martedì 15 agosto 2017

Rischio incendi nei porti: uno studio conferma l’occasione persa dal Consiglio Regionale ligure

Il Secolo XIX di ieri ha pubblicato un articolo che richiama uno Studio dell’American Bureau of Shipping (la società di classifica americana) ha affrontato tra l’altro  il rischio incendi a bordo delle mega-portacontainer  anche nei porti. Secondo questo studio , come riportato dal quotidiano ligure,  sono pochi i porti che possono operare una nave da 20 mila teu o più, e che il numero di queste unità aumenterà nei prossimi anni più rapidamente delle banchine attrezzate per riceverle, comprimendo i tempi di operatività delle strutture a disposizione, è chiaro che nelle scelte commerciali delle compagnie di navigazione dovrà essere preso in considerazione sempre più anche che anche il fattore della sicurezza offerta dai porti.

La questione riguarda sicuramente i porti liguri ed in particolare quello spezzino, visto che il monopolista Contship che controlla di fatto (vedi QUIma anche QUI per i profili di illegittimità) ha dichiarato (QUI): "servono quattro approdi per navi di grandi dimensioni e pescaggi sufficienti a farle entrare"

mercoledì 9 agosto 2017

Terre e rocce di scavo nuovo regolamento: limiti pericolosi per l’ambiente!

E’ pubblicato in Gazzetta il nuovo regolamento (vedi QUIsull’utilizzo delle terre e rocce da scavo che abroga il precedente decreto ministeriale 161/2012 (per un esame di questo decreto ora abrogato vedi QUI.)

Di seguito una prima analisi sui limiti più significativi di questo nuovo regolamento che semplifica fortemente l’utilizzo di materiale che in realtà è sempre stato considerato per anni rifiuto.

martedì 8 agosto 2017

Impianto LaminaM Borgo Val di Taro: AIA e VIA senza prevenzione sanitaria

Da tempo sostengo la necessità che nelle istruttorie che portano alla autorizzazione di impianti potenzialmente inquinanti tanto più se vicini a centri abitati, l’aspetto della prevenzione sanitaria debba essere valutato attentamente e specificamente. 

L’impianto oggetto di questo post è classificato ai fini dell'Autorizzazione Integrata Ambientale –AIA (rif. All. VIII alla parte II del D.Lgs.152/06 e ssmmii) come categoria “3.5 – Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres o porcellane con una capacità di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno e/o con una capacità di forno superiore a 4 m3 e con una densità di colata per forno superiore a 300 kg/m3”.  L’impianto peraltro svolge anche attività di recupero rifiuti (categorie R5:  Riciclaggio/recupero di altre sostanze inorganiche comprese la pulizia risultante in un recupero del suolo e il riciclaggio dei materiali da costruzione inorganici). 
L’impianto è collocato in linea d’aria molto vicino al centro abitato e da molto tempo produce fastidi alla popolazione residente sia sotto il profilo delle emissioni odorigene ma anche delle emissioni inquinanti in generale.
L’impianto ha avuto fino ad ora 7 AIA ed un pronuncia di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

In nessuna istruttoria che ha portato al rilascio delle AIA e della decisione di non inviare a VIA ordinaria l’impianto in questione, è stato valutato l’impatto sanitario che questo impianto ha prodotto e può produrre alla salute dei cittadini residenti. Il tutto nonostante le centinaia di segnalazioni di disagi (sfociate anche in una inchiesta della Procura del Tribunale di Parma) pervenute sia al sistema sanitario pubblico che agli enti competenti in materia: Provincia, Comune di Borgo Val di Taro, Arpae.

Gli enti competenti si sono limitati ad avviare una sospensione parziale dell’AIA al fine di rivedere le prescrizioni autorizzatorie vigenti in termini di misure di mitigazione delle emissioni odorigene principalmente.

In sostanza come vedremo subito non sono stati utilizzati tutti gli strumenti che la legge riconosce per far pesare l’impatto sanitario nella decisione finale, sia per le autorizzazioni e valutazioni passate, sia per la revisione dell’AIA in corso.

lunedì 7 agosto 2017

Industrie Seveso ampliare ambito di applicazione alle condotte: lo dice la UE!

Il caso dello sversamento di petrolio dai depositi IPLOM del Fegino a Genova ha riproposto da tempo la questione della sicurezza e della prevenzione dei rischi di incidenti per tutte quelle strutture che sono complementari agli impianti assoggettati alla normativa Seveso (controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose).
Le istituzioni competenti (Comune e Città Metropolitana di Genova, Regione e organi tecnici di controllo) si sono limitati ad una interpretazione  formalistica della legge nazionale che ha recepito la Direttiva Seveso III secondo la quale la stessa non si applica: “d) al trasporto di sostanze pericolose  in  condotte,  comprese  le stazioni di pompaggio al di  fuori  degli  stabilimenti  soggetti  al presente decreto;”. In questo modo le conduttore che trasportano idrocarburi  come quelle del deposito Iplom del Fegino restano fuori dai controlli rigorosi della normativa Seveso.

