lunedì 27 novembre 2023

Rigassificatore Porto Empedocle riparte violando la normativa sulla VIA

La Regione Sicilia ha approvato (QUI) con apposito decreto la proroga della scadenza della VIA ministeriale (2008) e autorizzazione finale regionale (2009) del progetto di rigassificatore a Porto Empedocle (vedi foto a fianco tratta da qds.it)

Il progetto di rigassificatore rimasto fermo per anni ha avuto un ritorno di interesse nel 2022 il Tar Sicilia con sentenza (QUI) n° 380 del 2 febbraio aveva respinto il ricorso del Comune di Agrigento ma più recentemente il TAR Sicilia con sentenza (QUI) n° 2873 dello scorso 27 settembre 2023 aveva preso atto dichiarando la improcedibilità della causa alla luce di tre atti:

1. diniego, da parte dell’Assessorato all’Energia della Regione Sicilia, di proroga di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera di allacciamento del gasdotto al futuro rigassificatore;

2. la Soprintendenza BB.CC. di Agrigento (nota prot. n.4517 del 4.5.2022) ha comunicato la sopravvenuta inefficacia dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art.146 del D.lgs. n. 42/2004

3. l’Assessorato all’Energia, con nota prot. n. 16650 del 24.5.2023, ha confermato che non esiste alcuna ulteriore proroga o autorizzazione per la realizzazione del progetto del metanodotto.


La domanda che sorge spontanea a cui si cerca di rispondere nel proseguo del post è: la Regione poteva far ripartire il progetto di rigassificatore con metanodotto annesso con un mero decreto di proroga od occorreva una nuova valutazione quantomeno della permanente validità della istruttoria che portò alla VIA positiva nell’ormai lontano 2008?  

venerdì 24 novembre 2023

Gestore Mercati Energetici: le fossili non se ne vanno!

La Newsletter (QUI) del Gestore Mercati Energetici (GME) di Novembre 2023 fa il punto su un anno dalle caratteristiche eccezionali per il sistema energetico globale, in special modo per il mercato europeo e le prospettive di transizione energetica.

Dal rapporto del GME emergono i seguenti elementi critici significativi:

1. la quota fossile, soprattutto il petrolio, nel mix energetico della UE torna a crescere, nel 2022, anche a causa della crisi ucraina;

2. le rinnovabili sono al 15% contro il 38% del solo petrolio;

3. drastico calo del nucleare nella generazione elettrica a conferma della non assoluta stabilità, vedi il caso francese dove si sono persi 80 Twh nel 2022, di questa fonte nonostante che questa sono le accuse fino ad ora rivolte alle sole rinnovabili;

4. aumenta il gnl rispetto al gas naturale nelle condotte con un ruolo preponderante degli USA ma anche un ruolo comunque significativo della Russia a dimostrazione di quanto rilevino più le strategie geopolitiche di quelle sulla affermata difesa della Ucraina contro gli invasori russi;

5. nella generazione elettrica riprendono quota gas e carbone a conferma del rischio che la penetrazione elettrica si traduca in un ritorno delle fossili con buona pace degli obiettivi di neutralità climatica;

6. nel quadro sopra elencato le riduzioni di emissioni di CO2 sono troppo limitate e non sufficienti pe rispettare l’Accordo di Parigi (QUI). Senza dimenticare, cosa che invece fa il Rapporto del GME, le emissioni di metano (QUI) anche grazie il proliferare del trasporto di gnl e rigassificatori conseguenti;

7. gli investimenti per la transizione net zero emissioni gas serra non sono sufficienti soprattutto che continuano ad essere significativi i sussidi per le fossili.


Vediamo più approfondimentamente le problematiche sopra elencate con una analisi critica più complessiva sul rischio in atto di un forte ritorno delle fossili e del fallimento degli obiettivi di neutralità climatica 2030-2050.  

giovedì 23 novembre 2023

La riforma dei dragaggi in mano agli operatori portuali

Il Ministro delle politiche del mare ha delegato al Cipom (Comitato Interministeriale per le politiche del mare) la stesura della ennesima riforma, in chiave ultra-semplificatoria, della disciplina dei dragaggi. Come afferma fonte (QUI) non certo tacciabile di ambientalismo estremista la delega viene conferita ad un: “un comitato d’esperti” composto in larga parte da lobbisti portatori di interessi vari (armatori, militari, think thank, ecc.) ma non esaustivi di quelli dal tema dragaggi toccati.”

La delega per una nuova riforma dei dragaggi nasce dal Piano del Mare deliberato proprio dal CIPOM ma siamo di fronte ad una ulteriore riforma voluta dalla lobby portuale rimasta insoddisfatta della proposta di nuovo regolamento (QUI) per la gestione delle terre e rocce di scavo nella parte che riguarda i dragaggi  che speravano invece di poter applicare il nuovo regolamento (che permette di classificare le terre e rocce di scavo come sottoprodotti e non più rifiuti) anche per lo sversamento in mare dei fanghi di dragaggio.

Insomma un altro esempio del tentativo in atto, e in parte già realizzato, di commissariamento del diritto ambientale nei porti (QUI) ed in generale (QUI), con la scusa della TRANS/AZIONE Ecologica!

