sabato 19 marzo 2016

Discarica Lotto 6 Sanremo-Taggia: analisi critica ultime novità

Il presente post è la versione estesa della comunicazione da me svolta nella conferenza stampa presso il Presidio No lotto 6 in località Collette Ozotto - Sanremo Taggia lo scorso 6 Marzo 2016. Nel post troverete il link a quasi tutti i documenti citati nel rispetto di quella trasparenza che spesso e volentieri non viene  rispettata dagli stessi enti pubblici. 


In data 20 ottobre 2015 è stato presentato un esposto da vari cittadini che formano il Presidio contro la nuova discarica (il c.d. Lotto 6) in fase di realizzazione tra i Comuni di Taggia e Sanremo.
Sulle lacune istruttorie e le illegittimità della procedura che ha portato prima  valutare positivamente la compatibilità della discarica con il sito e poi ad autorizzarla, sono già intervenuto, vedi QUI.
Di seguito invece analizzerò le ultime novità su questa vicenda sia sotto il profilo delle azioni intraprese in sede legale e amministrativa dal sottoscritto in collaborazione con l’Avvocato Valentina Antonini, sia degli atti ed azioni più recenti delle Autorità Pubbliche preposte a questo progetto sia sotto il profilo autorizzatorio (Provincia, Comuni di Taggia e Sanremo e Regione) che dei controlli (Arpal ed Asl).


L’ESPOSTO DEL 25 OTTOBRE 2015
In data 20 ottobre 2015 è stato presentato un esposto da vari cittadini che formano il Presidio contro la nuova discarica (il c.d. Lotto 6). L’esposto (vedi QUI) oltre a riprendere i profili di illegittimità della procedura di autorizzazione del nuovo Lotto 6 concludeva ipotizzando una serie di reati a cominciare dal nuovo reato previsto dall’articolo 452-bis del codice penale: Inquinamento ambientale, introdotto recentemente dalla legge 22 maggio 2015, n. 68 Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente.

Sulla base del suddetto Esposto la Procura del Tribunale di Imperia ha aperto un fascicolo di inchiesta (protocollo n. 3082-2015) in relazione proprio all’articolo 452-bis del Codice Penale.

LA MEMORIA INTEGRATIVA DEL 25 FEBBRAIO 2016
Nel frattempo dopo l’esposto sono continuate le problematiche legate in primo luogo ai disagi prodotti sia dal nuovo cantiere per la realizzazione del Lotto 6 sia dalla presenza dei Lotti precedenti dove sono stati abbancati negli anni i rifiuti e che continuano a produrre emissioni odorigene.  Alla luce del ripetersi delle problematiche di emissioni odorigene, polverosità e rumori  è stata presentata una memoria integrativa all’esposto dello scorso ottobre ai sensi dell’articolo 121 del Codice di Procedura Penale secondo il quale “1. In ogni stato e grado del procedimento le parti e i difensori possono presentare al giudice memorie o richieste scritte, mediante deposito nella cancelleria.
Nella memoria integrativa si affermava: “è palese come lo stato di allarme ambientale già citato nell’esposto ab origine, continui a persistere a distanza di mesi, tanto da indurre i soggetti residenti nelle zone limitrofe alla discarica ad inoltrare una lettera al Comune di Taggia onde segnalare anomalie nelle operazioni di movimentazione di terra oltre alla immissione di rumori ed odori potenzialmente nocivi sulla salute pubblica”.
Si ricorda che il reato di cui all’articolo 452-bis del Codice Penale è reato doloso e di evento va quindi, semplificando, dimostrato il danno ambientale fondato sula violazione di legge (la violazione era già stata argomentata nell’esposto iniziale  e, come vedremo tra poco, continua), a tal fine alla memoria si allegavano vari certificati medici che confermavano la suddetta situazione di allarme sanitario per i cittadini residenti nelle zone limitrofe sia al cantiere del nuovo Lotto 6 che nei Lotti già coltivati. Non solo ma proprio coerentemente con la documentazione allegata si ipotizzava anche il reato  di cui all’articolo 452-ter del Codice Penale: Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale.


