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martedì 18 agosto 2026

LO STATO DELLA MILITARIZZAZIONE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA NELLA UE E IN ITALIA ED IL CASO DEL GOLFO SPEZZINO

La relazione che segue è la versione estesa del mio intervento svolto all’interno del dibattito tenutosi alla Festa provinciale del Partito comunista italiano lo scorso 16 agosto. La relazione è anche un aggiornamento/integrazione dell’analisi che avevo svolto QUI.

La relazione tocca tre tematiche strettamente connesse:

1. La trasformazione della transizione ecologica europea in uno degli strumenti dello scontro geopolitico internazionale: accentrando le decisioni, semplificando e derogando le procedure di valutazione e autorizzazione ambientali, mettendo in discussione anche gli obiettivi della neutralità climatica affermati dalle UE fino ad oggi.

2. La versione italiana, del processo di cui al punto 1, lo peggiora attraverso una estremizzazione del principio dual use e un riordino delle istituzioni interessate e della normativa ambientale in chiave accentratrice, semplificatrice e derogatrice;

3. L’influenza negativa che la suddetta trasformazione ha sulla gestione delle aree militari e le infrastrutture critiche presenti nel Golfo spezzino.


La relazione si conclude con una proposta operativa su come gestire rapporti equilibrati tra autorità civili e militari nel Golfo di Spezia.

venerdì 29 dicembre 2023

Decreto Legge Energia: il gas brucia la transizione ecologica

Il Decreto Legge 181/2023 (QUI) da poco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e in attesa di conversione costituisce la ennesima norma (QUI) a favore dell’uso del gas che sta diventando ormai centrale nella c.d. transizione ecologica. Il tutto con buona pace degli studi ufficiali anche a livello UE sulla non strategicità del gas (QUI). La logica che sta al centro della transizione è quella securitaria dello scontro geopolitico mondiale e qui i segnali sono tanti: in Italia (QUI e QUI), nella UE (QUI) e ancora di più dagli USA (QUI).

Questo nuovo Decreto-Legge prevede:

1. la possibilità di prorogare le concessioni di estrazioni di gas nazionale e ottenere nuove concessioni in aree a rischio ambientale in deroga a norma previgenti anche del testo unico ambientale;

2. la solita procedura accelerata e semplificata a favore delle fossili (QUI) per ottenere le suddette concessioni che non potrà che produrre istruttorie troppo brevi e quindi valutazioni di impatto ambientale non svolte in modo adeguato;

3. possibilità da parte delle industrie più energivore di acquistare gas a prezzi favorevoli (qui assistiamo alla contraddizione con altra norma del nuovo Decreto Legge che all’articolo 1 prevede la possibilità di autoproduzione da fonti rinnovabili per le imprese più energivore con la differenza che in questo caso solo agevolazioni per avere in concessione aree pubbliche per localizzazione gli impianti da fonti rinnovabili, mentre per il gas arrivano soldi tanti soldi in milioni di euro in costi evitati

4. la dichiarazione di pubblica utilità per i rigassificatori anche quelli autorizzati da anni e mai realizzati e che tornano in pista come, ad esempio, quello previsto a Porto Empedocle.

 

Così ripartono le estrazioni del gas inutili per gli interessi nazionali viste le quantità risibili e i rischi ambientali gravissimi connessi. Il tutto alla faccia dei recenti rapporti della Agenzia Internazionale per l’Energia sulla necessità di stoppare al più presto le estrazioni di gas (QUI) e sul rischio delle emissioni di metano nel ciclo di estrazione trasporto e utilizzo su scala mondale (QUI).

Vediamo di seguito una analisi più precisa di questo articolo 2 del nuovo Decreto-Legge 181/2023…

 

venerdì 25 agosto 2023

Banca Mondiale studia i sussidi impliciti contro l’ambiente, l’Italia lascia quelli espliciti

Un recente studio (QUI) della Banca Mondiale (agenzia dell’ONU) dimostra la pericolosità, dovuta alla enormi cifre che li sostanziano, dei sussidi che creano danni all’ambiente. Lo studio analizza i sussidi espliciti ( i finanziamenti decisi a favore di fonti e attività inquinanti) e quelli impliciti( i danni economici e ambientali indiretti prodotti dai suddetti finanziamenti).

