lunedì 21 dicembre 2020

Rifiuti radioattivi nell'impianto di trattamento rifiuti di Saliceti (Vezzano Ligure - SP): alcune precisazioni

Recos Spa si è risentita (QUI) per le dichiarazioni dei comitati dei cittadini contro il progetto di biodigestore previsto a Vezzano Ligure. in relazione alla notizia di ritrovamenti di rifiuti radioattivi (sia pure a decadimento breve) nei rifiuti trattati dall'impianto di TMB a Saliceti, affermando che si tratta di "una strumentalizzazione" con le solite esplicite affermazioni di incompetenza.

In realtà il problema esiste eccome! Come dimostrerò di seguito e quindi senza fare inutili allarmismi ma neppure senza rimuoverlo il problema va affrontato... 


Intanto non casualmente è stato avviato nella Regione Lazio il Progetto RADIONUCLIDE – realizzato da West Systems e cofinanziato dai fondi POR FESR LAZIO 2014-2020, a valere sull’Avviso Pubblico “Kets – tecnologie abilitanti”-, che affronta il problema della possibile presenza di radioattività nei rifiuti solidi assimilati agli urbani, sviluppando un sistema per l’identificazione della radioattività durante la fase di raccolta.
Peraltro il fatto che non sia previsto nella attuale autorizzazione un sistema di controllo radiometrico all'impianto di Saliceti non significa che non possa esserci nel futuro, come dire è solo una questione di scelte di chi rilascia la autorizzazione (la Provincia).
Sia sufficiente leggere i documenti citati dai Comitati e un poco rimossi nella loro interessa dalla risposta di Recos SpA.


GLI ATTI RELATIVI ALLE QUESTIONE DEI CONTROLLI RADIOMETRICI
A pagina 8 del rapporto Arpal interno al procedimento di autorizzazione del progetto di biodigestore si legge che : "... l’impianto TBM/CSS di Saliceti non è dotato di un portale di controllo radiometrico su ingressi/uscite. In merito si indica che è previsto unicamente che siano eseguiti controlli radiometrici dagli impianti di destinazione dei rifiuti e che relativamente ai rifiuti costituiti dal EER 19.12.02 – “rottami ferrosi” vengono mensilmente archiviati tali risultati presso l’impianto di Saliceti." Infatti nella autorizzazione vigente a questo impianto (D.D. n° 187 del 2015) si legge: “ Poiché l’impianto non risulta dotato di portale per il controllo della radioattività dei rifiuti conferiti si prescrive per i rifiuti costituiti dal CER 19.12.02 – “rottami ferrosi”, secondo quanto stabilito nel PMC, di archiviare presso l’impianto gli esiti dei controlli eseguiti dagli impianti di destinazione.”
Quindi così come è scritto anche nella autorizzazione si rileva che è stata una scelta non un divieto di legge quella di non mettere il controllo radiometrico nell'impianto TMB di Saliceti.
Ma c'è di più...



LE LINEE GUIDA ISPRA MINISTERO AMBIENTE DEL 2014
Peraltro e giusto per chiarezza sulla non necessità di controlli di questo tipo in impianti come quello di Saliceti invito i signori di Recos a leggersi un documento di Ispra QUI (Istituto del Ministero dell'Ambiente) intitolato "Linee guida per la sorveglianza radiometrica di rottami metallici e altri rifiuti" ed in particolare quanto affermato al punto 2.1.4 pagina 17 relativamente agli impianti assoggettati ad autorizzazione integrata ambientale (come quello di Saliceti): "le autorizzazioni generalmente contengono numerose prescrizioni, fra cui possono essere inseriti sia controlli aggiuntivi, anche non previsti esplicitamente dalla normativa, che dettagliare le modalità con cui tali controlli devono essere effettuati. E’ inoltre da tenere presente che il rilascio di una autorizzazione presuppone il rispetto delle altre normative, anche non esplicitamente richiamate dall’autorizzazione ambientale, ed alcune Regioni o Provincie premettono alle prescrizioni questa condizione. In tale ambito è quindi possibile prevedere anche prescrizioni per la sorveglianza radiometrica dei rottami metallici, RAEE e altri rifiuti, sia che ciò sia previsto dalla normativa di settore, come nel caso dei rottami metallici e dei RAEE, sia che ciò non sia previsto, come nel caso delle discariche o degli impianti di selezione e compostaggio, al fine di evitare la presenza la gestione e lo smaltimento di sorgenti radioattive o materiali contaminati fuori dalle condizioni previste dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i.."


CONCLUSIONI
Quindi se addirittura Ispra inviata a mettere controlli radiometrici agli impianti di compostaggio tanto più occorrerebbero all'impianto esistente di Saliceti di trattamento biologico meccanico e pure al futuro biodigestore, anche se in questo caso si spera non venga realizzato nel sito di Saliceti.

Morale non mi pare che l'accusa di Recos ai comitati dei cittadini di "strumentalizzare l'accostamento del ritrovamento di rifiuti radioattivi con il previsto biodigestore" sia fondata visto che il rischio di controlli inadeguati sul tema della presenza di rifiuti potenzialmente radioattivi viene riconosciuto perfino dai tecnici del Ministero negli impianti di compostaggio aereobico figuriamoci per i biodigestori!

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