Nel post (QUI) dello scorso 2 gennaio sul mio blog Note di Grondacci che ho pubblicato l'altro giorno
spiegavo che il tombamento era un termine inesistente nella normativa sulle
bonifiche. Quindi la dichiarazione della Marina Militare ha la sola finalità di
nascondere una serie di verità che vado ad illustrare per poi concludere con alcune precise domande alle Autorità militari e civili.
Intanto viene violato quanto previsto dal Decreto Ministeriale 22/10/2009 .
Secondo questo Decreto, se i rifiuti contenuti in siti inquinati di aree
militari rientrano nelle categorie di cui ad un altro DECRETO 6 marzo 2008
(Decreto (sui rifiuti da armamenti e sistemi di difesa) devono essere rimossi.
Ma c'è di più con la dichiarazione senza senso "non faremo un
tombamento" nascondono il fatto che oltre a non rimuovere i rifiuti (la vera
bonifica) non faranno neppure una messa in sicurezza permanente che almeno
garantisce di isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle
matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e definitivo livello di
sicurezza per le persone e per l'ambiente.
Le Autorità Militari faranno invece una messa in sicurezza operativa che tradotto significa che lasceranno i rifiuti dove si trovano e terranno sotto controllo la situazione peccato che nel frattempo partiranno lavori anche di escavo dei fondali prospicenti al sito del campo in ferro.
La Marina Militare dichiara che la situazione è sotto controllo e non ci sono
inquinamenti (questo nonostante che nella scheda nell'apposita sezione (QUI) Marina Militare su informazioni ambientali, sulla
discarica nel sito del Ministero della Difesa si affermava che c'erano
superamenti delle soglie di concentrazione) Successivamente è stato svolto un
piano di caratterizzazione e una analisi di rischio con la conclusione di non
rimuovere i rifiuti (bonifica) e non svolgere una messa in sicurezza permanente
ma solo il congelamento controllato della situazione in atto da decenni! Ora si
capisce a cosa è servita la tecnica della fitorimediazione che qualunque
tecnico delle bonifiche sa che non funziona su rifiuti voluminosi come quelli
in questione. Questa tecnica è servita per prendere tempo (decenni ormai) per
aggirare gli obblighi di bonifica delle norme sopra citate.
D'altronde lo stesso Procuratore Rodolfo Attinà nel lontano 24 aprile 2016 in una intervista al Secolo XIX dichiarava: "Sotto lo stesso campo in ferro sono rimasti tutti quei materiali interrati per smaltire i quali ci vorrebbero somme altissime"!
DOMANDE:
1. Questi documenti dove sono?
2. Perché nel sito del Ministero della Difesa si citano ma non vengono
pubblicati?
3. Perché i verbali della conferenza dei servizi che ha approvato quegli atti
non sono pubblicati?
4. Perché Arpal e Comune che hanno partecipato alla conferenza dei servizi non
pubblicano questi atti in sostituzione della Marina Militare?
5. Perché la conferenza dei servizi non è stata resa pubblica al momento della
sua convocazione permettendo alla città di partecipare prima delle decisioni? Come è noto il pubblico può partecipare quanto meno come uditore alle conferenze dei servizi.
6. Come si spiegano le rassicurazioni della Marina Militare sulla assenza di
inquinamento con la perizia della Procura del tribunale spezzino (dimenticata
dagli stessi giudici archiviando l'esposto dei Murati Vivi) che affermava, nel
2020, il permanere di superamenti delle soglie di concentrazione degli inquinanti?
La procura sostenne che comunque i superamenti non richiedevano la bonifica del
sito perché l'area era ad insediamento industriale sic! Ovviamente in
quell'area non c'è alcun insediamento industriale quindi si applicano le
concentrazioni degli inquinanti per le aree civili con la conseguenza che sarebbe stata necessaria la bonifica altro che messa in sicurezza operativa, ma evidentemente in Procura conoscono cose sulle leggi ambientali che noi umani non sappiamo!
Domande che spero trovino risposta anche se resto francamente scettico visto
l'atteggiamento arrogante e non trasparente che la Marina Militare ha sempre
dimostrato verso la città e i suoi cittadini, grazie anche ai comportamenti da
posteggiatori di decisioni altrui degli amministratori locali vecchi e attuali.
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