giovedì 31 agosto 2023

La newsletter di LUGLIO-AGOSTO 2023 su leggi sentenze studi in materia ambientale

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nei mesi di LUGLIO AGOSTO 2023.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

 

Incidente al rigassificatore di Panigaglia: quante emissioni di gas dall’impianto con quali rischi?

L’incidente al rigassificatore con la fiammata vista in tutto il golfo di Spezia hanno sollevato il tema delle emissioni fuggitive di metano dall’impianto perché dalla combinazione tra queste emissioni e un fulmine particolarmente potente che si è sprigionata la fiamma.

Il punto critico al di là della capacità dei tecnici di GNL Italia che nessuno vuole mettere in discussione è proprio che non sono chiare le quantità di emissioni anomale di gas da impianti come quello in discussione come pure più in generale dal ciclo del rigassificatore sia quelli a terra e tanto più quelli galleggianti come quello che vogliono installare a Vado, ma anche più semplicemente dalle navi che trasportano il gnl agli impianti di rigassificazione o di ricarica per le navi con motori a gnl.

Non è il sottoscritto a porre la questione ma autorevoli studi di Ispra (istituto ricerche del Ministero dell’Ambiente), l’Agenzia Internazionale dell’Energia, studi ufficiali a livello Europeo e perfino una risoluzione del Parlamento UE

Non solo ma se andiamo ad analizzare l’AIA (come faccio nell’ultima parte del post che segue) recentemente approvata (giugno 2023) ma anche quella precedente del 2008 non solo si ammettono le emissioni di gas, anche per ragioni di protocolli tecnici di gestione dell’impianto, ma non esistono limiti quantitativi prescritti a tali emissioni più o meno fuggitive o anomale.

Una delle domande inespresse è non conoscendo le quantità precise di emissioni di gas dall’impianto quali impatto quest’ultimo può produrre su ambiente e salute dei residenti nelle zone limitrofe a volte poche centinaia di metri in linea d’aria? Questione mai affrontata d’altronde l’unico strumento amministrativo per farlo lo avevano in mano i Sindaci di Portovenere di questi anni quanto meno dal 2008 ed è il Parere igienico sanitario che ha proprio la funzione di valutare l’impatto sulla salute pubblica del ciclo di gestione dell’impianto in questione.

 

Vediamoli questi studi per poi analizzare cosa dice sul punto emissioni di metano l'AIA del 2023 al rigassificatore di Panigaglia

mercoledì 30 agosto 2023

Rapporto sul Biometano da rifiuti organici: solo con incentivi pubblici e semplificazioni è conveniente!

Rapporto (QUI) del Gestore dei Mercati Energetici (GME) nella sua newsletter n° 173 dell’agosto 2023 che conferma come i biodigestori senza gli incentivi pubblici sul biometano non reggerebbero il confronto con il mercato come avevo già dimostrato partendo da un caso specifico, QUI.

Con questi incentivi a pioggia (come dimostra lo stesso Rapporto del GME) si dimentica quanto richiesto dalla Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNHS) recentemente aggiornata (QUI). La Guida, in relazione ai biodigestori afferma che nella realizzazione dei nuovi impianti sarà pertanto necessario realizzare una valutazione del rischio ambientale e climatico attuale e futuro in relazione ad alluvioni, nevicate, innalzamento dei livelli dei mari, piogge intense, ecc.  Ci si dimentica, come peraltro sta avvenendo per il GNL, che stiamo parlando comunque di fonti che favoriscono le emissioni di gas serra con buona pace degli obiettivi di neutralità climatica strombazzati da UE e dai nostri Governi “dè destra e dè sinistra”!

Di seguito una sintesi dei dati principali del Rapporto del GME per poi nella seconda parte riportare una ricostruzione più ampia del Rapporto.

martedì 29 agosto 2023

Incidente al rigassificatore di Panigaglia: alcune domande per ora senza risposta


Come riporta il Secolo XIX di oggi, l’altro ieri a causa di un guasto della rete elettrica ad alta tensione di Terna, l’impianto di rigassificazione si è bloccato producendo una fuoriuscita di gas provocando una fiamma. Il tutto, secondo Snam, è stato gestito dentro i protocolli di sicurezza attivati dalla azienda. Vedi il video amatoriale sopra riportato

L’incidente avviene in un periodo in cui sono stati approvati progetti di potenziamento dell'attività del rigassificatore che coinvolgono l’intera area portuale (vedi navette con autobotti carichi di gnl che scaricheranno nel porto spezzino), senza peraltro, ad avviso di chi scrive, avere adeguatamente rispettato le norme ambientali come pure quelle della pianificazione portuale: QUI. Il tutto in un’area portuale che non ha un rapporto di sicurezza portuale e un piano di emergenza esterna portuale come invocato invece da tempo dai VVFF e dal sistema nazionale delle Arpa: QUI.

