Il Consiglio di Stato con sentenza (QUI)
n° 3301 pubblicata lo scorso 28 aprile 2024 ha considerato legittima la
disciplina di un Piano territoriale di coordinamento della Provincia che ha
modificato la destinazione di un’area in precedenza destinata ad attività di
cava, inserendola nella Rete Ecologica Provinciale.
La rete ecologica (QUI)
è considerata un sistema interconnesso di habitat, di cui salvaguardare
la biodiversità, ponendo quindi attenzione alle specie animali e
vegetali potenzialmente minacciate. La Rete ecologica rientra pienamente nella
Rete Natura 2000 (QUI) tutelata dalla normativa sulla biodiversità.
La sentenza è significativa perché conferma il potere
discrezionale della pianificazione urbanistica anche in materia di tutela delle
biodiversità superando presunte aspettative dei proprietari dei terreni. Si
conferma anche da questa sentenza la possibilità di introdurre norme di
conservazione preventiva per tutelare aree ampie di valenza naturalistica
contro ulteriori autorizzazioni di attività che possono degradare ulteriormente
i siti in palese contrasto con gli obiettivi del Regolamento UE sul ripristino
della natura come avevo analizzato recentemente in questo post QUI.
Analizziamo di seguito la sentenza: