La Corte dei conti con apposita delibera (QUI)
rileva una carenza di trasparenza nella gestione dei fondi per la
elettrificazione delle banchine nei porti (cold iron). Secondo la Corte dei
Conti non si capisce se i finanziamenti del PNRR siano sostitutivi o
integrativi di quelli del Piano Complementare (PNC), infatti il sito internet istituzionale del MIT non
riporta alcuna informazione sulla correlazione finanziaria tra PNC e PNRR e
sull’attuazione del progetto “cold iron”, né lo stesso sito contiene una sezione specifica
dedicata al PNRR in relazione al cold iron.
sabato 14 dicembre 2024
Elettrificazione banchine nei porti la Corte dei Conti denuncia mancanza di trasparenza
domenica 13 ottobre 2024
Autonomia Differenziata: come funziona e le criticità principali
Con la legge 86/2024 QUI (di seguito LA LEGGE) si è data attuazione a quanto previsto dall’articolo 116 della Costituzione (QUI) sul c.d. regionalismo differenziato e/o autonomia differenziata.
Il post vuola analizzare i contenuti principali della LEGGE come le sue criticità utilizzando sia i ricorsi che varie Regioni hanno depositato alla Corte Costituzionale ma anche documenti ufficiali di Banca d'Italia e Commissione UE nonchè studi autorevoli di centri specializzati sulla gestione della spesa pubblica.
lunedì 30 settembre 2024
La Corte dei Conti UE critiche durissime a come sono spese le risorse del dispositivo ripresa e resilienza
Pubblicata la Relazione speciale 14/2024 (QUI) adottata
dalla Corte dei Conti UE lo scorso 4 luglio 2024 su: “Transizione verde —
Contributo poco chiaro del dispositivo per la ripresa e la resilienza”
L’obiettivo dell’audit della Corte era valutare se la
concezione e l’attuazione dell’RRF e dei piani nazionali per la ripresa e la
resilienza contribuissero in modo efficace alla transizione verde.
Di seguito prima analizzo cosa è il dispositivo ripresa e
resilienza per poi riportare i passaggi più significativi della Relazione
speciale della Corte dei Conti UE.
sabato 18 maggio 2024
Ancora Deroghe al Codice dei Beni Culturali: vincolo archeologico e usi civici meno tutelati.
Ancora una volta (QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI,QUI,) è il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ad essere sotto attacco. Un delirio derogatorio e semplificatorio che purtroppo è spesso sostenuto immotivatamente da associazioni ambientaliste (QUI), anche si cominciano ad intravedere alcune controtendenze (QUI) ma troppo timide per ora.
Le nuove deroghe, che descriverò nel post che segue, riguardano in particolare
Semplificazione verifica interesse archeologico progetti del PNRR per le opere pubbliche definite di lieve e media entità (nuova definizione introdotta con la norma descritta nel seguito del post).
Si rileva come questa dizione di lieve e media entità dell’opera risulta ben altra cosa ad esempio con il regolamento (QUI) sulla autorizzazione paesaggistica semplificata che non escludeva la normativa ordinaria del Codice sulla base di categorie astratte che permettono una enorme discrezionalità al decisore nell’applicare le norme paesaggistiche, invece detto regolamento elencava in modo puntuale la tipologia delle opere
Compatibilità ex lege con gli usi civici di opere pubbliche interne ad interventi infrastrutturali o rientranti sempre nei finanziamenti del PNRR e piani complementari.
mercoledì 22 novembre 2023
La UE indica come applicare il principio DNSH: «non arrecare un danno significativo all'ambiente”
Nella
GUCE lo scorso 11 ottobre 2023 è stata pubblicata una Comunicazione (QUI)
della Commissione UE su Orientamenti tecnici sull'applicazione del principio non
arrecare un danno significativo (acronico inglese DNSH) a norma del regolamento
sul dispositivo per la ripresa e la resilienza.
