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venerdì 14 luglio 2023

Terre e rocce di scavo e amianto naturale: La nuova linea guida individua i limiti della attuale normativa

La Linea guida (QUI) del Sistema Nazionale delle Agenzie per la protezione ambientale (ARPA),  sulla scorta delle più recenti e significative esperienze di accompagnamento ambientale alle grandi opere strategiche da parte delle Arpa, si prefigge di fornire indicazioni tecniche per il controllo e la mitigazione del rischio lungo tutta la filiera di realizzazione di opere ed interventi in aree caratterizzate dalla presenza di amianto di esclusiva origine naturale, a partire dagli studi e dalla pianificazione, agli interventi, alle determinazioni analitiche, ai monitoraggi.

Soprattutto la linea guida interviene su due problematiche di grande rilievo:

1. gli “amianti” non disciplinati dalla vigente normativa

2. le criticità dell’attuale quadro normativo.

 

Di seguito si riporta una sintesi della linea guida…

martedì 26 maggio 2020

PIANO CAVE REGIONE LIGURIA : La rimozione delle osservazioni del pubblico


Nella discussione in Consiglio Regionale sul Piano Regionale Territoriale dell’Attività di Cava, consiglieri regionali di maggioranza come pure l’assessore regionale competente hanno dichiarato che le osservazioni del pubblico ed in particolare quelle corpose e molto articolate presentate dal WWF regionale erano tutte state prese in considerazione e sostanzialmente recepite.  Niente di più falso. 
Nelle note che seguono non mi limiterò a dimostrare il perché non è vero quanto affermato dall’Assessore regionale ma cercherò a premessa di spiegare come dovrebbero essere analizzate e quindi valutate le osservazioni del pubblico in un procedimento di valutazione ambientale strategica di uno strumento di pianificazione territoriale come quello in esame.

lunedì 4 maggio 2020

Linee guida UE sulle ispezioni ai depositi di rifiuti da attività estrattive


La Decisione di esecuzione UE 2020/248 del 21 febbraio 2020 ha approvato le linee guida tecniche in materia di ispezioni delle strutture di deposito dei rifiuti da attività estrattive

TESTO DECISIONE UE 2020/248: QUI

domenica 3 maggio 2020

La Corte Costituzionale su proroga attività cava in area Parco e normativa sulla biodiversità

La Corte Costituzionale con sentenza n° 31 del 2020 (QUI) ha giudicato la costituzionalità di una norma regionale relativa alla continuazione di attività di cava in area Parco.
L’articolo della legge regionale impugnato dallo Stato prevede che all’interno del Parco regionale possano essere autorizzate, anche a titolo di sperimentazione operativa, attività di cava per l’estrazione di trachite [NOTA 1], in deroga alle limitazioni contenute nel piano ambientale e nel Progetto Tematico Cave.

mercoledì 9 agosto 2017

Terre e rocce di scavo nuovo regolamento: limiti pericolosi per l’ambiente!

E’ pubblicato in Gazzetta il nuovo regolamento (vedi QUIsull’utilizzo delle terre e rocce da scavo che abroga il precedente decreto ministeriale 161/2012 (per un esame di questo decreto ora abrogato vedi QUI.)

Di seguito una prima analisi sui limiti più significativi di questo nuovo regolamento che semplifica fortemente l’utilizzo di materiale che in realtà è sempre stato considerato per anni rifiuto.

lunedì 24 ottobre 2016

Discarica ex cava Fornace MS: tutte le lacune di valutazione e autorizzazione.

La vicenda della discarica della ex cava Fornace  nel Comune di Montignoso MS è l’ennesimo esempio di come le procedure di scelta di siti per impianti a rilevante impatto ambientale spesso e volentieri non rispettino sia la volontà dei cittadini residenti che le norme e le buone istruttorie tecnico amministrative in materia ambientale e della prevenzione sanitaria.
La discarica nata come discarica di inerti assegnata al servizio dello smaltimento dei residui di lavorazioni lapidee (marmettola) della zona, è stata con una serie di autorizzazioni trasformata dal 1993 ad oggi in una vera e propria discarica per rifiuti speciali sia non che pericolosi (amianto compreso).
Quella che segue è la versione completa della relazione che ho tenuto lo scorso sabato alla assemblea organizzata dal Comitato contro la discarica.