Il Governo italiano  ha presentato recentementel’aggiornamento del catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi (un obbligo di legge) ma è una revisione troppo limitata con rinvii eccessivi nel tempo il contrario di quello che suggerisce la Banca Mondiale ma anche un rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’energia meno recente QUI.

giovedì 17 agosto 2023

La Transizione Ecologica si Militarizza: Un documento della UE

Pubblicata una Comunicazione (QUI) della Commissione UE del 26 giugno 2023 nella persona dell’Alto Rappresentante UE Affari Esteri e Sicurezza inviata al Parlamento Europeo e al Consiglio.

La Comunicazione ha per titolo: “Una prospettiva nuova sul nesso tra clima e sicurezza: parare l'impatto dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla pace, la sicurezza e la difesa”.

Secondo l’introduzione alla Comunicazione l'espressione nesso tra clima e sicurezza usata nel presente documento si riferisce agli effetti dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale, inclusi la perdita di biodiversità e l'inquinamento, sulla pace, la sicurezza e la difesa.

D’altronde, come spiego da tempo nel mio blog, la tendenza securitaria della transizione ecologica si manifesta chiaramente anche in Italia e la dimostrazione sono

1. la trasformazione del Ministero della Transizione Ecologica in Ministero della sicurezza energetica (QUI)

2. la istituzione del Comitato sulla sicurezza della transizione energetica e i rischi climatici (QUI)

3. la approvazione di norme speciali per autorizzare impianti definiti strategici che vanno in deroga non solo a norme ambientali ma alla democrazia nei territori con una logica sempre più di accentramento delle decisioni: ben rappresentato dalla accoppiata Commissari e Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da ultimo si veda il modello rigassificatori di urgenza QUI.

venerdì 14 luglio 2023

Materie prime critiche due studi sulla situazione nella UE e in Italia

Le Terre rare sono diventate da tempo le nuove materie prime definite critiche ( Critical Raw Materials – CRM, versione italiana dell’acronimo: MPC) indispensabili alla transizione ecologica.

Su questa problematica è vicino alla pubblicazione un Regolamento della UE ( ne ho trattato QUI) che è prima di tutto una risposta all'US Inflation Reduction Act (IRA - QUI), che prevede crediti di imposta per le auto elettriche a condizione che almeno il 40% dei metalli per le batterie sia di provenienza USA con il rischio di delocalizzazione di aziende, non USA, che producono batterie per ottenere gli incentivi della nuova norma statunitense. La proposta di Regolamento è accompagnata da uno studio propedeutico QUI.

L’Italia, a sua volta, ha introdotto una normativa (ne ho trattato QUI) che regolamenta le esportazioni delle stesse anche se contenute in rottami ferrosi o rifiuti elettronici ed ha istituito dal 2021 un tavolo tecnico QUI.


Ora arrivano due studi italiani ma con lo sguardo globale che aiutano a capire meglio lo stato della problematica di queste fonti minerarie che stanno trasformando sempre di più la transizione ecologica in uno scontro geopolitico globale.

Vediamo prima una breve sintesi dei due studi e poi una analisi più approfondita degli stessi…

martedì 6 giugno 2023

Corte dei Conti su opere idriche contro la siccità: ritardi dei Governi e inutilità dei commissariamenti

Con Deliberazione N° 14 del 13 aprile 2023 (QUI) la Corte di Conti ha analizzato lo stato di attuazione delle risorse previste nel PNRR per la misura M2C4 I4.1. L’investimento in questione è teso a finanziare – con uno stanziamento pari a 2 mld di euro - progetti per il potenziamento, il completamento e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura idrica primaria in tutto il Paese, così da migliorare la qualità dell'acqua e garantire la continuità dell'approvvigionamento nelle importanti aree urbane e nelle grandi aree irrigue.