RISCHIO SANITARIO LEGATO AGLI IMPATTI DISCARICHE ESISTENTI NEI LOTTI PRECEDENTI: COSA NON È STATO FATTO PRIMA E DOPO L’ESPOSTO DEL 25 OTTOBRE 2015
Come abbiamo dimostrato ampiamente sia nell’esposto ma anche nelle denunce precedenti, sia nella forma di altri esposti che di comunicati e analisi, l’aspetto sanitario è stato totalmente rimosso in fase di approvazione del progetto per il nuovo Lotto 6.

In data 10 novembre 2015 il gruppo consiliare 5stelle del Comune di Sanremo presentò una interrogazione (vedi QUIal Sindaco nella quale tra l’altro chiedeva perché lo stesso non avesse emesso l’obbligatorio Parere Sanitario prima del rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale al nuovo progetto di discarica Lotto 6.

In data 22 dicembre 2015, il sottoscritto su mandato dei cittadini del Presidio No Lotto 6, ha inviato al Sindaco di Sanremo una articolata lettera (vedi QUInella quale si dimostravano non solo le lacune istruttorie in materia sanitaria (vedi in particolare il mancato rilascio dell’obbligatorio Parere Sanitario dei Sindaci di Sanremo e Taggia prima della autorizzazione al nuovo Lotto 6) ma anche come colmare tali lacune sia sotto il profilo amministrativo che tecnico scientifico.

Sulla interrogazione in Consiglio Comunale il Sindaco attraverso gli uffici del Comune ha risposto (vedi QUI) che non ha competenze in materia, in tal modo dichiarando il falso visto che il comma 6 dell’articolo 29-quater del DLgs 152/2006 (disciplina rilascio AIA) prevede esplicitamente questo obbligo di Parere Sanitario proprio per il Sindaco territorialmente interessato dal progetto soggetto a questa autorizzazione. Tale Parere è stato considerato obbligatorio e vincolante per il rilascio dell’AIA dalla sentenza del TAR Lazio  sezione Latina  n. 819 del 2009.

Non solo ma nella suddetta risposta del Sindaco di Sanremo  si sono stravolti i contenuti dei verbali dell’ASL quando ha fatto controlli nell’area del cantiere del nuovo Lotto 6.
In particolare:
1. il verbale del 7 settembre 2015 (vedi QUIrilevava odori pungenti nell’area del cantiere indicando nel Sindaco l’Autorità Sanitaria per intervenire con poteri di ordinanza
2. il verbale del 17 settembre 2015 rilevava solo emissioni di polveri.
Secondo la risposta del Sindaco di Sanremo il secondo verbale negherebbe le problematiche individuate nel primo e soprattutto una responsabilità specifica di azione del Sindaco.
Tutto questo non risponde al vero sia sufficiente leggere i due verbali per capirlo. Infatti il secondo Verbale   si limita solo a rilevare che nel momento del sopralluogo non c’erano odori ma emissioni polverose e non afferma la mancanza di responsabilità del Sindaco ma semmai precisa che l’ordinanza del Sindaco può intervenire solo relativamente alla prevenzione del rischio sanitario.  In sostanza l’ASL distingue le sue competenze da quelle del Sindaco e dimostra il persistere del disagio prima per gli odori e poi per le polveri.


LA VISITA DELL’ASSESSORE GIAMPEDRONE ED IL RUOLO DELLA REGIONE LIGURIA
L’Assessore Regionale all’Ambiente nella sua visita alla fine dello scorso anno al cantiere del Lotto 6 non ha risposto alla domanda centrale avanzata anche in una interrogazione dei consiglieri regionali liguri di 5Stelle (vedi QUI): “l’istruttoria che ha portato alla decisione del Lotto 6 è stata corretta?”.
In realtà la Regione aveva ed ha un potere da esercitare anche rispetto ad un progetto già autorizzato se l’Assessore fosse coerente con quanto dichiarato  in una lettera da lui sottoscritta non cento anni fa ma lo scorso  8 settembre dove affermava: “"A fronte di questo stato di fatto, la scelta di realizzare la discarica del lotto 6, sia pure dotata di tutte le necessarie garanzie prestazionali a tutela dell'ambiente, in funzione transitoria rispetto ai tempi necessari per la costruzione del polo di Colli, inizialmente sostenibile, ha, nel corso del tempo, visto ridimensionata la propria ragione d'essere"

