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mercoledì 4 novembre 2020

Consiglio di Stato: la interdittiva antimafia nella prevenzione del danno ambientale da gestione illecita dei rifiuti

Nuova importante sentenza del Consiglio di Stato (QUI) sulla legittimità di provvedimenti di interdittiva antimafia a soggetti che gestiscono impianti rifiuti. Il caso questa volta riguarda una  società esercitante attività di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti industriali in Provincia di La Spezia.

 

martedì 20 agosto 2019

Nuova autorizzazione impianto rifiuti Cerri di Follo: illegittimità e rischi non valutati per i residenti


La Provincia spezzina ha approvato una nuova autorizzazione (QUI) all’impianto di trattamento rifiuti che svolge attività di messa in riserva con selezione, cernita, recupero  stoccaggio di rifiuti pericolosi in località Cerri di Follo (SP).
La nuova autorizzazione conferma la capacità di trattamento dell’impianto già autorizzato con Determina n° 80 del 2008 e successivamente n° 76 del 2015:  potenzialità massima annua di 30.000 tonnellate ed una potenzialità media giornaliera di 100 tonnellate.  

N.B. sopra la foto dell'impianto di pochi giorni fa! 

Come dovrebbe essere noto ai signori della Provincia che istruiscono e  prendono le decisioni in materia ambientale: il tipo di autorizzazione e quindi la procedura che la precede dipendono proprio dal tipo di attività e dalla quantità dei rifiuti che vengono trattati potenzialmente.

Vista la tipologia dell’impianto, come sopra riportato in sintesi, possiamo sostenere che la procedura scelta dalla Provincia non risponda per niente al dettato della legge, non solo ma non rispetta neppure gli impegni presi pubblicamente non solo dagli Amministratori Provinciali ma anche da quelli del Comune di Follo (passata sindacatura) come pure della ditta che gestisce l’impianto in questione.

Le norme violate riguardano:
1. La mancata applicazione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale  
2. La mancata applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale nella forma della via ex post
3. Il piano di emergenza esterno obbligatorio per legge da circa due anni al fine di prevenire incidenti dall’impianto. Impianto incendiatosi più volte fino ad costringere i residenti ad evacuare le loro abitazioni (QUI, QUI e QUI).
4. La preventiva valutazione di impatto sanitario come previsto da apposita circolare ministeriale (questi parlano solo di verifiche degli odori e oltretutto non gli danno neppure prescrizioni specifiche come oggi la legge consentirebbe)
5. Il parere del Sindaco, previa istruttoria dell’ASL o altra istituzioni competente come l’Istituto Superiore di Sanità, sulla compatibilità dell’impianto nella attuale conformazione con il sito in base alla normativa sulle industrie insalubri di prima classe.

per non parlare della questione della lavorazione dei rifiuti nel piazzale antistante l'impianto a due passi dalla residenze civili... 

venerdì 22 febbraio 2019

Ministero dell’Ambiente: il rischio sanitario va valutato preventivamente per gli impianti di gestione rifiuti

Nelle vertenze ambientali che seguo da anni (non solo in Liguria ma anche in altre Regioni) un elemento critico che ricorre è la rimozione del rischio sanitario da parte di gestori e di istituzioni che autorizzano e controllo in relazione agli impianti industriali in generale e in particolari a quelli di gestione rifiuti.
Come ho avuto già modo di analizzare uno strumento che i Sindaci hanno (oltre a quello storico delle industrie insalubri del testo unico leggi sanitarie del 1934) è il Parere Sanitario che devono rilasciare se gli impianti sono assoggettati ad AIA. Parere rimosso 99 volte su 100 con scuse sia sostanziali che giuridiche ridicole di cui l’esempio più clamoroso è quello del Sindaco di Vezzano Ligure in provincia della Spezia (vedi QUI)
Ora una Circolare del Ministero dell’Ambiente aggiunge un ulteriore strumento obbligatorio, oltre ai due sopra indicati, per valutare preventivamente il rischio sanitario da impianti di gestione rifiuti (in particolare stoccaggio e trattamento). Si tratta dei Piani di emergenza esterni per tali impianti introdotti obbligatoriamente da una normativa recente che vado a descrivere di seguito.

giovedì 14 febbraio 2019

Nuova Circolare Ministeriale su prevenzione incendi da impianti rifiuti: quali prescrizioni e controlli


