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venerdì 20 febbraio 2026

La Corte dei Conti UE critica le politiche UE sulle materie prime critiche

Relazione Speciale (QUI) della Corte dei conti UE N° 04/2026 pubblicata lo scorso 2 febbraio 2026 dal titolo significativo: “Materie prime critiche per la transizione energetica Una politica non certo solida come una roccia”.

La Relazione consiste in un audit che ha per finalità di valutare se le azioni a livello dell’UE garantiscano un approvvigionamento sicuro a lungo termine di materie prime critiche per la transizione energetica dell’UE.

Come è noto le Terre rare sono diventate da tempo le nuove materie prime definite critiche (Critical Raw Materials di seguito CRM) indispensabili alla transizione ecologica. Le criticità rilevate dalla Corte dei Conti sono alla base della crescente militarizzazione della legislazione sulla transizione ecologica di cui ho trattato QUI.

Di seguito la sintesi delle criticità emerse dalla Relazione per poi descriverle più diffusamente nel seguito del post.

martedì 7 ottobre 2025

Corte Costituzionale la disciplina delle materie prime critiche è competenza statale e attiene alle esigenze della Difesa

La Corte costituzionale con sentenza n° 136 del 28 luglio 2025 (QUI) ha giudicato la costituzionalità della legge nazionale 115/2024 (QUI) che definisce nelle more di una disciplina organica del settore delle materie prime critiche, misure urgenti finalizzate all'attuazione di un sistema di governo per l'approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche considerate «strategiche.

Dietro le esigenze geopolitiche dettate dalle necessarie materie prime strategiche per la transizione c.d. ecologica la legge 115/2024 (e successivamente il Programma nazionale di esplorazione delle risorse minerarie: QUI) contengono molte criticità rappresentate in particolare da eccessi semplificatori e derogatori in relazione alle norme ambientali sulla valutazione e autorizzazione delle attività di estrazione delle suddette materie. Non casualmente la Corte Costituzionale, nella sentenza di seguito esaminata, afferma che la legge 115/2024 è riconducibile alla materia della difesa.

Per una analisi più approfondita della legge 115/2024 rinvio al mio post QUI, per quella del Programma nazionale delle risorse minerarie vedi QUI.

La sentenza della Corte costituzionale pare sottovalutare dette criticità dimenticando quanto affermato in una precedente sentenza: la tutela dell’ambiente ammette semplificazioni senza accelerazioni decisioniste QUI

In realtà anche questa sentenza si inserisce nella tendenza alla militarizzazione delle leggi sulla transizione ecologica: QUI.

Di seguito riassumo in premessa le criticità della legge 115/2024 per poi analizzare puntualmente le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale.

domenica 24 agosto 2025

La legislazione sulla militarizzazione della transizione ecologica

Il post che segue costituisce la versione completa dell’intervento che non ho potuto svolgere nella iniziativa “DIALOGHI E MUSICA PER UN MONDO SENZA GUERRA” organizzata da varie associazioni (Acli, Caritas, Rete spezzina pace e disarmo, Legambiente, Mondo Volato: vedi locandina nel seguito del post). 

Il motivo del rinvio e/o annullamento della iniziativa deriva dalla decisione del Comune di Lerici che ha ritenuto "troppo sbilanciato politicamente" l’elenco dei relatori, per confermare il patrocinio. Un errore clamoroso del Sindaco (sempre sia stato un errore) perché l’iniziativa aveva un significato di promozione della cultura della pace non certo di schieramento partitico. Peraltro il Sindaco o chi per lui se aveva da esprimere posizioni autonome rispetto ai relatori poteva farlo all'interno della iniziativa peraltro come già scritto patrocinata da mesi.

Comunque vista l’importanza delle tematiche che dovevano essere trattate dai relatori pubblico almeno il testo completo dell’intervento che avrei svolto... 

venerdì 8 agosto 2025

La VIA militarizzata insieme con le infrastrutture strategiche nazionali

Il giochino è chiaro estendere la natura di opera di interesse militare (difesa nazionale) con quelle per la sicurezza nazionale e quindi ingaggiare le infrastrutture strategiche (energia – autostrade – porti etc.) nella militarizzazione sempre più accelerata della economia. A fianco a questo ovviamente avanza la progressiva deroga alle norme ambientali anche utilizzando la scusa della transizione ecologica.

