Qualche mese fa (aprile) è uscita, nel silenzio dei mass media che contano e soprattutto della politica ufficiale, la Dichiarazione di Angera per l'Azione sul Metano (QUI)
(di seguito Dichiarazione), firmata da oltre 250 scienziati alla conferenza
Methane Action for People & Planet. La Dichiarazione
invita i decisori ad accelerare la riduzione delle emissioni di metano
attraverso un piano in 10 punti focalizzato su soluzioni comprovate,
monitoraggio più rigoroso, aumento dei finanziamenti e cooperazione
internazionale.
La Dichiarazione è stata commissionata dal Joint Research
Centre (JRC), che è il servizio scientifico e di conoscenza della
Commissione Europea.
Di seguito si pubblicano i 10 punti della Dichiarazione integrati da una analisi critica di come la UE, ma anche altri Paesi, siano molto lontani da predisporre adeguate politiche attuative per raggiungere obiettivi rigorosi nella riduzione delle emissioni di metano.
Nel post troverete: prima una premessa che sintetizza le contraddizioni tra la Dichiarazione e la situazione reale delle politiche energetiche sul gas. Segue una analisi dei principali studi ufficiali sul rischio emissioni metano. Successivamente si riportano i 10 punti della Dichiarazione integrati da una analisi delle criticità in atto su detta riduzione. Infine una analisi che dimostra come la UE nel non raggiungere una drastica riduzione delle emissioni di metano non solo rischia di aumentare il riscaldamento globale ma anche e soprattutto crisi geopolitiche di indipendenza energetica con costi rilevanti a carico dei cittadini europei.