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martedì 9 settembre 2025

La ricostruzione post calamità naturali: come funziona la nuova legge

Legge 40/2025 (QUI): Il coordinamento delle procedure e delle attività di ricostruzione nei territori colpiti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell'uomo per i quali sia cessato o sia stato revocato lo stato di emergenza di rilievo nazionale dichiarato ai sensi dell'articolo 24 del codice della protezione civile, di cui al Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 (QUI) e per i quali ricorrano le condizioni.

La legge prevede un sistema fondato su direttive presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile e nomina di commissari governativi per la realizzazione degli interventi di ricostruzione.

Di seguito analizzo la legge 40/2025 previa una sintesi delle parti più rilevanti in termini ambientali:

giovedì 4 settembre 2025

La UE critica le politiche ambientali ed energetiche dell’Italia

Raccomandazione (QUI) del Consiglio della UE dell'8 luglio 2025 sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Italia.

La Raccomandazione analizza molte criticità nelle politiche ambientali dell’attuale Governo italiano che in premessa sintetizzo:

1. Frammentazione competenze in materia di politiche di adattamento agli eventi da mutamenti climatici

2. Degrado dei suoli

3. Carenze infrastrutture per gestione risorse idriche e rifiuti

4. Regime fiscale in materia di energia che favoriscono le fonti fossili nel quadro di una elevata evasione fiscale

5. Carenze nelle infrastrutture (anche a livello transfrontaliero) della rete elettrica per favorire il trasferimento di energia da impianti da fonti rinnovabili

lunedì 19 maggio 2025

Tunnel Valfontanabuona: le ragioni del ricorso contro la VIA favorevole

Il progetto oggetto del presente post riguarda la realizzazione di un’infrastruttura autostradale di collegamento tra la Valfontanabuona e l’Autostrada A 12 Genova – Roma che coinvolge il territorio dei Comuni di Rapallo, Moconesi, Cicagna e Tribogna.

Tale progetto è caratterizzato da n. 4 macrocategorie di opere/interventi principali:

1.variante del tracciato dell’autostrada A12 esistente finalizzata alla creazione di un nuovo svincolo autostradale;

2. nuovo svincolo a quattro rampe con relative corsie specializzate, per realizzare le connessioni tra il collegamento con la Val Fontanabuona (rampa principale) e l’Autostrada A12, in entrambe le direzioni (Genova e Livorno);

3. rampa principale, costituente il vero e proprio collegamento tra l’autostrada A12 e la Val Fontanabuona, composta da due gallerie;

4. adeguamento della Strada Provinciale n. 22 esistente nel tratto tra la stazione di esazione e l’intersezione con la SP 225, in località Ferrada di Moconesi.

Un opera a rilevante impatto ambientale tanto che è stato assoggettata per legge alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Un impatto ambientale ma anche sociale ed urbanistico visto che l’opera stravolge la vita e le proprietà insieme con la storia di molte famiglie della zona di Rapallo in primo luogo.

 

La suddetta procedura di VIA si è conclusa all’inizio di marzo con un pronunciamento favorevole da parte del Ministero dell’Ambiente di concerto con quello della Cultura relativamente agli aspetti paesaggistici.

 

Il comitato dei cittadini contrari al progetto ha presentato ricorso al Tar del Lazio, con il supporto legale dell’Avvocato Piera Sommovigo e il sottoscritto.

Di seguito analizziamo gli aspetti più rilevanti del contenuto del ricorso e quindi dei principali profili di illegittimità del provvedimento ministeriale suddetto. 

 

giovedì 3 ottobre 2024

Corte dei Conti UE: Politica agricola UE lontana dalla sostenibilità ambientale e climatica

Dopo la Relazione speciale 14/2024 (QUI) su: “Transizione verde — Contributo poco chiaro del dispositivo per la ripresa e la resilienza”, la Corte dei Conti UE contesta anche i limiti della politica agricola comune della UE in materia ambientale e degli obiettivi per la neutralità climatica.

La nuova Relazione 20/2024 adottata il 10 luglio 2024 pur riconoscendo lo sforzo della nuova politica agricola comune 2023-2027 (QUI) per rendere più sostenibile la agricoltura della comunità europea non è sufficiente soprattutto perché debole nell’individuare strumenti efficienti per valutare il raggiungimento degli obiettivi ecologici. La questione ha un rilievo anche economico/finanziario considerato che alla politica agricola comune viene destinato il 31% del bilancio della UE.

