martedì 15 settembre 2026

Gli scienziati UE: riduzioni rapide del metano! L’Europa politica invece va verso il gas

Qualche mese fa (aprile) è uscita, nel silenzio dei mass media che contano e soprattutto della politica ufficiale, la  Dichiarazione di Angera per l'Azione sul Metano (QUI) (di seguito Dichiarazione), firmata da oltre 250 scienziati alla conferenza Methane Action for People & Planet. La Dichiarazione invita i decisori ad accelerare la riduzione delle emissioni di metano attraverso un piano in 10 punti focalizzato su soluzioni comprovate, monitoraggio più rigoroso, aumento dei finanziamenti e cooperazione internazionale.

La Dichiarazione è stata commissionata dal Joint Research Centre (JRC), che è il servizio scientifico e di conoscenza della Commissione Europea.

Di seguito si pubblicano i 10 punti della Dichiarazione integrati da una analisi critica di come la UE, ma anche altri Paesi, siano molto lontani da predisporre adeguate politiche attuative per raggiungere obiettivi rigorosi nella riduzione delle emissioni di metano. 

Nel post troverete: prima una premessa che sintetizza le contraddizioni tra la Dichiarazione e la situazione reale delle politiche energetiche sul gas. Segue una analisi dei principali studi ufficiali sul rischio emissioni metano. Successivamente si riportano i 10 punti della Dichiarazione integrati da una analisi delle criticità in atto su detta riduzione. Infine una analisi che dimostra come la UE nel non raggiungere una drastica riduzione delle emissioni di metano non solo rischia di aumentare il riscaldamento globale ma anche e soprattutto crisi geopolitiche di indipendenza energetica con costi rilevanti a carico dei cittadini europei.  

lunedì 7 settembre 2026

Un fondo europeo per la competitività e la militarizzazione della transizione ecologica

È stata presentata, il 16 luglio 2025, dalla Commissione UE la Proposta di Regolamento (QUI- DI SEGUITO PROPOSTA) che istituisce il Fondo europeo per la competitività (ECF), che comprende un programma specifico sulla ricerca e l'innovazione nel settore della difesa ai sensi dell’articolo 182 (QUI) Trattato di funzionamento della UE. Sulla Proposta della Commissione si è pronunciata la Corte dei conti UE: QUI, che ha affermato in particolare:” il progetto di regolamento ECF non specifica i mezzi per raggiungere gli obiettivi del Semestre europeo né come si otterrà una panoramica dei flussi di finanziamento UE e nazionali. La Commissione dovrebbe indicare in che modo la proposta affronterà le dipendenze strategiche dell'UE e che i finanziamenti UE per la competitività si baseranno sui principi elencati al paragrafo 15 del presente parere.”

 

Successivamente, 16 giugno 2026, Il Consiglio dei ministri UE ha adottato la sua posizione negoziale parziale (QUI) sulla Proposta. La posizione negoziale parziale costituisce il mandato del Consiglio per l'avvio dei negoziati con il Parlamento europeo sull'ECF.

 

Di seguito si esamina la Proposta rivista dal Consiglio dei ministri UE, con una premessa critica.

sabato 5 settembre 2026

Il Governo italiano vuole militarizzare la competitività del sistema Italia e le Valutazioni Ambientali

Il Governo italiano ha presentato un disegno di legge (QUI) di riforma del Codice dell’Ordinamento Militare (Dlgs 66/2010 QUI) di seguito Codice e del Codice dell’Ambiente (Dlgs 152/2006 QUI). Il disegno di legge si fonda sul principio di estendere la difesa alla sicurezza nazionale e quindi anche agli impianti classificabili di interesse strategico nazionale e assegnando compiti anomali alla Difesa come quello del sostegno alla competitività del sistema Italia con le solite deroghe alle norme ambientali.

Vediamo di seguito una sintesi delle conseguenze del disegno di legge per poi analizzarlo più specificamente nelle parti più critiche