La proposta si inserisce nel clima di scontro geopolitico
internazionale e mira nelle parti più significative:
1. a ridurre la applicazione della VIA ma anche
della stessa verifica di assoggettabilità a VIA (di seguito screening);
2. ad aumentare la discrezionalità delle autorità
competenti nella deroga all’applicazione di VIA e screening anche contro gli
stessi elenchi di categorie di opere assoggettabili a questa procedura come
previsto dalla vigente Direttiva UE in materia;
3. a ridurre i tempi dello svolgimento delle
procedure di valutazione (VIA e VAS) compresa la partecipazione del pubblico
con la conseguente introduzione del silenzio assenso se i termini non vengono
rispettati;
4. alla assurda giustificazione di danni gravi "occasionali" ai siti e specie tutelati dalla normativa sulla biodiversità,
con buona pace del Regolamento UE sul ripristino della natura.