La Relazione pur analizzando specificamente quattro piani strategici nazionali rileva criticità non solo nei piani ma nel modo di valutarli da parte della Commissione nonché nella normativa sulla PAC recente soprattutto le modifiche relative alle buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) che devono caratterizzare le pratiche agricole e allevamenti degli stati membri. Quindi la relazione è molto utile per comprendere, anche per l’agricoltura e gli allevamenti, le ragioni dei ritardi nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.

venerdì 21 luglio 2023

GRONDA di Genova: le incaute dichiarazioni del Ministro e la necessità di una nuova VIA

Il Ministro della Infrastrutture in una dichiarazione riportata oggi dal Secolo XIX  (vedi titolo a fianco) afferma che il progetto della Gronda pur essendo una priorità è anche datato.

Io aggiungo che bisogna intenderci cosa si intende per datato, perché se il problema è solo quello di fare qualche riordino tecnico non siamo per niente d’accordo. Il vero problema di questo progetto come spiego da tempo è che è prima di tutto datata, anzi scaduta, la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che è del 2014 prorogata senza alcuna valutazione integrativa nel 2019.

La questione è ancora più rilevante alla luce della recente procedura semplificata per una serie di progetti auto-stradali tra cui anche quella della Gronda di Genova.

Vediamo in sintesi questa nuova procedura e perché occorre riaprire la VIA a prescindere dai presunti o reali “ammodernamenti” richiesti da Ministro.

sabato 8 luglio 2023

Pubblicato il Regolamento UE sulla riduzione delle materie prima associate alla deforestazione

Regolamento UE 2023/1115 del 31 maggio 2023 (QUI)relativo alla messa a disposizione sul mercato dell'Unione e all'esportazione dall'Unione di determinate materie prime e determinati prodotti associati alla deforestazione e al degrado forestale e che abroga il regolamento (UE) n. 995/2010 (QUI). Vengono introdotti vincoli maggiori sulla tracciabilità delle materie prime e sulla trasparenza della catena di approvvigionamento.

Le imprese dovranno confermare che il prodotto è stato prodotto su terreni che non sono stati oggetto di deforestazione o degrado forestale dopo il 31 dicembre 2020. Il regolamento si applica in modo imparziale ai prodotti provenienti sia dall'interno che dall'esterno dell'UE. Le piccole imprese beneficeranno di adeguamenti speciali, come un periodo di adattamento più lungo. 

Le principali ONG ambientaliste hanno chiesto QUI di coordinare il nuovo Regolamento con la riforma della normativa UE sulle fonti rinnovabili al fine di limitare l'uso di alimenti per produrre biocarburanti. 

(foto sopra Image Credit: luoman)

venerdì 19 maggio 2023

Rischio idraulico: AVETE ROTTO I “CABASISI” CON LE SEMPLIFICAZIONI !

Il Ministro della Protezione Civile dopo l'ennesima alluvione: "presenteremo un progetto di legge prevenzione strutturale, che non può essere ostacolata da vincoli ambientali discutibili. ".

Il Ministro dimostra mala fede propagandistica oppure semplicemente incompetenza perchè il problema dei ritardi non sta nei vincoli normativi abbondantemente derogati ormai da anni ma in altre problematiche stigmatizzate da Ispra e Corte dei Conti.

giovedì 18 maggio 2023

Rischio idraulico: i Commissariamenti infiniti mentre il Paese affonda nel cemento

Il Ministro Salvini dopo la drammatica alluvione in Emilia Romagna dichiara: "commissarieremo le opere".
Egregio Ministro i Commissari ci sono da "" (con provvedimenti approvati da governi dove c'era anche lei
) pure le semplificazioni per autorizzare le opere con una legislazione speciale sterminata di cui, nel seguito del post, riporto solo alcuni ultimi esempi. 

Ma sono ben altri i temi da affrontare per uscire dalla logica dei provvedimenti di emergenza. 

 

venerdì 27 gennaio 2023

Sanatorie opera abusive in aree vincolate: no a deroghe regionali

La Corte Costituzionale con sentenza n° 252 del 19 dicembre 2022 (QUI) ha dichiarato la incostituzionale di una norma regionale per la quale il legislatore regionale intendeva fornire l'interpretazione autentica dell'art. 24 della legge reg. Siciliana n. 15 del 2004, che ha recepito in Sicilia il terzo condono edilizio, previsto dall'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003 convertito nella legge 326/2003 (QUI). 

In forza della disposizione regionale impugnata, la menzionata norma di recepimento deve essere interpretata nel senso che è ammissibile la sanatoria delle opere abusive «realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta».

martedì 3 gennaio 2023

Blocco assunzioni al nuovo Ministero Ambiente: la transizione ecologica può aspettare

Il Decreto Legge 198/2022 (QUI) rinvia a data incerta, vedi forbici temporali contenute nella nuova norma, assunzioni rilevanti presso il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica come pure presso i Commissari che devono affrontare il diffuso rischio idrogeologico del nostro Paese.