L’incidente è sicuramente stato gestito visto che la fiamma è stata contenuta ma è indiscutibile che potenzialmente, lo sprigionarsi di un incendio in un impianto che gestisce quantità enormi di gnl da rigassificare, desti molta preoccupazione visto che fenomeni atmosferici violenti, come quelli di questi giorni, sono ormai all’ordine del giorno.

lunedì 28 agosto 2023

Limiti ai poteri di ordinanza sanitaria e ambientali per gli impianti dichiarati di interesse strategico nazionale

La nuova legge 103/2023 all’articolo 9-bis, oltre ad introdurre modifiche alla norma che ha introdotto uno scudo penale per gli inquinatori (QUI) ha introdotto una norma ulteriore che limita fortemente i poteri di ordinanza dei Sindaci in materia ambientale e sanitaria in relazione ad attività e/o imprese dichiarate di interesse strategico nazionale.

 

sabato 26 agosto 2023

Fondo Monetario Internazionale: sussidi alle fossili a 7 trilioni di dollari e costi sociali dei gas serra

Secondo un Paper (QUI) del Fondo Monetario Internazionale (FMI) pubblicato lo scorso 24 agosto i sussidi ai combustibili fossili sono saliti a un record di $ 7 trilioni l'anno scorso mentre i governi hanno sostenuto i consumatori e le imprese durante il picco globale di prezzi dell'energia causati dall'invasione russa dell'Ucraina e dall'economia ripresa dalla pandemia.

Tutto questo produce costi sociali enormi quantificati in altro studio riportato nella seconda parte del post.

 

venerdì 25 agosto 2023

Banca Mondiale studia i sussidi impliciti contro l’ambiente, l’Italia lascia quelli espliciti

Un recente studio (QUI) della Banca Mondiale (agenzia dell’ONU) dimostra la pericolosità, dovuta alla enormi cifre che li sostanziano, dei sussidi che creano danni all’ambiente. Lo studio analizza i sussidi espliciti ( i finanziamenti decisi a favore di fonti e attività inquinanti) e quelli impliciti( i danni economici e ambientali indiretti prodotti dai suddetti finanziamenti).

Il Governo italiano  ha presentato recentementel’aggiornamento del catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi (un obbligo di legge) ma è una revisione troppo limitata con rinvii eccessivi nel tempo il contrario di quello che suggerisce la Banca Mondiale ma anche un rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’energia meno recente QUI.

giovedì 24 agosto 2023

Corte dei Conti UE l’Europa: non sta andando verso una economia circolare

Nonostante l’overdose di atti, documenti, iniziative, comunicati e dichiarazioni roboanti “vi sono scarsi elementi probatori che confermino che i piani d’azione per l’economia circolare, e in particolare le azioni relative alla progettazione circolare dei prodotti e dei processi produttivi, abbiano influito sulle attività di economia circolare negli Stati membri.” Lo afferma la Corte dei Conti della UE in un suo recentissimo Rapporto (QUI).

I segnali di gravi difficoltà sulla transizione ecologica in Italia e in Europa erano chiari da tempo (QUI) ma ora perfino una istituzione tecnica come la Corte dei Conti UE lo conferma ufficialmente, anche se altri rapporti sempre della Corte dei Conti avevano già lanciato l'allarme sui vari temi oggetto della transizione ecologica a cominciare dagli obiettivi delle neutralità climatica: 

1.sui prezzi dell’energia che rimuovono i costi ambientali e le sovvenzioni alle fossili bloccano la transizione alle rinnovabili: QUI

2. sul fatto che la UE sulla lotta ai cambiamenti climatici spenda meno di quello che dichiara: QUI;

