venerdì 10 febbraio 2023

Reti energetiche il rischio privatizzazioni per lo sviluppo delle rinnovabili

Parere del Comitato Economico Sociale della UE (QUI), del 22 settembre 2022 ma pubblicato solo alla fine di dicembre 2022, che parte da una constatazione: La legislazione europea in materia di energia non riconosce la protezione del clima come obiettivo della regolamentazione delle reti.

La conseguenza di ciò è che anche le autorità nazionali di regolazione hanno difficoltà a creare incentivi per attività di trasformazione, potenziamento e modernizzazione delle reti di distribuzione elettrica che rispondano ai requisiti della neutralità climatica.

Il documento svolge una analisi critica degli effetti delle privatizzazioni che hanno prodotto la riduzione degli investimenti sulle reti energetiche e infrastrutture di stoccaggio che hanno ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili.

Significativo anche il passaggio del documento dove si auspica una rimunicipalizzazione di imprese di servizi pubblici e quindi di investimenti pubblici destinati alla produzione decentrata di energia a livello dei comuni.

 

 

BASSI TASSI DI INVESTIMENTI PUBBLICHE NELLA INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
Il tasso di investimento pubblico dell'UE nelle tecnologie energetiche pulite necessarie per la decarbonizzazione è il più basso tra quelli delle grandi economie, e ciò indebolisce la nostra competitività.

Dall'inizio delle liberalizzazioni, gli investimenti da parte delle imprese elettriche hanno fatto registrare una contrazione, che ha comportato difficoltà nell'approvvigionamento, ostacolando l'ulteriore diffusione delle energie da fonti rinnovabili.

Il CESE appoggia pertanto la proposta della Commissione, in merito all'attuazione del piano REPowerEU, di utilizzare i piani di ripresa economica e il dispositivo per la ripresa e la resilienza, nonché finanziamenti supplementari provenienti dal Fondo di coesione e dal bilancio per la politica agricola comune.

 

 



LA NECESSARIA TUTELA DEI CONSUMATORI
L'assetto e la regolamentazione del mercato devono essere adattati alle nuove realtà delle energie da fonti rinnovabili che prevarranno in futuro (un maggior decentramento della produzione e un aumento del consumo in loco). A tal fine, tuttavia, devono ancora essere create le condizioni necessarie per i diversi attori e deve essere garantita un'adeguata protezione dei consumatori. Il CESE plaude all'intenzione della Commissione di valutare le possibili soluzioni per ottimizzare l'assetto del mercato dell'energia elettrica, e auspica vivamente che si effettuino valutazioni del mercato volte ad analizzare il comportamento di tutti i potenziali attori sul mercato dell'energia e l'assetto di tale mercato. Il CESE sottolinea, in ogni caso, l'importanza di condurre una valutazione d'impatto globale prima di formulare qualsiasi proposta.




INFRASTRUTTURE ENERGETICHE E REGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO PER PROMUOVERE LE FONTI RINNOVABILI

Il CESE è convinto che occorra prestare particolare attenzione alla definizione dell'ampliamento delle reti come interesse pubblico prioritario, all'integrazione della protezione del clima come obiettivo normativo e, in generale, a un più efficace sincronismo nella pianificazione delle energie da fonti rinnovabili e della rete dell'energia elettrica. In tale ambito sono assolutamente necessarie disposizioni specifiche di diritto europeo.


L'assetto e la regolamentazione del mercato devono essere adattati alle nuove realtà delle energie da fonti rinnovabili che prevarranno in futuro: un maggior decentramento della produzione e un aumento del consumo in loco. A tal fine, tuttavia, devono ancora essere create le condizioni necessarie per i diversi attori e deve essere garantita un'adeguata protezione dei consumatori. Occorre effettuare valutazioni del mercato che analizzino il comportamento di tutti i potenziali attori sul mercato dell'energia e l'assetto di tale mercato.

La rete energetica rientra fra le infrastrutture critiche. Una perturbazione o un'interruzione del funzionamento di tali infrastrutture possono provocare devastanti difficoltà di approvvigionamento, mettendo a rischio la sicurezza pubblica. A causa dell'ondata di liberalizzazioni e privatizzazioni degli ultimi decenni, in Europa le infrastrutture critiche come, ad esempio, i trasporti e il traffico, i servizi sanitari, la finanza e la sicurezza — solo per menzionarne alcune — sono sempre più in mano ad attori privati. Tale situazione è problematica, in quanto i diversi settori sono collegati tra di loro, e la vulnerabilità di un settore riduce e/o compromette le prestazioni delle altre infrastrutture critiche (effetto a cascata). Se, da un lato, queste interdipendenze sono difficili da valutare, dall'altro, garantire il funzionamento dei settori rientra nell'ottica del benessere pubblico. In particolare in caso di perturbazioni sul mercato o in caso di catastrofi, risulta determinante l'importanza dell'intervento degli organismi di coordinamento pubblico che hanno margine di azione, al fine di poter assicurare una resilienza coordinata a livello territoriale. Tali rischi sono particolarmente elevati nel caso dell'energia elettrica, senza la quale il funzionamento di una civiltà avanzata del XXI secolo è praticamente impensabile, e interruzioni su larga scala della fornitura di elettricità (black-out) avrebbero effetti devastanti per l'intera società.

 

 



CARENZA DI INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE DA PARTE DELLE IMPRESE ELETTICHE DOPO LA LIBERALIZZAZIONE

Gli investimenti nelle infrastrutture energetiche sono volti a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento e la diffusione delle energie da fonti rinnovabili in modo rapido, efficiente ed economico, nell'interesse dei consumatori e dell'economia. E al riguardo si pone una questione assolutamente decisiva, ossia quella di chi eserciterà in futuro il controllo di infrastrutture così centrali come la rete energetica e l'infrastruttura di stoccaggio. Dall'inizio delle liberalizzazioni, gli investimenti da parte delle imprese elettriche hanno fatto registrare una contrazione, in relazione alla rete e alla produzione, che ha comportato difficoltà nell'approvvigionamento, ostacolando l'ulteriore diffusione delle energie da fonti rinnovabili.

 



INVESTIMENTO PUBBLICI PER IL DECENTRAMENTO DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA
In quest'ottica, acquistano importanza l'approvvigionamento energetico a livello locale e regionale e la «rimunicipalizzazione» di imprese di servizi pubblici, in particolare in relazione alle strategie di decentramento. In tale contesto, gli investimenti pubblici destinati alla produzione decentrata di energia a livello dei comuni svolgono un ruolo determinante. È inoltre opportuno valutare ulteriori possibilità di incentivazione, come lo stanziamento diretto di risorse finanziarie tramite fondi. I tetti degli edifici pubblici sono particolarmente idonei ad alimentare interi quartieri con l'energia solare a basso costo.

Un aspetto importante nel corso della transizione energetica sarà costituito dal coordinamento e dall'organizzazione tra importatori, operatori di rete regionali, comunità energetiche di cittadini, autoproduttori di energia e comunità energetiche che utilizzano in loco l'energia elettrica prodotta, imprese di stoccaggio e fornitori.

 

 

 

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