La Corte dei Conti nell’analizzare lo stato degli investimenti nella sopra citata misura del PNRR ha rilevato numerose e rilevanti criticità che dimostrano l'inutilità, anche nella gestione delle risorse idriche, degli eccessi semplificatori e commissariali della recente legislazione emergenziale volti a nascondere i veri limiti della pubblica amministrazione nazionale . 

giovedì 13 aprile 2023

Accelerazioni autorizzatorie in deroga a norme ambientali per il gas. Le rinnovabili ferme al Ministero

Come ho più volte illustrato in questo blog già con il secondo Governo Conte a soprattutto con i Governi Draghi e ora Meloni abbiamo assistito alla introduzione di numerose deroghe applicabili prima di tutto a progetti relativi alle fonti fossili.

In questo post nella prima parte elencherò sinteticamente tutte le deroghe acceleratorie in materia ambientale per progetti inquinanti per le fonti fossili o assimilabili e che favoriranno di sicuro l’allontanamento dagli obiettivi di neutralità climatica strombazzati dal PNRR, nella seconda parte elencherò tutti i progetti in materia di fonti rinnovabili bloccati dal 2008 (sic!) al Ministero dell’Ambiente in totale violazione dei limiti temporali fissati dal testo unico ambientale. 

N.B. elenco solo quelli soggetti a VIA ordinaria e non quelli a verifica di assoggettabilità altrimenti l’elenco diventerebbe sterminato, per non parlare dei progetti sottoposti a VIA e a verifica di assoggettabilità regionale.

Elencherò questi progetti uno per uno con la data di avvio del procedimento in modo da dimostrare l’enorme operazione mistificatoria che sta dietro la c.d. transizione ecologica finita bagagli ma soprattutto armi, dentro lo scontro geopolitico internazionale tra le grandi potenze continentali. Non a caso il tanto strombazzato Ministero della Transizione Ecologica (molto amico delle fossili peraltro) è stato trasformato in Ministero della Sicurezza Energetica QUI

A sostegno dei mistificatori ci sono centri studi che ora lanciano l’allarme sui rischi distacco degli impianti da fonti rinnovabili (vedi recente studio Nomisma), questi signori non spiegano che il nostro Paese, volutamente, non ha lavorato in questi anni per promuovere seriamente le fonti rinnovabili e soprattutto le reti intelligenti per impedire le intermittenze da impianti che usano queste fonti. Ma al di la degli studi contano i fatti e gli atti e questi dimostrano che non c’è la volontà nel nostro Paese di uscire dalle fossili.

Ultima cosa a premessa, questi progetti bloccati da anni hanno dei limiti? Mancano documenti fondamentali? Sono incompatibili con i siti da collocare? Se fosse così perchè questi procedimenti non sono stati archiviati e/o i progetti bocciati? Invece li tengono li a vegetare ed è chiaro che essendo così tanti il motivo non può essere nei limiti dei progetti stessi ma in una strategia ben precisa come spiego nel mio post che segue 

venerdì 7 aprile 2023

Comunità Energetiche la Corte Costituzionale si pronuncia sui poteri delle Regioni

La Corte Costituzionale con sentenza n° 48 del 23 marzo 2023 (QUI) ha giudicato la costituzionalità di una normativa regionale relativa alle Comunità Energetiche (QUI) la cui disciplina è stata recentemente modificata QUI.

La sentenza qui esaminata:

1. chiarisce le condizioni affinché le Comunità Energetiche (di seguito CER) stipulino accordi con Arera (QUI);

2. definisce i confini della normativa che prevede la possibilità per le Regioni di approvare schemi di protocolli di intesa a cui dovranno attenersi gli enti locali che partecipano alla costituzione delle CER;

3. dichiara la incostituzionalità della norma regionale che affida all’ente Regione la definizione dei requisiti per partecipare ad una CER vista la visione larga di detta partecipazione definita dalla normativa nazionale anche nella sua versione più recente sopra richiamata;

4. stabilisce la possibilità delle Regioni di spalmare ad esercizi di bilancio successivi la copertura dei finanziamenti alle CER;

5. non si pronuncia sulla possibilità che le Regioni possano sanzionare le CER se non raggiungono dati obiettivi di riduzione dei consumi energetici. Sul punto la Corte Costituzionale dichiara la inammissibilità della impugnazione da parte del Governo Nazionale.