Ora arriva l’ennesima nuova legge “derogatoria” che permette al Ministero della Difesa di estendere la esclusione della VIA ad una generalizzata categoria di opere aggirando la norma comunitaria e lo stesso testo unico ambientale che permettono, anche per le opere di difesa nazionale, la esclusione della VIA solo per singoli casi e progetti e comunque con l’obbligo di svolgere una minima procedura di valutazione dell’impatto dell’opera con relativa partecipazione del pubblico.

Di seguito nel post analizzo questa nuova normativa per poi svolgere una descrizione più generale della normativa già approvata o in approvazione che dimostra la progressiva militarizzazione della nostra economica nei settori definiti strategici o di interesse nazionale. La parola magica è “sicurezza nazionale” dove dentro precipita tutto compresa la violazione di norme ambientali fondamentali.

martedì 29 luglio 2025

Programma Nazionale di esplorazione delle risorse minerarie: descrizione e analisi critica.

Il programma da attuazione all’articolo 10 del Decreto-legge 84/2024 (QUI). Detto Decreto-legge convertito nella legge 115/2024 ha recepito in Italia il Regolamento UE 2024/1252 (QUI). Il Regolamento UE prevede che gli stati membri approvino Programmi nazionale entro il 25 maggio 2025.

Con una Delibera (QUI) del 12 giugno, il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ha dato il via libera al Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria (QUI), di seguito PNEM.

 

Il PNEM mira, pertanto, a identificare le aree più promettenti dal punto di vista minerario, focalizzando l’interesse sulle Materie Prime Critiche/Strategiche definite dalla UE, in molti casi mai o poco ricercate in Italia, ma anche su altri materiali di specifico interesse per l’industria nazionale.

Si veda inoltre la recente normativa (QUI) di recupero delle materie prime critiche dai rifiuti elettronici.

Di seguito una sintesi critica divulgativa del PNEM e successivamente una descrizione puntuale delle principali parti dello stesso con particolare riferimento alle aree liguri interessate dalla esplorazione.

venerdì 24 gennaio 2025

Rifiuti elettronici: recupero materie critiche e nuova disciplina recupero “uno contro uno”, “uno contro zero”

L’articolo 14-bis della legge 166/2024 (QUI) che ha convertito il Decreto Legge 131/2024 modifica varie norme al Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 (Attuazione della Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: RAEE). La finalità generale delle modifiche è di recuperare e valorizzare le materie prime critiche e/o strategiche (QUI trovate ampia informazioni su cosa sono e come sono disciplinate estrazioni e riciclaggio) generabili dal riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), di semplificare la raccolta e il deposito dei RAEE e di impegnare in modo efficiente 'eco-contributo, anche per migliorare il livello di consapevolezza sulla corretta gestione separata degli stessi e assicurarne il corretto riciclo.

In sintesi le modifiche più significative:

1. I sistemi collettivi (QUI) devono progettare, realizzare e finanziare i programmi di comunicazione, informazione e sensibilizzazione   dei cittadini sull'importanza della raccolta separata dei RAEE e sui benefici ambientali ed economici del loro riciclaggio. Se non adempiono l’obbligo scatta una sanzione in percentuale dei ricavi del sistema collettivo

2. viene completamente sostituito l’articolo 11 del DLgs 49/2014 che disciplina il ritiro uno contro uno (ritirare il RAEE consegnato dal consumatore a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente) e uno contro zero (obbligo di ritiro gratuito "uno contro zero" dei tecno rifiuti di piccolissime dimensioni conferiti dall'utenza).  

Si veda anche documento indirizzo centro coordinamento RAEE nella attuazione legge 166/2024 QUI.

 

Analizziamo la ricostruzione delle suddette modifiche

 

martedì 20 agosto 2024

La nuova legge per autorizzare la estrazione delle materie prime critiche: analisi critica

La legge 115/2024 (QUI), che ha convertito il Decreto-Legge 25 giugno 2024, n. 84, definisce nelle more di una disciplina organica del settore delle materie prime critiche, misure urgenti finalizzate all'attuazione di un sistema di governo per l'approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche considerate «strategiche» ai sensi degli articoli 3, paragrafo 1, e 4, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2024/1252 (QUI) come da elenco degli allegati 1 e 2 allo stesso.

