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venerdì 4 aprile 2025

Tutto quello che non è stato detto sulla mancata nuova gara sul biodigestore spezzino

Sul fatto che la Provincia di Spezia abbia fornito una interpretazione non corretta sulla sentenza del TAR lazio (QUI) relativa alla gara per il biodigestore da realizzare a Vezzano Ligure, ho già scritto ieri sul mio profilo fb.
In sostanza come ormai è noto la sentenza non annulla la Delibera della Autorità Anticorruzione (Anac) respingendo la richiesta della Provincia ma aggiunge il tribunale che la delibera è solo un invito ma non vincola la Provincia.

Resta il fatto che la Delibera di Anac è ancora efficace e in questa delibera si dice esplicitamente che la Provincia ha violato la legge non solo nazionale ma anche comunitaria.

Nelle varie interpretazioni e commenti che ho letto, pur nel rispetto delle opinioni di tutti, non sono state analizzati importantissimi aspetti e conseguenze politiche amministrative nonché giudiziarie che derivano e potrebbero derivare dalla sentenza. Spiccano invece i silenzi della opposizione politica tutta!

Vediamo di seguito quali sono questi aspetti e conseguenze…

mercoledì 1 febbraio 2023

Consiglio di Stato sul biodigestore di Vezzano Ligure: la storia e qualche presunte verità da sfatare

Il Consiglio di Stato (QUI) ha ribaltato la sentenza del TAR Liguria che sosteneva la incompatibilità del sito del progetto di biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure con la pianificazione vigente sia provinciale (di area nella dizione della legge ligure) che di ambito (secondo l’approvato piano del 2018), piani che indicavano come sito per il biodigestore quello di Boscalino nel Comune di Arcola.

Il Consiglio di Stato quindi con la sua sentenza ha di fatto ma soprattutto di diritto dato il via libera alla realizzazione del mega-biodigestore a Saliceti nel Comune di Vezzano Ligure.

Su questa sentenza mi sento di svolgere le seguenti riflessioni sia generali che più strettamente giuridiche

 

sabato 28 gennaio 2023

L'emergenza Ucraina sdogana il CSS in deroga alle norme ambientali della UE

L’articolo 4-bis della legge 6/2023  (QUI) modifica l’articolo 5-bis della legge 28/2022 relativo a disposizioni per l'adozione di misure preventive necessarie alla sicurezza del sistema nazionale del gas naturale.  

Il comma aggiunto prevede che al fine di fronteggiare l'eccezionale instabilità del sistema nazionale del gas naturale derivante dalla guerra in Ucraina e di consentire il riempimento degli stoccaggi di gas per l'anno termico 2022-2023, nonché di massimizzare l'impiego di impianti alimentati con combustibili diversi dal gas naturale, esclusivamente fino al 31 marzo 2024, la sostituzione del gas naturale con combustibili alternativi, compreso il combustibile solido secondario (di seguito CSS).

Siamo di fronte all’ennesima semplificazione in deroga alle norme ambientale nell’uso di combustibili inquinanti come appunto il CSS, semplificazioni e deroghe che per il CSS sono in atto da tempo vedi QUI. Nella nuova norma introdotta dal Decreto Legge 6/2023 si prevede, come vedremo nel seguito del post, tra l’altro perfino il silenzio assenso per la Valutazione di Impatto Ambientale e per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativamente all’avvio dell’utilizzo dei combustibili alternativi compreso il CSS.

Così l’uso semplificato del CSS nella norma del 2021 (QUI) era giustificato dalla attuazione del PNRR ora con il nuovo decreto legge 6/2023 la giustificazione diventa la guerra in Ucraina, alla fine l’emergenza diventerà ordinaria e riusciranno a usare il CSS ovunque senza norme ambientali appropriate nonostante la giurisprudenza abbia cominciato a mettere dei paletti come spiego nel post che segue questa introduzione.

venerdì 2 dicembre 2022

Arriva il finanziamento PNRR al biodigestore spezzino: provvedimento contro la legge e la sentenza del TAR Liguria

Dopo lo scandalo amministrativo di avere a suo tempo approvato un progetto di biodigestore non previsto dalla pianificazione vigente che indicava un altro sito quello di Boscalino.