giovedì 18 agosto 2016

Granulati Muto srl: l’inquinamento resta e le istituzioni latitano

L’impianto di lavorazione dei residui lapidei sito in località Lagoscuro (Comune di Vezzano Ligure) da anni funziona producendo gravi disagi ambientali e sanitari ai cittadini residenti nella zona.
L’impianto è gestito dalla famiglia Muto e il gestore (Granulati Muto srl ex Inerti Muto srl) era stato colpito da provvedimento interdittivo antimafia (tutt’ora in vigore vedi QUI). E’ stato cambiato il rappresentante legale dell’impianto (la moglie o ex moglie della persona colpita da detto provvedimento) e questo per ora ha permesso la continuazione della attività con problemi ambientali e sanitari rilevanti non risolti ne dai gestori ne dalle autorità competenti. 

lunedì 8 agosto 2016

Terre scavo Ospedale Felettino: ritorni dei soliti noti, opacità amministrativa, rischi ambientali

Come da notizia apparsa sul Secolo XIX di oggi la New New Ambiente srl, la società di Via del Popolo riconducibile ad Orazio Duvia e Franco Bertolla, e al geologo di fiducia Iacopo Tinti  ha avuto l'incarico di gestire il trasporto e recupero delle terre e rocce da scavo dall'ospedale Felettino. Sono gli attori presenti, come imprenditori e consulente, già ai tempi della inchiesta sulle discariche di Pitelli a cominciare dalla Sistemi Ambientali. 

Il dato particolarmente interessante è che l’incarico è stato dato attraverso una gara, come riporta il Secolo XIX, a cui ha partecipato solo la New Ambiente. Una cosa simile era successa per il “recupero” dei fanghi dei dragaggi dei torrenti Lagora e Dorgia (vedi un post del gennaio 2015 QUI). 

mercoledì 13 luglio 2016

Ex Cava Brina Santo Stefano Magra: occhio al regolamento su terre e rocce da scavo

Leggo sul Secolo XIX di oggi che  Arpal  e Polizia Provinciale hanno effettuato nuovi rilievi sul cantiere di “riqualificazione” della ex cava Brina in località Ponzano Magra.
Ovviamente non ho elementi di conoscenza di cosa gli organi di vigilanza abbiano rilevato durante la loro ispezione.  Una delle questioni che resta però in dubbio su questa attività è quella legata alla presenza di amianto. Amianto presente in passato come presenza naturale e che portò al sequestro dell’area ma amianto che potrebbe tornare in questa area proprio dai lavori di riqualificazione e con tanto di avvallo di legge.
Quello che, le autorità che hanno autorizzato a suo tempo il progetto di riqualificazione di questa area, non hanno minimamente preso in considerazione è l’arrivo di un discusso nuovo regolamento sulla gestione delle terre e rocce da scavo. 

giovedì 4 giugno 2015

L’ultima bacchettata ambientale di Renzi al duo Burlando-Paita

Il Governo nazionale ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la recentissima legge regionale 6/2015, che a fine legislatura il duo Burlando Paita aveva fatto approvare dal Consiglio Regionale (per il testo del ricorso vedi QUI). 

Il ricorso in particolare contesta in modo radicale alcune norme relative alla disciplina della attività di cava , del paesaggio e della Valutazione Ambientale Strategica dei piani (di seguito VAS).  

Ancora un volta si confermano i limiti della Giunta Regionale uscente, nella gestione delle tematiche ambientale come peraltro già rilevato più volte in questo blog, e che hanno costretto, come era già avvenuto per la legge quadro sulla VAS (vedi QUI) e la normativa dei rifiuti (vedi QUI) il Governo Renzi a intervenire per contestare i tentativi del governo regionale ligure di derogare a importanti norme ambientali con il rischio di subire, inoltre, procedura di infrazione con relative sanzioni da parte della Commissione UE. 

Di questa nuova legge regionale e dei suoi limiti ne ho già trattato QUI, in relazione alla disciplina della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sui progetti e le opere.

Vediamo quindi le nuove contestazioni ambientali del Governo alla legge regionale approvata solo pochi mesi fa e pubblicata sul BURL lo scorso aprile. 

domenica 26 aprile 2015

Granulati Muto quando le accuse di mafia vengono rivoltate in danno dei cittadini.

In un articolo di oggi sul Secolo XIX, che mette in luce la vicenda della Inerti Muto ora Granulati , l'avvocato della Granulati Muto dichiara che chiederà a nome della società il risarcimento danni per il ritardo nel rilascio dei permessi all'impianto gestito nella località Lagoscuro comune di Vezzano Ligure a causa del provvedimento interdittivo antimafia che ha colpito detta società....