3. sul fallimento dell'Alleanza mondiale per il clima a favore dei PVS: QUI;

4. quasi impossibilità di raggiungere gli obiettivi sui gas serra e transizione energetica al 2030: QUI.

mercoledì 23 agosto 2023

Nuovi fornitori di petrolio alla UE dopo la guerra in Ucraina: ma giacimenti e consumo del petrolio aumentano

Studio (QUI) di Transport & Environment che dimostra come da quando l'UE ha imposto sanzioni alla Russia, c'è stato un ridisegno della mappa globale del petrolio. Invece di tagliare la domanda, l'Europa ha semplicemente sostituito le importazioni dalla Russia con petrolio proveniente da altri paesi produttori: USA, Arabia Saudita, Brasile, Angola.

 

Alcuni dati dallo studio:

martedì 22 agosto 2023

Programmi di investimento esteri di interesse strategico nazionale: carta bianca a Commissari e Governo

L’articolo 13 del Decreto-Legge n° 104 del 10 agosto 2023 (QUI) convertito nella legge 136/2023 (QUI)prevede una procedura speciale per la realizzazione grandi programmi d'investimento esteri intesi come programmi di investimento diretto sul territorio italiano dal valore complessivo non inferiore all'importo di un miliardo di euro.

La nuova procedura è molto discutibile per tre motivi:

1. non si dà nessuna indicazione su quale possa essere la materia oggetto di questi programmi

2. si danno 15 giorni di tempo a tutti gli enti competenti per esprimere un parere sulla possibile ordinanza del commissario

3. si approva con un procedimento e una autorizzazione unica non un progetto ma un programma che contiene o può contenere più progetti senza peraltro chiarire ad esempio se il programma possa essere sottoponibile a Valutazione Ambientale Strategica. Il fatto che si preveda la procedura di conferenza dei servizi non risolve il dubbio visto che la VAS andrebbe svolta prima della approvazione dei singoli progetti.

Insomma, una procedura molto accelerata secondo una tradizione ormai ordinaria nel nostro diritto almeno dalla Pandemia in poi e suggellata dalla scusa della attuazione del PNRR e della emergenza guerra ed energia. Nel caso specifico, peraltro, non si comprende neppure di cosa dovrebbero occuparsi questi programmi di investimento.

Ma la tendenza a procedure speciali in deroga a norme ambientali, di evidenza pubblica, di trasparenza, di partecipazione dei territori e degli enti che li rappresentano è ormai la normalità altro che discipline di emergenza come dimostro nell’elenco che riporto nella prima parte del post che segue mentre nella seconda parte analizzo la nuova procedura speciale per investimenti esteri di interesse strategico prevista dal nuovo (ennesimo) Decreto-Legge emergenziale.

 

lunedì 21 agosto 2023

Nuovi rigassificatori contro la neutralità climatica: analisi degli studi ufficiali che lo dimostrano

Tutti i progetti di unità rigassificatrici galleggianti, di navi per il trasbordo di gnl su piccola scala, per rendere l’insieme dei porti italiani come un gigantesco hub per il gnl nel Mediterraneo, dimostrano la volontà dei decisori italiani di trasformare la transizione ecologica in transizione al gas. Il tutto con buona pace degli stessi obiettivi di neutralità climatica adottati, formalmente dall’Italia, favorendo una nuova dipendenza energetica del nostro Paese spostandola dalle produzione russe a quelle USA in particolare, il tutto con la scusa della emergenza energetica che diventa ormai emergenza permanente per i prossimi 20 anni.

Come risulta dalla Relazione (QUI) del Ministero della sicurezza energetica sulla situazione energetica nazionale nel 2022 presentata lo scorso luglio 2023: “L’apporto del GNL nel 2022 è stato pari a circa 14,3 miliardi di metri cubi, il 19,7% del totale delle importazioni, in aumento del 47% rispetto all’anno precedente, pari in termini assoluti a circa +4,6 miliardi di metri cubi. In particolare, si registrano i seguenti arrivi di GNL ai tre terminali nazionali: LNG Adriatic (Cavarzere) 8,3 miliardi di metri cubi (+13,6%); GNL Italia (Panigaglia) 2,2 miliardi di metri cubi (+108,2%); OLT (Livorno) 3,8 miliardi di metri cubi (+162,6%).”