Nuova Circolare del Ministero dell’Ambiente che definisce linee guida per gestire gli stoccaggi negli impianti di gestione rifiuti (in vista del loro successivo smaltimento o recupero) per prevenire incidenti durante tale attività in particolare gli incendi degli stessi.  Si tratta della Circolare n. 1121 del 21 gennaio 2019 (per il testo integrale vedi QUI)
La Circolare sostituisce una precedente Circolare del 2018 (che avevo commentato QUI)  alla luce di alcune pertinenti osservazioni presentate coinvolgendo le amministrazioni regionali e le agenzie ambientali già interessate nella fase preliminare, al fine di addivenire ad un’ottimizzazione ed aggiornamento dei relativi contenuti.  

giovedì 17 gennaio 2019

Impianto rifiuti Cerri di Follo la Regione non vuole autorizzarlo e valutarlo a termini di legge


L’impianto di gestione rifiuti pericolosi e non in località Cerri di Follo come risulta dal titolo dell’articolo del Secolo XIX di ieri (pubblicato a fianco) è stato sequestrato per i motivi che rilevano in questo post di pochi giorni fa (vedi QUI).
Tutto questo conferma la situazione di grave illegalità in cui l’impianto ha continuato a funzionare fino ad oggi nonostante le prescrizioni autorizzatorie e le diffide della Provincia nonché ben due sentenze della Cassazione che confermavano tale illegalità

In questo quadro già di per se emblematico in Consiglio regionale ieri l’Assessore Regionale all’Ambiente nel rispondere alla interrogazione di un Consigliere 5stelle ha svolto affermazioni molto discutibili che fanno pensare ad una scarsa volontà di affrontare, al di la della questione specifica delle violazioni delle prescrizioni delle autorizzazioni vigenti, una volta per tutte la presenza di un impianto non adeguatamente (fino a oggi) valutato nei suoi potenziali impatti e quindi non autorizzato secondo le norme di legge vigenti. Valutazioni e autorizzazioni a norma di legge che se correttamente applicate, a differenza di quanto sostiene l’Assessore Regionale   avrebbero portato se non a chiudere l'impianto quanto meno a ridimensionarne quantità e tipologia dei rifiuti trattati nonchè la stessa struttura impiantistica. 

venerdì 11 gennaio 2019

Impianti rifiuti Cerri di Follo La Cassazione condanna ma la gestione illecita permane


Guardate la foto qui a fianco è quella della situazione odierna del piazzale dell’impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non in località Cerri di Follo (SP) . Come potete vedere ci sono cumuli notevoli di rifiuti probabilmente trattati direttamente all’aperto. Questa è la prima notizia su cui tornerò alla fine del post.

La seconda notizia riguarda la sentenza della Cassazione (sez III Penale) n°  399 del 8 gennaio 2019, per il testo completo vedi QUI.

venerdì 7 dicembre 2018

Impianto rifiuti Cerri di Follo senza AIA e VIA attività deve essere sospesa!


Leggendo i verbali delle Conferenze dei Servizi  relativi al rinnovo della autorizzazione all’impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non della ditta Ferdeghini srl. sito in località Cerri del Comune di Follo (SP), si confermano notizie di violazioni note ma anche la rimozione clamorosa da parte degli enti competenti (in primo luogo Provincia della Spezia quale ente autorizzatore) di passaggi procedurali obbligatori per legge. In particolare:

1. la violazione di prescrizioni autorizzatorie precedenti
2. la violazione della scadenza temporale di adeguamento all’Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA
3. la mancata applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) ex post

Vediamo partitamente le suddette problematiche:

mercoledì 30 maggio 2018

Circolare su prevenzione incendi da impianti rifiuti analisi comparata con impianti esistenti


Il 15 marzo 2018 il Ministero dell’Ambiente ha prodotto una Circolare (vedi QUIfrutto  di un confronto tra Ministero  unitamente al Dipartimento dei vigili del fuoco, alle amministrazioni regionali ed alle Agenzie Ambientali maggiormente interessate, per individuare in sinergia le più opportune iniziative atte a prevenire, o quanto meno a ridurre, i rischi connessi allo sviluppo di incendi presso impianti che gestiscono rifiuti.

venerdì 16 febbraio 2018

Impianto rifiuti Cerri di Follo: i Sindacati su ambiente e occupazione arrivano in ritardo


Sull'impianto di trattamento rifiuti di Cerri di Follo comprendo le preoccupazioni dei lavoratori dipendenti, a cui va la mia solidarietà umana prima di tutto, ma i sindacati che ora strepitano per il rischio dei posti di lavoro dove erano in tutti questi anni quando si chiedeva ai titolari dell'impianto di rispettare le prescrizioni delle autorizzazioni, di presentare domanda di autorizzazione integrata ambientale riorganizzando gli spazi di lavoro dell'impianto?

venerdì 2 febbraio 2018

Sequestrato impianto rifiuti di Cerri di Follo: doveva essere fermato prima!

