mercoledì 19 ottobre 2016

Riparazione navi porto di Genova: gli impatti ambientali esistono e vanno gestiti

La discussione del Consiglio Regionale di ieri ha sofferto troppo della logica di schieramento senza entrare nel problema dell’impatto ambientale delle attività presenti nel porto. Attività presenti peraltro  anche negli altri porti liguri (Savona/Vado e Spezia).
Se si fosse entrati nel merito forse la problematica degli impatti ambientali anche delle attività di riparazione e manutenzione navali sarebbe stata vista in un ottica diversa e le critiche alla gestione ambientale dei cantieri sarebbero state viste come più fondate di quanto non sia stato nello scontro tutto di schieramento nella Assemblea regionale che ha ridotto il tutto all’assurdo conflitto lavoro contro salute. Conflitto che non è nell’interesse di nessuno sia dei cittadini che tanto meno dei lavoratori che dell’impatto sulla salute nei luoghi di lavoro sono i primi a pagare le conseguenze.

Eppure la documentazione non  manca in materia. Faccio due esempi ma il discorso potrebbe essere sicuramente ben più ampio e mi auguro che questo succeda al più presto.

martedì 18 ottobre 2016

La disciplina della pianificazione degli ambienti costieri: porti, cantieri, turismo

La discussione che c’è stata questa mattina in Consiglio Regionale della Liguria sulla ricollocazione dei cantieri di riparazioni navali  a prescindere dalla diverse posizioni in campo,  è stata forse anche per la logica di schieramento tipica delle assemblee elettive  piuttosto limitata sotto il profilo strategico. 
Eppure in Europa su questi temi è in atto un dibattito che ha prodotto strumenti di regolamentazione della pianificazione sostenibile degli ambienti costieri e degli usi che in tali ambienti l’uomo ha realizzato o prevede di realizzare. Strumenti anche di tipo operativo con apposite linee di finanziamento per piani programmi e progetti sostenibili nell’uso delle nostre coste.
Sarebbe interessante che in Consiglio Regionale si discutesse anche su come gli strumenti che descrivono di seguito sono stati o non sono stati recepiti nelle scelte concrete sull’uso delle coste liguri come è noto tra le più “ingolfate” di attività con impatti cumulativi significativi ambientali, sociali ed economici.

Di cosa sto parlando lo spiego in questo post. 

La declassificazione del sito di Pitelli: una enorme presa in giro in danno dei cittadini

L’articolo di oggi, come sempre ben documentato da Sondra Coggio, sul Secolo XIX conferma purtroppo quanto da tempo sostengo sul fallimento totale degli obiettivi per i quali era stato giustificato (dai nostri amministratori locali) la declassificazione del sito di bonifica di Pitelli da nazionale a regionale.
Ora arriva la notizia che la annunciata (vedi articolo Secolo XIX del 24 ottobre 2014 qui a fianco) messa in sicurezza, non quindi una vera e propria bonifica, per l’area della Pertusola  (una parte piccola ma significativa dell’intero sito di Pitelli) non parte perché mancano i finanziamenti.  
Così le tronfie dichiarazioni di due anni fa di amministratori regionali e comunali (vedi QUI)  sono evaporate come neve al sole, comprese le dichiarazioni (vedi QUI) del Sindaco Federici all’epoca “siamo di fronte ad un percorso concreto” condite con le solite insultanti ironie verso chi non la pensava e non la pensa come lui.
Verrebbe voglia di fare della facile ironia anche a me se non fosse che è in gioco la salute e l’immagine del golfo e della città dove vivo.

Ma visto che siamo in zona campagna elettorale e quindi di balle su questa vicenda ne sentiremo ancora molte, mi interessa invece chiarire ancora una volta la enorme presa in giro che è stata nascosta dietro la vicenda della declassificazione del sito di Pitelli da nazionale a regionale. Una declassificazione che sempre di più appare per quello che è: un tentativo di rimuovere le responsabilità di amministratori locali e regionali prima sull’inquinamento delle colline di Pitelli e poi sulla mancata bonifica di queste.

Ma i fatti, gli atti sono li a smascherare questa enorme presa in giro come dimostro nelle note che seguono……

sabato 1 ottobre 2016

Emissioni da navi nei porti: quale trasparenza e quali controlli

In occasione dell’Italian Cruise Day in svolgimento alla Spezia si è riaperta anche nella nostra città la discussione sui rischi legati alle emissioni delle navi che attraccano nei nostri porti: sia navi container  che passeggeri. La associazione Cittadini per l’aria ha chiesto, giustamente, che vengano resi pubblici  in generale gli atti relativi ai controlli e alle eventuali sanzioni.
Ma quali sono questi atti, di chi è la competenza ad eseguirli e pubblicarli, cosa si può fare al di la dei formalismi burocratici per monitorare adeguatamente l’inquinamento dei nostri porti e l’impatto che può produrre sul territorio urbanizzato che lo circonda.

venerdì 30 settembre 2016

Impianto rifiuti Cerri di Follo: le NON risposte di gestore e istituzioni

Dopo il deposito dell’esposto del Comitato dei cittadini della zona sulla situazione dell’impianto rifiuti in località Cerri di Follo ( sul Secolo XIX di ieri vedi a fianco) è intervenuta la Guardia Forestale che ha acquisito i fascicoli e la documentazione in merito all'impianto in oggetto come pubblicato questa mattina dal quotidiano Il Secolo XIX.
Ovviamente attenderemo con fiducia il lavoro di indagine del Corpo Forestale ma nel frattempo ho avuto modo di leggere alcune dichiarazioni incredibili da parte dei gestori e del Sindaco territorialmente competente.

mercoledì 28 settembre 2016

Inchiesta Pubblica nella VIA: un regolamento della Regione Liguria inadeguato

La Giunta Regionale ligure ha approvato un regolamento (per il testo completo vedi QUI) che disciplina l’Inchiesta Pubblica nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) di competenza regionali.

