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lunedì 8 settembre 2025

Il Comitato Economico Sociale della UE conferma i rischi irrisolti dei rifiuti da nucleare

Chi pensa che il nucleare sia davvero uno soluzione sicura (per ambiente e salute) a breve termine si legga questo Parere (QUI) del Comitato Economico e Sociale che pur non partendo da una posizione pregiudiziale contro la tecnologia nucleare dimostra tutte le problematiche irrisolte ad oggi del ciclo di questa fonte energetica. Un insegnamento, che ovviamente non verrà ascoltato, per il governo italiano.

In particolare, dal Parere emergono:

1. Una grave mancanza di trasparenza nella gestione dei rifiuti radioattivi come pure un inadeguato coinvolgimento delle comunità locali interessate dagli interventi sul nucleare

2. La lontananza nel tempo (addirittura si fa riferimento in alcuni casi fino al 2130!) della soluzione per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi ad alta attività. In questo modo, afferma il Parere, “Il prolungamento dello stoccaggio dei rifiuti ad alta attività per più di un secolo potrebbe far aumentare i rischi e i costi ed essere un onere a carico delle future generazioni.”

Il Parere conclude con alcune raccomandazioni a Commissione e Stati Membri.

martedì 6 maggio 2025

Come il nucleare e le attività marittime rientrano nella tassonomia verde della UE

Comunicazione della Commissione UE (di seguito Comunicazione QUI), pubblicata lo scorso 5 marzo 2025, sull'interpretazione e sull'attuazione di talune disposizioni giuridiche degli atti delegati "Ambiente", "Clima" e "Informativa" della tassonomia dell'UE.

La tassonomia verde consiste nell’insieme di norme che stabiliscono i parametri in base ai quali determinate attività rientrano tra quelle sostenibile in relazione agli obiettivi di neutralità di emissioni climalteranti.

In sintesi, la Comunicazione chiarisce una serie di questioni generali per aiutare la interpretazione degli stati membri nella applicazione di detta tassonomia verde: 

- le modalità di applicazione del principio DNHS (non arrecare danno significativo all’ambiente); 

- il rapporto tra il diritto ambientale comunitario e parametri (definiti criteri di vaglio tecnico) per valutare la coerenza con la tassonomia verde; 

- come effettuare la valutazione comparativa delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita nel contesto della tassonomia dell'UE.


Nel post che segue analizzerò, in particolare, le parti della Comunicazione che trattano il rispetto dei criteri di vaglio tecnico per la tassonomia verde sulle seguenti materie di particolare attualità:

1. Come gli impianti nucleari esistenti prorogati nel loro esercizio devono rispettare i criteri di vaglio tecnico della tassonomia verde.

2. Le modalità su come rispettare i criteri di vaglio tecnico per includere il trasporto marittimo nella tassonomia verde.

3. Come comunicare l’attività di disarmo di una nave smantellata e riciclata secondo il criterio di vaglio tecnico.

 

N.B. Il post non si limita a riproporre quanto affermato dalla Comunicazione sulle sopra elencate tematiche ma costituisce una ricostruzione anche critica della normativa sulla tassonomia verde e norme collaterali nelle materie del nucleare e delle emissioni navali.

 

Intanto vediamo di quali norme si tratta quando si fa riferimento alla tassonomia verde della UE per poi entrare nel particolare del nucleare esistente e del trasporto marittimo…

sabato 4 novembre 2023

Investire in centrali nucleari danneggia il clima: uno studio

Studio (QUI) pubblicato su Science Direct redatto, tra gli altri, dal responsabile del settore clima ed energia presso l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB- QUI) di Bruxelles.

Lo studio smonta sistematicamente tutti i luoghi comuni del tentativo in atto di rilanciare il nucleare anche nella versione dei c.d. impianti modulari e/o piccolo nucleare, soprattutto in Italia.