Di seguito prima una sintesi sugli aspetti più significativi della Comunicazione e poi una illustrazione più approfondita della sintesi...
martedì 7 novembre 2023
Piano Mattei: il modello PNRR-ENI alla estreme conseguenze
Arriva con Decreto-Legge
(di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il Piano Mattei che accentra nella
Presidenza del Consiglio dei Ministri tutte le
politiche italiane verso i rapporti economici, di immigrazione ma soprattutto
energetici, con l’Africa vedi in particolare l’accordo tra Eni e la
compagnia statale libica National oil corporation (Noc), che prevede
un investimento di circa 7,3 miliardi di euro per lo sfruttamento dal 2026 di
due giacimenti al largo della Libia, le "Strutture A&E" (vedi cartina
a fianco da Today Economia).
Il Presidente del Consiglio presiede una
Cabina di Regia una sorta di carrozzone dove dentro c’è di tutto anche
rappresentanti dell’imprenditoria ma sempre designati e decisi dal Presidente
del Consiglio dei Ministri. Il Piano Mattei viene adottato dalla Cabina di
Regia ma l’attività istruttoria per predisporlo è nelle mani di una struttura
di missione nominata dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Soldi? Per ora pochi: 2 milioni e 600 mila euro ma
tutti per gestire i due carrozzoni Cabina di Regia ma soprattutto la struttura
di missione.
Il Piano Mattei come dimostra il testo
dell’articolo 1 del Decreto-Legge che riporto nel post è una scatola vuota
lasciata da riempire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per cui la
stessa relazione al Parlamento sull’attuazione del Piano diventerà una sorta di
passaggio burocratico: se sei libero di fare quello che ti pare come il
Parlamento potrà confrontare quello che avresti dovuto mettere nel Piano
secondo la legge e quello che hai effettivamente fatto? Domanda retorica
ovviamente!
Possiamo dire con franchezza che va avanti l’indirizzo di accentrare il più possibile le decisioni strategiche nella Presidenza del Consiglio dei Ministri il che rende ancora più pericoloso alla luce della proposta di istituzione del Premierato da parte dell’attuale Governo ma come ricordo nel post che segue tutto questo è un modello di governo che è in gestazione da tempo e non solo da parte del Governo Meloni ma affonda le sue radici oltre che nella varie proposte di riforma costituzionale decisioniste, soprattutto nel modello instaurato con il PNRR
giovedì 24 agosto 2023
Corte dei Conti UE l’Europa: non sta andando verso una economia circolare
Nonostante
l’overdose di atti, documenti, iniziative, comunicati e dichiarazioni roboanti “vi
sono scarsi elementi probatori che confermino che i piani d’azione per
l’economia circolare, e in particolare le azioni relative alla progettazione
circolare dei prodotti e dei processi produttivi, abbiano influito sulle
attività di economia circolare negli Stati membri.” Lo afferma la Corte
dei Conti della UE in un suo recentissimo Rapporto (QUI).
I segnali di gravi difficoltà sulla transizione ecologica in Italia e in Europa erano chiari da tempo (QUI) ma ora perfino una istituzione tecnica come la Corte dei Conti UE lo conferma ufficialmente, anche se altri rapporti sempre della Corte dei Conti avevano già lanciato l'allarme sui vari temi oggetto della transizione ecologica a cominciare dagli obiettivi delle neutralità climatica:
1.sui prezzi dell’energia che rimuovono i costi ambientali e le sovvenzioni alle fossili bloccano la transizione alle rinnovabili: QUI;
2. sul fatto che la UE sulla lotta ai cambiamenti climatici spenda meno di quello che dichiara: QUI;
3. sul fallimento dell'Alleanza mondiale per il clima a favore dei PVS: QUI;
4. quasi impossibilità di raggiungere gli obiettivi sui gas serra e transizione energetica al 2030: QUI.
giovedì 22 giugno 2023
Impianti da fonti rinnovabili le troppe semplificazioni tirano la volata all'attacco al diritto ambientale
Il
nuovo Rapporto di Legambiente (QUI) sui
Comuni Rinnovabili oltre a fornire i dati sullo stato dell’arte nella
realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili pone l’accento sul blocco
delle stesse che richiederebbe una “normativa adeguata”. Tradotto ulteriori semplificazioni
e deroghe alle norme ambientali.
