La Corte Costituzionale con sentenza n° 134 del 28 luglio
2025, QUI,
ha statuito:
1. la legittimità costituzionale del Decreto Ministeriale
21/6/2024 sulle aree idonee che consente alle Regioni, con proprie leggi, di
individuare le aree sia idonee che non idonee per realizzare impianti da fonti
rinnovabili (di seguito impianti FER);
2. la illegittimità su leggi regionali che stabiliscano
divieti assoluti a priori di localizzazione di impianti FER che prescindano da
una idonea istruttoria che motivatamente dimostri la sostenibilità di una data
localizzazione;
3. la illegittimità costituzionale di una legge regionale
che stabilisca un divieto assoluto di esercizio per gli impianti a biomasse già
esistenti che non adeguino la potenza generata al limite dei 10 MW entro sei
mesi.
Infine la sentenza della Corte Costituzionale contiene anche una precisazione in relazione al rapporto tra il nuovo articolo 9 (QUI) della Costituzione, che consacra la preminente rilevanza accordata […] alla protezione dell’ambiente, con la possibilità che le leggi ordinarie che disciplinano la autorizzazione degli impianti a biomasse possano dare via libera a questi impianti anche in aree tutelate per la biodiversità con il rischio di mettere in discussione i principi costituzionali affermati da detto articolo 9. Sulla problematica la Corte Costituzionale invita le Autorità Competenti a rilasciare le valutazioni e autorizzazioni di detti impianti di tenere nella debita considerazione detto mandato costituzionale al fine di rispettare l’esigenza di tutelare la biodiversità e i delicati ecosistemi che si sviluppano nei parchi nazionali o regionali.