Una scelta assolutamente sbagliata che dimostra la superficialità con la quale si continua ad affrontare la Transizione Ecologica nel nostro Paese. Diciamo un pessimo inizio del neonominato Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica che ha sostituito quello appena nato della Transizione Ecologica, come peraltro avevo previsto vedi QUI.

Insomma non si potenziano le strutture pubbliche, ad esempio per i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma piuttosto si deroga alla VIA e alle norme ambientali come ho spiegato più volte in numerosi post di questa sezione del mio blog QUIAncora, si producono lacrime di coccodrillo (da parte della nostra classe dirigente) di fronte ai disastri come quello recente di Ischia eppoi si bloccano le assunzioni nel settore rischio idrogeologico. 

LA PREVENZIONE QUESTA SCONOSCIUTA IN ITALIA!  

Vediamo con precisione in cosa consiste questo blocco/rinvio delle assunzioni e come rischi di rendere inefficiente l'attuazione dello stesso PNRR per la parte energetico ambientale proprio ora che la UE si è data nuovi e più rigorosi obiettivi da qui al 2030...

venerdì 9 dicembre 2022

Corte Costituzionale NO ai tagli colturali senza autorizzazione paesaggistica

La Corte Costituzionale con sentenza 239 pubblicata lo scorso 29 novembre 2022 (QUI) ha dichiarato la incostituzionalità della norma regionale che prevede: “i tagli colturali, comprese le opere connesse di cui all'articolo 49 per la cui esecuzione non sia necessario il rilascio di autorizzazione o concessione edilizia, si attuano nelle forme previste ed autorizzate dalla presente legge, costituiscono interventi inerenti esercizio di attività agro-silvo-pastorale e per essi non è richiesta, ai sensi dell'articolo 149 del DLgs. n. 42/2004, l'autorizzazione di cui all'articolo 146 del citato decreto legislativo”.

In pratica la norma regionale prevedeva che non occorreva la autorizzazione paesaggistica se richiesta dalla presenza di vincoli specifici ex piano paesaggistico regionale o dal vincolo forestale ex lege (vedi lettera g comma 1 articolo 142 DLgs 42/2004 - QUI).

La norma regionale si pone quindi in contrasto prima di tutto con l’articolo 117 della Costituzione che assegna la materia ambiente alla competenza esclusiva dello Stato mentre le Regioni possono solo emanare norme migliorative e non in deroga alle norme ambientali nazionali.

La norma regionale si pone in contrasto quindi con l’articolo 149 del Codice dei beni culturali che elenca specificamente le attività escluse dalla autorizzazione paesaggistica, ma anche con il DPR 31 del 2017 che in attuazione dello stesso articolo 149 del Codice definisce puntualmente le varie tipologie di opere per le quali o è esclusa la autorizzazione paesaggistica o è prevista la sua versione semplificata.

Infine la norma regionale impugnata si pone in contrasto anche con il testo unico foreste in quanto interpreta la norma nazionale di fatto estendendo le attività di taglio senza autorizzazione paesaggistica.

 

Analizziamo nello specifico le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale

venerdì 29 aprile 2022

SUL RICORSO PER IL RADDOPPIO FERROVIARIO GENOVA VENTIMIGLIA TRATTA FINALE LIGURE ANDORA

Avendo partecipato, come consulente in diritto ambientale  dell'avvocato Piera Sommovigo, alla stesura del ricorso ora attaccato in modo scomposto dalla maggioranza in Regione Liguria, posso dire che quanto dichiarato in questo comunicato (QUI) riportato dai mass media locali non risponde a verità...

lunedì 21 marzo 2022

Approvata la Strategia Forestale Nazionale

Il Decreto Ministero Politiche Agricole e Forestali del 23 dicembre 2021 (QUI) ha approvato la Strategia Forestale Nazionale (QUI) come previsto dal Decreto Legislativo 34/2018 (QUI) al comma 1 articolo 6 secondo il quale la Strategia definisce gli indirizzi nazionali per la tutela, la valorizzazione e la gestione attiva del patrimonio forestale nazionale e per lo sviluppo del settore e delle sue filiere produttive, ambientali e socio-culturali, ivi compresa la filiera pioppicola. La Strategia forestale nazionale ha una validità di venti anni ed é soggetta a revisione e aggiornamento quinquennale.