La nuova norma nazionale prevede termini più ristretti per lo svolgimento delle procedure di autorizzazione dei progetti in questione utilizzando la clausola del Regolamento UE 2024/1252 paragrafo 10 secondo comma: “I termini definiti nel presente articolo per qualsiasi procedura di rilascio delle autorizzazioni non pregiudicano eventuali termini più brevi fissati dagli Stati membri”.

Per una analisi più approfondita del Regolamento (UE) 2024/1252 si rinvia al post (QUI) sul mio blog Note di Grondacci.  

Prima di analizzare specificamente la nuova legge in premessa si sintetizzano le principali criticità e ratio che sottendono alla stessa anche in parziala contraddizione con il Regolamento UE

domenica 28 luglio 2024

Nuova direttiva UE sulla autorizzazione integrata ambientale e gli allevamenti

Pubblicata la Direttiva 2024/1785 (QUI) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024 che modifica la Direttiva quadro 2010/75/UE (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).  

Si tratta della Direttiva che disciplina prima di tutto la procedura di rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per le categoria di impianti più impattanti sotto il profilo ambientale e della salute pubblica.

La nuova Direttiva cambia il titolo alla Direttiva 2010/75 che diventa Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni nell'industria e nell'allevamento (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento.

Di seguito a premessa una sintesi delle novità più importanti apportate dalla nuova Direttiva alla Direttiva 2010/75 e successivamente una analisi puntuale di dette novità 

sabato 29 giugno 2024

La nuova legge italiana sulle procedure di autorizzazione progetti per materie prime critiche

Il Decreto-Legge 25 giugno 2024, n. 84 (QUI) definisce, nelle more di una disciplina organica del settore delle materie prime critiche, misure urgenti finalizzate all'attuazione di un sistema di governo per l'approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche considerate «strategiche» ai sensi degli articoli 3, paragrafo 1, e 4, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2024/1252 (QUI) come da elenco degli allegati 1 e 2 allo stesso.

Per una analisi più approfondita del Regolamento 2024/1252 si rinvia QUI.

           

In premessa occorre ricordare che l’Italia aveva approvato la legge 51/2022  che all’articolo 30 prevede un Decreto del Presidente del consiglio dei Ministri che dovrò individuare le materie prime critiche (compresi i rottami ferrosi), per le quali le operazioni di esportazione al di fuori dell'Unione europea sono soggette alla procedura di notifica (QUI). 

Sia la suddetta legge 51/2022 che il nuovo Decreto Legge qui esaminato rispondono più che alle esigenze della transizione ecologica a quelle geopolitiche di controllo delle materie prime critiche evitando di diventare dipendenti da Paesi considerati “a rischio” a cominciare dalla Cina, ma anche una risposta ai programmi degli USA come US Inflation Reduction Act (QUI)

È la logica geopolitica che porta alle parti più critiche del Decreto Legge (riduzione termini istruttorie, deroghe alla VIA, varianti automatiche ai piani urbanistici etc.) come vedremo nel post che segue queste brevi note introduttive. Questo nonostante che in un suo importante Report della Agenzia Internazionale per le fonti rinnovabili (IRENA) si affermi che le interruzioni dell'approvvigionamento di materiale critico hanno un impatto minimo sulla sicurezza energetica, ma un impatto enorme sulla transizione energetica (per una analisi del Report QUI).

Sulle accelerazioni procedurali e relative deroghe alle norme ambientali di questo nuovo Decreto Legge risulta emblematico quanto affermato dallo studio di The European House – Ambrosetti, commissionato da Erion sullo stato del riciclaggio dei Rifiuti elettronici (RAEE): prima che le semplificazioni normative per aprire nuove miniere sarebbe fondamentale puntare sul recupero e il riciclaggio QUI.

 

Analizziamo il nuovo Decreto Legge presentando prima una sintesi introduttiva delle parti più critiche dello stesso

 

venerdì 24 maggio 2024

Regolamento sulla gestione delle materie prime critiche: geopolitica e rischi ambientali sulle estrazioni

Pubblicato il nuovo Regolamento (UE) 2024/1252 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell’11 aprile 2024 (QUI), di seguito Regolamento, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche. Il Regolamento disciplina una serie completa di azioni per garantire l'accesso dell'UE a un approvvigionamento sicuro, diversificato, accessibile e sostenibile di materie prime essenziali. Le materie prime critiche (QUI) sono indispensabili per un'ampia gamma di settori strategici, tra cui: l'industria net zero, l'industria digitale, l'aerospaziale e i settori della difesa.

