sabato 29 febbraio 2020

Progetto Gronda-Genova: perché deve essere riaperta la VIA...


Alla fine di queste note linko la versione completa del documento con il quale dimostro come la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del 2014 e la proroga del 2019 relativamente al progetto Gronda debba essere riaperta. Non si tratta di burocrazia, non si tratta di orpelli giuridici. Si tratta di applicare con correttezza una procedura, quella di VIA, che si fonda su un principio che è tutto meno che formalismo giuridico. Questo principio è quello di PRECAUZIONE! Se si viola questo principio nessuna scelta potrà essere sostenibile.  
Non si tratta solo di bocciare un progetto ma di impedire che in questo Paese si continuino ad affermare principi e ad approvare leggi ambientali poi sistematicamente "aggiustate" per far vincere lobby di interessi parziali.

Se ogni volta che chi ha potere e soldi vuole ad ogni costo realizzare un progetto invece di svolgere addomesticate procedure di VIA , dovrebbe avere il coraggio di chiedere la abrogazione di questa normativa. Non siamo in Europa solo per difendere la moneta unica! 

Il biodigestore a Vezzano Ligure e i burocrati della Regione. Liguria: abbiamo un problema!


Per giustificare la scelta del biodigestore a Vezzano Ligure la Dirigente della Regione Liguria (precisamente vice direttore generale) in materia ambientale scrive ai Comitati e Associazioni Ambientaliste: " Il Piano Regionale rifiuti del 2015 ha individuato tra le priorità la realizzazione di impianti per trattare il rifiuto organico IDEALMENTE INTEGRATI IN POLI IMPIANTISTICI INTEGRATI".
Non commento la frase , chiunque abbia un minimo, non dico di nozioni ambientali, ma di conoscenza della lingua italiana penso possa farsi una idea di chi decide le questioni ambientali in Liguria.

D'altronde questa è la dirigente che:

venerdì 28 febbraio 2020

Novità su Normativa - Sentenze - Documenti in materia ambientale: FEBBRAIO 2020

Pubblicato su questo Blog nella apposita sezione MENSILE DELLE NOVITA' DI LEGISLAZIONE E GIURISPRUDENZA AMBIENTALE  - QUI 

Le 2 Newsletter del mese di Gennaio 2020:
-         sulle novità normative nazionali e comunitarie e della giurisprudenza comunitaria e della Corte Costituzionale
-         sui documenti rilevanti di istituzioni internazionali, comunitarie e nazionali

Questo mese particolarmente significativi sono:

IL CONSIGLIO DI STATO RINVIA I PIANI ANTENNE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA UE

Dopo l'interessante Convegno, organizzato dall'Istituto di Biopsicologia applicata, su "il ruolo dei campi elettromagnetici e dell'inquinamento per la nostra salute nell'era del 5G" tenutosi a Spezia lo scorso 23 febbraio, in molti mi hanno chiesto chiarimenti sulla parte della mia relazione relativa al rinvio alla Corte di Giustizia della UE per decidere la conformità al diritto comunitaria della normativa italiana che prevede criteri che vincolino la localizzazione delle antenne da telefonia mobile a livello comunale. 

Il testo della decisione del Consiglio di Stato lo trovate QUI. Di seguito un breve commento alla ordinanza del Consiglio di Stato che ne ricostruisce sinteticamente gli aspetti principali.

giovedì 20 febbraio 2020

Rapporto porto-città a Spezia occorre farla finita con i professionisti della "Balla"!

Ancora devo leggere su La Nazione di oggi (vedi titolo a fianco) dichiarazioni, di autorevoli esponenti della imprenditoria locale, false ed arroganti sul rapporto porto città.
Chiedere maggiore vivibilità per i quartieri della zona est della città non vuol dire chiudere o limitare il porto. Vuol dire chiedere di avere un porto simile a quello di molte città del nord europa .
Se questo non è possibile allora gli operatori portuali devono farsi carico direttamente di risolvere il problema di rumori e emissioni aeriformi investendo senza aspettare la pappetta statale anche arrivando a risarcire economicamente i residenti di quei quartieri la cui qualità della vita e i cui valori immobiliare ormai valgono meno di niente.

giovedì 13 febbraio 2020

Intesa della Regione su centrale a gas spezzina: come funziona secondo la Corte Costituzionale


Sulla Intesa Governo Regione Liguria relativamente alla autorizzazione finale al progetto di centrale a gas, continuo a leggere e sentire dichiarazioni molto confuse soprattutto da un punto di vista normativo.
Da un lato chi sostiene la attuale giunta di centro destra in Regione tende a minimizzare il potere di Intesa della Regione in questa materia, dall’altro chi si oppone alla Giunta Regionale avanza affermazioni e iniziative con scarsi e contraddittori fondamenti giuridici.

Sul primo aspetto nel centro destra si sostiene che l’atto di Intesa della Regione è un mero parere tecnico con scarso peso  giuridico. Non è così l’Intesa ha un valore giuridico importante perché senza l’Intesa il Ministero per lo Sviluppo Economico non può chiudere il procedimento e quindi rilasciare la autorizzazione finale (successiva alle procedure ambientali: VIA ed AIA). Non solo ma la decisione sulla Intesa approvata con Delibera di Giunta Regionale e non con Determina Dirigenziale. Sia sufficiente l’esempio del diniego di Intesa da parte della Regione Liguria all’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia. Quel diniego non fu deliberato come  un parere tecnico tanto meno come atto dirigenziale ma con una Delibera di Giunta Regionale (DGR 393 del 3 aprile 2009 - QUI). Poi quel progetto si fermò non solo per il diniego di Intesa della Regione ma anche perché la stessa Snam ed il Governo di allora decisero di non preseguire nell’iter di autorizzazione di quel progetto.

Su questo ultimo aspetto vengono in rilievo invece alcune prese di posizione del centro sinistra spezzino tutte fondate sull’assunto che l’Intesa se negata fermerebbe definitivamente il progetto di centrale a gas. Le cose non stanno così ma evidentemente la logica di usare il diritto come arma politica in questo Paese ha una lunga storia. Così l’ultima trovata uscita dall’ambito del centro sinistra spezzino è quella di un disegno di legge regionale di iniziativa popolare (strumento previsto dalla legge statutaria della Regione Liguria all’articolo 7).

martedì 11 febbraio 2020

VIA postuma si applica agli impianti esistenti o in corso di realizzazione

Come è noto, almeno a chi segue vertenze ambientali in giro per l’Italia, in molte Regioni la c.d. Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) postuma non viene spesso correttamente applicata.
Per  VIA postuma si intende (come già  affermato anche recentemente dalla Corte di Giustizia  QUI)  la necessità di recuperare la VIA :

lunedì 3 febbraio 2020

Consiglio di Stato conferma i poteri dei Sindaci in materia di industrie insalubri


Il Consiglio di Stato Sez. II, con sentenza n° 184 del 9 Gennaio 2020  (QUI) è ritornato sulla definizione dei poteri che Sindaco e Comune hanno in materia di prevenzione dai danni alla salute per le attività classificate come industrie insalubri ai sensi del Testo Unico Leggi Sanitarie del 1934 e dell’elenco di attività e impianti classificati insalubri ai sensi del Decreto Ministro Sanità 5 settembre 1994.

Il Consiglio di Stato riafferma i seguenti indirizzi applicativi cogenti in materia