 

martedì 28 marzo 2023

Il Rischio GNL in Europa per l’inverno 2023-2024

La Newsletter di Marzo 2023 (QUI)del Gestore Mercati Energetici affronta il tema delle prospettive del gas ed in particolare del GNL in chiave UE ma non solo.

Gli elementi che emergono in sintesi sono:

1. la tendenza ad una sempre più drastica riduzione dell’import di gas dalla Russia

2. il permanere comunque di una significativa percentuale di gas russo verso la UE che nel caso di continuazione della guerra potrebbe azzerarsi andando ad aggravare le ulteriori problematiche elencate ai punti successivi;

3. il GNL dagli USA ha sostituivo in gran parte quello Russo ma con costi molto maggiori visto la tipologia diversa della formazione dei prezzi del gas tra la UE (mercato spot) e i mercati asiatici (contratti di lungo periodo) spostando grosse quantità di GNL verso la UE in una fase di riduzione della domanda di gas soprattutto dalla Cina;

4. le previsioni Agenzia Internazionale per l’Energia (di seguito IEA) vedono a breve una riduzione dei consumi di gas ma la situazione resta instabile per i rischi legati alla crisi dell’idroelettrico alle difficoltà del nucleare francese che, con l’aumento previsto della domanda di elettricità potrebbe smentire le previsioni al ribasso della IEA;

5. sul lato della offerta di GNL la situazione non è rosea in quanto gli impianti sono sovrasfruttati (soprattutto quelli di liquefazione) e questo potrebbe comportare interruzione delle forniture soprattutto se ripartirà come probabile la domanda cinese.

Ma vediamo in particolare il Report contenuto nella nuova Newsletter del GME…

lunedì 27 febbraio 2023

Uno studio dimostra che le rinnovabili non il gas sono il tampone della emergenza energetica.

Il Think Tank EMBER (sito ufficiale QUI) ha svolto una analisi (QUI) sulla transizione elettrica dell'UE dai combustili fossili alle rinnovabili nel 2022.

Secondo l’analisi nel 2022, l'eolico e il solare hanno generato un quinto record dell'elettricità dell'UE (22%), superando per la prima volta il gas fossile (20%) e rimanendo al di sopra dell'energia a carbone (16%).

Resta comunque un ritorno importante del carbone nella generazione elettrica anche a scapito del gas per cui le emissioni del settore energetico dell'UE sono aumentate del 3,9% (+26 MtCO2) nel 2022 rispetto al 2021.

L’avanzamento di eolico e solare ha impedito che le fossili nella generazione elettrica aumentassero ulteriormente.

La produzione di gas diminuirà ancora di più di quella del carbone visto che il gas resterà nettamente più costoso.

venerdì 17 febbraio 2023

Ancora semplificazioni in deroga a norme ambientali mentre la Pubblica Amministrazione è inadeguata!

Il Governo Meloni, come risulta anche dal titolo del Secolo XIX pubblicato a fianco, annuncia la eliminazione di nuovi vincoli alle decisioni sulle opere per raggiungere gli obiettivi del PNRR e non solo.

Non è una novità il PNRR e in generale la Transizione Ecologica sono diventati il cavallo di Troia per far passare di tutto e di più tagliando fuori l’autonomia dei territori, le norme ambientali più importanti a cominciare dalla Valutazione di Impatto Ambientale in una sorta di commissariamento del diritto ambientale e del diritto delle comunità locali a partecipare alle scelte che impattano sui territori dove vivono. È questa la transizione ecologica che vogliamo?

La cosa indecente è che mentre continuano a semplificare i nostri governanti si dimenticano che il vero problema per l’attuazione del PNRR è l’efficienza della Pubblica Amministrazione non le leggi che ne definiscono i compiti e non lo affermo io ma la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale e i blocchi di assunzioni decisi dal nuovo Governo.  

