta di burocrazia, non si tratta di orpelli giuridici. Si tratta di applicare con correttezza una procedura, quella di VIA, che si fonda su un principio che è tutto meno che formalismo giuridico. Questo principio è quello di PRECAUZIONE! Se si viola questo principio nessuna scelta potrà essere sostenibile.  
Non si tratta solo di bocciare un progetto ma di impedire che in questo Paese si continuino ad affermare principi e ad approvare leggi ambientali poi sistematicamente "aggiustate" per far vincere lobby di interessi parziali.

Se ogni volta che chi ha potere e soldi vuole ad ogni costo realizzare un progetto invece di svolgere addomesticate procedure di VIA , dovrebbe avere il coraggio di chiedere la abrogazione di questa normativa. Non siamo in Europa solo per difendere la moneta unica! 

Il biodigestore a Vezzano Ligure e i burocrati della Regione. Liguria: abbiamo un problema!


Per giustificare la scelta del biodigestore a Vezzano Ligure la Dirigente della Regione Liguria (precisamente vice direttore generale) in materia ambientale scrive ai Comitati e Associazioni Ambientaliste: " Il Piano Regionale rifiuti del 2015 ha individuato tra le priorità la realizzazione di impianti per trattare il rifiuto organico IDEALMENTE INTEGRATI IN POLI IMPIANTISTICI INTEGRATI".
Non commento la frase , chiunque abbia un minimo, non dico di nozioni ambientali, ma di conoscenza della lingua italiana penso possa farsi una idea di chi decide le questioni ambientali in Liguria.

D'altronde questa è la dirigente che:

venerdì 28 febbraio 2020

Novità su Normativa - Sentenze - Documenti in materia ambientale: FEBBRAIO 2020

Pubblicato su questo Blog nella apposita sezione MENSILE DELLE NOVITA' DI LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA AMBIENTALE  - QUI 

Le 2 Newsletter del mese di Gennaio 2020:
-         sulle novità normative nazionali e comunitarie e della giurisprudenza comunitaria e della Corte Costituzionale
-         sui documenti rilevanti di istituzioni internazionali, comunitarie e nazionali

Questo mese particolarmente significativi sono:

IL CONSIGLIO DI STATO RINVIA I PIANI ANTENNE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA UE

Dopo l'interessante Convegno, organizzato dall'Istituto di Biopsicologia applicata, su "il ruolo dei campi elettromagnetici e dell'inquinamento per la nostra salute nell'era del 5G" tenutosi a Spezia lo scorso 23 febbraio, in molti mi hanno chiesto chiarimenti sulla parte della mia relazione relativa al rinvio alla Corte di Giustizia della UE per decidere la conformità al diritto comunitaria della normativa italiana che prevede criteri che vincolino la localizzazione delle antenne da telefonia mobile a livello comunale. 

Il testo della decisione del Consiglio di Stato lo trovate QUI. Di seguito un breve commento alla ordinanza del Consiglio di Stato che ne ricostruisce sinteticamente gli aspetti principali.

giovedì 20 febbraio 2020

Rapporto porto-città a Spezia occorre farla finita con i professionisti della "Balla"!

Ancora devo leggere su La Nazione di oggi (vedi titolo a fianco) dichiarazioni, di autorevoli esponenti della imprenditoria locale, false ed arroganti sul rapporto porto città.
Chiedere maggiore vivibilità per i quartieri della zona est della città non vuol dire chiudere o limitare il porto. Vuol dire chiedere di avere un porto simile a quello di molte città del nord europa .
Se questo non è possibile allora gli operatori portuali devono farsi carico direttamente di risolvere il problema di rumori e emissioni aeriformi investendo senza aspettare la pappetta statale anche arrivando a risarcire economicamente i residenti di quei quartieri la cui qualità della vita e i cui valori immobiliare ormai valgono meno di niente.

giovedì 13 febbraio 2020

Intesa della Regione su centrale a gas spezzina: come funziona secondo la Corte Costituzionale


Sulla Intesa Governo Regione Liguria relativamente alla autorizzazione finale al progetto di centrale a gas, continuo a leggere e sentire dichiarazioni molto confuse soprattutto da un punto di vista normativo.
Da un lato chi sostiene la attuale giunta di centro destra in Regione tende a minimizzare il potere di Intesa della Regione in questa materia, dall’altro chi si oppone alla Giunta Regionale avanza affermazioni e iniziative con scarsi e contraddittori fondamenti giuridici.