In sintesi lo studio dimostra:

sabato 19 agosto 2023

Documento dei Conservatori USA: ritorno alle fossili e scontro geopolitico per il “dominio” dell’energia

Un documento (QUI) di ben 920 pagine intitolato  "Mandate for leadership The Conservative Promise", nel quale centinaia di autori, inclusi ex funzionari dell’amministrazione Trump, avanzano le loro proposte in caso di vittoria alle prossime presidenziali USA. 

Il documento va oltre gli sforzi passati del Gop (Grand old party, il Partito repubblicano Usa, ndr) per tagliare i budget delle agenzie ambientali e propone una politica energetica basata sul rilancio delle fossili e del nucleare in un quadro securitario del confronto mondiale sul controllo delle fonti energetiche e delle materie prime.

Non a caso il documento pone come obiettivo centrale della prossima Presidenza (pagina 370): “… Il dominio energetico degli Stati Uniti è una componente chiave della sua politica estera, garantendo al tempo stesso che gli obiettivi nazionali e internazionali siano allineati. Dominio energetico americano consentirà agli Stati Uniti di garantire energia ai propri cittadini, mercati ai propri esportazioni di energia e l'accesso a nuove risorse naturali di energia e fornirà strumenti per i politici statunitensi per assistere i nostri alleati e scoraggiare i nostri avversari.”

Vediamo in particolare i capitoli su energia e ambiente di cui  riporto la traduzione dei passaggi più significativi…

lunedì 3 aprile 2023

Net Zero Industry Act della UE: tecnologie ad emissioni zero nucleare compreso

Proposta di Regolamento (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo della produzione di prodotti con tecnologie a zero emissioni nette di gas serra (Net Zero Industry Act).

Il nuovo Regolamento una volta approvato stabilirà il quadro di misure per l'innovazione e il potenziamento della capacità produttiva di tecnologie a zero emissioni nell'Unione per sostenere l'obiettivo dell'Unione per il 2030 di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990 e la neutralità climatica dell'Unione per il 2050 obiettivo, come definito dal Regolamento (UE) 2021/1119 (QUI), e garantire l'accesso dell'Unione a un approvvigionamento sicuro e sostenibile di tecnologie a zero emissioni necessarie per salvaguardare la resilienza del sistema energetico dell'Unione e contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità.

Per raggiungere l'obiettivo generale il regolamento contiene misure volte a garantire:

a) che entro il 2030 la capacità di fabbricazione nell'Unione delle tecnologie strategiche a zero emissioni nette elencate nell'allegato si avvicini o raggiunga un parametro di riferimento di almeno il 40 % del fabbisogno annuo di attuazione dell'Unione per le tecnologie corrispondenti necessarie per raggiungere il clima dell'Unione nel 2030 e obiettivi energetici;

b) la libera circolazione delle tecnologie net zero immesse nel mercato unico.

sabato 4 marzo 2023

Scontro nel Comitato economico sociale della UE sul prolungamento del nucleare esistente

Il Comitato Economico e Sociale della UE (di seguito CES) con un Parere esplorativo (QUI) richieste dalla Presidenza Ceca ha chiesto alla Commissione di prolungare la durata delle centrali nucleari esistenti come strumento per stabilizzare i prezzi dell’energia nella UE. Ma all’interno del CES molti rappresentanti si sono dichiarati contrari producendo parere di esperti che contestano la tesi passata a maggioranza nel Comitato.

Vediamo nello specifico ed in sintesi le tesi approvate dal CES ma anche quelle che le contestano…

mercoledì 11 gennaio 2023

Seveso III, emergenze radiologiche nucleari in Italia: la normativa non applicata

Documento (QUI) risultato di una ricerca condotta nell'ambito del progetto CBRN-Italy che mira ad analizzare il quadro normativo internazionale, regionale (Unione Europea) e nazionale (Italia) relativo alla prevenzione, preparazione, risposta e recupero da eventi CBRN (Chemical, Biological, Radiological and Nuclear defense) intesi in senso lato (eventi intenzionali, accidentali e naturali) e a proporre delle raccomandazioni per rafforzare le norme internazionali e regionali ed il quadro normativo e operativo nazionale.