 

mercoledì 22 novembre 2023

La UE indica come applicare il principio DNSH: «non arrecare un danno significativo all'ambiente”

Nella GUCE lo scorso 11 ottobre 2023 è stata pubblicata una Comunicazione (QUI) della Commissione UE su Orientamenti tecnici sull'applicazione del principio non arrecare un danno significativo (acronico inglese DNSH) a norma del regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Di seguito prima una sintesi sugli aspetti più significativi della Comunicazione e poi una illustrazione più approfondita della sintesi...

martedì 21 novembre 2023

Diritto di accesso ai dati dei campionamenti sullo stato delle foreste

Conclusioni (QUI) dell’Avvocatura UE in relazione ad una controversia nata dalla attività dell’Agenzia per l’ambiente dell’Estonia che raccoglie, a intervalli regolari, presso determinati posti di campionamento permanenti, che forniscono dati utili per verificare lo stato generale delle foreste. Con le motivazioni che riporto nel post che segue la Avvocatura UE ha dichiarato che i dati dai suddetti campionamenti sono accedibili dal pubblico, associazioni ambientaliste prima di tutto, come informazioni ambientali. Le conclusioni dell'Avvocatura UE sono state accolte dalla sentenza 7 marzo 2024 (QUI). 

lunedì 20 novembre 2023

Zona economica speciale unica per il Sud : Comuni e comunità locali commissariate

Che le Zone Economiche Speciali stiano diventando uno degli ennesimi strumenti per aggirare il ruolo degli enti  e delle comunità locali nel contribuire a decidere o almeno controllare le grandi scelte strategiche dei territori è noto da tempo come ad esempio ho spiegato in questo post QUI dove trattavo il parallelismo tra le zone economiche speciali (ZES) con le zone logistiche semplificate (ZLS) per le aree portuali.

Si tratta quindi un indirizzo avanzato da tempo anche dai governi precedenti a quello attuale che lega in modo molto pericoloso per l’ambiente e la democrazia crediti di imposta per le attività e i progetti collocate nelle ZES con semplificazioni e deroghe a norme anche ambientali e soprattutto una gestione di queste zone in modo centralistico tagliando fuori ogni democrazia decentrata con la scusa delle varie emergenze più o meno esistenti o anche forzatamente create.

Ora arriva anche la normativa che trasforma praticamente tutte le Regioni del Sud in una unica ZLS. La normativa in questione è compresa nel capo III del Decreto-Legge 124/2023 (QUI), ora convertito nella legge 162/2023 senza modifiche (QUI), per cui a far data dal 1° gennaio 2024 é istituita la Zona economica speciale per il Mezzogiorno - ZES unica, di seguito denominata «ZES unica», che ricomprende i territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.

Assume quindi un significato quanto meno contraddittorio quanto previsto dall'articolo 19 del Decreto Legge 124/2023 ora convertito nella legge 162/2023, prevedendo misure per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali delle Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ti tolgo i poteri reali ma ti permetto di assumere personale!

P.S vedi bonus ex articolo 24 legge 85/2024 QUI.

Di seguito prima una breve sintesi delle principali novità della nuova normativa e nella seconda parte del post una analisi puntuale della disciplina di questa ZES unica per il Sud.

domenica 19 novembre 2023

Inchiesta Pubblica sul Paur per la discarica ex cava fornace ci vuole più trasparenza

È in corso, dopo la prima udienza preliminare, la Inchiesta Pubblica relativa al procedimento di PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) per l’ampliamento dell’altezza di coltivazione della discarica di rifiuti speciali in località loc. Porta nei Comuni di Montignoso (MS) e Pietrasanta (LU).

Una vertenza che seguo da anni per conto del Comitato di cittadini residenti nella zona che da anni si batte per la chiusura di questa discarica di cui ho trattato più volte nel passato su questo blog, QUI.

 

L’Inchiesta pubblica in corso è stata ad oggi impostata in modo molto discutibile per vari motivi:

giovedì 16 novembre 2023

Trattato ONU sull'Alto Mare: la biodiversità marina a rischio

Raggiunte le 68 firme di Stato che hanno sottoscritto il nuovo Trattato (QUI).

L'obiettivo del Trattato è garantire la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica marina delle aree fuori giurisdizione nazionale, per il presente e a lungo termine, attraverso l’efficace attuazione delle pertinenti disposizioni della Convenzione e ulteriore cooperazione e coordinamento internazionale.

Si veda anche che l’80° riunione del Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), tenutasi a Londra dal 3 al 7 luglio, ha adottato la Risoluzione che rende operativa la Area Marina Particolarmente Sensibile (PSSA) del Mediterraneo Nord-Occidentale (QUI).

Il Trattato è molto importante anche perché la situazione del mare a livello globale non è messa bene come dimostrano vari studi ufficiali di questi anni di cui si riporta una sintesi nella parte finale del post.

mercoledì 15 novembre 2023

Direttiva su fonti rinnovabili: la UE si fa lo sconto

Dopo l’accordo (QUI) tra Consiglio e Parlamento UE è stata pubblicata la nuova Direttiva 2023/2413 del 18 ottobre 2023 (QUI).

La nuova Direttiva fisa la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico complessivo dell'UE al 42,5% entro il 2030, con un'integrazione indicativa supplementare del 2,5% che consentirebbe di raggiungere il 45%. Ciascuno Stato membro contribuirà a questo obiettivo comune. Entrambe le istituzioni dovranno ora approvare l'accordo politico provvisorio.

Quindi l’obiettivo del 45% ha per ora natura solo volontaria per i singoli stati membri in contrasto con quanto previsto dal Piano Repower EU (QUI) che prevedeva obbligatoriamente l’obiettivo del 45% (QUI).