venerdì 7 aprile 2017

Spezia nuovo cemento senza VAS e a prescindere dal nuovo PUC

Si discute sulla "magnificenza" del nuovo PUC e nel frattempo ecco arrivare, dopo il progetto dell’area ex SIO, un altro  progetto urbanistico operativo ( di seguito PUO) per  trasformare due capannoni fatiscenti di Acam, in via Fontevivo, in 3 edifici di 5 piani, e 2 strutture commerciali.
Dalle notizie uscite sul Secolo XIX stamane si tratterebbe di un nuovo insediamento integrato: 30% case, 30% commerciale, 40% flessibile, su15.563 metri quadrati di superficie lorda.

Tralasciando, si fa per dire, le questioni di bonifica dell’area  questione tutt’altro che banale visto che da questa si misura anche la sostenibilità economica del PUO, la questione di cui voglio trattare  è che l’Amministrazione Comunale non applicherà la Valutazione Ambientale Strategica ( di seguito VAS) al nuovo PUO in questo sostenuta principalmente dalla Regione.
In questo modo si conferma la superficialità istruttoria con la quale vengono affrontate le decisioni di pianificazione del territorio. Appena è possibile si cercano di aggirare le procedura di legge più rigorose. È successo per i dragaggi, è successo per le modifiche al molo Garibaldi, è successo per l’impianto di deposito ceneri nel porto di Spezia ma solo per citare alcuni esempi recenti.

mercoledì 5 aprile 2017

Nuova legge sulla VIA: attacco a partecipazione e diritto di ricorrere dei cittadini

Quella che segue è una sintesi della analisi sullo schema di decreto legislativo che riforma la normativa sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in attuazione della Direttiva 2014/52/UE.



Per una versione più approfondita della analisi vedi QUI
Per il testo dello schema di Decreto Legislativo (DLgs) vedi QUI.
  

lunedì 3 aprile 2017

I centri commerciali si possono fermare anche se previsti dai Piani vigenti

Assisto sconcertato alla discussione aperta in città sul nuovo cento commerciale non alimentare previsto nell’area ex SIO nella zona est della città. Si dice che è previsto dal Piano Urbanistico vigente e quindi non si può fermare se non con l’approvazione del nuovo Piano.

L’affermazione è una sorta di assurdo urbanistico, infatti se con uno strumento di pianificazione nuovo si può fermare un progetto già previsto non si capisce perché non si possa fermare comunque visto che la pianificazione è in mano al Comune territorialmente competente salvo non contrasti con la pianificazione di ordine superiore cosa che non è nel caso in esame visto che qui si tratterebbe di fermare un progetto non di approvarne uno nuovo.

Non solo ma l’area dove dovrebbe sorgere il nuovo centro commerciale risulterebbe inquinata quindi da bonificare. Se è così prima della bonifica non può essere rilasciato alcun permesso di costruire quindi non si creano diritti quesiti, oppure l’Amministrazione Comunale ha prodotto l’ennesimo orrore amministrativo come fece sull’area ex IP dove per “blindare” l’area rilasciò le concessioni edilizie condizionate alla bonifica che avvenne in realtà solo molti anni dopo ma che di fatto sottopose l’Amministrazione alla “necessità” di realizzare il centro commerciale “senza se e senza ma”!
Peraltro un centro commerciale simile era previsto anche nell’area della ex raffineria IP vicino al centro commerciale Le Terrazze (un superBrico) di cui avevo trattato in questo post QUISarebbe interessante sapere che fine ha fatto questo progetto e la relativa bonifica dell’area che lo interessava!

Vediamo quindi la questione sotto un duplice profilo: ambientale e di pianificazione urbanistica. 

domenica 2 aprile 2017

Autorità Portuale: ente di garanzia o rappresentante sindacale dei terminalisti?

Nell’intervista pubblicata oggi sul Secolo XIX, la Presidente della Autorità di sistema portuale Spezia-Carrara quando parla del porto commerciale afferma quanto segue: Nel 2016 circa il 2% in meno di container rispetto all’anno precedente, un dato non preoccupante. In termini di numeri assoluti siamo intorno a un milione e 300 mila teus che potranno sensibilmente aumentare nei prossimi anni una volta ultimati i lavori in programma: l'ampliamento a est e del molo Garibaldi,il congiungimento del terminal Fornelli col Ravano e i prolungamento verso mare del Fornelli. A regime, intorno al 2020, si dovrebbe arrivare a circa due milioni e 500 mila contenitori all’anno”.

Sembra di leggere la dichiarazione della rappresentante sindacale dei terminalisti portuali, nessun accenno alle problematiche del territorio in generale, all’impatto del porto con i quartieri limitrofi, nessun accenno alla questione dei dragaggi e della inchiesta della magistratura in corso che ha dimostrato il fallimento di una procedura di gestione di questa attività che ha prodotto danni enormi non solo al nostro golfo ma anche alla sua economia, nessun ragionamento su una visione della portualità commerciale non legata solo al traffico container, nessun accenno alla crisi finanziaria mondiale dei traffici container. Per non parlare della superficialità con cui fa riferimento al progetto di stazione crocieristica che dovrà essere oggetto di apposite procedure di valutazione per scenari, in particolare  a mio avviso di procedure di VAS ma su questo tornerò in seguito. 