Questa spinta strategica e non emergenziale verso il gas e soprattutto il gnl (come spiego QUI), appare in palese contrasto con un numero notevole di documenti e atti ufficiali della stessa UE e di Agenzie dell’ONU che dimostrano i rischi di un eccessivo uso del gas nella transizione ecologica.

Vediamo questi documenti e atti…

domenica 20 agosto 2023

Geopolitica delle materie critiche: confronto sicurezza con le fossili

Report (QUI) della Agenzia Internazionale per le fonti rinnovabili (IRENA) sul rapporto tra le esigenze e obiettivi della transizione energetica alle rinnovabili e la domanda di materi critiche. IRENA è un agenzia intergovernativa globale a cui aderiscono  167 Paesi e la UE (QUI).

Secondo la sintesi del Report (che pubblico tradotta di seguito) per raggiungere gli obiettivi della transizione alle rinnovabili occorreranno 33 000 GW di energia rinnovabile e la elettrificazione del 90% del trasporto su strada nel 2050. Già, una discrepanza tra domanda e offerta per diversi minerali è evidente, con livelli particolarmente elevati osservati per il litio.

Il Rapporto individua criticità sulle materie critiche ma altrettanto interessante è il confronto tra problemi di sicurezza dettati dalle materie critiche e quelli dettati dalle fonti fossili:

1. Le interruzioni dell'approvvigionamento di materiale critico hanno un impatto minimo sulla sicurezza energetica, ma un impatto enorme sulla transizione energetica.

2. È improbabile che una carenza mondiale di un qualsiasi minerale possa ostacolare la transizione energetica

3. Tendenza alla concentrazione delle aree di estrazioni e lavorazione delle materie critiche superabile che però non può superata vista la distribuzione ampia delle riserve ancora non esplorate

4. Nel medio-lungo termine, i flussi commerciali per i materiali critici è improbabile che si prestino facilmente all'influenza geopolitica come il petrolio e il gas. Questo perché le riserve di tali materiali sono abbondanti, geograficamente diffuse e lavorabili in molte località.

5. Le innovazioni tecnologiche possono influenzare la domanda introducendo sostituti, migliorando l'efficienza, ottimizzando i progetti e incorporando nuovi materiali. Di conseguenza, è possibile prevedere la domanda futura di determinati materiali abbastanza difficile, soprattutto a lungo termine.

6. Data la presenza di ampie riserve terrestri, è giustificato un approccio prudente in aree critiche ambientali (come appunto L’Artico) ma anche delle profondità marine, a causa delle incertezze relative ai potenziali impatti ambientali e gli attuali quadri normativi.

7. La cooperazione internazionale per elevare e far rispettare gli standard e le opinioni aziendali a lungo termine sarà essenziale per sviluppo sostenibile sia ambientale che sociale.

8. Si stima che il 54% dei minerali di transizione energetica si trovi su o vicino alla terra delle popolazioni indigene, sottolineando la necessità di un coinvolgimento solido e tempestivo della comunità. Una domanda chiave è se la transizione energetica supporta Paesi in via di sviluppo non solo per aumentare le loro esportazioni di minerali primari, ma anche per salire nella catena del valore e attirare attività a più alto margine come la lavorazione dei minerali.

PER IL TESTO COMPLETO DEL RAPPORTO IN INGLESE VEDI QUI. Sulle Materie Critiche ho trattato ampiamento nella apposita sezione di questo Blog QUI.   

Di seguito la traduzione di un ampia sintesi tratta dal Rapporto...

sabato 19 agosto 2023

Documento dei Conservatori USA: ritorno alle fossili e scontro geopolitico per il “dominio” dell’energia

Un documento (QUI) di ben 920 pagine intitolato  "Mandate for leadership The Conservative Promise", nel quale centinaia di autori, inclusi ex funzionari dell’amministrazione Trump, avanzano le loro proposte in caso di vittoria alle prossime presidenziali USA. 

Il documento va oltre gli sforzi passati del Gop (Grand old party, il Partito repubblicano Usa, ndr) per tagliare i budget delle agenzie ambientali e propone una politica energetica basata sul rilancio delle fossili e del nucleare in un quadro securitario del confronto mondiale sul controllo delle fonti energetiche e delle materie prime.