L'UE deve attenuare i rischi (QUI) per le catene di approvvigionamento legati a tali dipendenze strategiche per migliorare la sua resilienza economica, come evidenziato dalle carenze all'indomani della Covid-19 e dalla crisi energetica seguita all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Ciò può mettere a rischio gli sforzi dell'UE per raggiungere i suoi obiettivi climatici e digitali.

L’Italia ha recentemente prodotto una normativa relativa alla regolamentazione delle esportazioni di queste materie critiche (QUI) che ora sarà rivista alla luce del nuovo Regolamento UE.

 

Il nuovo Regolamento è una risposta prima di tutto alla egemonia della Cina sulle materie prime critiche ma anche, a proposito di alleati,  all'US Inflation Reduction Act (IRA - QUI), che prevede crediti di imposta per le auto elettriche a condizione che almeno il 40% dei metalli per le batterie sia di provenienza USA con il rischio di delocalizzazione di aziende, non USA, che producono batterie per ottenere gli incentivi della nuova norma statunitense.

Fondamentale a premessa della lettera del nuovo Regolamento è leggere il Rapporto della Agenzia Internazionale per le fonti rinnovabili che ho sintetizzato QUI e dove troverete anche il testo complete in versione inglese.

 

Il post che segue è diviso in due parti: Parte 1 sintesi dei punti chiave del Regolamento, Parte 2 una descrizione analitica del Regolamento sistematizzata per capitolo per agevolare la lettura.

sabato 30 settembre 2023

Si del Parlamento UE al Regolamento sulle Materie Prime Critiche

Il Parlamento UE ha approvato con emendamenti (per il testo vedi QUI), in posizione negoziale prima lettura (QUI), un Regolamento  (proposto su iniziativa della Commissione - Vedi pagina 44 NewsAmbiente Marzo 2023 QUI ) che prevede una serie completa di azioni per garantire l'accesso dell'UE a un approvvigionamento sicuro, diversificato, accessibile e sostenibile di materie prime essenziali. Ora si aprirà un confronto con la Commissione per arrivare ad una possibile adozione definitiva nei prossimi mesi.  

 

Nel post che segue troverete:

1. le ragioni su cui si fonda il nuovo Regolamento

2. una sintesi schematica delle norme principali procedurali introdotte dal Regolamento rinviando alla analisi completa nella mia NewsAmbiente settembre ottobre 2023)

3. una analisi più specifica delle norme del Regolamento sul recupero di materie prime critiche dai rifiuti minerari e sulla riciclabilità dei magneti permanenti.

 

Per una analisi completa del nuovo Regolamento in approvazione si rinvia alla mia NewsAmbiente Settembre/Ottobre 2023 di prossima pubblicazione sul mio blog Note di Grondacci alla sezione apposita QUI.

domenica 20 agosto 2023

Geopolitica delle materie critiche: confronto sicurezza con le fossili

Report (QUI) della Agenzia Internazionale per le fonti rinnovabili (IRENA) sul rapporto tra le esigenze e obiettivi della transizione energetica alle rinnovabili e la domanda di materi critiche. IRENA è un agenzia intergovernativa globale a cui aderiscono  167 Paesi e la UE (QUI).

Secondo la sintesi del Report (che pubblico tradotta di seguito) per raggiungere gli obiettivi della transizione alle rinnovabili occorreranno 33 000 GW di energia rinnovabile e la elettrificazione del 90% del trasporto su strada nel 2050. Già, una discrepanza tra domanda e offerta per diversi minerali è evidente, con livelli particolarmente elevati osservati per il litio.

Il Rapporto individua criticità sulle materie critiche ma altrettanto interessante è il confronto tra problemi di sicurezza dettati dalle materie critiche e quelli dettati dalle fonti fossili:

1. Le interruzioni dell'approvvigionamento di materiale critico hanno un impatto minimo sulla sicurezza energetica, ma un impatto enorme sulla transizione energetica.

