venerdì 28 dicembre 2018

Barriere antirumore per il porto spezzino contro il Decreto VIA del Ministero dell’Ambiente

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Arriva per lo scalo spezzino un nuovo progettino, da parte della Autorità di sistema Portuale, di barriera fonoassorbente all’altezza dell’Istituto Tecnico Cappellin. Il progettino dovrebbe limitare le emissioni rumorose da attività portuale e prevede inoltre il taglio degli alberi ad oggi presenti nella zona.

mercoledì 26 dicembre 2018

La valutazione di danno sanitario sulle centrali in dismissione e la Avvocatura della UE

Il recente ordine del giorno  votato dalla sola maggioranza del Consiglio Comunale spezzino (vedi QUI) non ha accettato la richiesta di prevedere una valutazione di danno sanitario prodotto dalla centrale a carbone, firmata Enel, ad oggi e, come minimo fino al 2021 (data di dismissione annunciata da Enel ma non prevista dalla legge vigente).
La stessa posizione è stata affermata dall’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria, in relazione alla centrale Enel di Genova,  secondo l'assessore la valutazione di danno sanitario è inutile perché la centrale ormai è chiusa.  Il Comune spezzino ne ha fatto una questione di soldi: la valutazione di danno sanitario costa troppo! Si riferiscono forse ai soldi che l’Amministrazione precedente aveva tolto dalla Convenzione Enel-Comune per utilizzarli sul progetto di rifacimento di Piazza Verdi e non per avviare indagini sanitarie sull’impatto della centrale come tale Convenzione invece prevedeva.

Intanto va spiegato,  a questi amministratori regionali e comunali, che una cosa è la valutazione di danno sanitario altra cosa è la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario.

giovedì 20 dicembre 2018

Porto “green” con il GNL? Si ma senza adeguata valutazione del rischio di incidente


Il Presidente della Autorità di sistema portuale Spezia-Carrara afferma nella conferenza stampa di fine anno: "Grazie al GNL il porto diventerà Green".
Intanto occorrerebbe chiarire la pianificazione di questi depositi a livello nazionale visto che ogni porto sta andando per conto suo con rischio di sovracapacità.

mercoledì 19 dicembre 2018

Perché regolamentare il rumore da attività portuale in zone densamente abitate, è necessario


Come spiego sinteticamente, nell'articolo della Nazione pubblicato a fianco, non si tratta di essere pro o contro i porti. 
Questa è una stronzata propagandistica che tiene insieme un ambientalismo ideologico, peraltro a me sconosciuto, con operatori portuali egoisti che trattano il territorio come fosse di loro proprietà e non concessionato dallo Stato.
Occorre quindi regolamentare le modalità di monitoraggio,  i limiti di emissione rumorose e una adeguata zoonizzazione delle aree portuali in rapporto alle confinanti aree residenziali. Sia chiaro  questo non lo scrivo e penso io lo dice la legge come riporto di seguito.  

domenica 16 dicembre 2018

Rumori dal porto spezzino: la nuova inchiesta della Procura e quello che non venne fatto 18 anni fa…



Nella primavera del 2000 il porto venne sequestrato per violazione dei limiti di legge delle emissioni da rumore. All'epoca le istituzioni competenti (in primo luogo Autorità Portuale e Comune) invece di rispondere con l'azione amministrativa alla situazione di grave disagio per i residenti della zona est della città, cercarono in tutti i modi di bypassare la azione della procura dell'epoca.

venerdì 14 dicembre 2018

Terzo Valico: l’analisi costi benefici non serviva, occorreva una nuova VIA!


Sul progetto del Terzo Valico l’analisi costi benefici ex post non aveva e non ha alcun senso, era ovvio che finisse per giustificare un opera in stadio avanzato. L'unica cosa che avrebbe dovuto fare il nuovo Governo era colmare il vero gap nella procedura di approvazione di questo progetto : la mancata applicazione di una VIA ordinaria.  

martedì 11 dicembre 2018

Sulle emissioni dal porto di Spezia la maggioranza in Consiglio Comunale nasconde dati e studi


Riferendosi allo studio realizzato a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio un consigliere per difendere l’odg (sulle emissioni da navi nel porto di Spezia) poi votato dalla maggioranza che governa il Comune ha affermato che: “Il lavoro citato nella premessa del consigliere Caratozzolo è datato 2015 ed è riferito non solo al porto di Civitavecchia ma anche a tutte le industrie e al traffico di quella zona.  Sono dati importanti ma non sono da prendere come inquinamento portuale.”  

Questa affermazione non è vera neppure per i porti liguri. In realtà gli elementi per fare una prima valutazione dell’inquinamento specifico da attività portuale ci sono tutti.   

Rumore dal porto di Spezia: il disagio dei cittadini e le prescrizioni di VIA non rispettate

Il Secolo XIX di oggi (vedi titolo dell’articolo a fianco) riporta il permanere del disagio sulle emissioni rumorose dal porto spezzino e aggiunge che l'ampliamento delle banchine è stato realizzato anticipatamente rispetto alle misure di mitigazione ambientali previste dalle prescrizioni del Piano Regolatore Portuale (PRP) approvato nell'ormai lontano 2006.


Tutelare lo sviluppo del porto non può essere la scusa per violare prescrizioni che hanno valore di legge. Prescrizioni contenute sia nel provvedimento di VIA sul PRP che nella delibera del Consiglio Regionale che approvò detto piano.


Il fatto curioso (si fa per dire) è che l’Autorità Portuale (anche nella versione riformata recentemente) quando deve assumersi responsabilità legali per i danni da inquinamento prodotti ai cittadini millanta il fatto di non avere competenze ambientali dirette. Pur dichiarando di non avere competenze ambientali (cosa non vera peraltro [NOTA 1] interviene eccome con scelte non solo che producono impatto ambientale (pianificazione e regolamentazione della attività portuale) ma addirittura attuando in modo inadeguato (se non addirittura illegittimo) le misure di mitigazione, quelle misure che in sede legale la Autorità Portuale (ora di sistema) dichiara non rientrare nelle sue funzioni!


Ma sopra parlo di violazioni delle prescrizioni, affermazione pesante dirà chi legge! Si pesante e dimostrabile.
Ecco alcuni esempi significativi:

venerdì 7 dicembre 2018

Impianto rifiuti Cerri di Follo senza AIA e VIA attività deve essere sospesa!


Leggendo i verbali delle Conferenze dei Servizi  relativi al rinnovo della autorizzazione all’impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non della ditta Ferdeghini srl. sito in località Cerri del Comune di Follo (SP), si confermano notizie di violazioni note ma anche la rimozione clamorosa da parte degli enti competenti (in primo luogo Provincia della Spezia quale ente autorizzatore) di passaggi procedurali obbligatori per legge. In particolare:

1. la violazione di prescrizioni autorizzatorie precedenti
2. la violazione della scadenza temporale di adeguamento all’Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA
3. la mancata applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) ex post

Vediamo partitamente le suddette problematiche:

martedì 4 dicembre 2018

Per le emissioni dal porto di Spezia un Protocollo e un Tavolo non si negano a nessuno!


Con Delibera della Giunta  n° 941 del 16 novembre 2018 la Regione Liguria ha predisposto: “Approvazione misure urgenti  per la riduzione delle concentrazioni degli inquinanti in area ambiente in Regione Liguria”.

Si tratta di un documento di indirizzo verso le amministrazioni comunali con problemi di inquinamento atmosferico significativo (superamenti limiti di legge sulla qualità dell’aria). In particolare per Spezia la problematica sottolineata è quella degli ossidi di azoto.