Sequestrato l’impianto di trattamento rifiuti speciali pericolosi e non in località Cerri di Follo con provvedimento chiesto dalla procura del Tribunale di Spezia  e firmato dal giudice per le indagini preliminari. L’obiettivo del sequestro è quello di limitare "l’aggravamento delle condizioni di inquinamento ambientale dell’area". Inquinamento prodotto dalle tonnellate di rifiuti ammassati nel piazzale dell’impianto.

Purtroppo occorre dire che la situazione non era recente ma andava avanti da anni. Gli enti competenti (Provincia per l’autorizzazione) Comune (per la tutela sanitaria) avevano nel passato emanato diffide e ordinanze ma senza risolvere alla radice il problema. Un impianto non adeguato (per dimensioni e tecnologie) alla quantità e qualità di rifiuti trattati.

giovedì 18 gennaio 2018

Impianti Inerti Lagoscuro: No ad autorizzazione per interdittiva antimafia e quello di Cerri di Follo?

Con Determina  dirigenziale n. 97 del 18 gennaio 2018 (vedi QUI) la Provincia di Spezia ha rigettato la domanda di autorizzazione unica ambientale alla ditta  Granulati srl (ex Inerti).

La motivazione del rigetto è frutto della conferma da parte della Prefettura della Spezia della interdittiva antimafia con provvedimento prot. n. 771 del 05.01.2018.


Secondo la determina della Provincia il dissenso della Prefettura non è superabile ai sensi della norma di cui all’articolo 67 del DLgs 159/2011 (Codice leggi antimafia) secondo la quale chi è interdetto per antimafia non può avere:  “f) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati;". 
Quanto sopra è stato confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n.565 del 9 febbraio 2017 (vedi QUIproprio in relazione alla ditta Granulati.
Con detta sentenza è stata annullata la sentenza del TAR Emilia Romagna n. 123 del 2016 con la quale era stata annullata la l’informativa antimafia del 21 gennaio 2015 e gli atti consequenziali o presupposti della ditta Granulati. Sulla base di quella sentenza del TAR era quindi stata dichiarata illegittima anche la decisione della Provincia della Spezia di non rilasciare Autorizzazione Unica Ambientale (di seguito AUA) a questo impianto.

Per una analisi approfondita di questa sentenza si veda QUI

venerdì 22 dicembre 2017

Interdittive antimafia, violazioni autorizzazioni e deroghe. Caso spezzino: impianto Cerri di Follo

È  stata pubblicata sull’Albo Pretorio della Provincia una deroga (vedi QUI) alla autorizzazione per l’esercizio dell’impianto di trattamento rifiuti. La deroga integra l’autorizzazione vigente permettendo ulteriori attività legate ai rifiuti ingombranti prodotti dalla recente esondazione del fiume Magra in data 11 dicembre 2017

Ora francamente mi pare di poter scrivere:

venerdì 15 dicembre 2017

Con interdittiva antimafia niente autorizzazioni ambientali: il caso dell’impianto in Cerri di Follo

Leggo sul quotidiano La Nazione di oggi che l'Interdittiva Antimafia che ha colpito il titolare di un impianto rifiuti in provincia di Spezia (in località Cerri di Follo) non metterebbe in discussione la regolarità del funzionamento di detto impianto. A mio avviso non è così per tre ragioni:

La prima è che questo impianto deve andare ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), anzi il termine per adeguarsi è scaduto da anni come spiego di seguito.
La seconda è che c’è una sentenza del Consiglio di Stato (peraltro nata da un altro caso spezzino) che afferma esplicitamente che chi ha l’Interdittiva Antimafia non può  ottenere l’autorizzazione ambientale compresa l’AIA.
La terza, che è a prescindere dai primi due punti, si fonda sulla fatto che l’impianto sta sistematicamente violando le prescrizioni della vigente autorizzazione nella totale assenza delle autorità preposte : Provincia e Comune.

Di seguito spiego questi tre punti peraltro già affrontati in post precedenti e che qui riporto sinteticamente:

giovedì 16 novembre 2017

nuovo incendio all'impianto rifiuti di Cerri di Follo: cosa fare da subito

Dopo l'ennesimo incendio (vedi QUI) all'impianto di trattamento rifiuti speciali pericolosi in località Cerri del Comune di Follo è stata emanata una nuova ordinanza del Sindaco del Comune di Follo (vedi QUI per il testo) che vieta di gestire i rifiuti nel piazzale antistante l'impianto rifiuti in località Cerri.
Voglio ricordare quanto segue:

mercoledì 24 maggio 2017

Impianti rifiuti, incompatibilità urbanistica, industrie insalubri: sentenza illuminante!