Non a caso il documento pone come obiettivo centrale della prossima Presidenza (pagina 370): “… Il dominio energetico degli Stati Uniti è una componente chiave della sua politica estera, garantendo al tempo stesso che gli obiettivi nazionali e internazionali siano allineati. Dominio energetico americano consentirà agli Stati Uniti di garantire energia ai propri cittadini, mercati ai propri esportazioni di energia e l'accesso a nuove risorse naturali di energia e fornirà strumenti per i politici statunitensi per assistere i nostri alleati e scoraggiare i nostri avversari.”

Vediamo in particolare i capitoli su energia e ambiente di cui  riporto la traduzione dei passaggi più significativi…

venerdì 18 agosto 2023

Nuove Linee guida statali per disciplinare le emissioni odorigene

Approvate con Decreto del Direttore generale della Direzione Valutazioni Ambientali del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica del 28 giugno 2023 (QUI) gli indirizzi per l'applicazione dell'art. 272-bis del decreto legislativo n. 152/2006, in materia di emissioni odorigene di impianti e attività.

Si tratta di un atto importante che va a integrare e meglio definire alcuni provvedimenti simili approvati da varie Regioni come Lombardia e Liguria. Ma le linee guida definiscono meglio quanto previsto dallo stesso articolo 272-bis che per la prima volta ha previsto la possibilità di predisporre misure prescrittive specifiche per le emissioni odorigene come ho spiegato QUI, fermi restando i poteri di ordinanza dei Sindaci per sospendere attività con emissioni odorigene fastidiosi per i cittadini (QUI).

Le nuove linee guida sono importanti perché integrano le norme regionali o addirittura le superano per vari aspetti uno dei principali è quello di definire indirizzi per la caratterizzazione chimica delle emissioni odorigene: gli odori sono in se inquinamento come ha ormai stabilito da tempo la giurisprudenza (QUI, QUI e QUI) e successivamente il testo unico ambientale (QUI) ma certamente dietro ai fenomeni odorigeni, anzi dentro, ci sono microinquinanti altrettanto se non di più pericolosi che spesso vengono sottovalutati dai monitoraggi ma anche dalle prescrizioni autorizzative alle emissioni di impianti inquinanti. N.B. siamo nella materia ambiente dove, ex articolo 117 Costituzione (QUI) le norme statali prevalgono su quelle regionali salvo che queste ultime siano migliorative nel tutelare l'ambiente e la salute pubblica dall'inquinamento. 

Le linee guida definiscono anche le modalità con le quali all’interno delle procedure autorizzative, a seconda del livello di inquinamento potenziale prodotto dall’impianto e/o attività, devono essere stabilite prescrizioni per le emissioni odorigene. Le linee guida si applicano quindi a tutte le procedure di autorizzazione anche a quelle per categorie generali che assorbono le autorizzazioni dei singoli impianti appartenenti ad esse.  

Altra novità è la necessità di tenere in considerazione le emissioni odorigene rispetto alla pianificazione urbanistica vigente.

Infine molto importante la procedura speciale prevista dalle linee guida per impianti esistenti con criticità nelle emissioni odorigene che può comportare una revisione completa delle autorizzazioni fino alla sospensione dell’attività: due esempi in questo senso in Liguria QUI (depositi petroliferi a Genova e QUI (impianto rifiuti ad Arcola).

giovedì 17 agosto 2023

La Transizione Ecologica si Militarizza: Un documento della UE

Pubblicata una Comunicazione (QUI) della Commissione UE del 26 giugno 2023 nella persona dell’Alto Rappresentante UE Affari Esteri e Sicurezza inviata al Parlamento Europeo e al Consiglio.

La Comunicazione ha per titolo: “Una prospettiva nuova sul nesso tra clima e sicurezza: parare l'impatto dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla pace, la sicurezza e la difesa”.

Secondo l’introduzione alla Comunicazione l'espressione nesso tra clima e sicurezza usata nel presente documento si riferisce agli effetti dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale, inclusi la perdita di biodiversità e l'inquinamento, sulla pace, la sicurezza e la difesa.