2. È improbabile che una carenza mondiale di un qualsiasi minerale possa ostacolare la transizione energetica

3. Tendenza alla concentrazione delle aree di estrazioni e lavorazione delle materie critiche superabile che però non può superata vista la distribuzione ampia delle riserve ancora non esplorate

4. Nel medio-lungo termine, i flussi commerciali per i materiali critici è improbabile che si prestino facilmente all'influenza geopolitica come il petrolio e il gas. Questo perché le riserve di tali materiali sono abbondanti, geograficamente diffuse e lavorabili in molte località.

5. Le innovazioni tecnologiche possono influenzare la domanda introducendo sostituti, migliorando l'efficienza, ottimizzando i progetti e incorporando nuovi materiali. Di conseguenza, è possibile prevedere la domanda futura di determinati materiali abbastanza difficile, soprattutto a lungo termine.

6. Data la presenza di ampie riserve terrestri, è giustificato un approccio prudente in aree critiche ambientali (come appunto L’Artico) ma anche delle profondità marine, a causa delle incertezze relative ai potenziali impatti ambientali e gli attuali quadri normativi.

7. La cooperazione internazionale per elevare e far rispettare gli standard e le opinioni aziendali a lungo termine sarà essenziale per sviluppo sostenibile sia ambientale che sociale.

8. Si stima che il 54% dei minerali di transizione energetica si trovi su o vicino alla terra delle popolazioni indigene, sottolineando la necessità di un coinvolgimento solido e tempestivo della comunità. Una domanda chiave è se la transizione energetica supporta Paesi in via di sviluppo non solo per aumentare le loro esportazioni di minerali primari, ma anche per salire nella catena del valore e attirare attività a più alto margine come la lavorazione dei minerali.

PER IL TESTO COMPLETO DEL RAPPORTO IN INGLESE VEDI QUI. Sulle Materie Critiche ho trattato ampiamento nella apposita sezione di questo Blog QUI.   

Di seguito la traduzione di un ampia sintesi tratta dal Rapporto...

lunedì 24 luglio 2023

Materi prime critiche: riapertura miniere o riciclaggio e recupero?

In un'intervista al Secolo XIX dello scorso 14 luglio il Ministro delle Imprese e del Made in Italy esprime la necessità di riaprire molte miniere in Italia ricche delle c.d. materie prime critiche (Critical Raw Materials di seguito CRM) necessarie per le tecnologie per la transizione c.d. ecologica (fonti rinnovabili, reti intelligenti etc. etc.). I concetti espressi nell'intervista da parte del Ministro sono stati ulteriormente sviluppati nella audizione alla Commissione Industria del Senato dello scorso 13 luglio 2023 QUI

Tra queste anche i giacimenti di titanio nel Parco del Beigua in Liguria ma probabilmente anche in altri siti per altre materie critiche in questa regione.

Sulle CRM ho trattato anche in altri post dell’apposita sezione del mio blog: QUI.

Sui siti specifici si tornerà quando verranno indicati specificamente, per ora in questo post interessa analizzare due assunti del Ministro:

1. le CRM ci sono nelle miniere da riaprire perché le materie prime critiche l’Italia ora in gran parte le importa dall’estero

2. occorre una nuova normativa che semplifichi la riapertura delle miniere.


Analizziamo segnatamente questi due assunti rilevandone fondatezze ma anche le criticità, ma prima di tutto cosa si intende per CRM... 

venerdì 14 luglio 2023

Materie prime critiche due studi sulla situazione nella UE e in Italia

Le Terre rare sono diventate da tempo le nuove materie prime definite critiche ( Critical Raw Materials – CRM, versione italiana dell’acronimo: MPC) indispensabili alla transizione ecologica.

Su questa problematica è vicino alla pubblicazione un Regolamento della UE ( ne ho trattato QUI) che è prima di tutto una risposta all'US Inflation Reduction Act (IRA - QUI), che prevede crediti di imposta per le auto elettriche a condizione che almeno il 40% dei metalli per le batterie sia di provenienza USA con il rischio di delocalizzazione di aziende, non USA, che producono batterie per ottenere gli incentivi della nuova norma statunitense. La proposta di Regolamento è accompagnata da uno studio propedeutico QUI.