D’altronde la scarsa attenzione della Presidente verso il territorio che si sviluppa a pochi metri dall’area del porto commerciale lo ha già dimostrato recentemente in relazione alla questione della fascia di rispetto in rapporto al rispetto delle prescrizioni di VIA per l’attuazione del PRP vigente (vedi QUI). 

Ma a questo punto dirà il solito cultore dello “sviluppismo senza se e senza ma”,  ma cosa vuoi dire Grondacci che le Autorità Portuali non dovrebbero promuovere il traffico commerciale dei porti?. Non è questo il punto dico che compito della Autorità Portuale deve essere quello di creare le condizioni di uno sviluppo equilibrato della portualità con il resto del territorio che circonda il porto anche in relazione con il sistema della portualità nazionale. Compito di promuovere i traffici container deve essere dei concessionari portuale e quindi del mercato.  L’Autorità Portuale deve regolarlo questo mercato.
Non sono io che affermo questa visione della Autorità Portuale ma la stessa legge quadro in materia anche dopo la recente riforma (per il testo coordinato della legge 84/1994 vedi QUIcome pure la giurisprudenza amministrativa.

Ma vediamo quali sono i compiti che la legge assegna alla Autorità di Sistema Portuale

venerdì 31 marzo 2017

Nuova legge regionale sulla Valutazione dei Piani: analisi critica

Lo scorso martedì il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato una legge che modifica la legge regionale sulla VAS (LR 32/2012). 

La nuova legge in parte adegua la vigente legge regionale in materia a sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia che di diritto, nel primo caso e, per interpretazione estensiva nel secondo, violavano la ratio della Direttiva Comunitaria 2001/42/CE nonché la Parte II del DLgs 152/2006 (norma nazionale di recepimento di detta Direttiva). 
Ma la nuova legge purtroppo va a modificare dei punti della vigente legge regionale che nulla hanno a che fare con il suddetto adeguamento ma invece mirano a togliere potere ai cittadini che possono partecipare al processo di VAS ed inoltre limitano la applicabilità della VAS  per alcuni strumenti come i piani attuativi di Piani Urbanistici Generali.  Di seguito una analisi puntuale delle modifiche introdotte dalla nuova legge e delle nuove criticità che emergeranno dalla sua applicazione, sempre che il Governo non la impugni nella parti più controverse di fronte alla Corte Costituzionale. 


giovedì 30 marzo 2017

Analisi critica della Inchiesta Pubblica sul Progetto Maersk di Vado Ligure

Quella che segue è la versione estesa della mia relazione all’Assemblea di Vado Ligure organizzata dal Movimento 5stelle Liguria e da Italia Nostra sul progetto di Piattaforma Multipurpose della società Maersk,

Per la versione sintetica in video del mio intervento vedi QUI;

per l’intervento dell’Ingegnere Roberto Cuneo vedi QUI;

per l’intervento del Consigliere Regionale 5stelle Andrea Melis vedi QUI.

In particolare la mia relazione ha affrontato la tematica delle modalità di funzionamento e delle conclusioni della Inchiesta Pubblica che ha affiancato il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) sull’ultima variante a questo progetto. Questa Inchiesta ha prodotto molte osservazioni critiche al progetto sia sui singoli impatti ambientali che sulla sostenibilità economica e sociale . Ma questa ricchezza di contenuti non è stata tradotta nella relazione finale della Inchiesta ma soprattutto non è stata presa in considerazione nel Rapporto del Comitato Tecnico Regionale di VIA che è servito per il giudizio di VIA positivo da parte della Giunta Regionale.

Indice del Rapporto Finale di una Inchiesta Pubblica in un procedimento di VIA regionale


  1. L’ INCHIESTA PUBBLICA  NELLA NORMATIVA REGIONALE SULLA VIA

giovedì 23 marzo 2017

Aree centrale Enel di Spezia: bonifica si o no?

Sul Secolo XIX dello scorso 21 marzo è stata pubblicata la notizia che secondo documenti Enel ma condivisi dal Comune non ci sarà bisogno di bonificare l’area che ha interessato per anni l’attività della centrale soprattutto se in quell’area verrà mantenuta la destinazione ad uso industriale.
Premesso che in generale la questione del riuso dell’area attualmente occupata dalla centrale Enel deve essere impostata prima di tutto metodologicamente senza fughe decisioniste in avanti come ho spiegato in questo post (vedi QUIintanto si pone una questione di trasparenza.
Se esistono questi documenti vanno resi pubblici. Per ora quello che esiste smentisce sostanzialmente quanto affermato dal comune.
Quello che esiste in riferimento allo stato dell’inquinamento in atto nell’area della centrale Enel è contenuto in un documento che si chiama Relazione di Riferimento (per il testo vedi QUI). Questo documento del 7 gennaio 2016 è previsto dalla normativa che disciplina la attuale autorizzazione alla centrale la c.d. Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Ma di cosa si tratta e soprattutto questo documento dimostra che davvero non c’è bisogno di bonificare  l’area della centrale come afferma confusamente la dichiarazione del Comune?

sabato 11 marzo 2017

Come redigere e gestire un Esposto per Reati Ambientali

L'esposto deve essere firmato da persone residenti nella zona o comunque che subiscono danni dalla attività contestata   in modo che possano un domani, se l'inchiesta andrà avanti, risultare come persone offese. 

Non importa che siano tante firme l'importante è che sia chiara la correlazione (ad esempio anche solo per residenza o attività lavorativa etc. ) con l'attività o i fatti contestati.