venerdì 6 novembre 2020

Imporre prescrizioni agli odori dai depositi petroliferi non esclude il loro spostamento ma anzi lo può accelerare

Nel Consiglio Comunale di Genova che ha votato contro la mozione per regolamentare le emissioni odorigene dei depositi petroliferi mi tocca leggere da un consigliere: "la richiesta di prescrizioni per gli odori è un tentativo maldestro per allungare il brodo dello spostamento dei depositi" (QUI).

Ora occorre fare alcune precisazioni per questo signore:

il brodo in questo caso lo allungano da decenni tutte le amministrazioni competenti che avrebbero potuto imporre a questi depositi:

1. la normativa sulle industrie insalubri , in vigore dal 1934 (QUI);

2. la normativa sulle prescrizioni a questi impianti anche senza autorizzazione alle emissioni, in vigore dal 2006 (QUI);

3. la giurisprudenza ormai univoca della Cassazione che considera reato le emissioni odorigene da attività regolarmente autorizzate che superino comunque la normale tollerabilità (QUI), non servono i limiti di legge sono sufficienti le prescrizioni per tutelarsi dalle emissioni odorigene (QUI); gli odori sono significativi sotto il profilo di realizzare reati senza perizie particolari ma solo perché si sentono dal naso (QUI);

4. dal 2013 la giurisprudenza afferma che agli odori si possono applicare limiti non nazionali se non esistono ne a livello statale o regionale (QUI)

5. obbligo di imporre autorizzazioni e protocolli di controllo alle emissioni odorigene in vigore dal 2017 (QUI),

6. il tutto sostenuto dal fatto che le emissioni odorigene in se (a prescindere dai singoli inquinanti che le producono) sono considerate ex lege inquinamento atmosferico (dal luglio 2020) ma la giurisprudenza le considerava tali da anni (QUI)


Come applicare queste normative è chiaro da tempo (QUI), anzi molte Regioni hanno definito da tempo linee guida, anche la Regione Liguria (D.Lgs. n. 152/2006 art. 272-bis, L.r.  n°12/2017 art. 17. Linee guida per la definizione del piano di gestione degli odori – QUI).

Ovviamente tutto questo enorme apparato normativo e giurisprudenziali non è mai stato applicato non solo ai depositi petroli dell’area di Multedo ma anche del Fegino-Borzoli e nonostante ciò c’è qualche politico incompetente che ha il coraggio di accusare chi chiede di applicarla di “allungare il brodo”!

Ma a proposito di brodo allungato semmai chi non ha adempiuto agli impegni presi da anni  (QUI) di spostare i depositi di Multedo è proprio quella classe politica che oggi ha votato contro la mozione dei consiglieri comunali di 5stelle. In realtà imporre la applicazione della normativa sopra elencata vorrebbe dire:

1. Tutelare i residenti nell’immediato visto che ad oggi i tempi di spostamento non sono per niente chiari e potrebbero richiedere anni

2.  Tutelare anche i residenti di altre zona per ora non interessate dal dibattito cittadino sullo spostamento dei depositi (Borzoli Fegino)

3.  Avviare una pressione amministrativa (fondata sulla legalità) che può convincere i gestori dei deposti ad accelerarne la dismissione

4.  Dimostrare ai cittadini che al di la di dove verranno collocati i depositi, se verranno spostati, le amministrazioni competenti ( a cominciare dal Sindaco ma non solo) non permetteranno più una impunità legale come è avvenuto per decenni a chi gestisce questi impianti.

 

Vi pare allungare il brodo tutto questo?

 

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