Interessantissima sentenza del TAR Piemonte n°480 del 2017 (vedi QUI non appellata)  che tratta la questione della possibilità di collocare impianti di trattamento rifiuti in zone residenziali e con destinazione urbanistica non compatibile e in deroga alla normativa sulle industrie insalubri di prima classe che come è noto devono: “essere isolate nella campagne e tenute lontano dalle abitazioni” (comma 2 articolo 216 Testo Unico Leggi Sanitarie).
Si  tratta di questione di grande attualità anche in molte vicende di conflitti ambientali che sto seguendo in Liguria e Toscana: impianto Costa Mauro Albiano Magra, discarica rifiuti speciali pericolosi di Montignoso /Pietrasanta,  impianto trattamento rifiuti Cerri di Follo, impianti Seveso nell’area del ponente Genovese, impianto Saliceti di Vezzano Ligure, Biodigestore Isola del Cantone, varie autofficine a Spezia e Genova  etc. etc.

venerdì 12 maggio 2017

Impianto rifiuti Cerri di Follo: si amministra con gli atti non con le promesse!

Dopo il mio post di ieri (vedi QUI),  sull'impianto rifiuti di Ferdeghini la notizia di oggi è che l'ordinanza della Provincia di cui hanno scritto i mass media locali nei giorni scorsi  non esiste; però, dichiarano dalla Provincia di Spezia,  l'impianto è sotto controllo per impedire nuovi accumuli di rifiuti. Accumuli che in realtà dovevano essere impediti peraltro da oltre due anni.

giovedì 11 maggio 2017

Ultime dall’impianto rifiuti Cerri di Follo: le violazioni continuano

Dopo l’ultimo incendio all’impianto di trattamento rifiuti in località Cerri di Follo  (vedi QUI) la Provincia e i Sindaci territorialmente interessati sono intervenuti con atti amministrativi. 
La prima con ordinanza (peraltro introvabile sull’Albo Pretorio) con la quale verrebbero ridotte le quantità di rifiuti portati all’impianto, i secondi per tutelare la salute dei cittadini sotto il profilo dell’uso di acqua di pozzi e prodotti agricoli della zona.

Ora l’emergenza sanitaria, prodotta dall’incendio, sembrerebbe superata e quindi le ordinanze sindacali sospese. L’ordinanza della Provincia invece dovrebbe restare in vigore, anche se per ora ne abbiamo avuto notizia solo sulla stampa locale nella migliore tradizione di carenza di trasparenza e comunicazione degli enti pubblici spezzini.

Tutto bene comunque? Non direi proprio. 

sabato 6 maggio 2017

Impianto rifiuti Cerri di Follo: non prendiamo in giro i cittadini residenti


Le analisi sulle ricadute dei fumi dopo l’incendio all’impianto trattamento rifiuti in località Cerri di Follo sembrano aver dato risultati positivi. 
Non ci sarebbe  quindi nessun rischio di metalli pesanti e diossine.
Era direi piuttosto ovvio nel senso che, per fortuna, l’incendio è durato troppo poco, per comportare concentrazioni stabili di grosse quantità di inquinanti.

Peccato che il nodo principale della questione non sia questo. Così come non è rilevante l’impegno della ditta a recintare l’area (che per legge doveva essere recintata dalla sua apertura!)  o mettere la sorveglianza notturna, peraltro un modo chiaro per tentare di scaricare ogni colpa degli incendi su qualcuno esterno alla gestione dell'impianto. 
aggiungo infine non è neppure fondamentale che l’Arpal faccia un monitoraggio della qualità dell’aria nella zone per qualche settimana.
Ma allora cosa è fondamentale?

domenica 16 aprile 2017

Nuovo incendio all’impianto rifiuti Cerri di Follo: deve essere fermato!

Nuovo incendio all'impianto di trattamento e messa in riserva rifiuti in località Cerri di Follo. Le foto e i video sono quelle di stamani!


Non è la prima volta che succede un incendio in questo impianto e a mio avviso non è neppure un caso!


Ecco perchè...

giovedì 2 marzo 2017

Impianti rifiuti Cerri di Follo: i sogni di un Sindaco e la dura realtà delle foto

Come riportato dalla stampa locale di qualche giorno fa (vedi a fianco articolo del Secolo XIX del 22/2/2017)  in relazione all’impianto di  messa in riserva con selezione, cernita, recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, ubicato in località Cerri del Comune di Follo, il Sindaco del Comune ha dichiarato che: “la situazione è sotto controllo”.
Evidentemente siamo di fronte ad un fenomeno di anomala rimozione della realtà che sarebbe quasi da psicanalizzare se non parlassimo di un autorevole Amministratore Pubblico.
Infatti la realtà dei fatti come dimostro di seguito è ben lontana dall’essere sotto controllo.