domenica 22 novembre 2020

Procura di Spezia chiede e ottiene archiviazione inchiesta su rischio inquinamento in Arsenale Militare: intanto chiariamo alcune questioni.

La Procura del tribunale di Spezia chiede, e la ottiene, l'archiviazione dell'esposto  presentato dai cittadini di Marola in relazione alla presenza di amianto in Arsenale Militare nonchè sul rischio della c.d "discarica campo in ferro".

Ovviamente insieme con l'Avvocato Antonini chiederemo l'accesso agli atti per valutare ormai solo una riapertura delle indagine visto che l'opposizione non è più possibile. Da sottolineare che gli esponenti compresi i loro legali non sono stati informati ne della richiesta di archiviazione ne della successiva archiviazione.

 

1. il fatto che nell'area campo in ferro non si possa prevedere una destinazione residenziale o di servizi ma lasciare tutto come ora dimostra che l'area non è stata bonificata ma solo messa in sicurezza

2. il secondo aspetto è conseguenziale al primo. Infatti dalle notizie di stampa (articolo La Nazione dello scorso 20 novembre) si rileva che secondo i periti della procura come riporta lo stesso PM (visto che la dichiarazione sul quotidiano locale è virgolettata: "l’analisi del rischio inquinanti rileva la necessità di un monitoraggio e l’installazione di presidi idonei ad evitare infiltrazione della falda e di lisciviazione nel mare di sostanze inquinanti quali stazioni di pompaggio che prelevino le acque inquinate per il loro idoneo smaltimento”.

Per chi vuol capire la questione è chiara: l’inquinamento potrebbe ancora esserci tanto che si chiede di approfondire le indagini tecniche (anche se non processuali) e allora qui nascono una serie di domande:

alla Procura: perché non ha ritenuto di rinviare la questione ad un incidente probatorio che permettesse alle parti interessate (quindi anche ai consulenti dei cittadini) di verificare il reale stato dell’inquinamento in quell’area?;

alle Autorità Militari: perché hanno congelato per anni quell’area con una mera messa in sicurezza senza prevedere una bonifica definitiva ma soprattutto perché i sistemi di monitoraggio che auspica ora la Procura non sono stati messi in atto? Se per caso questi nuovi monitoraggi fossero fatti davvero ed emergessero fenomeni di lisciviamento in mare di sostanze inquinanti vorrebbe dire che da decenni questa discarica abusiva ha prodotto inquinamento disperso nel nostro golfo;

al Sindaco della Spezia come massima autorità sanitaria: chiedere alle Autorità Militari di attivare immediatamente questi monitoraggi indicati dalla Procura?


Infine un'ultima domanda. Quando la Procura afferma che relativamente all’area in questione pur risultando livelli di inquinamento questi non sono tali da rendere necessaria la bonifica vista la “destinazione produttiva dell’area”. 

Su questo aspetto va spiegata una cosa molto precisa ai cittadini secondo il comma 1 articolo 241-bis del DLgs 152/2006 alle aree militari, ai fini decidere la necessità di una bonifica [NOTA 1], si applicano le concentrazioni di soglia di contaminazione previste nella tabella 1, colonne A e B, dell'allegato 5 al titolo V della parte quarta  del DLgs 152/2006. Questo allegato non distingue tra aree militari e civili quindi anche alle aree militari si possono applicare limiti di concentrazione degli inquinanti diversi a seconda della destinazione delle aree stesse (questo grazie alle modifiche introdotte al DLgs 152/2006 da un Decreto Legge del 2014 come spiegavo QUI).

Ora definire l’area  c.d. “campo in ferro” destinata ad attività produttiva pare affermazione molto azzardata visto che risulta abbandonata da anni come sanno bene i cittadini di Marola che hanno redatto l’esposto, tanto più che quest’area è a poche decine di metri in linea d’aria da abitazioni civili, per non parlare dell'ecosistema golfo per il quale parlare di area a destinazione produttiva sarebbe assurdo 

Quindi sarebbe interessante capire perché la Procura non abbia utilizzato questa possibilità che oggi la normativa riconosce per la bonifica delle aree militari inquinate.


Per ora mi fermo qui anche se ovviamente valuteremo insieme con l’avvocato Antonini Valentina la richiesta di riapertura delle indagini a questa richiesta di archiviazione.

Sulla questione amianto per ora non mi esprimo attendo di leggere gli atti della Procura ma anche su questo problema sorge intanto una domanda: a che punto sono i finanziamenti promessi dal Governo Nazionale per avviare la parziale bonifica dell’amianto dai capannoni abbandonati dell’Arsenale Militare?  

 

 

 

 

 



[NOTA 1] Secondo la legge per avviare una procedura di bonifica occorre che dai rilevamenti si dimostri anche un solo superamento per singolo inquinanti delle soglie di concentrazione indicata dalla tabella 1 allegato 5 al tiolo V parte IV del DLgs 152/2006. 



Nessun commento:

Posta un commento