Dopo lo scandalo amministrativo che aveva visto inserire il progetto di Biogestore nel sito di Saliceti nel nuovo Piano regionale rifiuti liguri approvato la scorsa estate nonostante la sentenza del TAR Liguria che aveva annullato la autorizzazione a detto progetto proprio perché in contrasto con la pianificazione pubblica

Dopo lo scandalo amministrativo che aveva visto allegare al Piano regionale rifiuti liguri approvato la scorsa estate un documento all’interno del quale si chiedevano i finanziamenti alla apposita misura del PNRR per gli impianti di rifiuti citando addirittura la autorizzazione n° 2286 del 2021 annullata dal TAR quindi inesistente al momento della approvazione del nuovo Piano Regionale.

Ecco che arriva il Decreto ministeriale (QUI) che assegna i finanziamenti del PNRR agli impianti di gestione rifiuti compreso quello dell’ambito spezzino peraltro con una dizione sbagliata perché l’ATO (ambito territoriale ottimale) in Liguria è regionale non provinciale mentre quello che è provinciale è costituito dalla pianificazione di area che serve per individuare i siti degli impianti di rifiuti che aveva indicato nel 2018 Boscalino (Arcola) e non Saliceti (Vezzano Ligure).

Ma si poteva fare tutto questo? NO e di seguito spiego perché...

mercoledì 20 luglio 2022

Piano Regionale Rifiuti Liguria: il sito del biodigestore a Vezzano Ligure non poteva essere inserito

Ieri il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Regionale Rifiuti della Regione Liguria. Il Piano ha varie criticità su cui tornerò nei prossimi giorni ma in questo post voglio affrontare la questione dell’inserimento del sito di Saliceti (Comune di Vezzano Ligure).

Questa decisione prima di tutto, da un punto di vista politico amministrativo, è inutile perché comunque fino alla decisione del Consiglio di Stato il sito di Saliceti è inutilizzabile e se il Consiglio di Stato cambiasse la decisione del TAR il progetto potrà essere comunque realizzato a prescindere dal suo inserimento nel nuovo Piano Regionale. Quindi si tratta di un atto di MERA ARROGANZA POLITICA SENZA ALCUN SENSO TECNICO AMMINISTRATIVO!

Non solo ma, questa decisione, da un punto di vista legale:

1. è in contrasto con il testo unico ambientale

2. è in contrasto con la sentenza del TAR Liguria che ha annullato la autorizzazione a questo progetto

3. ha profili che sfiorano l’illecito penale

Vediamo perché…

 

giovedì 3 marzo 2022

Il TAR Liguria annulla l’autorizzazione al biodigestore spezzino: analisi della sentenza

Il TAR Liguria con sentenza pubblica oggi (QUI) ha annullato l’autorizzazione al progetto di biodigestore previsto nel Comune di Vezzano Ligure (località Saliceti).

La sentenza afferma un principio importante: il necessario rispetto della Pianificazione pubblica nella individuazione dei siti e la non possibilità di una autorizzazione al singolo progetto di derogare a detta individuazione una volta valutata sotto il profilo ambientale e approvata in via definitiva dal Consiglio Provincia e dal Comitato di Ambito.

Vediamo in moto più puntuale il contenuto della sentenza su cui tornerò sicuramente anche prossimamente…

sabato 29 maggio 2021

Biodigestore Vezzano Ligure la Provincia vuole ridimensionarlo. Non è sufficiente...

Il Consiglio Provinciale spezzino ha approvato un documento (QUI) con l’astensione di tutta la opposizione nel quale la vera novità è che si chiede una riduzione delle dimensioni del progetto di biodigestore (per il trattamento dei rifiuti organici) approvato recentemente dalla Regione Liguria. Il sito resta lo stesso ovviamente.