Sul primo aspetto nel centro destra si sostiene che l’atto di Intesa della Regione è un mero parere tecnico con scarso peso  giuridico. Non è così l’Intesa ha un valore giuridico importante perché senza l’Intesa il Ministero per lo Sviluppo Economico non può chiudere il procedimento e quindi rilasciare la autorizzazione finale (successiva alle procedure ambientali: VIA ed AIA). Non solo ma la decisione sulla Intesa approvata con Delibera di Giunta Regionale e non con Determina Dirigenziale. Sia sufficiente l’esempio del diniego di Intesa da parte della Regione Liguria all’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia. Quel diniego non fu deliberato come  un parere tecnico tanto meno come atto dirigenziale ma con una Delibera di Giunta Regionale (DGR 393 del 3 aprile 2009 - QUI). Poi quel progetto si fermò non solo per il diniego di Intesa della Regione ma anche perché la stessa Snam ed il Governo di allora decisero di non preseguire nell’iter di autorizzazione di quel progetto.

Su questo ultimo aspetto vengono in rilievo invece alcune prese di posizione del centro sinistra spezzino tutte fondate sull’assunto che l’Intesa se negata fermerebbe definitivamente il progetto di centrale a gas. Le cose non stanno così ma evidentemente la logica di usare il diritto come arma politica in questo Paese ha una lunga storia. Così l’ultima trovata uscita dall’ambito del centro sinistra spezzino è quella di un disegno di legge regionale di iniziativa popolare (strumento previsto dalla legge statutaria della Regione Liguria all’articolo 7).

martedì 11 febbraio 2020

VIA postuma si applica agli impianti esistenti o in corso di realizzazione

Come è noto, almeno a chi segue vertenze ambientali in giro per l’Italia, in molte Regioni la c.d. Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) postuma non viene spesso correttamente applicata.
Per  VIA postuma si intende (come già  affermato anche recentemente dalla Corte di Giustizia  QUI)  la necessità di recuperare la VIA :

lunedì 3 febbraio 2020

Consiglio di Stato conferma i poteri dei Sindaci in materia di industrie insalubri


Il Consiglio di Stato Sez. II, con sentenza n° 184 del 9 Gennaio 2020  (QUI) è ritornato sulla definizione dei poteri che Sindaco e Comune hanno in materia di prevenzione dai danni alla salute per le attività classificate come industrie insalubri ai sensi del Testo Unico Leggi Sanitarie del 1934 e dell’elenco di attività e impianti classificati insalubri ai sensi del Decreto Ministro Sanità 5 settembre 1994.

Il Consiglio di Stato riafferma i seguenti indirizzi applicativi cogenti in materia

venerdì 31 gennaio 2020

Novità su Normativa - Sentenze - Documenti in materia ambientale: GENNAIO 2020


Pubblicato su questo Blog nella apposita sezione MENSILE DELLE NOVITA' DI LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA AMBIENTALE  - QUI 

Le 2 Newsletter del mese di Gennaio 2020:
-         sulle novità normative nazionali e comunitarie e della giurisprudenza comunitaria e della Corte Costituzionale
-         sui documenti rilevanti di istituzioni internazionali, comunitarie e nazionali

Questo mese particolarmente significativi sono:

mercoledì 29 gennaio 2020

Il nuovo Piano Nazionale Energia Clima e la centrale a gas spezzina: ULTIME NOVITA'


Pubblicata l’ultima versione del  Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) predisposto dai tre Ministeri: Ambiente. Sviluppo Economico, Trasporti/Infrastrutture.
Secondo il Comunicato ministeriale di avvenuta pubblicazione  il Piano recepisce le novità contenute nel Decreto Legge sul Clima nonché quelle sugli investimenti per il Green New Deal previste nella Legge di Bilancio 2020.
Il PNIEC è stato inviato alla Commissione europea in attuazione del Regolamento (UE) 2018/1999, completando così il percorso avviato nel dicembre 2018, nel corso del quale il Piano è stato oggetto di un proficuo confronto tra le istituzioni coinvolte, i cittadini e tutti gli stakeholder.
Il PNIEC è un documento complesso, qui mi limito a leggerlo in chiave della transizione alla fuoriuscita dal carbone nella generazione termoelettrica e quindi in particolare del progetto di riconversione della centrale a carbone spezzina (ma non solo visto che ci sono altri siti con situazioni simili in Italia) con una centrale a turbogas.
Quella che segue è una analisi oggettiva che mette a confronto il PNIEC.  (Per il testo completo del PNIEC vedi QUI)

martedì 28 gennaio 2020

Centrale a gas spezzina: dopo l’incontro di Roma ancora inesattezze da Governo e politica locale


