Relazione Speciale (QUI)
della Corte dei conti UE N° 04/2026 pubblicata lo scorso 2 febbraio 2026 dal
titolo significativo: “Materie prime critiche per la transizione energetica
Una politica non certo solida come una roccia”.
La Relazione consiste in un audit che ha per finalità di valutare
se le azioni a livello dell’UE garantiscano un approvvigionamento sicuro a
lungo termine di materie prime critiche per la transizione energetica dell’UE.
Come è noto le
Terre rare sono diventate da tempo le nuove materie prime definite critiche (Critical
Raw Materials di seguito CRM) indispensabili alla transizione ecologica. Le criticità rilevate dalla Corte dei Conti sono alla base della crescente militarizzazione della legislazione sulla transizione ecologica di cui ho trattato QUI.
Di seguito la sintesi delle criticità emerse dalla Relazione per poi descriverle più diffusamente nel seguito del post.
SINTESI
CRITICITÀ SECONDO LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI UE
1. Difficoltà nella produzione e riciclaggio a livello
degli stati membri.
2. Esplorazione di nuovi giacimenti nella UE insufficiente.
3. Le materie prime critiche sono per lo più trasformate
al di fuori dell’UE: mancano tecniche e infrastrutture all’interno dei Paesi
membri.
4. Affidabilità sulla commerciabilità delle materie prime
critiche contenute negli elenchi della normativa UE (QUI).
5. Obiettivi quantitativi di produzione riciclaggio
materie prime critiche degli stati membri non sono vincolanti ma soprattutto la
metodologia di verifica degli obiettivi è inadeguata.
6. I finanziamenti per le materie prime critiche sono distribuiti
in maniera frammentata tra diversi programmi, strumenti e direzioni generali
della Commissione che non svolge adeguati monitoraggi sull’utilizzo.
7. Diversificazioni ed eccessiva dipendenza di
importazioni di materie prime critiche da Paesi non UE.
8. Inadeguata normativa di tutela ambientale dallo sfruttamento
delle materie prime critiche: in particolare sulla tutela dell’inquinamento
delle acque.
9. Normativa non adeguata a promuovere sostituzione dei materiali,
ad esempio, la normativa comunitaria sull’industria a zero emissioni nette (vedi
pagina 38 News/Ambiente Aprile Maggio 2024: QUI).
10. Mancano finanziamenti adeguati per i progetti
definiti strategici per le materie prime critiche (vedi elenco allegato 1 al
Regolamento UE: QUI).
COSA HA VERIFICATO LA CORTE DEI CONTI UE NELL’AUDIT
La Corte ha verificato se:
● la politica dell’UE riguardante le materie prime
stabilisca un percorso chiaro e sia fondata su una solida base;
● la diversificazione delle importazioni stia iniziando a
mostrare risultati tangibili;
● siano state eliminate le strozzature che ostacolano il
progresso della produzione nazionale;
● si stia sfruttando appieno il notevole potenziale della
gestione sostenibile delle risorse;
● i progetti strategici dell’UE siano potenzialmente in
grado di aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento di materiali critici
nell’UE.
CRITICITÀ EMERSE DALLA RELAZIONE
Difficoltà nella produzione e riciclaggio a livello degli
stati membri
Per garantire l’approvvigionamento sicuro di materie
prime critiche, l’UE mira a diversificare le importazioni, aumentare la
produzione nazionale e gestire le risorse in modo più sostenibile, ma ha
difficoltà a superare le sfide poste da tali obiettivi. Sebbene il Regolamento
sulle materie prime critiche stabilisca un percorso strategico, i
valori-obiettivo perseguiti non sono giustificati e i dati sottostanti non sono
solidi. Gli sforzi di diversificazione delle importazioni devono ancora
produrre risultati tangibili e le strozzature ostacolano i progressi nella
produzione e nel riciclaggio a livello nazionale. Sebbene i progetti strategici
possano beneficiare di autorizzazioni più rapide e di una maggiore visibilità,
molti di essi avranno difficoltà a conseguire l’obiettivo di garantire la
sicurezza dell’approvvigionamento dell’UE entro il 2030.
Difficoltà e rischi della esplorazione di nuovi
giacimenti nella UE
L’esplorazione di giacimenti nell’UE resta
sottosviluppata. Gli sforzi intesi a migliorare l’“esplorazione generale”,
ossia l’attività volta a determinare se esistano risorse sfruttabili, sono
appena iniziati, in particolare attraverso EuroGeoSurveys e programmi nazionali
di esplorazione. La prospezione mineraria mirata, più concentrata e avanzata,
rappresenta un’impresa ad alto rischio e con un basso tasso di successo.
Criticità nella trasformazione delle materie critiche
nella UE.
Le materie prime critiche sono per lo più trasformate al
di fuori dell’UE. All’interno dell’UE, il processo di trasformazione risente
della mancanza di tecnologia e della diminuzione del numero delle strutture.
Nel 2025 la Commissione ha avviato una serie di attività per rafforzare la
competitività di un’ampia gamma di settori e affrontare gli elevati costi
dell’energia. È troppo presto per valutare in che modo o misura tali iniziative
contribuiranno a migliorare la situazione della fase di trasformazione delle
materie prime critiche nell’UE
Criticità nella definizione degli elenchi delle materie
prime critiche
L’UE utilizza elenchi per individuare le materie prime
essenziali. Il primo elenco di materie prime critiche, definite economicamente
importanti e soggette a rischi di approvvigionamento significativi, è stato
pubblicato nel 2011, seguito poi da altri cinque elenchi. Inoltre, nel 2024 la
proposta di regolamento sulle materie prime critiche ha introdotto un elenco di
17 materie prime strategiche. Si tratta di un sottoinsieme di materie prime
critiche (figura 2) particolarmente importanti per la domanda futura in settori
strategici, compreso quello delle energie rinnovabili. La Corte ha rilevato che
tali elenchi sono strumenti utili per definire le priorità e che le
informazioni sulla domanda e sull’offerta su cui si basano sono migliorate nel
corso degli anni. Tuttavia, vi sono lacune nei dati commerciali utilizzati per
stilare gli elenchi dei materiali critici e strategici, nonché problemi
inerenti alla metodologia e alle proiezioni della domanda in relazione ai
materiali strategici. Tali debolezze riducono l’affidabilità di entrambi gli
elenchi.