Ma
davvero il problema sono le norme attuali e soprattutto non è che attaccando
queste norme si favoriscono ulteriori deroghe al diritto ambientale anche per
impianti che con le rinnovabili non c’entrano nulla?
La
associazione ambientalista sottovaluta come questa campagna sulle deroghe
semplificazioni accelerazioni procedurali stia commissariando il diritto
ambientale rimuovendo oltretutto il vero nodo e cioè le carenze delle strutture
amministrative che gestiscono le procedure autorizzatorie sia in termini
quantitativi che di qualità. Questi concetti la Corte dei Conti li ha espressi
motivatamente più volte negli ultimi anni e non casualmente il nuovo Governo
sta cercando di ridurre il ruolo di questo organo di controllo fondamentale, ma
di questo Legambiente nel suo rapporto non parla perché diciamolo questi
ambientalisti con le loro tesi dimostrano una grave carenza di cultura istituzionale che è fondamentale per gestire correttamente la transizione ecologica.
Il messaggio che voglio lanciare con questo post anche ad un certo ambientalismo è che: non si difende l’ambiente contro le leggi ambientali su paesaggio, biodiversità, Valutazioni di Impatto Ambientale, pianificazione della localizzazione degli impianti.
In
questo post dopo avere sinteticamente riportato alcuni dati emersi dal Rapporto
di Legambiente entro nel merito della questione deroghe al diritto ambientale=più
fonti rinnovabili.
venerdì 16 giugno 2023
La nuova legge sulla scarsità idrica
Convertito
nella Legge 68/2023 (QUI) il Decreto-Legge
n° 39 del 14 aprile 2023 che afferma il modello Commissariale con forte centralizzazione
al controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per monitorare le
esigenze infrastrutturale contro la crisi idrica.
Un
modello commissariale che continua a rimuovere anche sulle infrastrutture
idriche individuate anche recentemente dalla Corte dei Conti (delibera del 13
aprile 2023 QUI) dove
criticando il modello semplificatorio e commissariale ribadisca il vero nodo
dei problemi rappresentato dalla mancanza di esercizio di poteri di controllo e
di coordinamento del Ministero dell’Ambiente che è come dire il Governo
Nazionale. Insomma, si continua a giocare a rimpiattino tra poteri statali e
regionali ma la capacità di spesa e di realizzazione delle opere resta al palo
Commissari o meno. D’altronde lo stesso ragionamento si può fare per le opere
di difesa contro rischio idraulico e idrogeologico (QUI e QUI) e per l’attuazione
del PNRR (QUI e QUI).
Di
seguito prima una sintesi delle novità principali della legge 68/2023 e successivamente
una analisi puntuale delle stesse divise per voci per facilitare la lettura…
martedì 6 giugno 2023
Corte dei Conti su opere idriche contro la siccità: ritardi dei Governi e inutilità dei commissariamenti
Con
Deliberazione N° 14 del 13 aprile 2023 (QUI) la
Corte di Conti ha analizzato lo stato di attuazione delle risorse previste nel
PNRR per la misura M2C4 I4.1. L’investimento in questione è teso a finanziare –
con uno stanziamento pari a 2 mld di euro - progetti per il potenziamento, il completamento
e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio
e fornitura idrica primaria in tutto il Paese, così da migliorare la qualità
dell'acqua e garantire la continuità dell'approvvigionamento nelle importanti
aree urbane e nelle grandi aree irrigue.