Ci vuole un bel coraggio a chiedere una cosa del genere. 

Voglio ricordare all'egregio Avvocato che l'impianto di lavorazione inerti in questi mesi ha sempre funzionato, mentre quello che frantuma gli inerti (in piena area parco Magra Monte-Marcello peraltro) invece è sotto sequestro da tempo per altra vicenda giudiziaria. 

Guardate queste foto, di qualche giorno fa, vi sembra un impianto che non funzioni??????? 

martedì 10 febbraio 2015

Granulati Muto srl Vezzano Ligure: autorizzazione al di sotto di ogni sospetto!

La nuova autorizzazione,  a seguito della Conferenza dei Servizi deliberante, all’impianto di trattamento inerti in località Lagoscuro  (Comune di Vezzano Ligure), di proprietà della Granulati Muto srl,  lascia sconcertati per molti motivi e non solo ambientali!

Ma soprattutto questa vicenda conferma per l’ennesima volta la superficialità con la quale spesso e volentieri le autorità preposte alla prevenzione e tutela della salute pubblica e dell’ambiente gestiscono le istruttorie che portano ad autorizzare attività fortemente inquinanti.

L’impianto della Granulati Muto srl (prima Inerti Muto srl) è gestito da una famiglia chiacchierata  non solo per motivi  ambientali, ma soprattutto ha una storia di violazioni di legge in campo ambientale sistematiche (vedi QUI) sia passata che molto recente; storia che avrebbe richiesto una maggiore attenzione prima del rilascio della nuova autorizzazione, come dimostro di seguito……

domenica 9 novembre 2014

Comune Vezzano Ligure: "distratto" su tutela salute e nessuna trasparenza!

L'Amministrazione Comunale di Vezzano Ligure si caratterizza ormai da tempo per la scarsa attenzione alla tutela preventiva della salute dei cittadini come dimostrano queste due situazioni (ma sono solo due esempi sia pure significativi):
1. le emissioni odorigene dell’impianto di trattamento rifiuti di Saliceti. Emissioni che proseguono da anni senza che il Sindaco come massima autorità sanitaria si sia mai sentiti in dovere di usare i poteri legati a questa funzione, tanto che è dovuta intervenire prima la Provincia e poi la Procura della Spezia , peraltro fino ad ora senza alcun risultato visto che le emissioni continuano come avviene ormai da molti anni.
2. delle emissioni polverose e acustiche dell’impianto di trattamento inerti  il località Lagoscuro. Anche qui emissioni che proseguono da anni, proteste dei cittadini e mentre l’impianto era sequestrato il Comune ha avuto la “brillante” idea di di convocare la conferenza dei servizi per rilasciare una nuova autorizzazione.  

Di queste vicende e di questi comportamenti se non proprio reticenti, quanto meno “distratti”  della Amministrazione Comunale di Vezzano  ho spiegato  in questi post che trovate  QUI


Ma il Comune di Vezzano si distingue ormai da qualche anno anche per la assoluta mancanza di trasparenza nella comunicazione di atti, fatti che riguardano in particolare la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente ma anche la pianificazione urbanistica ed il governo del territorio in generale.
Vediamo di seguito…….

mercoledì 8 ottobre 2014

La disciplina dei materiali da scavo: i rischi per l’ambiente e la salute.

LA NORMATIVA TRATTATA IN QUESTO POST È STATA UTILIZZATA ANCHE PER IL SITO DI PITELLI
Non pensiate che la normativa che viene descritta in questo post riguardi solo gli addetti ai lavori del diritto ambientale perché è stata utilizzata anche a Spezia, recentemente per riutilizzare terre e rocce da scavo di lavori idraulici di Lagora e Dorgia nella discarica di Ruffino Pitelli. Il riutilizzo è avvenuto con semplice autocertificazione dei proponenti  e un parere dell’Arpal seguendo la procedura prevista per i cantieri minori quelli che producono meno di 6.000 m3 di materiale scavato e che in questo post e soprattutto nel Commento complessivo che linko alla fine verrà analizzata in tutti i suoi passaggi giuridici e tecnici.  
In particolare per caratterizzare (capire cioè quanto e se sono inquinati e inquinanti) i materiali scavati,  sono stati presi in considerazione solo una parte dei limiti inquinanti previsti dalla normativa sulle bonifiche  e cioè quelli che riguardano i terreni. Non sono stati utilizzati quelli previsti per le acque sotterranee. Questo è un grosso limite tanto più nel caso specifico sono stati asportati fanghi da due torrenti.  
Quanto sopra, come spiego nel Commento completo che linko alla fine di questo post (in particolare vedi paragrafo: La problematica della tutela delle acque sotterranee),  è dovuto proprio ad uno dei limiti della normativa semplificatoria che vado ad analizzare. Questo limite è stato recentemente solo in parte superato da una Circolare del Ministero dell’Ambiente (descritta nel suddetto paragrafo del Commento completo) che ha previsto la necessità di valutare anche i parametri inquinanti per le acque sotterranee anche se con una interpretazione che parrebbe rimettere questa possibilità al confronto tra proponente/esecutore dell’utilizzo del materiale da scavo e l’Agenzia per la Protezione Ambientale (ARPA) competente per territorio.