L’Inchiesta Pubblica è una modalità di coinvolgimento del pubblico interessato agli impatti di un progetto od opera sottoposto a VIA. Si svolge quindi all’interno del procedimento di VIA e dopo che questa è aperto.

Il regolamento approvato è in generale positivo in quanto per la prima volta viene regolamentata una procedura che pur esistendo per la  VIA dalla legge regionale 38 del  1998 (commi 5,6,7 dell’articolo 11) non era mai stata avviata se non nell’ultimo anno. Nell’ultimo anno si sono svolte o si stanno svolgendo varie Inchieste Pubbliche in Liguria come quella sulla discarica di Saturnia a Spezia, sulla piattaforma container della Maersk a Vado, sul biodigestore di rifiuti a Isola del Cantone a Genova.

Ma nonostante le suddette novità il testo del regolamento approvato sembra mancare in gran parte l’occasione per meglio definire questa Inchiesta Pubblica soprattutto in chiave di una efficace partecipazione del pubblico  e quindi di una gestione e prevenzione dei conflitti ambientali sul territorio ligure. Senza considerare che poco opportunamente il regolamento non disciplina la Inchiesta Pubblica nella Valutazione Ambientale Strategica dei Piani e Programmi questo nonostante che la stessa sia esplicitamente prevista ma non regolamentata specificamente dall’articolo 11 della legge regionale 32/2012.

martedì 27 settembre 2016

Impianto rifiuti Cerri di Follo: esposto dei cittadini esasperati

Presentato, da parte del Comitato tutela della salute pubblica Cerri Lagoscuro, un esposto alla Guardia Forestale e per conoscenza al Comune di Follo sulla situazione dell’impianto di messa in riserva con selezione, cernita, recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, ubicato in località Cerri del Comune di Follo.
Come si vede dalle foto riprodotte in questo post nonostante le segnalazioni e diffide che da anni vengono presentate, da parte dei cittadini residenti, alle autorità competenti (Provincia e Comune di Follo) la situazione continua ad essere non solo pericolosa per la salute dei residenti nella zona (pochi metri in linea d’aria dall’impianto) ma totalmente fuori legge sia rispetto alla normativa generale sui rifiuti e la tutela della salute come pure delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia e mai fatte rispettare. Significativo è il comportamento del Sindaco di Follo che non ha mai provato neppure a livello di dichiarazioni, ad esercitare i suoi poteri di massima Autorità Sanitaria sul territorio comunale.
Riporto il testo dell’esposto che ho elaborato dal punto di vista tecnico giuridico insieme con l’Avvocato Massimo Lombardi del foro di Spezia.

giovedì 15 settembre 2016

Non difendo la mia candidatura ma il rispetto per la mia città

Scrivo queste ultime note sulla mia candidatura e le scrivo sul mio blog perché non voglio che si perdano nel mare magnum dei social network.
E’ l’ultima volta che intervengo, politicamente, sulla mia mancata candidatura a Sindaco della Spezia perché non voglio più che tutto questo mi porti via energie per le vertenze ambientali che devo seguire a fianco dei cittadini inquinati.
Sarò  schematico proprio per evitare ogni ambiguità interpretativa.

martedì 13 settembre 2016

Avvocatura e Corte Giustizia UE sulla VAS dei piani su piccole aree

Con le conclusioni presentate lo scorso 8 settembre, nella causa C444-015, l’Avvocato Generale della UE  (JULIANE KOKOTT - vedi QUI) poi tradotta nella sentenza della Corte di Giustizia del 21 dicembre 2016 (QUI) ha ulteriormente definito un parametro fondamentale per l’applicabilità della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nei piani e programmi che insistono su piccole aree locali.

L’articolo 3 della Direttiva sulla VAS (Direttiva 2001/42) in relazione all’ambito di applicazione di questa procedura di valutazione prevede che: “i piani e i programmi ….. che determinano l’uso di piccole aree a livello locale (…), la valutazione ambientale è necessaria solo se gli Stati membri determinano che essi possono avere effetti significativi sull’ambiente.”

Sul punto ero già intervenuto commentando una sentenza della Corte di Giustizia del 2013 (vedi QUI).
Ora la avvocatura precisa ulteriormente l’ambito areale dei piani su piccole aree per la applicazione della VAS, addirittura in termini numerici.  

In particolare la questione trattata dalle conclusioni dell’Avvocato UE riguarda la mancata applicazione della VAS ad un rilevante intervento edilizio che prevede di costruire un totale di 42 edifici residenziali su una superficie di circa tre ettari.