mercoledì 15 gennaio 2020

Fine del carbone nella centrale spezzina e la gara di primogenitura della piccola politica spezzina!

Consiglieri di maggioranza a Spezia della lista Toti  (QUI) continuano a spacciare meriti che non hanno sulla fine del carbone a Spezia, facendo un torto in primo luogo al Sindaco che sostengono, perché le balle non aiutano gli amministratori anzi li mettono in difficoltà.

Visto che in giro per Spezia da mesi assistiamo tra le forze politiche a questa gara "idiota" su chi ha il maggior merito sulla futura chiusura del carbone a Spezia (nel 2021) in Italia (nel 2025) in un documento di Confidustria leggiamo che: “Entro il 2025 è prevista la sostituzione della generazione termoelettrica a carbone con le fonti rinnovabili e le centrali turbogas.". Questo documento è datato inizio Novembre 2018 quando la maggioranza in Consiglio Comunale aveva votato addirittura per la centrale a gas!
Allora cosa dovremmo dire che è merito di Confindustria della chiusura del carbone?

Ovviamente quella su Confindustria è una battuta anzi solo un esempio, potrei ulteriormente citare il SEN del 2017 o il progetto Enel Futur-E  (chiusura centrale di Spezia nel 2021) o quelli presentati, sempre da Enel, nella ultima revisione dell'AIA della centrale spezzina. Infatti relativamente a detta documentazione presentata da Enel in sede di revisione dell’AIA nel  file “documentazione generale” (Codice DVA/2019/2368) si legge: “si precisa che per rispettare la scadenza al 2025 della cessazione dell'utilizzo del carbone ai fini di produzione termoelettrica e la correlata individuazione delle tempistiche relative alla singola installazione è necessaria l'attuazione di quanto espressamente previsto dalla SEN 2017. In particolare, la SEN 2017 e anche la versione preliminare del Piano Integrato Energia e Clima, stabiliscono la necessaria attuazione di un articolato programma di adeguamento infrastrutturale che include nuova capacità produttiva (sia da fonti rinnovabili che da gas)”. Questa Nota di Enel è datata 31 GENNAIO 2019!  

Insomma la chiusura del carbone per la generazione elettrica è una tematica che deriva da una discussione avviata da anni in primo luogo dall’Europa  e solo il provincialismo della politica spezzina può ridurre il tutto a una questione di primogeniture localistiche.

Non sarebbe ora che tutti, dico tutti i soggetti politici, si mettessero a discutere di cose serie:
1. La politica energetica nazionale.
2. Gli obblighi europei in materia di mercato interno della energia elettrica e come tradurli in Italia: quanti MWe per la transizione al 2025 con quali fonti, in quali siti.
3. Le contraddizioni esistenti nel decreto di revisione AIA della centrale a carbone esistente che se da una data su dismissione della centrale contiene l’ovvio riferimento all’ultima parola  da parte del Ministero dello Sviluppo Economico: “fermo restando il pronunciamento del Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla sicurezza ed affidabilità del funzionamento del sistema elettrico nazionale”, così si afferma nelle Premesse, paragrafo 9, alla Prescrizione del decreto di revisione dell’AIA.

Fatela finita con gli infantili diritti di primogenitura, e fate politica seria nell’interesse degli spezzini e dell’intero Paese per non parlare dell’Europa.
Sarete ricordati tutti non per la chiusura del carbone, quella sarebbe arrivata comunque, ma su come avrete contribuito a uscire dal carbone e gestirne la transizione!


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