venerdì 1 maggio 2015

Navi dei Veleni: una archiviazione al di sotto di ogni sospetto

Spezia e le istituzioni spezzine sono veramente non un porto delle nebbie ma un pozzo nero........... allora ricostruiamo i fatti non i discorsi o le interpretazioni giuridiche:

1. la Legambiente presenta un esposto per chiedere l'apertura della inchiesta sulle navi dei veleni partite e/o transitate dal nostro porto e poi affondate nel mediterraneo forse anche al largo delle nostre coste....

2. l'esposto si arricchisce di ampia documentazione addirittura desecretata dalla apposita commissione parlamentare

3. dalla documentazione emergono numerosi indizi probatori che meriterebbero indagini approfondite le stesse indagini che vennero interrotte dalla uccisione del capitano De Grazia, ad esempio emergono le contraddizioni delle dichiarazioni degli ufficiali di PG che hanno seguito la vicenda che  a Spezia dichiarano di non sapere nulla e alla commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti incalzati dal presidente dichiarano esattamente il contrario (questo aspetto con molti altri verrà spiegato nel dossier che stiamo preparando come gruppo legale a supporto di Legambiente)                

4. la Procura del Tribunale di Spezia si guarda bene da svolgere alcuna indagine ma chiede l'archiviazione

5. dopo una trasmissione televisiva che rimette al centro dell’attenzione la vicenda delle navi dei veleni e le dichiarazioni di un pentito su affondamenti di navi ma anche direttamente dei rifiuti nel golfo di Spezia…. Il Ministro dell’Ambiente dell’epoca dispone una indagine..

6. L’indagine non riguarda gli affondamenti di navi e neppure dei rifiuti ma solo la presenza di una presunta radioattività..le indagini si svolgono solo sulla superficie delle banchine del porto e i Vigili del Fuoco incaricati della parte tecnica dichiarano che per esaminare in profondità eventuali interramenti di sostanze radioattive ci vuole ben altro che le indagini svolte. 

7. nel frattempo guarda caso vengono risecretati (quindi non più utilizzabili in udienza da parte dei legali di Legambiente) documenti riguardanti una fonte testimoniale che parla nella trasmissione televisiva  e che verrà usata dalla procura solo per indagare sugli interramenti  nelle colline di Pitelli, il resto secretato non potrà essere utilizzato

8. il giorno della udienza  il Procuratore che non ha minimamente indagato sulle navi dei veleni e relativi affondamenti deposita invece una documentazione relativa ai ritrovamenti di rifiuti pericolosi nelle colline di Pitelli . Si tratta di vicenda classificabile sotto un titolo di reato che nulla ha a che fare con quello di affondamento delle navi…..

9. il Giudice per le Indagini Preliminari decide l’archiviazione in un paginetta e mezzo  e utilizzando:
9.1. le dichiarazione dell’ufficiale di PG fatte a Spezia, dove aveva detto di non sapere nulla degli affondamenti, ma non quelle rilasciate davanti alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rifiuti di ben altro tenore
9.2. non riportando correttamente le dichiarazioni testimoniali indicate nel decreto di archiviazione, perfino nel cognome del testimone
9.3. confondendo (volutamente?) le prove, non cercate, degli affondamenti di navi dei veleni, con gli interramenti di rifiuti nelle colline di Pitelli.


Come si vede una vicenda molto, molto, molto strana dove sembra dalla ricostruzione sopra riportata che per fermare l’inchiesta sugli affondamenti delle navi si è tirata fuori una inchiesta con altro titolo di reato usando solo parzialmente le dichiarazioni di testimoni in modo come dire “mirato”, infatti viene da chiedersi come faceva la procura a sapere dove scavare specificamente senza l’aiuto di una “gola profonda”?   Le carte non sono state utilizzate tranne per la parte che serviva per screditare l’esposto di Legambiente.

Insomma una brutta faccenda, l’ennesima brutta storia di una città senza trasparenza dove ti devi sempre guardare alle spalle non da parte, o almeno non solo,  del potere o di chi lo usa per i propri interessi, ma anche da quelli che pensi dovrebbero essere a fianco a te nella ricerca della verità e nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. 


Ma soprattutto, sotto il profilo istituzionale, che è quello che mi interessa veramente, una cosa è certa: sulle navi dei veleni in questo Paese non si deve  e non si può indagare! 

A Spezia in particolare si indaga solo o chi, prima potente, è ormai caduto in disgrazia o su questioni secondarie sotto il profilo dei disastri ambientali, infatti su area ex Ip, su sito di Pitelli, sulla centrale Enel, sul porto...tanto per fare esempi eclatanti le inchieste o non partono, o deragliano subito dopo, o si impantanano per anni o quando partono veramente lo fanno su iniziative di altre Procure per poi finire nei buchi neri dei processi infiniti come su Pitelli, o infine anche se partono vengono seguiti solo certi filoni di indagine e non quelli più significativi sotto il profilo degli interessi pubblici vedi appunto navi dei veleni o meno recentemente il filone del possibile legame della Sistema Ambientali di Pitelli con la malavita organizzata.    







  

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