Ma vediamo in generale cosa dice e quali sono i rischi di questa ennesima semplificazione della normativa ambientale in materia di gestione dei materiali da scavo…..

giovedì 2 ottobre 2014

Impianto Inerti Lagoscuro: il dissequestro non rimuove inquinamento e illegalità.

Dissequestrato l'impianto inerti della Granulati Muto srl nella piana di Ceparana, località lago scuro (comune di Vezzano Ligure).

Secondo i giudici del tribunale del riesame: "non è stato possibile dimostrare il dolo". Da cittadino mi verrebbe voglia di dire che in questo territorio non è possibile invece dimostrare che esista una giustizia per i cittadini.  

Ma ragionando da un punto di vista legale è chiaro che i giudici hanno dissequestrato l’impianto in questione,  per un vizio procedurale degli organi di polizia giudiziaria, consistente principalmente nella carenza di indagini sul campo sulla base delle quali sarebbe poi stato emanato il provvedimento di sequestro peraltro inizialmente confermato dal GIP (giudice indagine preliminari)

In realtà i profili penali sono, allo stato degli atti e dei fatti che di seguito descriverò e di cui ho tratto ampiamente in questi post
QUI, QUI e QUI) , sono ancora potenzialmente applicabili al caso in esame al di la di questa decisione che, lo ricordo per i distratti, riguarda solo uno dei due impianti della ditta Granulati srl, l’altro quella sulla frantumazione degli inerti è tutt’ora sequestrato ed è collocato in area parco!

venerdì 19 settembre 2014

Industrie Insalubri: Consiglio di Stato conferma i poteri dei Sindaci!

Una recentissima sentenza del Consiglio di Stato 27/5/2014 n. 2751 (vedi QUIafferma principi chiarissimi sulla collocazione delle industrie insalubri nelle vicinanze di aree residenziali.
Si tratta di una normativa, quella delle industrie insalubri, poco considerata dai nostri amministratori locali come dimostrano molte vicende anche recenti: impianto di trattamento rifiuti in località Saliceti od impianto inerti in località Lagoscuro od ancora la cava Fornace sopra Pegazzano (per questa ultima vedi QUI).  
Una normativa che riconosce un rilevante potere, ai Comuni sotto il profilo della pianificazione urbanistica e al Sindaco sotto il profilo di ordinanza nella sua veste di Autorità Sanitaria, per tutelare la salute contro le attività considerate industrie insalubri.

Ma cosa dice questa sentenza del Consiglio di Stato?  Vediamo riassunti, in termini generali quindi a prescindere dal fatto giudicato, i principi di regolamentazione della localizzazione di queste attività:

mercoledì 17 settembre 2014

Impianti inerti Lagoscuro: i cittadini dicono no alla Conferenza dei Servizi!

Della vicenda della Inerti Muto srl ora Granulati Muto srl ho già trattato QUI, per  raccontare la storia  di questo impianto, le violazioni delle autorizzazioni, i rischi per la salute dei cittadini,  le inerzie per lunghi di anni delle Autorità Pubbliche  preposte, le contestazioni dei cittadini (ora costituiti i Comitato),  e più recentemente i sequestri della magistratura penale, la Diffida ad adempiere alle autorizzazioni vigenti da Parte della Provincia. 