Il progetto CBRN-Italy (QUI) è stato finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) nell'ambito del programma PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) con il contributo n° 20175M8L32, ed ha una durata di 36 mesi (marzo 2020 - febbraio 2023). La ricerca è condotta da quattro Università: Scuola Superiore Sant'Anna (Pisa), Università di Bologna, Università di Firenze, Università di Torino.

Di seguito analizzo le criticità specifiche che emergono dallo studio CBRN-Italia relativamente alla applicazione nel nostro Paese:

1. della normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante c.d. Seveso III

2. della pianificazione nelle risposte alle potenziali emergenze radiologiche nucleari

3. una serie di proposte innovative sulla gestione delle emergenze chimiche biologiche radiologiche e nucleari (CBRN)

4. la definizione di un codice per la ripresa dopo eventi CBRN.

mercoledì 3 agosto 2022

Rapporto GME sul rilancio nucleare in Europa ma ci sono criticità rimosse molto gravi

La Newsletter del Gestore Mercati Energetici del maggio 2022 contiene un Rapporto (QUI) sullo stato evolutivo del nucleare in Europa che dimostra come questa fonte è tutt’altro che superata all’interno della transizione ecologica del Green Deal. Il Rapporto fonda la sua tesi prima di tutto sui dati di una limitata ripresa di progetti di centrali nucleari in Europa (soprattutto dell’est a parte la Francia) come pure del recente inserimento nella tassonomia verde della UE del nucleare come fonte per la transizione alla neutralità climatica

 

sabato 9 luglio 2022

Il Parlamento UE vota, contro i suoi esperti, per gas e nucleare nella tassonomia verde! Riparte il turbogas a Spezia? NO, però...

Il Parlamento UE sia pure a maggioranza non ha respinto la proposta della Commissione che avanza la richiesta di inserire anche il gas e il nucleare nella c.d. tassonomia verde.

Si tratta di una decisione molto pericolosa sotto il profilo del raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica fissati dalla stessa Commissione UE e approvati a suo tempo dal Parlamento.

Una decisione che è in netto contrasto con il gruppo di esperti nominati dalla stessa Commissione UE ma anche con lo stesso Regolamento UE sulla tassonomia verde come vedremo.

Nel post che segue a queste note introduttive spiegherò in cosa consiste la tassonomia verde, cosa chiedevano gli esperti e la proposta della Commissione a favore di gas e nucleare approvata ora dal Parlamento UE.

sabato 4 giugno 2022

Corte di Giustizia: quando la proroga di una discarica o altro impianto costituisce modifica sostanziale

La Corte di Giustizia con sentenza 2 giugno 2022 (causa C-43/21 - QUI) è intervenuta per rispondere alla richiesta di rinvio pregiudiziale del giudice di uno stato membro in relazione alla questione se la proroga di una discarica per la terza volta oltre il termine della fine di esercizio della stessa possa costituire modifica sostanziale ai sensi del punto 9 articolo 3 della Direttiva 2010/75/UE (QUI) e quindi richiedere l’avvio di una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale.

Come è noto il rinvio pregiudiziale è previsto dagli articoli 19, paragrafo 3, lettera b), del trattato sull'Unione europea (TUE - QUI) e 267 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE - QUI)

La sentenza della Corte di Giustizia esclude che una proroga senza modifiche impiantistiche e senza quindi possibili effetti su ambiente e salute pubblica possa essere definita sostanziale e comportare sostanzialmente una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Questo però, come affermato da precedente sentenza sempre della Corte di Giustizia su un altro caso simile, non esclude la necessità nel caso di proroghe prolungate (anni come nel caso della discarica della nuova sentenza) la applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a questa proroga anche se gli interventi legati alla proroga riguardano il miglioramento dell’impianto energetico esistente anche ai fini della tutela ambientale.

