Il 25 marzo 2026 la Commissione UE ha adottato le nuove
linee guida (QUI)
per aiutare gli Stati membri ad adattare la rete Natura 2000 di siti naturali
protetti alle crescenti pressioni del cambiamento climatico.
Lo stato della natura come deriva dai documenti ufficiali
UE (richiamati nel seguito del commento) non è buono anzi scarso anche riferito
ai soliti siti classificati Habitat dalla Direttiva UE sulla biodiversità (QUI).
Il rischio è che in questo quadro già compromesso impatti aggiuntivi prodotti dai
mutamenti climatici creino una deriva che possa mettere a rischio la
sopravvivenza di queste aree protette. Questo anche per non linearità del
rapporto tra fattori di impatto climatico e siti habitat.
Le linee guida dimostrano la connessione tra le politiche
di mitigazione dei rischi climatici con quelle di ripristino della natura come
disciplinate dal nuovo Regolamento UE (QUI)
in materia recentemente recepito nel nostro ordinamento nazionale (QUI).
Infatti le linee guida affermano: “Oltre al ripristino, un'ampia gamma di
misure di gestione, manutenzione, riduzione del rischio e adattamento può
ulteriormente rafforzare la resilienza degli ecosistemi”, per poi
aggiungere: “le misure dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento della
resilienza in loco, riducendo le pressioni esistenti, migliorando le condizioni
abiotiche, ripristinando gli ecosistemi degradati e potenziando la
connettività, facilitando al contempo la mobilità delle specie laddove
necessario”.
Di seguito una sintesi, dai documenti ufficiali della UE,
sulle criticità della natura in Europa che può essere ulteriormente compromessa dai mutamenti climatici in atto, per poi riportare ampi stralci delle linee
guida ..