Oggi sui mass media locali leggo dichiarazioni di vari rappresentanti politici in riferimento alla riunione tenutati a Roma sul progetto di centrale a gas.
Ci sono inesattezze gravi in queste dichiarazioni e mi trovo costretto a svolgere ulteriori precisazioni non per fare il professore ma perché nella vicenda centrale a gas spezzina, la chiarezza in primo luogo dei passaggi politico-amministrativi del procedimento decisionale è fondamentale per produrre una scelta ponderata di tutti gli interessi in campo: ambientale, occupazionale, energetico (sistema elettrico nazionale ed europeo).

lunedì 27 gennaio 2020

Progetto centrale a gas a Spezia: la VIA ex lege senza se e senza ma!


Leggo sui mass media locali che all’incontro a Roma tra Governo, Regione, Enti locali spezzini, associazioni sindacali e ambientaliste, Enel e Terna si sarebbe svolto uno scontro sulla applicazione della VIA al progetto di centrale a gas proposto a Spezia e attualmente oggetto di una riduttiva procedura di verifica di assoggettabilità a VIA.
Stiamo scherzando?Ma quale scontro qui, almeno relativamente alla valutazione e autorizzazione di questo progetto e prescindere da quello che si pensa dello stesso, va applicata la legge punto e basta!
Ecco perché... 

giovedì 23 gennaio 2020

Quale procedura per il trasporto gnl nel nostro golfo e il rischio incidentale non gestito adeguatamente

Il progetto  di Snam GNL Italia per lo stoccaggio e il trasporto del GNL all’interno del nostro golfo risponde certamente ad indirizzi europei di promozione di combustibili più puliti sia per la autotrazione che per le navi. Però è un un progetto che, proprio per le caratteristiche del nostro golfo, dovrebbe essere attentamente valutato prima di essere approvato:
1. applicando con correttezza tutte le normative vigenti in materia ambientale (VIA ordinaria, Valutazione di Incidenza , Autorizzazione Integrata Ambientale, Normativa sul rischio incidente industriale)
2. verificando lo stato di rischio incidentale per gli impianti Seveso esistente nel golfo
3. verificando il rischio sistemico di incidente nel nostro porto al di la dei singoli impianti e singole attività
4. verificando il livello di coinvolgimento del pubblico (decine di migliaia di cittadini) nella conoscenza dei piani di emergenza e nel coinvolgimento in questi
5. verificando il livello di informazione migliore di tutto ciò che è in atto o sta per essere messo in atto e che può o potrà produrre un rischio di incidente

Il post che seguo è molto lungo ma la materia è complessa e allo stesso tempo  il tema è di un rilievo enorme per la vita l’ambiente e la salute degli spezzini.  Il post vuole essere una analisi puntuale:
A. di come il progetto GNL debba essere correttamente valutato e approvato
B. di come attualmente ci siano ancora troppi punti oscuri sulla gestione della sicurezza nel nostro golfo e sulla non corretta applicazione non solo della vigente normativa ma dei migliori indirizzi che provengono dagli enti tecnici preposti (Ispra, SNPA, Dipartimento Protezione Civile)

Il post quindi non è esaustivo nella analisi critica di questo progetto ma è sicuramente uno strumento per poterlo leggere criticamente che metto a disposizione di tutti a cominciare ovviamente dai cittadini.

Con il rischio di incidente catastrofico non si scherza. Vi invito a leggere quanto segue e vi invito ad informarvi perché anche se sembrano questioni molto tecniche in realtà riguardano il presente e il futuro di tutti noi e dei nostri figli.

martedì 21 gennaio 2020

Centrale a gas a Spezia: Regione e Governo giocano a rimpiattino sulla pelle del territorio spezzino

Anche oggi, sul Secolo XIX, leggo dichiarazioni di rappresentanti politici che straparlano sulle responsabilità relative alla autorizzazione del progetto di centrale a gas proposto al posto della attuale centrale a carbone spezzina.

Ormai da oltre 1 anno assistiamo a questo penoso scaricabarile tra le diverse forze politiche a seconda del ruolo istituzionale di governo che ricoprono. 
Eppure stiamo trattando di una questione strategica non solo per il territorio spezzino ma addirittura per l'intero Paese per non parlare dei nostri rapporti energetici con l'Europa.
Eppure quello che occorre fare l'ho scritto da un anno, inascoltato, forse perché non faccio il cantore di nessuna parte politica, e lo riscrivo in questo post...

venerdì 17 gennaio 2020

Progetto centrale a gas a Spezia: le pressioni vanno fatto sul Governo nazionale prima che sulla Regione


Leggere le dichiarazioni perentorie di esponenti del PD che chiedono al Sindaco spezzino di fare pressioni sulla Regione per bloccare il progetto della centrale a gas, mi appare come un autogoal servito su un piatto di argento alla maggioranza di centro destra.


Come è noto la decisione sul progetto è del Ministero dell'Ambiente (VIA) e del Ministero dello Sviluppo Economico (Energia). E' vero che la Regione può negare l'Intesa ma se il Governo andrà avanti il no della Regione non sarà sufficiente e la partita tornerà al Consiglio dei Ministri sia pure con la presenza della Regione. Su questo potere di Intesa regionale, l’indirizzo prevalente della Corte Costituzionale si può così riassumere: 

giovedì 16 gennaio 2020

Biodigestore Saliceti: ristoro ambientale o regalo per convincere i Comuni?

Recos SpA la partecipata Iren che vuole realizzare il bodigestore a Saliceti (Vezzano Ligure) con un comunicato uscito oggi sui mass media locali , ribadisce la sua proposta di un ristoro economico  per i Comuni spezzini nel caso verrà realizzato il biodigestore. 
Prima una riflessione più generale però. È curioso che Recos ricordi ai Comuni di questo contributo proprio dopo che è uscita la notizia dell’accoglimento della Petizione (sottoscritta da Sindaci , associazioni e comitati) inviata al Parlamento Europeo che ora inizierà l’iter di verifica sul fondamento delle violazioni di diritto comunitario avanzato dagli estensori di detta Petizione.Insomma invece che rispondere nel merito delle violazioni Recos prima di tutto ricorda ai Comuni, compresi i due che hanno sottoscritto la Petizione, che ci sono in ballo tanti bei soldini per loro!  Un bel modo di dialogare con chi contesta il sito e il progetto no?

Ma torniamo alle questioni tecnico giuridiche . 

mercoledì 15 gennaio 2020

Fine del carbone nella centrale spezzina e la gara di primogenitura della piccola politica spezzina!

Consiglieri di maggioranza a Spezia della lista Toti  (QUI) continuano a spacciare meriti che non hanno sulla fine del carbone a Spezia, facendo un torto in primo luogo al Sindaco che sostengono, perché le balle non aiutano gli amministratori anzi li mettono in difficoltà.

venerdì 10 gennaio 2020

Progetto trasporto gnl nel golfo di Spezia: incaute dichiarazioni di GNL Italia


Oggi sul Secolo XIX i rappresentanti di GNL Italia affermano che il progetto per distribuire gnl per trasporti via mare e e via terra non è pericoloso perché l'aumento del traffico sarà "irrisorio nell'ambito del golfo spezzino". 
Diciamo che almeno a livello comunicativo si inizia male, rimuovere i rischi di impatto o di incidenti non aiuta a rendere credibile la sicurezza di un progetto verso l'opinione pubblica. Tanto più che il progetto si va a collocare in un golfo già oberato di problematiche ambientali e di rischio incidentale sia pure, ovviamente, potenziale. 

martedì 7 gennaio 2020

Analisi critica del Decreto di revisione AIA della centrale a carbone spezzina


Con Decreto Ministeriale n° 351 del 6/12 /2019  (QUI) è stata approvata la revisione della Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA) per la sezione a carbone della centrale Enel spezzina.
Il Decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica N° 302 del 27/12/2019
Il Decreto contiene parti sicuramente positive ma anche criticità in buona parte dovute alla problematica della transizione al 2025 (data fissata per uscire dalla generazione elettrica a carbone) ma anche alle prescrizioni stesse contenute nel Decreto.
Vediamo perché…

venerdì 3 gennaio 2020

Dragaggi nell’area portuale spezzina: una sentenza della Cassazione impedisce sversamenti in mare


Rileggo anche oggi sul Secolo XIX dichiarazioni da parte dI operatori portuali sui ritardi nei dragaggi dell’area portuale che sarebbero alla base dei rallentamenti delle nuove banchine.
Vorrei sommessamente ricordare che i ritardi nei dragaggi del porto sono responsabilità di tutti gli enti preposti oltre di chi ha gestito i cantieri che non hanno rispettato le prescrizioni , non hanno svolto adeguati controlli preventivi, non hanno rispettato gli indirizzi operativi del Progetto preliminare di Icram su un golfo (dentro diga) che, non dimentichiamolo è tutto dentro il perimetro di un sito di bonifica regionale (ma prima nazionale).