Vediamo entrambe queste sentenze nel post che segue

lunedì 2 novembre 2020

World Energy Outlook 2020 sulla transizione al 2030 tanto gas ma anche biometano e un ritorno del nucleare

Pubblicato dalla Agenzia Internazionale dell’Energia il rapporto World Energy Outlook conferma il calo della domanda del carbone e del petrolio, il maggior uso del gas nella transizione ma con numerose contraddizioni da qui al 2030 e oltre, con un ruolo di ritorno anche per il nucleare e il biometano come compensatore dei limiti del metano fossile. Una analisi da fonte autorevole e realistica ma troppo sbilanciata sui soli aspetti energetici e di geopolitica scontando un non adeguato confronto sugli impatti reali delle diverse fonti citate nel Rapporto. 

Trovate il testo completo del World Energy Outlook 2020 QUI.

Vediamo i passaggi più rilevanti di questo Outlook: 

mercoledì 26 dicembre 2018

La valutazione di danno sanitario sulle centrali in dismissione e la Avvocatura della UE

Il recente ordine del giorno  votato dalla sola maggioranza del Consiglio Comunale spezzino (vedi QUI) non ha accettato la richiesta di prevedere una valutazione di danno sanitario prodotto dalla centrale a carbone, firmata Enel, ad oggi e, come minimo fino al 2021 (data di dismissione annunciata da Enel ma non prevista dalla legge vigente).
La stessa posizione è stata affermata dall’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria, in relazione alla centrale Enel di Genova,  secondo l'assessore la valutazione di danno sanitario è inutile perché la centrale ormai è chiusa.  Il Comune spezzino ne ha fatto una questione di soldi: la valutazione di danno sanitario costa troppo! Si riferiscono forse ai soldi che l’Amministrazione precedente aveva tolto dalla Convenzione Enel-Comune per utilizzarli sul progetto di rifacimento di Piazza Verdi e non per avviare indagini sanitarie sull’impatto della centrale come tale Convenzione invece prevedeva.

Intanto va spiegato,  a questi amministratori regionali e comunali, che una cosa è la valutazione di danno sanitario altra cosa è la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario.

domenica 28 gennaio 2018

Area centrale Enel e fusione nucleare, ma il metodo per decidere dove è?

L'area della centrale Enel della Spezia è stata scelta tra le 4 nelle quali dovrebbe essere collocato (previsa selezione apposita) un progetto sperimentale di fusione nucleare (vedi QUI).
Sarò come spesso mi accade controcorrente ma a me interessa, prima ancora che discutere di questo progetto, capire tre cose:
1. come verrà impostata la bonifica dell'area della Centrale Enel. Bonifica a cui è obbligata Enel SpA in quanto soggetto inquinatore
2. quando la centrale se ne andrà sul serio con un progetto chiaro di dismissione presentato ufficialmente
3. se verrà avviata una valutazione di impatto sanitario per capire i danni alla salute prodotti fino ad ora e quindi se la discussione sul futuro dell’area verrà collegata con lo stato reale dell’inquinamento e della salute dei cittadini residenti.


Le suddette questioni devono tenersi insieme alla discussione sul futuro dell’area ecco come:

giovedì 22 gennaio 2015

Trasporti militari in città: la disinformatia del Comune di Spezia

Il Comune di Spezia ha risposto lo scorso 11 ottobre 2014 ad una interrogazione dei consiglieri di 5stelle in relazione ad un trasporto di materiale militare nelle strade cittadine avvenuto qualche giorno prima.

La risposta del Comune (vedi foto a fianco)  è che si tratta di operazioni “coperte da riservatezza”. 

Intanto se si risponde ad una interrogazione si devono fornire gli elementi normativi che dimostrino la fondatezza del diniego di accesso alle informazioni. Afferma il comma 6 articolo 5 del DLgs 195/2005 che il diniego di accesso deve essere adeguatamente motivato e soprattutto deve essere accompagnato dalla indicazione delle modalità di ricorso contro il detto diniego.