La
Corte dei Conti nell’analizzare lo stato degli investimenti nella sopra citata
misura del PNRR ha rilevato numerose e rilevanti criticità che dimostrano l'inutilità, anche nella gestione delle risorse idriche, degli eccessi semplificatori e commissariali della recente legislazione emergenziale volti a nascondere i veri limiti della pubblica amministrazione nazionale .
martedì 16 maggio 2023
Nuove Semplificazioni per i beni culturali e paesaggistici
La legge 41/2023 (QUI) che ha convertito il Decreto Legge 13/2023 introduce le ennesime (QUI) deroghe e semplificazioni nelle procedure di autorizzazione previste dal codice della cultura relativamente:
1. Opere di manutenzione ordinaria in
immobili pubblici e ad uso pubblico interessati da progetti finanziati dal PNRR:
semplice segnalazione alla Soprintendenza
2. Subordinazione delle Soprintendenza ai criteri fissati dal
Ministero della Cultura
3. Riduzione termini del procedimento di verifica dell’interesse
culturale
4. nuovo silenzio assenso per scadenza termini nelle autorizzazioni
paesaggistiche per progetti di efficienza energetica e impianti da fonti
rinnovabili
venerdì 17 febbraio 2023
Ancora semplificazioni in deroga a norme ambientali mentre la Pubblica Amministrazione è inadeguata!
Il Governo Meloni, come
risulta anche dal titolo del Secolo XIX pubblicato a fianco, annuncia la
eliminazione di nuovi vincoli alle decisioni sulle opere per raggiungere gli
obiettivi del PNRR e non solo.
Non è una novità il PNRR e
in generale la Transizione Ecologica sono diventati il cavallo di Troia per far
passare di tutto e di più tagliando fuori l’autonomia dei territori, le norme
ambientali più importanti a cominciare dalla Valutazione di Impatto Ambientale
in una sorta di commissariamento del diritto ambientale e del diritto delle
comunità locali a partecipare alle scelte che impattano sui territori dove
vivono. È questa la transizione ecologica che vogliamo?
La cosa indecente è che mentre continuano a semplificare i nostri governanti si dimenticano che il vero problema per l’attuazione del PNRR è l’efficienza della Pubblica Amministrazione non le leggi che ne definiscono i compiti e non lo affermo io ma la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale e i blocchi di assunzioni decisi dal nuovo Governo.
Della serie il vero obiettivo è commissariare il diritto ambientale non accelerare le decisioni!
In questo post elenco sinteticamente, rinviando a LINK di approfondimento, tutte le deroghe e semplificazioni assurde prodotte ad oggi in danno dell’ambiente e della partecipazione delle comunità locali.
mercoledì 8 febbraio 2023
Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse pubblicato bando tipo per le Regioni
Con
Decreto Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica n° 427 del 23
dicembre 2022 (QUI) dà attuazione al Decreto del Ministro della Transizione Ecologica
21 ottobre 2022, n. 463 (QUI PAGINA 44), finalizzato alla selezione di proposte progettuali
volte alla realizzazione di siti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree
industriali dismesse, da finanziare nell’ambito del piano nazionale di ripresa
e resilienza (PNRR), missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” (QUI), componente 2 “energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità
sostenibile”, investimento 3.1 “produzione in aree industriali dismesse”,
finanziato dall’unione europea – next generation EU.
La Regione Liguria ha perso di già il treno del filone di finanziamento del bando progetti bandiera per idrogeno in aree industriali dismesse (vedi QUI), vediamo che non si perda questo secondo filone di finanziamento interessante anche, ad esempio per l'area della centrale a carbone a Spezia. I finanziamenti previsti per la Liguria sulla base del Decreto 463/2022 ora recepito nel bando del Decreto attuativo 427/2022, d seguito esaminato, sono di 14 milioni di euro. Per ora la Regione Liguria ha emesso un avviso pubblicato oggi sul Burl (QUI) vedremo come sarà gestito.
mercoledì 1 febbraio 2023
Consiglio di Stato sul biodigestore di Vezzano Ligure: la storia e qualche presunte verità da sfatare
Il Consiglio di Stato
(QUI) ha
ribaltato la sentenza del TAR Liguria che sosteneva la incompatibilità del sito
del progetto di biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure con la pianificazione
vigente sia provinciale (di area nella dizione della legge ligure) che di
ambito (secondo l’approvato piano del 2018), piani che indicavano come sito per
il biodigestore quello di Boscalino nel Comune di Arcola.
