La Regione Liguria è notoriamente <<esperta>> nell'approvare
progetti di rifiuti contro la pianificazione vigente comunale e sovraordinata:
vedi progetti biodigestore Isola del Cantone e Vezzano ligure. Questo Ente ha presentato un
interpello al Ministero dell’Ambiente per definire i casi in cui i progetti di impianti gestione rifiuti costituiscono varianti automatiche ex lege alle destinazioni vigenti
nella pianificazione urbanistica con esclusione della Valutazione Ambientale
Strategica (di seguito VAS). Casistica disciplinata in combinato disposto del
comma 6 articolo 208 e comma 12 articolo 6 DLgs 152/2006.
Il Ministero dell’Ambiente ha risposto (QUI)
all’Interpello lo scorso 17 aprile c.a. citando un Parere del Consiglio di
Stato (QUI)
che distingue tra impianti nuovi e modifiche di quelli esistenti prevedendo l’applicazione
della deroga alla VAS solo agli impianti nuovi con localizzazione non prevista
dalla vigente pianificazione urbanistica.
Il Parere del Consiglio di Stato esprime una visione formalista per cui basandosi sulla
rubrica dell’articolo 208 (“autorizzazione unica per i nuovi impianti di
smaltimento e di recupero dei rifiuti”) deduce automaticamente che solo per
questi si applica la deroga alla VAS costituendo la autorizzazione variante
automatica. Affermazione che non corrisponde al dettato dell’articolo 208,
infatti la procedura da esso disciplinata si applica anche alle variazioni di
impianti di gestione rifiuti in esercizio (comma 19 articolo 208). Non solo stessa procedura
unica anche per gli impianti assoggettati ad Autorizzazione Integrata
Ambientale (AIA) come si deduce dall’articolo 29-ter del DLgs 152/2006.
Soprattutto il Parere del Consiglio di Stato riportato acriticamente dal Ministero dell’Ambiente nella risposta all’Interpello suddetto non tiene conto della giurisprudenza della Corte di Giustizia e di quella di merito del Consiglio di Stato che in sintesi afferma che la automaticità della variante alla pianificazione vigente deve essere verificata caso per caso prima di tutto nella conferenza dei servizi a prescindere dalla qualificazione dell’atto: autorizzazione o variante.
Riporto, di seguito, in primo luogo il testo delle norme oggetto
dell’Interpello per poi illustrare puntualmente e analizzare criticamente la
risposta del Ministero Ambiente e l’allegato Parere del Consiglio di Stato.