D’altronde, come spiego da tempo nel mio blog, la tendenza securitaria della transizione ecologica si manifesta chiaramente anche in Italia e la dimostrazione sono

1. la trasformazione del Ministero della Transizione Ecologica in Ministero della sicurezza energetica (QUI)

2. la istituzione del Comitato sulla sicurezza della transizione energetica e i rischi climatici (QUI)

3. la approvazione di norme speciali per autorizzare impianti definiti strategici che vanno in deroga non solo a norme ambientali ma alla democrazia nei territori con una logica sempre più di accentramento delle decisioni: ben rappresentato dalla accoppiata Commissari e Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da ultimo si veda il modello rigassificatori di urgenza QUI.

mercoledì 16 agosto 2023

La sentenza del Consiglio di Stato sul rigassificatore di Cagliari: analisi critica

La sentenza n° 6280 dello scorso 27 giugno (QUI) rigetta l’appello contro il progetto di impianto di stoccaggio e rigassificazione (terminale per il Gas Naturale Liquefatto; c.d. “GNL”) nel porto di Cagliari.

Particolarmente interessanti da analizzare sono i motivi della sentenza con i quali viene rigettato l’appello in particolare sulla questione delle alternative al progetto presentato anche in relazione al rispetto degli obiettivi di neutralità climatica che si sono dati UE e ONU. La sentenza dimostra un atteggiamento da parte del collegio riduttivo, sotto il profilo ambientale, finalizzato a favorire in modo unilaterale questi impianti con una interpretazione francamente discutibile della emergenza energetica e climatica, vedi QUI. Atteggiamento riduttivo frutto di una normativa speciale (QUI) ma anche di una applicazione di questa ulteriormente ed esageratamente semplificatoria come nel caso di Piombino (QUI) e ora anche di quello di Vado (QUI).

Comunque analizziamo criticamente la sentenza anche in vista di ulteriori contenziosi contro una normativa speciale che promuove questi impianti in modo derogatorio alle norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e non solo come vedremo…

lunedì 14 agosto 2023

Bilancio idrologico nazionale: siccità e stato risorse idriche naturali in Italia

Nell’ambito delle proprie attività nazionali di idrologia operativa, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha sviluppato un modello distribuito denominato BIGBANG – Bilancio Idrologico GIS BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare per la valutazione mensile delle componenti del bilancio idrologico, la cui metodologia è descritta nel Rapporto ISPRA n. 339/2021 (QUI).

Dall'ultimo Bilancio pubblicato lo scorso luglio (QUI) descritto più particolarmente nel post che segue, emerge in sintesi:

1. il 2022 è stato l’anno con la più bassa precipitazione annua dal 1951;

2. i periodi con siccità estrema sono tutti successivi al 1988 quindi relativamente recenti e ripetuti a breve distanza; 

3. considerando il periodo 1951-2022 si nota come questo ultimo anno sia caratterizzato da una bassa disponibilità di risorsa idrica naturale diffusamente sul territorio italiano anche in zone come ad esempio le Alpi. 

sabato 12 agosto 2023

Amministratori spezzini: “la stazione crocieristica cosa definita”… violando le prescrizioni del Ministero dell’Ambiente

Anche oggi leggo sui mass media spezzini dichiarazioni roboanti di Presidente della Autorità di Sistema Portuale e del Sindaco del Comune di Spezia. Dichiarazioni sul prossimo recupero di Calata Paita alla città e la realizzazione della stazione crocieristica.

Come credo sappiano le decine di migliaia di cittadini che vivono nei quartieri limitrofi al porto: per ora le navi da crociera hanno portato pochi soldi ma tante emissioni inquinanti che si sono sommate a quelle delle navi mercantili e del traffico cittadino producendo un quadro di immissioni al suolo, respirabili dai cittadini, che viola nettamente le linee di tutela preventiva della salute pubblica della Organizzazione Mondiale della Sanità (QUI).

Ovviamente la cosa che, nessuno dei signori amministratori attuali ma anche di quelli che amministravano prima, ammetterà mai è che tutto questo sta avvenendo da anni violando addirittura le stesse minime prescrizioni che il Ministero dell’Ambiente aveva dato quando venne approvato il vigente (confermato da poco vedi QUI) Piano Regolatore Portuale.  Eppure ci poteva essere un altro rapporto porto città (come spiegavo QUI) ma la classe dirigente locale e regionale, dè sinistra e dè destra, ha subito passivamente gli obiettivi degli operatori portuali.