Il Consiglio di Stato
quindi con la sua sentenza ha di fatto ma soprattutto di diritto dato il via
libera alla realizzazione del mega-biodigestore a Saliceti nel Comune di
Vezzano Ligure.
Su questa sentenza mi
sento di svolgere le seguenti riflessioni sia generali che più strettamente giuridiche
giovedì 5 gennaio 2023
Nuovo Regolamento UE su ripresa e resilienza: limitare uso dei fossili, gas compreso
Testo Proposta di Regolamento della Commissione con gli emendamenti del Parlamento UE (in grassetto): QUI.
Gli emendamenti in sintesi prevedono che i Paesi UE che presenteranno un piano di ripresa e resilienza (PNRR - QUI) modificato dopo l'entrata in vigore di questa proposta saranno obbligati a includere misure per il risparmio energetico, la produzione di energia pulita e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, come previsto da REPowerEU (QUI).
Un indirizzo in rotta di
collisione con le politiche della transizione dei governi italiani compreso
quello attuale.
mercoledì 14 dicembre 2022
Progetto biodigestore Vezzano Ligure: una nota della Regione Liguria in vista del Consiglio di Stato di domani
La Regione Liguria dopo
Recos (gruppo Iren) ha depositato al Consiglio di Stato il Decreto ministeriale
198/2022 (QUI) che
finanzia il progetto di biodigestore proposto in località Saliceti (Comune di
Vezzano Ligure) e di cui ho ampiamente trattato QUI
dimostrando che questo progetto non poteva essere finanziato per il criterio
escludente (fissato dal Decreto 396/2021 QUI)
dettato dal fatto che il progetto non era previsto dalla pianificazione
pubblica territorialmente competente come affermato dalla sentenza del TAR
Liguria n. 173/2022 (QUI).
Perché hanno depositato questo decreto in vista della udienza al Consiglio di Stato di domani 15 dicembre 2022? Se noi andiamo a leggere la nota (che pubblico all’inizio di questo post in versione completa) del Direttore Generale Ambiente della Regione Liguria qualche riflessione sia per logica che per diritto viene inevitabile.
venerdì 2 dicembre 2022
Arriva il finanziamento PNRR al biodigestore spezzino: provvedimento contro la legge e la sentenza del TAR Liguria
Dopo lo scandalo amministrativo che aveva visto inserire il
progetto di Biogestore nel sito di Saliceti nel nuovo Piano regionale rifiuti
liguri approvato la scorsa estate nonostante la sentenza del TAR Liguria che
aveva annullato la autorizzazione a detto progetto proprio perché in contrasto
con la pianificazione pubblica
Dopo lo scandalo amministrativo che aveva visto allegare al Piano
regionale rifiuti liguri approvato la scorsa estate un documento all’interno
del quale si chiedevano i finanziamenti alla apposita misura del PNRR per gli
impianti di rifiuti citando addirittura la autorizzazione n° 2286 del 2021
annullata dal TAR quindi inesistente al momento della approvazione del nuovo Piano
Regionale.
Ecco che arriva il Decreto ministeriale (QUI) che assegna i finanziamenti
del PNRR agli impianti di gestione rifiuti compreso quello dell’ambito spezzino
peraltro con una dizione sbagliata perché l’ATO (ambito territoriale ottimale)
in Liguria è regionale non provinciale mentre quello che è provinciale è costituito dalla pianificazione di area che serve per individuare i siti degli impianti di rifiuti che aveva indicato nel 2018 Boscalino (Arcola) e non Saliceti (Vezzano Ligure).