In questo post dimostro che il documento approvato comporta per coerenza da parte della Provincia la valutazione di una ulteriore serie di elementi istruttori e procedurali che devono portare ad un azzeramento della decisione presa lo scorso dicembre e alla riapertura della procedura di pianificazione per decidere sito, tecnologia e dimensioni adatti all'ambito spezzino sia pure integrato con le esigenze di chiusura del ciclo in ambito regionale. 

sabato 8 maggio 2021

Biodigestore a Vezzano Ligure perché è giusta una discussione politica in Consiglio Provinciale

Sulla mancata discussione in Consiglio Provinciale delle due mozioni contro il progetto di biodigestore a Vezzano Ligure, la posizione del Presidente della Provincia ha del surreale.

Da un lato il Presidente, di fatto (non certo di diritto), ha impedito la discussione in Consiglio delle mozioni con questa argomentazione riportata dai mass media locali: “l’argomento è superato dal fatto che l’iter amministrativo si è concluso con la firma della Regione Liguria.”

Dall’altro il Presidente convoca la Commissione Ambiente del Consiglio Provinciale per discutere degli aspetti tecnici e amministrativi conseguenti alle due mozioni.

Mi faccia capire Presidente sta prendendo in giro la nostra intelligenza?

mercoledì 5 maggio 2021

TAR Liguria: No ai rifiuti sanitari nell’impianto di Saliceti (Vezzano Ligure)

Il TAR Liguria (sentenza n°382 del 26 aprile 2021QUI) boccia la decisione della Giunta Regionale che voleva far arrivare rifiuti sanitari sterilizzati all'impianto TMB di Saliceti (Vezzano Ligure). In particolare viene annullato il diniego espresso dal decreto del Presidente della Giunta regionale n. 7097 del 19.11.2019 con il quale la Regione rigettava l’istanza di una società che chiedeva di smaltire detti rifiuti nella discarica di Scarpino.

martedì 4 maggio 2021

Le ragioni dei Ricorsi passati e futuri contro il biodigestore a Vezzano Ligure

Con le note che seguono non è mia intenzione partecipare ad alcuna polemica politica intorno alla vicenda del progetto di biodigestore, ma visto il ruolo che svolgo, con la collega avvocato Sommovigo Piera, di consulente del Comune di Santo Stefano Magra credo sia necessario svolgere alcuni chiarimenti sugli aspetti legali di questa vicenda.

Ovviamente si può non essere d’accordo sul merito dei ricorsi ma non non posso accettare l’accusa di essere un suggeritore di ricorsi inutili con il solo fine di sperperare denaro pubblico, come più o meno velatamente ho potuto leggere in queste settimane sui social ma anche sui mass media locali.

Credo quindi sia necessario fornire alcuni chiarimenti tecnico giuridici anche se per la verità questi chiarimenti io e la collega li abbiamo forniti più volte pubblicamente ma evidentemente non siamo stati sufficientemente chiari.

lunedì 21 dicembre 2020

Rifiuti radioattivi nell'impianto di trattamento rifiuti di Saliceti (Vezzano Ligure - SP): alcune precisazioni

Recos Spa si è risentita (QUI) per le dichiarazioni dei comitati dei cittadini contro il progetto di biodigestore previsto a Vezzano Ligure. in relazione alla notizia di ritrovamenti di rifiuti radioattivi (sia pure a decadimento breve) nei rifiuti trattati dall'impianto di TMB a Saliceti, affermando che si tratta di "una strumentalizzazione" con le solite esplicite affermazioni di incompetenza.

In realtà il problema esiste eccome! Come dimostrerò di seguito e quindi senza fare inutili allarmismi ma neppure senza rimuoverlo il problema va affrontato... 

venerdì 11 dicembre 2020

CONFERENZA DEI SERVIZI SUL PROGETTO DI BIODIGESTORE A VEZZANO LIGURE : C'E' ANCORA UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TERZA?

