venerdì 29 giugno 2018

Comune della Spezia proroga dei dirigenti in assenza di valutazioni trasparenti


Come riporta oggi il Secolo XIX (vedi titolo riportato a fianco) la "nuova" amministrazione comunale spezzina ha prorogato ulteriormente gli attuali dirigenti del Comune. La decisione è stata formalizzata con un  Decreto del Sindaco dello scorso 19 giugno  (vedi QUI).

Quello che fa specie in questa decisione non è tanto la proroga in se ma la assenza (almeno formalizzata pubblicamente e questo in una Amministrazione è ciò che vale ovviamente) dell’avvio di un processo pubblico di valutazione sull’operato dei dirigenti apicali del Comune della Spezia in tutti questi anni.

Era quello che mi sarei aspettato da una nuova maggioranza, presentatasi con lo slogan “il vento è cambiato”, di fronte ad un sistema di potere locale che per decenni ha visto una continua confusione di ruoli tra dirigenti e politici nella gestione della cosa pubblica.
Tre esempi che tutti sanno ma che molti (soprattutto tra chi conta) fanno finta di non sapere:

1. l’appartenenza politica, non la competenza,  è stata per decenni il principale parametro per le carriere dirigenziali apicali nel Comune di Spezia;
2. le scelte strategiche degli ultimi 20 anni (porto, area ex ip, centrale enel) sono state frutto di istruttorie non trasparenti, senza mettere a confronto interessi generali del territorio, ma supportando interessi di pochi: Lega delle Cooperative, Contship, imprenditori edili (i soliti);
3. Gli appalti pubblici più importanti sono sempre finiti con varianti in corso d’opera in danno delle pubbliche casse (da ultimo Piazza Verdi).

Allora di fronte a questo quadro   quanto meno la nuova Giunta avrebbe dovuto avviare, con un percorso pubblico e trasparente, una valutazione complessiva dell’operato del ceto dirigenziale apicale e della gestione di settori delicati come quelli degli appalti
Pubblici, dell’urbanistica, dell’ambiente quanto meno, ma analoghi ragionamenti, viste  le gestioni passate, si potrebbero fare per il settore cultura.
Invece non solo non è stato fatto nulla ad oggi di tutto questo ma addirittura il Sindaco commentando un mio post sulla questione dichiarò tempo fa: “ma non si possono licenziare hanno un contratto a tempo indeterminato”. Come spiego anche di seguito in questo post non si tratta di licenziare nessuno quanto meno in automatico ovviamente, per cui il Sindaco non solo non fa quello che ci si sarebbe aspettato da uno che si è presentato come innovatore ma prende in giro i suoi interlocutori critici attribuendo loro posizioni inesistenti.  Della serie prima ti faccio passare da “scemo e incompetente” poi ti dico che hai torto!

Ma cosa si doveva e si dovrebbe fare in concreto?  Ecco …

COSA FARE QUINDI RELATIVAMENTE ALLA MACCHINA COMUNALE E AI SUOI DIRIGENTI…

1. impostare una vera e propria politica della rotazione. L’Autorità Anticorruzione (ANAC)  ha precisato come intendere la rotazione che non è semplicemente uno spostamento di un dirigente da un settore all’altro ma una filosofia di gestione della macchina pubblica diversa dai compartimenti stagni del passato e in buona parte del presente. Sarebbe necessario un atto di indirizzo che stabilisca i criteri di rotazione e di conferimento in modo chiaro e trasparente. Negli uffici ad alto rischio sarebbe opportuno limitarla al minimo legale (tre anni per gli enti locali e quattro nel decreto Madia).

2. avviare immediatamente una procedura di valutazione del lavoro svolto dai dirigenti attuali al fine di verificarne incompetenze, violazioni degli indirizzi politici, violazioni di norme vigenti, non rispetto delle migliori pratiche nel settore di competenze, produzione di inefficienze e sprechi nella gestione della macchina comunale ma anche e soprattutto nelle scelte di amministrazione attiva a cominciare dai bandi degli appalti pubblici e la loro attuazione, violazione delle norme su trasparenza accesso ai documenti e accesso civico, situazioni di conflitto di interesse. La Cassazione  Sez. Lavoro, con la sentenza n. 11015 del 5 maggio 2017 ha chiarito  il legame tra rimozione del dirigente e accertamento oggettivo dei risultati conseguiti.

3. la procedura di cui al punto 2 deve prevedere momenti pubblici di audizione degli stessi dirigenti e di chi effettuerà la valutazione attraverso le apposite commissioni consiliari ma anche la partecipazione del pubblico con possibilità di formulare richieste, osservazioni, critiche. Il tutto dovrà essere riprodotto in un dossier da pubblicare nel sito del Comune. Fondamentale sarà anche la terzietà della composizione del soggetto che svolgerà la valutazione nonchè i criteri per svolgere questa valutazione. 

4. il controllo partecipato dei dirigenti dopo la nomina: i primi tre obiettivi non saranno sufficienti se il livello politico amministrativo non stabilisce, al di la di quanto già prevede la normativa anticorruzione e trasparenza (controllo strategico, piano di gestione, piani trasparenza e anticorruzione etc. etc.), modalità di nomina e poi di successivo controllo dei dirigenti apicali  che vedano un periodico coinvolgimento del consiglio comunale e dei cittadini, attraverso audizioni pubbliche al momento della candidatura/selezione del dirigente con presentazione del curriculum, del programma di lavoro, audizioni da ripetersi periodicamente secondo indirizzi e parametri approvati a larga maggioranza dal consiglio comunale.

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