Ma ecco le prove per cui l’attuale progetto di Stazione crocieristica è in contrasto con le prescrizioni del Ministero dell’Ambiente del 2006  ma anche del regolamento del Tavolo di controllo sulla attuazione del PRP. Concludo con due domandine finali a Presidente Autorità di Sistema Portuale e Sindaco…

giovedì 10 agosto 2023

Quale efficacia dei Piani antenne dopo le varie norme di semplicazione

Le innumerevoli modifiche alle norme che disciplinano le procedure di autorizzazione delle antenne di telefonia mobile anche nelle versioni tecnologicamente più recenti (vedi 5G) stanno mettendo in difficoltà i Comuni che da un lato formalmente sono ancora coinvolti in dette procedure ma allo stesso tempo sono stati sostanzialmente esclusi da poteri di autorizzazione diretta di questi impianti, soprattutto in materia urbanistica ed edilizia (QUI).

In realtà un potere importante i Comuni lo hanno ancora, nonostante le suddette semplificazioni. Stiamo parlando dei cosiddetti Piani antenne approvati dai Comuni.

Nessuna norma semplificatoria ha ad oggi abrogato il comma 6 articolo 8 della legge 36/2001 che prevede la possibilità da parte dei Comuni di approvare questi piani di localizzazione ovviamente sempre che questo venga fatto tenendo conto non solo della normativa sopra citata ma soprattutto della giurisprudenza (QUI) e delle buone pratiche in materia (QUI).

 

Occorre precisare che, come vedremo nel post che segue questa breve introduzione, la recente riforma (QUI) del comma 6 articolo 8 della legge 36/2001 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici – QUI) apportata dalla legge 120/2020 e successive modifiche non ha certamente rimosso questo potere pianificatorio dei Comuni ma allo stesso tempo ha introdotto l’obbligo per cui i Piani antenne comunali rispettino sia i  principi emersi dalla giurisprudenza che i vincoli procedurali previsti dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

 

Ovviamente il rischio di nuovi attacchi al potere pianificatori comunale per le antenne è sempre in atto come dimostra:

1. i due rinvii pregiudiziali del Consiglio di Stato dove si chiedeva alla Corte di Giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto comunitario della norma italiana che prevede la possibilità per i Comuni di approvare piani di localizzazione delle antenne di telefonia mobile. In entrambi i casi la Corte di Giustizia ha dichiarato irricevibile la richiesta QUI e QUI, sull’ultima ordinanza della Corte di Giustizia di irricevibilità vedi QUI.  Ma in questa ultima ordinanza la Corte di Giustizia non ha escluso la possibilità in futuro di pronunciarsi su detta controversia se chi solleverà la nuova questione pregiudiziale chiarirà se e come una decisione resa dalla Corte, riguardante l’interpretazione degli articoli 3 e 8 della direttiva «servizio universale» (Direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica), sarebbe utile ai fini della soluzione delle controversie che esso è chiamato a dirimere, in conformità dell’articolo 267 TFUE (competenze della Corte di Giustizia)   

2. il tentativo dell’attuale governo di introdurre limiti di emissioni dei campi elettromagnetici da impianti di telefonia mobile più alti di quelli attuali che sono tra i più bassi in Europa QUI. Se passasse un provvedimento del genere è chiaro che non abrogherebbe in automatico il potere dei Comuni di approvare i Piani antenne ma certamente limiterebbe la possibilità di definire localizzazioni adeguate a tutela soprattutto dei siti più sensibili (ospedali, scuole, ricoveri per anziani, parchi pubblici etc.) ma in generale della salute pubblica di tutti i cittadini. Per ora il tentativo sembra stoppato ma non + detto ci riprovino addirittura in sede UE dove sembra essersi spostata l'azione di pressione dei gestori di telefonia mobile. 

