martedì 8 maggio 2018

Elettrificazione delle banchine o uso del gas per limitare emissioni delle navi nei porti?

Secondo il presidente degli Agenti Marittimi genovesi, (vedi oggi sul Secolo XIX) il futuro per ridurre le emissioni da navi nei porti non è nella elettrificazione ma nel gas.
Affermazione che in se potrebbe avere degli aspetti di verità ma come sempre quando si parla di scelte a potenziale impatto ambientale si esprimono ragionamenti fondati solo su logiche tecnocratiche o peggio di mercato mai legate al principio base di ogni seria valutazione di impatto ambientale di una scelta.

domenica 6 maggio 2018

Parere Sanitario del Sindaco e AIA: alcuni chiarimenti dalla giurisprudenza e dalla legge

Seguendo varie vertenze in giro per l’Italia in relazione ad impianti assoggettati ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), mi trovo spesso di fronte alla rimozione,da parte dei Sindaci, della loro funzione di Autorità Sanitaria esercitabile con il Parere Sanitario di cui agli articoli 216 e 217 del Testo Unico Leggi Sanitarie come riportato dal comma 6 [NOTA 1] articolo 29-quater del DLgd 152/2006.

Recentemente nella vicenda dell’Impianto LaminaM di Borgo Val di Taro la maggioranza del Consiglio Comunale per rispondere alla richiesta di rilasciare detto Parere Sanitario, avanzata dalla Associazione per il Futuro delle nostre valli, ha presentato una mozione (difesa con toni in consiglio comunale non consoni per una istituzione elettiva vedi QUIche costituisce un ottimo esempio della suddetta rimozione.
Le tesi fondamentali espresse in questa mozione sono le seguenti:
1. il Parere Sanitario non è obbligatorio perché ora ci sono Arpa e Asl che hanno il compito di far pesare le problematiche di impatto sanitario nelle procedure di AIA
2. le prescrizioni del Sindaco presentate in Conferenza dei Servizi possono essere non acquisite dalla autorità competente al rilascio dell’AIA se non vengono adeguatamente motivate

Le tesi sopra esposte sono di per se contraddittorie come si capisce perché da un lato tendono ad affermare che il parere sanitario sostanzialmente è sostituibile da altri enti (tesi 1) e allo stesso tempo però che il Sindaco se presenta un parere con prescrizioni motivate queste possono incidere sulla decisione finale (tesi 2).

Anche alla luce della confusione che emerge dalla vicenda sopra riportata, la questione del Parere Sanitario del Sindaco ritengo vada adeguatamente valutata e chiarita nei suoi aspetti giuridico amministrativi utilizzando la significativa giurisprudenza in materia.

Porto di Spezia: cosa fare contro inquinamento è agli atti ma non c’è la volontà politica

Ringrazio il Secolo XIX di ieri per avere pubblicato esaustivamente il contenuto del mio post sull'inquinamento del porto e sul mancato rispetto delle prescrizioni del Piano Regolatore del Porto.

Quello che ho scritto in questo post non è altro che il contenuto di prescrizioni previste dagli atti di approvazione del PRP. Sono anni che ripeto queste cose sul mio blog e che vengono riportate dai quotidiani locali
Non credo che verrà fatto quello che è scritto in questi atti ne ancor di più ascolteranno, in Comune i miei consigli di azione amministrativa.

giovedì 3 maggio 2018

Noterelle sui rumori dal porto di Spezia e i minuetti Autorità Portuale - Sindaco

La Presidente della Autorità di Sistema portuale Spezia-Carrara dichiara oggi sul Secolo XIX: "elimineremo i rumori dal porto".
Ah si? si legga la prescrizione n 13 del giudizio di VIA del Ministero dell'Ambente: ""13. le attività con maggiore indice di rumorosità,dovranno essere confinate in apposite strutture protette e isolate acusticamente."

martedì 1 maggio 2018

Biodigestore di Taggia(IM): una procedura di valutazione e autorizzazione inadeguata


Le note che seguono sono finalizzate ad analizzare criticamente la procedura di valutazione del progetto di biodigestore previsto nel Comune di Taggia in Provincia di Imperia.
L’impianto, localizzato in località Colli, comune di Taggia, tratterà le seguenti categorie di rifiuti prodotti all’interno dell’ Area Omogenea Imperiese, che comprende la Provincia di Imperia e i tre Comuni Savonesi Andora, Stellanello e Testico:
• rifiuti urbani residuali a valle della raccolta differenziata;
• rifiuti organici dalla raccolta differenziata RSU;
• rifiuti “verdi” provenienti dalla manutenzione delle aree verdi cittadine e dalla raccolta differenziata di tali scarti;
• fanghi non digeriti risultanti dal trattamento delle acque fognarie.