Della serie il vero obiettivo è commissariare il diritto ambientale non accelerare le decisioni!

In questo post elenco sinteticamente, rinviando a LINK di approfondimento, tutte le deroghe e semplificazioni assurde prodotte ad oggi in danno dell’ambiente e della partecipazione delle comunità locali.

giovedì 16 febbraio 2023

Istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare

L’articolo 12 della legge 204/2022 (QUI) introduce nel DLgs 300 del 1999 (QUI) il Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM), con il compito di assicurare, ferme restando le competenze delle singole amministrazioni, il coordinamento e la  definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro delegato per le politiche del mare, ove nominato, sarà adottato il regolamento interno del Comitato, che ne disciplina il funzionamento. 

 

mercoledì 8 febbraio 2023

Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse pubblicato bando tipo per le Regioni

Con Decreto Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica n° 427 del 23 dicembre 2022 (QUI) dà attuazione al Decreto del Ministro della Transizione Ecologica 21 ottobre 2022, n. 463 (QUI PAGINA 44), finalizzato alla selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di siti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse, da finanziare nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” (QUI), componente 2 “energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, investimento 3.1 “produzione in aree industriali dismesse”, finanziato dall’unione europea – next generation EU.

La Regione Liguria ha perso di già il treno del filone di finanziamento del bando progetti bandiera per idrogeno in aree industriali dismesse (vedi QUI), vediamo che non si perda questo secondo filone di finanziamento interessante anche, ad esempio per l'area della centrale a carbone a Spezia. I finanziamenti previsti per la Liguria sulla base del Decreto 463/2022 ora recepito nel bando del Decreto attuativo 427/2022, d seguito esaminato, sono di 14 milioni di euro. Per ora la Regione Liguria ha emesso un avviso pubblicato oggi sul Burl (QUI) vedremo come sarà gestito.

giovedì 5 gennaio 2023

Nuovo Regolamento UE su ripresa e resilienza: limitare uso dei fossili, gas compreso

Con 471 voti favorevoli, 90 contrari e 53 astensioni, il Parlamento UE ha approvato emendamenti alla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/241 che ha introdotto Dispositivo per la ripresa e la resilienza da cui i vari PNRR degli Stati Membri. La proposta di Regolamento in particolare introduce al Regolamento 2021/241 (testo attuale Regolamento 2021/241 QUIun apposito capo III-bis dedicato al Pino REPowerEU (QUI).

Testo Proposta di Regolamento della Commissione con gli emendamenti del Parlamento UE (in grassetto): QUI.

Gli emendamenti in sintesi prevedono che i Paesi UE che presenteranno un piano di ripresa e resilienza (PNRR - QUI) modificato dopo l'entrata in vigore di questa proposta saranno obbligati a includere misure per il risparmio energetico, la produzione di energia pulita e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, come previsto da REPowerEU (QUI).

Un indirizzo in rotta di collisione con le politiche della transizione dei governi italiani compreso quello attuale.

martedì 3 gennaio 2023

Blocco assunzioni al nuovo Ministero Ambiente: la transizione ecologica può aspettare

Il Decreto Legge 198/2022 (QUI) rinvia a data incerta, vedi forbici temporali contenute nella nuova norma, assunzioni rilevanti presso il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica come pure presso i Commissari che devono affrontare il diffuso rischio idrogeologico del nostro Paese.

Una scelta assolutamente sbagliata che dimostra la superficialità con la quale si continua ad affrontare la Transizione Ecologica nel nostro Paese. Diciamo un pessimo inizio del neonominato Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica che ha sostituito quello appena nato della Transizione Ecologica, come peraltro avevo previsto vedi QUI.

Insomma non si potenziano le strutture pubbliche, ad esempio per i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma piuttosto si deroga alla VIA e alle norme ambientali come ho spiegato più volte in numerosi post di questa sezione del mio blog QUIAncora, si producono lacrime di coccodrillo (da parte della nostra classe dirigente) di fronte ai disastri come quello recente di Ischia eppoi si bloccano le assunzioni nel settore rischio idrogeologico. 