Le regioni, in coerenza con gli indirizzi della strategia forestale nazionale adottano programmi forestali regionali, individuando i propri obiettivi e definendo le relative linee d'azione in considerazione delle strategie, dei criteri e degli indicatori da esse stesse individuati tra quelli contenuti nella Strategia forestale nazionale.

lunedì 14 marzo 2022

Corte Costituzionale sulla superiorità Pianificazione Paesaggistica su pianificazione urbanistica, disciplina regionale Piano Casa

La Corte Costituzionale con sentenza n° 24 del 28 gennaio 2022 (QUI) è intervenuta per giudicare la costituzionalità di norme della Regione Sardegna in materia di rapporti tra pianificazione paesaggistica e pianificazione urbanistica.

La Corte con questa sentenza, in coerenza con la sua giurisprudenza precedente, afferma i seguenti principi che di seguito, PARTE I del post, vengono sintetizzati in 13 punti per poi sviluppare nella PARTE II del post, per chi vorrà approfondire, le motivazioni di incostituzionale relative ai suddetti 13 punti 

venerdì 7 gennaio 2022

La Corte Costituzionale su interventi edilizi straordinari senza coerenza con Piano Paesaggistico e principio di leale collaborazione Regione Ministero Cultura

La Corte Costituzionale con sentenza n°219 del 23 novembre 2021 (QUI) ha dichiarato la incostituzionalità di normativa regionale che prevedeva interventi edilizi straordinari in contrasto con la pianificazione paesaggistica e l’Intesa tra Regione e MIBAC (ora Ministero Cultura) in materia paesaggistica.

La Corte con questa sentenza ha voluto ribadire come la pianificazione urbanistica debba trovare il proprio fondamento non solo nel disciplinare gli usi del territorio ma in valori costituzionali superiori quali quello della tutela del Paesaggio.

giovedì 11 marzo 2021

Progetto palazzoni Parco Maggiolina a Spezia gli atti da non pubblicare e la rimozione della normativa sulla VAS

Secondo l’assessore all’Urbanistica del Comune di Spezia lo studio sulle criticità idrauliche dal quale sono emerse problematiche anche per il progetto dei palazzoni nella zona del Parco urbano della Maggiolina, non doveva essere reso pubblico perché esiste con la società che lo ha redatto una clausola di riservatezza e inoltre era ancora incompleto.

Non entro qui nel merito dello studio in quanto il progetto in questione ora andrà a VAS ordinaria e li sarà la sede per valutare il livello di rischio idraulico della zona interessata al fine di esprimere un parere motivato al progetto urbanistico in questione.

Voglio invece valutare l’attendibilità giuridica di quanto affermato dall’assessore.

sabato 20 febbraio 2021

Rischio idrogeologico principio di precauzione e pianificazione urbanistica

Il Consiglio di Stato nel decidere un ricorso al Presidente della Repubblica con Parere n° 196 del 15/02/202 (QUI) è intervenuto sui rapporti tra classificazione di aree comunali a rischio idrogeologico secondo la pianificazione di bacino e destinazioni urbanistiche vincolate da detta classificazione secondo il principio di precauzione di cui all’articolo 191 del Trattato di Funzionamento delle Istituzioni della UE.

lunedì 5 ottobre 2020

Piani attuativi in ambiti a rischio idrogeologico e idraulico per il Consiglio di Stato ci vuole la VAS

Sentenza del Consiglio di Stato (n° 4974 del 7 agosto 2020QUI) che interviene sulla problematica della applicabilità della VAS ai Piani Attuativi che pur essendo coerenti con la pianificazione urbanistica generale (comunale nel caso di specie) vanno ad incidere in aree classificate a elevato livello di protezione ambientale (nel caso di specie soggetta ad esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio lungo le aste dei corsi d’acqua), richiedono una variante da sottoporre a VAS ordinaria.

mercoledì 27 novembre 2019

Autostrade e viadotti: i monitoraggi come dovevano funzionare per la legge

Ministro alle Infrastrutture oggi sul Secolo XIX dichiara: "Per essere efficaci i monitoraggi devono essere continuativi, quotidiani e non straordinari". Giusto!

Peccato che le Linee Guida 2012 del Ministero Infrastrutture e Trasporti per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali (QUI) affermavano quasi 8 anni fa: "solo attraverso un esame continuo della rete risulta fattibile un miglioramento della sua sicurezza ai fini preventivi”.

martedì 30 aprile 2019

Localizzazione impianti da fonti rinnovabili e pianificazione paesaggistica


La  Corte Costituzionale con sentenza n° 86/2019 (QUI) si occupa della legittimità costituzionale di una norma della Regione Basilicata sulle c.d. aree di rispetto cio+ quelle aree dove non é possibile  autorizzare l'installazione di  impianti  alimentati da fonti rinnovabili secondo le modalità e prescrizioni  indicate nel comma 1 di detta norma regionale.