Ora che la conferenza dei servizi sul progetto di biogestore previsto in località Saliceti del Comune di Vezzano Ligure si è conclusa mi sento di svolgere alcune riflessioni critiche che vanno al di la degli aspetti strettamente giuridici anche se inevitabilmente in parte tengono conto anche di questi.

Ho sempre avuto un grande rispetto delle istituzioni e dei ruoli che dentro di esse si svolgono anche quando ho criticato le scelte che venivano approvate perché l'ho sempre fatto motivatamente nel merito e di questo i dirigenti delle pubbliche amministrazioni me ne hanno sempre dato atto almeno in passato.

Scritto questo aggiungo che il livello di arroganza a cui ho assistito nella procedura di approvazione del progetto di biodigestore previsto a Vezzano Ligure lo trovo intollerabile. Arroganza espressa sia dal livello politico e questo non mi stupisce,  che dal livello dirigenziale, anche questo non mi stupisce,  però mi preoccupa moltissimo perché se viene meno una adeguata terzietà della struttura tecnica diventa difficile garantire un confronto istituzionale nell'ambito democratico.

La lettera del Ministro Costa sul progetto di biodigestore e come avrebbe dovuto rispondere la Regione Liguria

Per la Regione Liguria la lettera (QUI) del Ministro dell'Ambiente, sul progetto di biodigestore proposto in località Saliceti Vezzano Ligure, è irrituale?

Se ci mettiamo a spiegare cosa e chi è irrituale la Regione su questa vicenda ne uscirà con le ossa rotte (metaforicamente si intende che poi dicono che sono pure un violento 🙂) ; a cominciare da come la dirigenza della Regione gestisce le Conferenze dei Servizi , decidendo contra legem o con interpretazioni personalizzate della legge chi può o non può partecipare e parlare per esempio.

giovedì 15 ottobre 2020

Biodigestore: le discutibili leggi della Provincia spezzina

 

L’Amministrazione Provinciale spezzina scarica sull’ufficio legale la elaborazione delle motivazioni per impedire la discussione di ordini del giorno che chiedevano la messa in discussione della legittimità della procedura di autorizzazione del progetto di biodigestore in località Saliceti (Comune di Vezzano Ligure), il cosiddetto provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR).

Tre sono le tesi, assolutamente infondate, dell’ufficio legale della Provincia su cui si è impedita la discussione in Consiglio Provinciale:

1. la fase delle osservazioni del pubblico nel procedimento di autorizzazione in corso (PAUR) del progetto in questione sono terminate

2. il procedimento di PAUR è di esclusiva competenza regionale quindi la discussione in Consiglio Provinciale sarebbe inutile

3. non si può porre una deliberazione del Consiglio alla Conferenza dei servizi che è solo organo tecnico e d’altronde (vedi sopra punto 2)  il ruolo della Provincia si è concluso con la approvazione del Piano

Ha ragione l’ufficio legale della Provincia ? NO ed ecco perché:

lunedì 10 agosto 2020

Consiglio di Stato : la variante generale può bloccare l’autorizzazione ad un impianto di rifiuti


Il Consiglio di Stato,  sentenza n° 4991 pubblicata oggi 10 agosto 2020  QUI, ha confermato un precedente indirizzo  (QUI)  sul potere di pianificazione comunale prevalente a determinate condizioni di adeguata motivazione sulle autorizzazioni agli impianti di gestione rifiuti comprese le modifiche agli impianti esistenti.
In particolare la nuova sentenza riconosce il diritto del Comune di opporsi, in conferenza dei servizi, alla autorizzazione all’aumento delle quantità e qualità dei rifiuti trattati in un impianto esistente in quanto con variante generale al piano urbanistico comunale aveva variato la destinazione urbanistica della zona interessante a residenziale.
Vediamo le specifiche motivazioni della sentenza