Ebbene dopo il recentissimo  nuovo sequestro, vedi QUI,  ecco arrivare la novità della convocazione di due conferenze dei servizi una per l’8 ottobre ed una per il 15 ottobre.
La prima è finalizzata al rilascio della voltura della autorizzazione alle emissioni aeriformi e rumorose dalla ditta Inerti Muto srl alla ditta Granulati srl.  Qui cambia il nome ma i soggetti reali restano gli stessi ovviamente.  
La seconda addirittura al rilascio della nuova autorizzazione unica ambientale (di seguito AUA), un atto semplificato per le piccole e medie imprese che assorbe le autorizzazioni ambientali di settore (scarichi idrici, emissioni etc.)

giovedì 11 settembre 2014

Impianti Inerti Lagoscuro nuovo sequestro: un successo dei cittadini attivi!

Nuovamente sequestrato dal  Comando Provinciale della Guardia Forestale e dalla Polizia Municipale del Comune di Vezzano Ligure, su avvallo del GIP del tribunale di Spezia, l'impianto per la produzione di ciottoli da lavorazione inerti residui delle cave di marmo in località Lagoscuro. 
L'impianto era già stato sequestrato il primo luglio 2014 e ora, dopo un breve periodo di dissequestro è stato nuovamente sequestrato. L'altro impianto, frantumazione inerti, sempre della stessa ditta Granulati Muto srl (prima Inerti Muto srl), che integrava l'attività di lavorazione degli inerti è tutt'ora sotto sequestro. 

Di questa vicenda avevo già trattato in questo post vedi  QUI.  Dove avevo dimostrato che le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate a questa impresa, per entrambi gli impianti, erano da anni violate sia sotto il profilo della normativa sulle emissioni  da polveri che della normativa sulle distanze da rispettare dalle zone residenziali da parte delle industrie insalubri (L’attività dei due impianti  rientra nelle industrie di prima classe vedi punto 83 sezione B  Parte I allegato al DM 5/9/1994).

martedì 12 agosto 2014

Inerti srl di Lagoscuro: una storia “al di sotto” di ogni sospetto!

Lo scorso 1 luglio 2014 personale del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con la Polizia Provinciale di La Spezia, ha proceduto al sequestro su delega dell'Autorità Giudiziaria (Provvedimento di sequestro preventivo emesso dal tribunale della Spezia Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari datato 24/06/2014) di due impianti di frantumazione di marmo, uno dei quali situato tra l'autostrada A12 ed il fiume Vara, e l'altro anch'esso di lavorazione del materiale frantumato di diverse tipologie di inerti sito a poche centinaia di metri dal primo, entrambi in località Lagoscuro nel Comune di Vezzano Ligure (SP).
Secondo il Comunicato del Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato: “A seguito di accurate ricostruzioni di diversi iter procedurali da parte della Forestale, le misure adottate scaturiscono dal fatto che nei due impianti oggetto di sequestro penale sono state riscontrate violazioni in materia ambientale. Nello specifico l'impianto sito in Loc. Lagoscuro n. 123, ha proseguito la propria attività nonostante la sospensione dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, poi revocata dal giugno 2013. Il secondo impianto (sito in Loc. Lagoscuro n. 84), invece, operava in violazione delle prescrizioni impartite dall'Ente competente. “.


sabato 26 luglio 2014

Fontana di Piazza Europa: la propaganda contro la partecipazione!

L'Assessore Ruggia sul Secolo XIX di oggi dichiara in relazione al sondaggio su dove ricollocare la fontana di Piazza Europa: "il grande sforzo di palazzo civico per riuscire a mettere insieme la macchina organizzativa del sondaggio”.

Il grande sforzo per far decidere agli spezzini dove mettere un contenitore di acqua con qualche zampillo? Io credo che ci sia un limite anche alla indecenza.

Ma come dire lasciamo perdere i mie giudizi personali, voglio prendere sul serio la apertura alla partecipazione/ informazione da parte della Amministrazione Comunale ai cittadini spezzini.

Quindi chiedo se la Amministrazione Comunale è intenzionata a migliorare il coinvolgimento, sia a livello informativo che partecipativo, su questioni ben più importanti.


Faccio due serie di esempi su come si possa e si debba informare e coinvolgere i cittadini nelle decisioni rilevanti per la città e su come la attuale Amministrazione Federici non lo abbia fatto per niente fino ad ora:  la prima serie di esempi riguardano casi specifici sull’area ex IP, sulla bonifica del sito di Pitelli, e sul recente trasporto radioattivo  nel nostro golfo; la seconda serie riguarda in generale il modello organizzativo del governo del Comune di Spezia in chiave di informazione e partecipazione.