LA PREVENZIONE QUESTA SCONOSCIUTA IN ITALIA!  

Vediamo con precisione in cosa consiste questo blocco/rinvio delle assunzioni e come rischi di rendere inefficiente l'attuazione dello stesso PNRR per la parte energetico ambientale proprio ora che la UE si è data nuovi e più rigorosi obiettivi da qui al 2030...

giovedì 22 dicembre 2022

Perché i nuovi impianti per il GNL rischiano di diventare BENI INCAGLIATI!

La Newsletter di Dicembre 2022 (QUI) del Gestore dei Mercati Energetici (QUI) approfondisce vari aspetti dei nuovi scenari del mercato del GNL, dal ruolo sempre più importanti di alcuni paesi produttori, agli investimenti fatti in termini di liquefazione e rigassificazione, alle modifiche inerenti agli aspetti contrattuali di un mercato in espansione, soprattutto in Europa. Allo stesso modo, l’articolo affronta alcuni punti critici per il futuro della stessa industria, da cui potrebbero derivare problematiche significative in un futuro che, nonostante la crisi, continua ad essere focalizzato sul tema della transizione energetica.

In altri termini, soprattutto per i Paesi della UE, il rischio è che la necessità di grandi quantità di gas e in particolare di GNL comporti nell’immediato grandi investimenti pubblici in infrastrutture che rischiano di entrare in rotta di collisione con:
1. la sempre maggiore rigidità dei contratti a lungo termine nell’approvvigionamento del GNL rischiando di rendere gli impianti nuovi o ampliati a rischio carenza GNL
2. gli obiettivi della decarbonizzazione da qui al 2030 che rischiano di far diventare i nuovi impianti stranded assets, letteralmente beni incagliati!

giovedì 1 dicembre 2022

Il carbone ritorna nella UE e in Italia o forse non se ne era mai andato






NewsLetter di Novembre (QUI) del Gestore del Mercati Energetici (QUI) che contiene uno speciale sull’utilizzo del carbone a livello mondiale.

Secondo i dati a consuntivo rilasciati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia a luglio 20221, nel 2021 la domanda globale di carbone è aumentata del 5,8% su valori prossimi ai 7.950 milioni di tonnellate (Mt). Un aumento di oltre un punto percentuale rispetto a quanto stimato dalla stessa Agenzia di Parigi lo scorso marzo.

A trainare i consumi di carbone nell’anno passato hanno concorso:

1. la ripresa economica (+6% la crescita del PIL mondiale);

2. il succedersi di un inverno gelido seguito da un’estate molto calda che ha sostenuto la domanda elettrica (+6% sul 2021);

3. l’aumento continuo e straordinario dei prezzi del gas, che ha reso così maggiormente conveniente la generazione a carbone, in aumento del 7% anno su anno.

 

In Italia la produzione di energia da carbone torna in risalita: quasi un 1 GWh e +7% sul 2020. Erano nove anni che non si registrava una performance di crescita.

Una dinamica rialzista amplificatasi ancora di più nel 2022 a causa dello scoppio della guerra e della riduzione dei volumi di gas provenienti dalla Russia.

mercoledì 30 novembre 2022

LA TRANSIZIONE AL GAS Nuove estrazioni di gas in Italia in deroga alla normativa ambientale

La legge 34/2022 all’articolo 16 (QUI) partendo dalla affermata necessità di assicurare l’approvvigionamento di gas a prezzi equi (rubrica di detto articolo 16) aveva già promosso il riavvio di estrazioni di gas nel Mare Adriatico e non solo. l’articolo 4 del Decreto Legge 18 novembre 2022 n° 176 (QUI) integra l’articolo 16 della legge 34/2022 favorendo ancora di più l’avvio delle estrazioni aumentando le aree interessate, derogando a norme ambientali importanti contenute nel Decreto Legislativo 152/2006 (testo unico ambientale) accelerando i tempi per ottenere le autorizzazioni/concessioni. Insomma, il nuovo governo chiude il cerchio aperto dal Governo Draghi e ancora prima dal Governo Conte 1.