Ma il punto è che in questo caso le informazioni non erano alla luce di quanto affermato dal Comune stesso, non accedibili.

martedì 25 marzo 2014

Nave con materiale nucleare: Obama batte Federici in trasparenza. Ma non basta!

Relativamente alla vicenda del transito della nave con materiale nucleare nel nostro golfo,  per giorni il “mantra” di governo nazionale, prefetto e sindaco di Spezia è stato: “si prevede di informare la popolazione solo dopo un eventuale incidente nucleare.”



L’incidente non c’è stato, per fortuna! La novità recentissima è che, non il governo italiano ne tanto meno le autorità locali, ma il governo USA (vedi QUI) ha comunicato almeno il contenuto del trasporto transitato nel nostro golfo: uranio arricchito e plutonio.


E’ facile a questo punto affermare che, in questa vicenda abbiamo avuto più trasparenza da parte del governo USA che non da i nostri rappresentanti istituzionali nazionali e locali. Ma al di la della battuta, comunque quanto fino ad ora comunicato (comprese le notizie che vengono dagli USA) non è sufficiente.


Non è sufficiente sia per ragioni di principio democratico e di trasparenza ma anche e soprattutto per ragioni di rispetto delle leggi in materia. Vediamo perchè.....

giovedì 13 marzo 2014

Nave con materiale nucleare: l'interrogazione di Legambiente al Ministro

Di seguito pubblico il testo, in corsivo,  della richiesta di azione ispettiva al Ministero dell'Ambiente in relazione al trasporto di scorie nucleari nel porto di Spezia.  Il testo è stato depositato dai rappresentanti di Legambiente La Spezia  in sede di audizione alla Commissione Ambiente del Senato della Repubblica. 

Il testo è stato redatto con la collaborazione tecnico giuridica mia e dell'Avvocato Valentina Antonini . 


sabato 8 marzo 2014

Nave con carico radioattivo: la “Disinformatia” di Prefetto e Sindaco!

La vicenda della nave che ha fatto transitare nel nostro porto un carico di materiale radioattivo pone per l’ennesima volta la questione in primo luogo della informazione trasparente dei rischi ambientali e sanitari alla popolazione tema che ho trattato spesso in questo blog. Risultano particolarmente confuse, e quindi gravi considerati i ruoli istituzionali ricoperti da questi personaggi, le dichiarazioni di Prefetto e Sindaco di Spezia che, rovesciando la ratio della normativa sull’accesso alle informazioni ambientali nonché gli obblighi di pubblicazione dettati dalla specifica normativa in materia di trasporto di sostanze radioattive, pone la segretezza verso i cittadini come presupposti della sicurezza.
Nel proseguo del post dimostrerò che tale interpretazione è in contrasto con la vigente normativa, considerato che la normativa deve prevalere sulla “prassi” citata oggi sui quotidiani locali dal solito esperto di turno.  

Ma già fin da ora posso sottolineare come il rischio non sia certo nella troppa informazione ai cittadini ma semmai nelle azioni di terroristi e simili soggetti, come peraltro sottolineato dalla Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al  Consiglio  sul rafforzamento della sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare nella Unione  europea – Piano d’azione CBRN dell'UE. Documento che non a caso inizia così: ”Negli ultimi dieci, quindici anni la minaccia che un gruppo terroristico possa procurarsi  materiali chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN) ha indotto i governi e le  organizzazioni internazionali ad adottare regolamentazioni1  e programmi di vasta portata per  difendere le popolazioni dai rischi correlati”.   E i terroristi se ne fottono della informazione di cui stiamo parlando ovviamente…….tanto è vero che in nessun punto del documento si parla di ridurre la informazione ai cittadini in chiave di prevenzione dei rischi sanitari e ambientali. Appunto!