L’Italia, a sua volta, ha introdotto una normativa (ne ho trattato QUI) che regolamenta le esportazioni delle stesse anche se contenute in rottami ferrosi o rifiuti elettronici ed ha istituito dal 2021 un tavolo tecnico QUI.


Ora arrivano due studi italiani ma con lo sguardo globale che aiutano a capire meglio lo stato della problematica di queste fonti minerarie che stanno trasformando sempre di più la transizione ecologica in uno scontro geopolitico globale.

Vediamo prima una breve sintesi dei due studi e poi una analisi più approfondita degli stessi…

martedì 4 aprile 2023

Un Regolamento UE sulle materie prime critiche in risposta alle norme USA

La Commissione propone una serie completa di azioni per garantire l'accesso dell'UE a un approvvigionamento sicuro, diversificato, accessibile e sostenibile di materie prime essenziali. Le materie prime critiche (QUI) sono indispensabili per un'ampia gamma di settori strategici tra cui l'industria net zero, l'industria digitale, l'aerospaziale e i settori della difesa.

Mentre si prevede che la domanda di materie prime critiche aumenterà drasticamente, l'Europa fa molto affidamento sulle importazioni, spesso da fornitori di paesi terzi quasi monopolistici.

L'UE deve attenuare i rischi (vedi QUI) per le catene di approvvigionamento legati a tali dipendenze strategiche per migliorare la sua resilienza economica, come evidenziato dalle carenze all'indomani della Covid-19 e dalla crisi energetica seguita all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Ciò può mettere a rischio gli sforzi dell'UE per raggiungere i suoi obiettivi climatici e digitali.

L’Italia ha recentemente prodotto una normativa relativa alla regolamentazione delle esportazioni di queste materie critiche QUI.

Il nuovo Regolamento è una risposta all'US Inflation Reduction Act (IRA - QUI), che prevede crediti di imposta per le auto elettriche a condizione che almeno il 40% dei metalli per le batterie sia di provenienza USA con il rischio di delocalizzazione di aziende, non USA, che producono batterie per ottenere gli incentivi della nuova norma statunitense.

N.B. i grafici riprodotti nel post sono tratti dalla Comunicazione della Commissione UE del 3 settembre 2020 su Resilienza delle materie prime critiche QUI.

Analizziamo la proposta di Regolamento…

lunedì 9 gennaio 2023

ENEA sul sistema energetico italiano: LA DECARBONIZZAZIONE SI ALLONTANA

Enea ha pubblicato (QUI) l'Analisi trimestrale del Sistema Energetico Italiano II e III trimestre 2022.

In sintesi, per poi svilupparli meglio nella seconda parte del post, gli elementi che emergono nei primi 6 mesi del 2022:

 

SINTESI DELLA ANALISI TRIMESTRALE

1. aumentano consumi di petrolio e soprattutto di carbone che producono aumento emissioni gas serra;

2. si riduce drasticamente il ruolo dell’idroelettrico;

3. permane un rischio capacità del sistema elettrico nazionale vale a dire la capacità disponibile in eccesso rispetto alla domanda (incrementata della riserva di sostituzione);

4. l’obiettivo della decarbonizzazione si allontana: l’indice della transizione energetica è in peggioramento del 60% rispetto all’anno precedente

5. il punto 4 è ancora più grave considerati i nuovi obietti della UE. Dopo che l’obiettivo è divenuto più ambizioso (-55% entro il 2030) è ora necessario che nei prossimi otto anni si registri una riduzione media annua di oltre il 5%, un tasso quasi triplo di quello che era necessario nel 2019 per raggiungere l’obiettivo fissato allora nel PNIEC.

6. la riduzione del gas russo non può essere compensata solo da produttori alternativi ma occorre una riduzione netta dei consumi. Non solo ma la distribuzione delle provenienze risulta di conseguenza meno concentrata rispetto a quella degli ultimi anni, sebbene con nuove criticità legate al fatto che essa risulta anche altamente precaria, per la sua maggiore vulnerabilità sia sotto il profilo geopolitico sia per la maggiore volatilità in risposta all’andamento dei prezzi.