Prima ancora del Governo Draghi aveva riaperto la questione trivelle il governo Conte 1 con il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (di cui ho trattato QUI)

A sua volta il Governo dei “migliori” aveva ulteriormente accelerato la riapertura dell’estrazione di gas nazionale non solo con la legge 34/2022, richiamata all’inizio del post, ma ancora prima il Ministro della Transizione Ecologica aveva sostenuto che era costretto dalla legge a riaprire le trivelle nel “Mare Nostrum” anche se non era vero (QUI) e possiamo aggiungere che ora non a caso il Ministero dal pomposo titolo della Transizione Ecologica si diventato della Sicurezza Energetica), come dire ora il cerchio si chiude parafrasando trasformando la economia circolare in una spirale perversa di ritorno alle fossili.

Tutto questo mentre il Rapporto NET ZERO (emissioni gas serra al 2050 – QUI) della Agenzia Internazionale per l’Energia dimostra che dopo il 2021 non si dovrebbero prevedere nuovi progetti di estrazione compresi la riapertura di pozzi esistenti.

Di seguito analizzo l’articolo 16 della legge 34/2022 come modificato, in peggio, dall’articolo 4 del Decreto Legge 18 novembre 2022 n° 176 che dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento e si spera che in quella sede venga modificato nelle parti più pericolose ma con franchezza più che una speranza visto l’andazzo degli ultimi governi la vedrei come una pia illusione.

lunedì 31 ottobre 2022

Piano nazionale riduzione consumi del gas: più gas non russo e la transizione ecologica può attendere

Il Piano (QUI) parte da una disamina dei provvedimenti di emergenze per favorire l’afflusso del GNL di cui ho trattato in questo blog (QUI).

Il Piano tiene conto anche del Regolamento UE sulla riduzione del consumo di gas per gli Stati membri con le possibili deroghe per l’Italia.

Si promuove anche la massimizzazione della produzione di energia elettrica da impianti che usano combustibili diversi dal gas quali: carbone, olio combustibile e bioliquidi.

Si fanno poi una serie di possibili misure di contenimento dei consumi di gas ed energetici in generale.

Resta comunque la tendenza di fondo a continuare a promuovere la sostituzione del gas russo con quello da altri produttori: su 30 miliardi di Smc di gas russo da sostituire ben 25 sostituiti con altro gas e solo il resto con riduzione di consumi e fonti rinnovabili.

Ma vediamo nel merito una descrizione sintetica di questo Piano... 

lunedì 24 ottobre 2022

Perchè il nuovo Ministero per la sicurezza energetica. Il cambio nome sarà la pietra tombale sulla transizione ecologica?

Diciamo la verità in realtà la transizione ecologica non è mai partita del tutto affossata in parte dalla guerra ma anche e soprattutto dalle scelte del governo Draghi (come ho spiegato all’apposita sezione del mio blog QUI) ed ora questo nuovo Ministero della sicurezza energetica potrebbe costituire la pietra tombale di questa sbandierata transizione ecologica magari con l’aiuto del Ministro uscente visto che è stato nominato advisor dell’energia nel nuovo Governo evidentemente per i suoi meriti nell’avere favorito l’utilizzo del gas ancora prima dell’emergenza Ucraina come è noto ad esempio dalla vicenda dell’uso degli incentivi del capacity market (QUI).
Nella politica il cambio di nomi di Ministeri non è mai un fatto meramente formale ma di solito anticipa le future decisioni del nuovo Governo, è avvenuto in passato anche recente e accadrà anche con il nuovo Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica peraltro finito nelle mani di un totale incompetente in materia, ma come dicono i tifosi lui deve coordinare, direi meglio eseguire le decisioni prese fuori del circuito democratico e fuori dal nostro Paese come dimostra questa inchiesta QUI!  


Intanto alcune prime riflessioni che dimostrano come le modifiche del nome del Ministero erano inutili se si voleva continuare sulla strada della Transizione Ecologica magari migliorando gli errori fatti dal Ministero uscente.