lunedì 15 giugno 2020

Biodigestore Vezzano Ligure: quali No nella procedura di autorizzazione in corso

La procedura di valutazione e autorizzazione in corso presso la Regione Liguria sul progetto di biodigestore proposto in località Saliceti (Vezzano Ligure) sta comportando diverse impostazioni di approccio al merito sia del progetto che della istruttoria in corso. In particolare una tesi è quella di contestare prioritariamente la quantità di rifiuti organici da trattare nell’impianto come previsto dal progetto in discussione. 
La mia opinione che vuole essere solo un contributo al dibattito in corso,  è che puntare tutta la contestazione sulla quantità di rifiuti da trattare di fatto rimuove questioni dirimenti che vado ad illustrare di seguito…

lunedì 1 giugno 2020

In Liguria l’ambito gestione rifiuti è regionale solo quando fa comodo?


Recos (gruppo Iren) la società che vuole realizzare il biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure dichiara che sia falso affermare che l'impianto potrebbe avere una dimensione di 90.000 tonnelate/anno di rifuti organici da gestire. In realtà in questa sua dichiarazione la società dimentica tre particolari oggettivi molto rilevanti

giovedì 16 gennaio 2020

Biodigestore Saliceti: ristoro ambientale o regalo per convincere i Comuni?

Recos SpA la partecipata Iren che vuole realizzare il bodigestore a Saliceti (Vezzano Ligure) con un comunicato uscito oggi sui mass media locali , ribadisce la sua proposta di un ristoro economico  per i Comuni spezzini nel caso verrà realizzato il biodigestore. 
Prima una riflessione più generale però. È curioso che Recos ricordi ai Comuni di questo contributo proprio dopo che è uscita la notizia dell’accoglimento della Petizione (sottoscritta da Sindaci , associazioni e comitati) inviata al Parlamento Europeo che ora inizierà l’iter di verifica sul fondamento delle violazioni di diritto comunitario avanzato dagli estensori di detta Petizione.Insomma invece che rispondere nel merito delle violazioni Recos prima di tutto ricorda ai Comuni, compresi i due che hanno sottoscritto la Petizione, che ci sono in ballo tanti bei soldini per loro!  Un bel modo di dialogare con chi contesta il sito e il progetto no?

Ma torniamo alle questioni tecnico giuridiche . 

domenica 27 ottobre 2019

IL SITO DEL BIODIGESTORE SPEZZINO NON ERA PREVISTO NEL PIANO RIFIUTI DEL 2003

Se il Presidente della Regione Liguria vuole il biodigestore a Saliceti eviti di argomentare questa sua convizione con falsità come quella per cui il sito in località Saliceti (Vezzano Ligure) era già previsto nel vecchio Piano rifiuti della Provincia della Spezia del 2003. Non è così e di seguito se avrete la pazienza di leggere spiego perché…

PREMESSA
Intanto citare quel Piano non ha valenza giuridico amministrativa. Il Piano del 2002 era attuativo di una normativa regionale che basava gli ambiti di chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti per singole Province. Oggi la normativa regionale prevede invece l’ambito unico regionale. Non a caso i Piani di Area provinciali devono essere recepiti dal Piano di Ambito Regionale.

giovedì 26 settembre 2019

Biodigestore a Saliceti: come fermare il procedimento di autorizzazione e avviare il confronto con la comunità locale.


La vicenda del progetto biodigestore di Saliceti (Vezzano Ligure) è un tipico esempio di quello che i sociologi, che si occupano di conflitti ambientali, sintetizzano nell'acronimo D.A.D. (decidi annuncia difendi).
Ora dopo lo scempio di partecipazione fatto in questi mesi, leggo di proposte di confronto con la comunità locale su questo progetto. Da un lato segnale positivo ma francamente occorre capire di quale confronto, per cosa, e soprattutto in che rapporto si pone il confronto con il procedimento di autorizzazione in corso.