Obiettivi quantitativi degli stati membri non vincolanti metodologia di verifica inadeguate
I valori-obiettivo (Il Regolamento stabilisce chiari parametri di riferimento per le capacità nazionali lungo la catena di approvvigionamento strategica delle materie prime e per diversificare l'approvvigionamento dell'UE entro il 2030.) stabiliti nel Regolamento definiscono il cammino da seguire per gli Stati membri e per l’industria, ma non sono vincolanti, riguardano solo le materie prime strategiche e mancano di giustificazione. Inoltre, non vi è una metodologia che consenta di ponderare il contributo di ciascun materiale al conseguimento dei valori-obiettivo. Non è altresì chiaro in che modo detti materiali contribuiscano al conseguimento degli obiettivi della normativa in materia di energie rinnovabili e del regolamento sull’industria a zero emissioni nette dell’UE.
Finanziamenti inadeguati
Benché finanziamenti dell’UE da assegnare a iniziative
connesse alle materie prime critiche siano disponibili, sono distribuiti in
maniera frammentata tra diversi programmi, strumenti e direzioni generali della
Commissione. Quest’ultima non monitora i risultati ottenuti mediante tali
finanziamenti e non ne ha valutato gli effetti sull’approvvigionamento dell’UE.
Finora, il ricorso ai finanziamenti UE per sostenere progetti in paesi non-UE è
stato limitato.
La Commissione si è impegnata a includere criteri di
finanziamento sostenibili per l’estrazione e la trasformazione nella tassonomia
dell’UE entro la fine del 2021, ma finora non ha presentato alcuna proposta
Diversificazioni ed eccessiva dipendenza da Paesi non UE
Attualmente, l’UE dipende fortemente dalle importazioni
di materie prime da paesi non-UE. La normativa sulle materie prime critiche
impone agli Stati membri di garantire che, entro il 2030, non più del 65 % di
ognuna delle 17 materie prime strategiche provenga da un unico paese non-UE.
Relativamente alla fase di trasformazione, quattro materie prime strategiche
pertinenti per la transizione energetica (litio, magnesio, gallio ed elementi
delle terre rare) superano attualmente tale soglia. Relativamente all’estrazione,
oltre il 65 % dell’approvvigionamento di boro dell’UE proviene da un paese
non-UE
Inadeguata normativa sui rischi ambientali
La Commissione ha chiarito le condizioni di estrazione
nelle zone Natura 2000, ma non lo ha fatto in relazione alla direttiva quadro
sulle acque. Ha inoltre iniziato ad affrontare l’ostacolo delle autorizzazioni
nel regolamento sulle materie prime critiche, principalmente mediante soluzioni
di sportello unico.
Normativa non adeguata a promuovere sostituzione dei
materiali
il regolamento sull’industria a zero emissioni nette, che
si concentra sull’aumento della capacità di produzione dell’UE di tecnologie a
zero emissioni nette, non contempla la sostituzione dei materiali. È probabile
che il ritardo nell’adozione degli atti di esecuzione della Commissione
determini il rinvio dell’elaborazione e dell’attuazione dei piani nazionali di
circolarità. Inoltre, la maggior parte degli obiettivi di riciclaggio dell’UE
non incentiva il riciclaggio dei singoli materiali né incoraggia l’adozione di
materiali riciclati.
Sebbene il riciclaggio sia già economicamente sostenibile
per alcune materie prime critiche, esso è ancora poco sviluppato laddove le
quantità utilizzate sono inferiori. La recente normativa è intesa a migliorare
ulteriormente la riciclabilità delle materie prime critiche attraverso
l’imposizione di requisiti di etichettatura e la promozione della circolarità
già nella fase di concezione dei prodotti. Permangono altresì ostacoli
normativi (ad esempio quelli che incidono sul commercio dei rifiuti) e di mercato,
che limitano la redditività commerciale delle operazioni di riciclaggio.
Criticità nei progetti finanziati dalla UE
Il regolamento non prevede alcun finanziamento UE per i
progetti strategici. A partire dal
novembre 2025, la Commissione ha pubblicato due soli inviti a presentare
proposte per questi progetti (uno nel maggio 2024 e l’altro nel settembre
2025), sebbene il regolamento disponga l’organizzazione di almeno quattro
inviti aperti ogni anno, a partire dal 2025. Inoltre, i progetti strategici si
concentrano solo sulle materie prime strategiche e non su tutte le materie
prime critiche. Ciò significa che i progetti che coinvolgono altri materiali
essenziali per la transizione energetica non possono essere riconosciuti come
strategici.
RACCOMANDAZIONI CONCLUSIVE DELLA CORTE DEI CONTI UE
1. Rafforzare le basi della politica dell’UE in materia
di materie prime
2. Far sì che gli sforzi volti a diversificare le
importazioni conducano a un approvvigionamento più sicuro di materie prime
critiche
3. Affrontare le strozzature di natura finanziaria che
ostacolano i progressi nella produzione di materie prime critiche nell’UE
4. Utilizzare meglio la gestione sostenibile delle
risorse per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie
5. Aumentare il valore aggiunto dei progetti strategici
dell’UE.
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