Ecco a fronte di questa dichiarazione viene in gioco la competenza specifica della Regione in materia di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. È stata la VIA che ha dato il primo via libera al cantiere. Una VIA sicuramente non completa e comunque superata come afferma sostanzialmente l’Assessore nelle lettera dello scorso settembre. Infatti è la VIA che decide la sostenibilità della localizzazione di una discarica, e la VIA è di competenza regionale.
Ebbene la Giunta Regionale non ha voluto avvalersi, nonostante le palesi lacune istruttorie che portarono a rilasciare il giudizio di VIA positivo al progetto Lotto 6, della possibilità di riaprire il procedimento di VIA come risulta dalla evasiva risposta orale dell'Assessore Giampedrone alla interrogazione della Consigliera Alice Salvatore: vedi QUI


LA NUOVA AUTORIZZAZIONE DA PARTE DEL COMUNE DI TAGGIA
Il Comune di Taggia ha rilasciato recentemente  (28 gennaio 2016) una autorizzazione unica ambientale (vedi QUIper un impianto di trattamento inerti e betonaggio al servizio dei lotti già coltivati (3,4,5) e del lotto 6 in costruzione relativamente a:
1. scarico acque di lavamento piazzali
2. emissioni in aria.
Si tratta di autorizzazioni assorbite nella AIA generale (vedi allegato IX alla Parte II del DLgs 152/2006)  e quindi avrebbe richiesto una revisione integrazione della stessa considerato che l’impianto di trattamento e betonaggio costituiscono impianti  tecnicamente connessi[1] alla discarica (ex lettera i-quater comma 1 articolo 5 del DLgs 152/2006). Peraltro anche la normativa sulla VIA (da ultimo la DGR 1660/2013) prevede che nella documentazione per la presentazione della domanda di compatibilità ambientale deve essere considerata anche la descrizione di eventuali opere funzionalmente collegate.


L’AGGIORNAMENTO E PROROGA AIA PER IL LOTTO 5
In data 21 aprile 2015 la Provincia di Imperia aveva già aggiornato l’AIA (vedi QUIper il lotto 5 in attesa del nuovo lotto 6. Successivamente e più recentemente c’è una ulteriore aggiornamento nelle scorse settimane senza che ad oggi sia stato pubblicato, a quanto risulta al sottoscritto, nell’Albo Pretorio della Provincia.

In realtà non si tratta di un mero aggiornamento dell’AIA esistente ma semmai di una revisione come conferma la lettura integrata dell’atto del 2015, ma il 2016 sembra identico nella sostanza come ammesso sui mass media locali,  con la vigente normativa. Infatti nelle premesse all’atto di aggiornamento risulta che sia stata presentata istanza apposita da parte della ditta Idroedil che gestisce anche il lotto 5 oltre che il futuro lotto 6. Quindi trattasi di modifica sostanziale che richiede appunto una nuova revisione dell’AIA ai sensi del comma 2 articolo 29 novies del DLgs 152/2006.