7. sulle materie c.d. critiche occorre puntare sul riciclo dei materiali contenenti dette materie più che cercare nuovi fornitori creando nuove dipendenze. Su questo la situazione attuale non è ottimale ma potrebbe migliorare come dimostro in questo post dove riporta la recente normativa nazionale e uno studio proprio sulle problematiche del recupero di materie critiche dal riciclo soprattutto dei rifiuti elettronici, vedi QUI.

8. Il boom del GNL: nel II trimestre il GNL statunitense è arrivato a rappresentare oltre 1/4 dell’import totale di gas naturale dell’UE 28 (Regno Unito incluso). Tutto questo rischia strategicamente di creare problemi per il raggiungimento dei nuovi obiettivi UE: passaggio da 40% al 55% di riduzione di gas serra entro il 2030.

9. Rischi adeguatezza sistema gas UE: l’offerta globale di GNL è attesa crescere di soli 20 mld m3 nel 2023 (molto meno del previsto calo addizionale delle forniture russe) e poco di più nel 2024, mentre una nuova ondata di capacità di liquefazione è attesa solo dal 2025, per le ridotte decisioni di investimento degli anni passati. Tutto questo conferma quanto paventato nella Newsletter di Dicembre del Gestore Mercati Energetici vedi QUI.

  

RIPORTIAMO IN MODO PIÙ APPROFONDITO GLI ELEMENTI SIGNIFICATIVI DELLA ANALISI ENEA:

 

mercoledì 10 agosto 2022

Materie critiche per la transizione ecologica: nuove norme italiane, criticità e proposte di accesso da due studi recenti

Le Terre rare sono diventate da tempo le nuove materie prime definite critiche ( Critical Raw Materials di seguito CRM) indispensabili alla transizione ecologica. L’Italia recentemente ha introdotto una normativa (articolo 30 legge 51/2022 QUI) che regolamenta le esportazioni delle stesse anche se contenute in rottami ferrosi o rifiuti elettronici.

L’Italia, come dimostra un recentissimo studio che analizzerò all’interno di questo post, è a rischio approvvigionamento di CRM essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese. La produzione industriale italiana dipende, infatti, per 564 miliardi di euro (pari a circa un terzo del PIL al 2021) dall’importazione di materie prime critiche extra-UE per non parlare del mancato recupero di CRM da rifiuti come quelli elettronici.

Vediamo di seguito in cosa consistono queste CRM e poi la recente normativa italiana e due studi (una nazionale e uno europeo) che rilevano le criticità  all’accesso di queste materie decisive per lo sviluppo futuro del Paese in chiave ecologica ma anche proposte precise per affrontarle.

venerdì 22 luglio 2022

Gestore dei Mercati Energetici: carbone e gas restano al centro della transizione!

La Newsletter di Luglio 2022 (QUI) del Gestore dei Mercati Energetici riporta una analisi accurata del documento BP Statistical Review of World Energy 2022 (QUI).

Le fonti fossili restano nettamente quelle più utilizzate, a livello globale, per i consumi di energia, il tutto non compensato dall’aumento delle fonti rinnovabili soprattutto nella generazione elettrica.

La conseguenza di tutto ciò è che, essendo la domanda primaria di energia nel mondo  aumentata di quasi il 6% nel corso del 2021, le emissioni in atmosfera sono cresciute del 5,7% sulla scia di maggiore domanda di energia.

Vediamo i dati precisi sia per un confronto generale tra le fonti sia relativamente ad alcune di essere come il carbone e le materie critiche, con una approfondimento alla problematica del ruolo dei consumi elettrici nella transizione.

mercoledì 16 marzo 2022

Rapporto Commissione UE su Dipendenze e capacità strategiche UE sulle materie prime

Con il secondo Rapporto (dopo quello del 2021: QUI) la Commissione ha effettuato una valutazione completa delle dipendenze e delle capacità strategiche dell'UE compreso un primo ciclo di approfondimenti in sei aree strategiche (materie prime, attivo ingredienti farmaceutici, batterie agli ioni di litio, idrogeno pulito, semiconduttori e cloud e edge computing). La strategia aggiornata ha inoltre annunciato che la Commissione lancerà la seconda fase di analisi approfondite delle potenziali dipendenze in aree chiave, compresi i prodotti, servizi o tecnologie chiave per la doppia transizione (come le energie rinnovabili, lo stoccaggio di energia e sicurezza informatica).

Il testo del secondo Rapporto 2022 lo trovate QUI.