 

Di seguito quindi analizzerò l’ultima versione del comma 6 articolo 8 della legge 36/2001 in rapporto ai vincoli e alle semplificazioni procedurali introdotte dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche al fine di dimostrare come i Comuni possano approvare Piani antenne legittime a tutela della salute pubblica nonostante le difficoltà dettate appunto dalle riforme semplificatorie sopra citate e che illustrerò nel post che segue.

mercoledì 9 agosto 2023

Rigassificatore a Vado un progetto contro i criteri di legge, il territorio e la neutralità climatica

Il titolo (riportato qui a fianco) della Relazione generale al progetto presentato da Snam che prevede la collocazione di una unità galleggiante rigassificatrice nelle vicinanze di Vado ligure ad appena 2 miglia marine, da subito il senso e la direzione delle ragioni di questo progetto. 

Attenzione non solo le ragioni ufficiali ma, con una lettura più approfondita, anche quelle diciamo ufficiose.  

Infatti il titolo della Relazione mette prima di tutto al centro la EMERGENZA GAS  come se questa fosse la vera ed unica ragione che fonda la necessità dello stesso, presentando quindi il progetto come una sorta di servitù necessaria e improcrastinabile nell'interesse del Paese.

Il Post che segue è una sintesi della relazione da me svolta alla iniziativa dello scorso 4 agosto organizzata a Vado Ligure dalla associazione Vivere Vado (QUI). 

Di seguito cercherò di dimostrare che dietro le parole "emergenza gas" c'è ben altro che un semplice interesse nazionale e soprattutto come questa emergenza serva:

1. per rimuovere una emergenza ben più importante: quella climatica trasformando la c.d. transizione ecologica in uno scontro geopolitico ormai chiaro davanti a tutti e di cui la guerra in Ucraina, pur nella sua drammaticità umana, è solo un sintomo; 

2. per rimuovere la peculiarietà del sito di Vado Ligure sotto il profilo ambientale; 

3. per derogare a norme ambientale fondamentali per tutelare il territorio la salute e la sicurezza pubblica. 

4. per spostare la transizione ecologica verso una logica securitaria di cui è un esempio il Comitato sulla sicurezza della transizione energetica e i rischi climatici (QUI) ma anche la trasformazione del Ministero della Transizione Ecologica in Ministero della sicurezza energetica (QUI)

mercoledì 2 agosto 2023

La nuova fascia di rispetto del porto di Spezia e le prescrizioni rimosse del PRP del 2006

Presentati due progetti di fascia di rispetto per il quartiere di Fossamastra uno dei quartieri, insieme con Pagliari e Canaletto, più penalizzati dalla espansione del porto in questi anni.

Si tratta di due progetti che sicuramente potrebbero migliorare gli spazi di vita del quartiere (e i residenti fanno bene a chiederli questi spazi sia chiaro) ma che non risolverebbero assolutamente il problema dei rumori tanto meno quello delle emissioni aeriformi, queste ultime peraltro anche in pieno centro città zona ospedale con periodici superamenti degli stessi limiti di legge di alcuni inquinanti come i biossidi di azoto.

Il problema dell’impatto ambientale del porto è difficilmente risolvibile perché il porto stesso è cresciuto a una distanza dalle abitazioni civili inaccettabile. Questa è la responsabilità enorme di tutta la classe dirigente spezzina degli ultimi 30 anni e di questo renderanno conto alle loro coscienze sempre che ne abbiano una (compresi quelli di prima che ora fanno finta di non avere mai governato la città)Non casualmente nel 2000 mi dimisi da Assessore all’Ambiente proprio sulle questioni dello sviluppo del porto perché già allora era chiara, al di la di quello che si dichiarava nei documenti ufficiali, la volontà della classe dirigente spezzina di favorire in ogni modo lo sviluppo del porto senza valutare minimanente i rischi per la salute pubblica dei residenti.

Intanto occorre dire che nonostante le prescrizioni del Piano Regolatore del Porto del 2006 prevedessero interventi drastici per ridurre le emissioni di fatto nulla è stato fatto se non interventi palliativi come le inadeguate barriere antirumore all’altezza del quartiere del Canaletto. Non parliamo delle emissioni aeriformi dove da anni si parla di interventi mai realizzati nonostante più volte i limiti di legge siano stati superati anche nel recente passato con un rischio sanitario in atto QUI non considerato dalle autorità competenti, fino ad arrivare a riproporre pochi giorni fa un accordo fotocopia di quello del 2019 (QUI) a dimostrazione che ci vuole ben altro che qualche dichiarazione di intenti.