Se come risulta dagli atti della stessa Provincia trattasi di modifica sostanziale rispetto alla attività svolta nel lotto 5 in precedenza  ci sono delle ulteriori conseguenze sotto il profilo della legittimità di questi due nuovi “aggiornamenti” del 2015 e del 2016.
In primo luogo il concetto di modifica sostanziale è nella legge vigente lo stesso della VIA, quindi occorreva prima dell’aggiornamento dell’AIA svolgere una verifica di assoggettabilità a VIA e questo avrebbe fornito il motivo giuridico ulteriore (oltre a quelli già trattati sopra sulle lacune in materia di prevenzione sanitaria) affinchè la Regione riaprisse il procedimento di VIA in generale.
In secondo luogo manca una integrazione documentale che è diventata obbligatoria da tempo e cioè la Relazione di Riferimento da allegare alla revisione dell’AIA. La Relazione di Riferimento come definita dalla lettera v-bis comma 1 articolo 5 DLgs 152/2006) consiste nelle: “informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti, necessarie al fine di effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle attività.” questa relazione costringe a far entrare nella procedura di AIA anche la storia ambientale del sito dove verrà collocata la installazione da autorizzare. Il riferimento al sito non è (come chiariscono le linee guida della UE Comunicazione del 2014) solo quello strettamente limitato al perimetro della installazione ma anche al territorio circostante per valutare se ci sono inquinamenti in atto e poterli poi confrontare con la situazione del sito dopo la fine dell’esercizio della installazione. 
Per le installazioni che non avevano l’AIA (nuove) al  7 gennaio 2015 la Relazione di Riferimento deve essere presentata al momento della domanda di AIA;  per le installazioni che avevano l’AIA (esistenti) al 7 gennaio 2015 la Relazione deve essere presentata entro il 7 gennaio 2016. Quindi quanto meno per l’aggiornamento dell’AIA del 2016 la Relazione di Riferimento andava presentata anche nel caso in esame.
Peraltro le linee guida della UE considerano la Relazione di Riferimento obbligatoria anche per le discariche.
In terzo luogo trovandoci di fronte ad una revisione dell’AIA manca ancora una volta il Parere Sanitario del Sindaco competente (Sanremo o Taggia). Infatti la modifica sostanziale di una installazione soggetta ad AIA è disciplinata come fosse un AIA nuova e quindi ex comma 6 articolo 29-quater del DLgs 152/2006 occorreva l’obbligatorio Parere Sanitario.


PRESUNTI CROLLI E ATTIVITÀ NELLA DISCARICA LOTTO 5 E NEL CANTIERE DEL LOTTO 6
Nelle scorse settimane si sono svolte, come documentato anche da foto pubblicate dai mass media e sui social network, attività anomale di scavo e spostamento rifiuti presenti nell’area contermine tra l’esistente lotto 5 e il nuovo lotto 6 in costruzione.
Non è chiaro se le attività di scavo e di spostamento di materiale nell'area del lotto 5 siano coerenti con la prescrizione prevista dal provvedimento di VIA regionale del 2012 che prevedeva testualmente: “durante le fasi di scavo dovrà essere prestata la massima cura al fine di non alterare le condizioni del setto in roccia che separa la nuova discarica dal lotto 5 Idroedil” (prescrizioni n.5 del decreto dirigenziale 431 del 19/10/2012). Su questo punto sarebbe il caso che il Comune ma soprattutto la Provincia come ente autorizzatore (la prescrizione di VIA è stata ripresa infatti nell'AIA provinciale) predisponessero una circostanziata relazione tecnica per dimostrare il rispetto della suddetta prescrizione considerato che la stessa non parla di abbancare materiale sul lotto 6 di nessun genere siano o meno classificati come rifiuti.
Invece come si evince dal verbale Arpal del 10 febbraio 2016, al punto 2, si ammette una movimentazione di terra nel lotto 5 cioè nella discarica già coltivata e che doveva essere tenuta separata dall’area dove sorgerà una nuova discarica vedi prescrizione VIA sopra citata. Non solo ma non risponde al vero come risulta dalle foto ma soprattutto dal video (vedi QUI) che la terra sia stata riposizionata nel lotto 5…ma i camion la portano fuori.
Potremmo quindi essere di fronte ad un allargamento dell’area della nuova discarica (lotto 6) utilizzando l’area della vecchia discarica (lotto 5).
Quindi è possibile come risulta dalla documentazione fotografica che stiano  lavorando sulle parti di discarica vecchie con teloni strappati e rifiuti a cielo  aperto quindi anche se non fosse un crollo nel corpo della vecchia discarica (lotto 5) sarebbe peggio perché vorrebbe dire che stanno lavorando su una  discarica che per legge dovrebbe essere chiusa e gestita con un programma post mortem. Una discarica che come praticamente tutte le discariche liguri ha funzionato in violazione delle norme europee senza pretrattamento di rifiuti (vedi QUI).
Infine la modalità con la quale l'Arpal esegue il  sopralluogo non spiega se le prescrizioni di VIA e AIA sono state  rispettate. Un verbale serio deve essere svolto in questo modo: prima a premessa si indicano le prescrizioni autorizzatorie previste per l'area del  cantiere interessata e dopo si spiega se sono rispettate o meno e perché..... altrimenti si riesce a giustificare tutto o quasi. Questi enti di controllo non sanno cosa sia la  trasparenza e svolgono il loro lavoro come se lo facessero per giustificare se  stessi e non informare i cittadini.