Ma come stanno davvero le cose sul punto? Può essere sufficiente, anche in termini giuridici oltreché tecnici una interpretazione da “ponzio pilato” come quella sopra riportata?

Insieme con il Comitato dei cittadini che da anni si occupa delle problematiche ambientali sanitarie dell’impianto Implom del Fegino abbiamo da tempo (compresi gli atti inviati alla Procura delle Repubblica ma anche quelli inviati alle istituzioni competententi Città metrolitana e Regione in primo luogo ma con interrogazioni parlamentari) posto la questione di una interpretazione estensiva delle normativa Seveso alle conduttore che partono e/o arrivano ad impianti come quello Iplom senza avere risposte chiare esauriente.

Eppure le possibilità anche dentro il quadro normativo vigente nonché della giurisprudenza e degli indirizzi operativi degli organi di controlli, di detta interpretazione estensiva esistono. Ma ora finalmente in un documento ufficiale della UE la questione può prendere un indirizzo diverso e anche la stessa normativa può essere riletta in modo diverso come spiego in questo post... 

giovedì 3 agosto 2017

La tutela della salute nelle procedure di AIA e il ruolo del Sindaco

Sto seguendo da tempo molte vertenze che riguardano la procedura di rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dove, nonostante quanto preveda la normativa vigente in materia, il parametro salute viene ampiamente sottovalutato. In questo modo si trasforma l’AIA in una autorizzazione che verifica solo il rispetto dei limiti di emissione degli inquinati e le relative tecniche di disinquinamento (le c.d. Migliori tecnologie disponibili: BAT nell’acronimo inglese) a prescindere dagli effetti che tali emissioni producono sui recettori umani e quindi sulla loro salute.
In questo post voglio dimostrare come invece il parametro salute debba essere preso in considerazione nelle procedura di AIA anche da parte del Sindaco oltre che ovviamente in primo luogo dalle Autorità Competenti al rilascio dell’AIA.
Ma questo post se messo a confronto con le reali procedura di AIA di vari impianti sul territorio è uno strumento per far capire ai cittadini interessati residenti nei vari territori come la prevenzione sanitaria sia una grande “desaparecida” nelle procedure decisionali dei diversi impianti inquinanti che minano la qualità della loro vita!
Buona lettura…

Rotazione e spoils system dei dirigenti del Comune: cosa fare, quando e perchè

Dopo la conferma dei dirigenti di area e di settore da parte del nuovo Sindaco di Spezia si è aperta la discussione sulla ormai annosa questione della rotazione dei dirigenti e comunque della loro possibile rimozione da incarichi che gestiscono (in alcuni casi) da decenni non sempre con risultati efficienti e spesso caratterizzati da sconfinamenti che con il ruolo di dirigente c’entrano come il famoso “cavolo a merenda”.
Dei profili diciamo così più di principio politico ne ho parlato più volte
vedi QUI.

Ma  intanto occorre distinguere due questioni fondamentali
1. La questione della rotazione dei dirigenti
2. La questione dello spoils system: cambio di singolibo gruppi di dirigenti.
Tralascio per ragione di spazio qui la riflessione sulla c.d riforma Madia che aprirebbe il c.d. “mercato dei dirigenti” e che è stata dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 251/2016 in relazione alle competenze stato regioni,  e vengo al sodo delle due questioni sopra enunciate.

martedì 1 agosto 2017

Bocciata mozione 5stelle in Regione Liguria sui rischi incidenti nei porti: un errore gravissimo!

Il voto contrario in consiglio regionale della Liguria da parte della maggioranza e l’astensione di una parte della minoranza sulla mozione presentata dai consiglieri di 5stelle in Regione Liguria è un errore gravissimo.
Si trattava di una mozione che al di la di ogni logica di schieramento cercava di dare attuazione a quanto richiesto dal sistema delle Agenzie per la Protezione dell'Ambiente e dal Corpo Nazionale Vigili del Fuoco in relazione ad una problematica rilevantissima: quella del rischio di incidenti rilevanti nei porti liguri ma non solo e di cosa fare per prevenirli.
Da oggi siamo ancora un poco meno sicuri nei nostri porti ma non bisogna demordere, la questione deve essere portata sia in Parlamento nazionale che Europeo.

In questo post trovate un approfondimento della ragioni di questa mozione ed il testo della mozione.