Ma si poteva fare tutto questo? NO e di seguito spiego perché...
sabato 5 novembre 2022
Nuova Guida sul rispetto del principio: non arrecare danno significativo all’ambiente
Il Dispositivo per la
ripresa e la resilienza (Regolamento UE 241/2021- QUI) stabilisce, all’articolo 18, che tutte le misure dei
Piani nazionali per la ripresa e resilienza (PNRR), sia riforme che
investimenti, debbano soddisfare il principio di “non arrecare danno
significativo agli obiettivi ambientali”. Tale vincolo si traduce in una
valutazione di conformità degli interventi al principio del “Do No Significant
Harm” (DNSH - QUI), con riferimento al sistema di tassonomia delle
attività ecosostenibili, di cui all’articolo 17 del Regolamento (UE)
2020/852 (QUI) ex-ante, in itinere ed ex-post.
L’ingresso nella fase di esecuzione di un numero crescente di misure del PNRR ha reso evidente l’opportunità di aggiornare la “Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente” di cui alla Circolare della Ragioneria Generale dello Stato n. 32 del 30 dicembre 2021 (QUI), affinché le indicazioni fornite siano più coerenti con le effettive modalità di attuazione degli investimenti così come segnalate dalle Amministrazioni titolari. Considerata la novità dell’approccio DNSH, alcune misure di investimento particolarmente complesse del Piano hanno, peraltro, beneficiato di approfondimenti supplementari.
La Circolare del 2021
viene quindi ora superata con la relativa Guida allegata dalla nuova Circolare
n° 33 del 13 ottobre 2022.
TESTO CIRCOLARE N° 33 DEL 13/10/2022 SULLA NUOVA GUIDA: QUI
TESTO NUOVA GUIDA OPERATIVA: QUI
ALLEGATO ALLA CIRCOLARE DEL 13 OTTOBRE 2022, N. 33 - CHECKLIST SCHEDE TECNICHE: QUI
ALLEGATO ALLA CIRCOLARE DEL 13 OTTOBRE 2022, N. 33 - CHECKLIST SCHEDE TECNICHE: QUIAndiamo a descrivere le parti più significative della nuova Guida…
sabato 15 ottobre 2022
Rapporto Corte dei Conti su attuazione PNRR: difficoltà di spesa e di organizzazione della Pubblica Amministrazione locale
Secondo il Rapporto (QUI),
relativo al primo semestre 2022, le Amministrazioni Centrali dello Stato hanno
reagito positivamente al primo impatto con il PNRR, con il conseguimento
pressoché totale degli obiettivi previsti dal Piano ma l’attenzione sulla sua
esecuzione resta particolarmente elevata e il giudizio complessivo sul 2022
potrà delinearsi solo a fine anno.
Inoltre si conferma una difficoltà
di spendere i soldi del PNRR soprattutto da parte delle amministrazioni regionali
e locali il che si lega alla necessità di rafforzarne le strutture amministrative, invece ad oggi anche nella attuazione del PNRR si privilegiano le
semplificazioni procedurali magari in deroga a norme ambientali e di
trasparenza (vedi QUI e QUI),
rispondendo alle difficoltà degli enti locali non con la loro riorganizzazione
ma semmai accentrando le decisioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (QUI).
Nel post che segue riporto in sintesi il Rapporto della Corte dei Conti sullo stato degli interventi in materia ambientale…
mercoledì 12 ottobre 2022
Agevolazioni impianti fonti rinnovabili per produrre idrogeno verde
FOTO DA FEED AUTOMATICO ITALPRESS
Pubblicato
il Decreto Ministero Transizione Ecologica (MITE) 21 settembre 2022 (QUI) che
definisce i casi e le condizioni tecniche al ricorrere dei quali il
consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili da impianti di elettrolisi
per la produzione di idrogeno verde esclude per chi gestisce questi ultimi il
pagamento degli oneri generali relativi al sistema elettrico che consistono in
particolare
1.Oneri generali
relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione.
2. Rimanenti oneri
generali.
Per
una analisi più specifica sulla natura e contenuto di questi oneri si rinvia a
sito di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) QUI.
Ma vediamo prima di tutto da dove viene questo Decreto per poi analizzarlo nel merito