CONCLUSIONI IL RUOLO NEGATIVO DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI
Anche dopo le ultime novità amministrative sopra descritte si dimostra come in questa vicenda del lotto 6 gli amministratori e gli organi tecnici di controllo:
1. non esercitano i propri poteri ex lege
2. non vigilano sulla correttezza delle procedure.

Esternano invece dichiarazioni di intenti ignorando i cittadini interessati dai rischi sanitari ma anche in particolare i cittadini attivi che andrebbero tutelati come specie protette perché sono il sale della democrazia rappresentativa.

Un ulteriore esempio viene dal Sindaco di Taggia che dopo tutto quello che è successo in questi anni e dopo le autorizzazioni rilasciate con tutte le lacune sopra evidenziate dichiara che verrà avviato un monitoraggio ambientale e sanitario nella zona interessata.
In sostanza si annunciano studi scientifici poco chiari nelle loro metodologie e finalità al di fuori dei reali poteri ex lege che, in materia di prevenzione sanitaria, il Sindaco ha e che non ha mai svolto nel 2014 (prima AIA al lotto 6) e neppure nel 2015 e nel 2016 (aggiornamento-proroga AIA al lotto 5).
Un altra domanda sorge: se dal monitoraggio ambientale emergessero criticità cosa pensa di fare il Sindaco? Non sarebbe stato più forte da un punto di vista amministrativo se si fosse attivato prima delle autorizzazioni?

P.S. 
gli ultimi sopralluoghi di Arpal (vedi QUIQUI e  QUIall'inizio di quest'anno confermano comunque alcune problematiche legate al rumore e alle emissioni odorigene ma sono sopralluoghi ancora discontinui e quindi non significativi per avere un quadro effettivo del rischio sanitario in atto in una area interessata da tutte le discariche coltivate per anni in modo non adeguato alle migliori norme e pratiche europee.  









[1] Circolare del Ministero dell’Ambiente del 27/10/2014: attività accessoria tecnicamente connessa ad una installazione/attività soggetta ad AIA (ex allegato VIII) è l’attività:
a) svolta nello stesso sito della attività IPPC, o in un sito contiguo e direttamente connesso al sito della attività IPPC per mezzo di infrastrutture tecnologiche funzionali alla conduzione dell’attività IPPC.  Ai fini della lettera a) non rilevano le infrastrutture tecnologiche costituite da reti di distribuzione o di colletta mento (quali reti elettriche, reti idriche, metanodotti etc…) a meno che non siano in via principale e prioritaria dedicate alle attività coinsediate, nonché di estensione limitata al sito.” Quindi per fare un esempio il pontile di attracco delle navi carboniere e il nastro trasportatore che porta il carbone ad una centrale termoelettrica rientrano nel concetto di attività accessoria tecnicamente connessa ad una attività soggetta ad AIA;
b) le cui modalità di svolgimento hanno una qualche implicazione tecnica con le modalità di svolgimento dell’attività IPPC (in particolare nel caso in cui il luogo fuori servizio determina direttamente i indirettamente problemi all’esercizio della attività IPPC). Ai fini della lettera b), nel caso in cui sono le modalità di svolgimento dell’attività IPPC ad avere implicazioni tecniche con l’altra (e non viceversa), si riconosce al gestore ( o ai gestori) la facoltà di chiedere comunque di considerare il complesso produttivo quale un’unica installazione.”
Secondo il nuovo comma 14 articolo 6 del DLgs 152/2006 per le attività di smaltimento o di  recupero di rifiuti che vengono svolte nell’ambito di installazione soggette ad AIA, questa ultima costituisce anche autorizzazione unica all’impianto di smaltimento e recupero (ex articolo 208 DLgs 152/2006) anche qualora, tali attività,  costituiscano solo una parte delle attività svolte nell'installazione.

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