L’impianto è concepito in maniera tale da poter trattare adeguatamente i rifiuti che saranno conferiti nelle seguenti quantità:
• Rifiuti urbani residuali: 49.000 ton/anno
• Rifiuti organici putrescibili da raccolta differenziata: 26.000ton/anno
• Rifiuti “verdi”: 19.000ton/anno
• Fanghi: 9.000 ton/anno
Quella che segue è la sintesi della mia Relazione al Convegno dello scorso 27 aprile c.a. organizzato dal Movimento 5stelle locale.

lunedì 23 aprile 2018

Dopo le inchieste su appalti ASL e Piazza Verdi: valutare, ruotare rimuovere i dirigenti e modello di Giunta Comunale

L’ultima inchiesta sulle presunte tangenti per i cantieri di Piazza Verdi si va ad unire a quella sull’ASL e ad altre precedenti a cominciare dallo scandalo storico di Pitelli e soprattutto della mancata bonifica del sito, golfo compreso. 
Ma non è solo questione di tangenti perché anche quando le scelte vengono fatte senza sistemi corruttivi queste producono lo stesso costi anomali alla Pubblica Amministrazione, inefficienze, conflitti giurisdizionali e soprattutto tra Comune e comunità locale. Si vedano:
1. gli appalti vari finiti sempre con varianti in corso d’opera (Piazza del Mercato, strada pedecollinare, etc.),
2. il finto fronte urbanistico dei quartieri del Levante in realtà una mera speculazion edilizia insensata rispetto alla riqualificazione del rapporto porto città
3. la bonifica dell’area ex IP durata anni in danno di migliaia di cittadini spezzini colpiti dalle emissioni odorigene incontrollate, 
4. le sentenze di condanna per danno ambientale alla centrale Enel mai applicate,
5. la vicenda del dragaggio del porto che ha dimostrato (senza bisogno di situazioni di corruzione) l’incapacità della pubblica amministrazione di controllare  e sanzionare autonomamente (senza intervento della magistratura) i comportamenti della ditta esecutrice,

e potrei continuare…

Allora di fronte a questa situazione le inchieste della magistratura vengano pure ci mancherebbe anzi meno male ma se vogliamo cambiare le cose il problema va affrontato alla radice e riguarda il modello di governo trasparente del Comune.

Tre sono le questioni fondamentali da affrontare:

venerdì 20 aprile 2018

LE BUONE REGOLE PER GESTIRE UNA VERTENZA AMBIENTALE

Premessa: se non agisci a partire dal merito del problema ma soprattutto od esclusivamente dalla finalità di apparire (politicamente, elettoralmente, personalmente) difendi solo la tua immagine ma non i cittadini che a parole dichiari di difendere.


martedì 10 aprile 2018

Gli atti ufficiali lo dimostrano: il centro commerciale in area ex SIO può essere bocciato


Finalmente ho potuto esaminare la documentazione completa dell’iter amministrativo e, anche se ne ero piuttosto certo da prima, ora ho pure i riscontri documentali completi per  riaffermare quello che sostengo da tempo. Il nuovo centro commerciale nell’area ex SIO nel Comune di Spezia può essere fermato o bocciato per le motivazioni e secondo le modalità che spiego nel post che segue...

sabato 7 aprile 2018

VIA volontaria o VIA postuma?


Seguendo varie vertenze ambientali  dove gli impianti e le attività che producono disagi alla popolazione residente non avevano avuto la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale  nei tempi di legge, c’è chi chiede ai gestori di detti impianti di avviare una VIA “volontaria”.
La VIA volontaria, giuridicamente parlando, non esiste e prenderla in considerazione rischia, sempre che i gestori degli impianti la accettino, di essere gestita in totale discrezionalità da coloro che avevano già violato la normativa (con la complicità delle Autorità Competenti in materia) e che hanno prodotto e continuano a produrre disagi ai residenti della zona interessata dall’impatto ambientale e sanitario.