sabato 4 luglio 2020

Centrale a gas di Spezia: il lavacro di tutte le responsabilità ambientali della politica spezzina


Vogliono dimostrare (i politici spezzini che governano il Comune e alcuni che fanno opposizione) che una centrale a gas è insalubre, e l’Amministrazione comunale spezzina darà un incarico ad un professore di chiara fama per raggiungere questo obiettivo (QUI).

Per decenni, tutti (destra e sinistra)  non hanno voluto dimostrare i pericoli sanitari del carbone tanto che il Sindaco precedente non rilasciò neppure il Parere Sanitario all'autorizzazione integrata ambientale (AIA) anche se era obbligatorio per legge.

venerdì 3 luglio 2020

Consiglio Comunale a Spezia su progetto centrale a gas: cosa discutere, cosa proporre


Giovedì 9  luglio si svolgerà l’ennesimo Consiglio Comunale (QUI) sul progetto di centrale a gas proposto da Enel per il sito che vede ad oggi la presenza della storica centrale a carbone.
Non so cosa vorranno dire e proporre i vari gruppi consiliari ma spero che non si limiteranno a ribadire la contrarietà al progetto o a giocare a scaricabarile tra maggioranza ed opposizione, perché questa sarebbe una impostazione che produrrà sicuramente due conseguenze :
1. la prima la realizzazione della centrale a gas a breve termine (massimo due anni)
 2. la seconda il prorogarsi della centrale a carbone per altri anni come minimo fino al 2025.

Cosa dovrebbe discutere il Consiglio Comunale e proporre al Governo Nazionale e alla Regione Liguria …

domenica 28 giugno 2020

Il governo nazionale vuole semplificare la VIA: proposta sbagliata e confusa

Ancora una proposta di semplificare la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Questa volta da parte del governo nazionale che mi pareva in materia ambientale nato per fare funzionare le procedure ambientali non per ridurne efficacia con inutili e pericolose semplificazioni.
Nell’ennesimo decreto legge semplificazioni ci sarà un articolo che prevede nel caso il procedimento di VIA non si concluda nei termini di legge la questione venga assorbita dal Consiglio dei Ministri.

mercoledì 24 giugno 2020

Responsabilità del Sindaco nella gestione illecita dei rifiuti e delle industrie insalubri


La Cassazione con sentenza n° 13121 del 28 aprile 2020  (QUI) interviene in relazione al ricorso contro la sentenza di condanna di un Sindaco per il reato di cui all’art. 256 comma 1 lett. a) e comma 2 del Dlgs. 152/06 per avere depositato in modo incontrollato rifiuti non pericolosi vale a dire senza autorizzazione specifica con particolare riferimento alla responsabilità istituzionale visto che trattasi di centro comunale dove venivano temporaneamente depositati rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in vista del successivo recupero e trattamento.

La Cassazione penale sul divieto caccia nei siti di tutela della biodiversità


La Cassazione in sede penale con sentenza n° 14246 del  11 maggio 2020 (QUI) è intervenuta sulla questione della applicabilità delle sanzioni penali in materia di divieto di caccia, previste dalla normativa sulle aree protette (QUI) e sulla caccia (QUI), anche ai siti di tutela della biodiversità: zone umide, le zone di protezione speciale, le zone speciali di conservazione ed altre aree naturali protette così come disciplinate dalle Direttive 1992/43/CEE (QUI) e 79/409/CEE (QUI) e norme nazionali attuative.

martedì 23 giugno 2020

Odori: la Cassazione chiarisce quando applicare il criterio della stretta tollerabilità


La Cassazione penale (sentenza n. 13324 del 30 aprile 2020 - QUI) è tornata  sulla natura del reato di getto pericolose  (articolo 674 Codice Penale) e sulle condizioni della sua configurabilità in relazione alle emissioni odorigene in particolare.  Soprattutto la sentenza chiarisce ulteriormente che le emissioni odorigene da attività industriale  il criterio della normale tollerabilità (articolo 844 Codice Civile) non è sufficiente per dimostrare la fattispecie del reato suddetto ma occorre quello della “stretta tollerabilità”

sabato 20 giugno 2020

Consiglio di Stato: i Comitati dei cittadini possono impugnare gli atti in materia ambientale

Nuova sentenza del Consiglio di Stato (sentenza n° 3922/2020 pubblicata il 19 giugno scorso, QUI) sulle condizioni per potere impugnare atti a rilevanza ambientale da parte dei Comitati di Cittadini.
La sentenza segue il pronunciamento della Adunanza Plenaria  [NOTA 1] del Consiglio di Stato, sentenza n°6 del 2020 (QUI), sulla sussistenza di una legittimazione generale degli enti esponenziali in ordine alla tutela degli interessi collettivi dinanzi al giudice amministrativo, o se sia piuttosto necessaria, a tali fini, una legittimazione straordinaria conferita dal legislatore.