domenica 24 aprile 2016

Impianto rifiuti Cerri di Follo: chi controlla cosa?

Lo scorso Venerdì , invitato dai residenti della zona, sono stato nei pressi dell’impianto di messa in riserva con selezione, cernita, recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, ubicato in località Cerri del Comune di Follo.

Le problematiche di dubbia legittimità nelle autorizzazioni e nei controlli  ma soprattutto nella gestione dell''impianto in oggetto, hanno portato i residenti ha presentare lo scorso 9 luglio 2015 un esposto alla procura del Tribunale della Spezia, vedi QUI

Ma nonostante l'esposto e soprattutto il rinnovo dell’autorizzazione (a mio avviso con modalità del tutto illegittime, vedi QUI) avvenuto con provvedimento n. 92 del 19/1/2016 da parte della Provincia, nulla sembra cambiato rispetto alla situazione che va avanti ormai almeno da oltre un anno di violazioni palesi delle prescrizioni di legge ed autorizzatorie nella totale assenza di intervento delle autorità preposte sia amministrative (Provincia e Comune di Follo) che tecniche di controllo (Arpal e Asl).
 
Vediamo perché: mettendo a confronto le prescrizioni che dovrebbero essere teoricamente rispettate dal gestore dell’impianto con le immagini della attuale gestione dell’impianto riprese in area pubblica esterna all’area privata dell’impianto stesso.

Come afferma l’ultima autorizzazione del 19 gennaio 2016 nel suo dispositivo, la stessa è subordinata “ al rispetto di tutte le prescrizioni riportate nelle Determinazioni Dirigenziali n.70 del 18/06/2008, n.41 del 26/03/2009, n.99 del 21/06/2012, n. 216 del 09/04/2014 e n. 476 del 23/07/2015”.


Quali erano le prescrizioni principali contenute nelle autorizzazioni dal 2008 al 2015 e tutt'ora da rispettare? Vediamole sinteticamente:
a) lo stoccaggio dei rifiuti potrà avvenire solo nelle aree individuate nella planimetria pervenuta in data 18 aprile 2004
b) lo stoccaggio all’esterno dei capannoni potrà avvenire solo in contenitori muniti di copertura
c) in caso di stoccaggio esterno dei rifiuti, sia posta particolare attenzione alla raccolta delle acque piovane al fine di evitare che le stesse, venendo a contatto con i rifiuti, possano inquinare la falda o direttamente i corsi d’acqua,
d) lo stoccaggio esterno comunque dovrà essere dotato di appositi sistemi di copertura e avvenire su adeguata pavimentazione e non superare mai i limiti di quantità stoccabili;
e) non dovranno essere mescolate diverse categorie di rifiuti pericolosi. 



SITUAZIONE IMPIANTO IN QUESTI GIORNI (FOTO E VIDEO DEL MESE DI APRILE 2016)






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FOTO DELL'IMPIANTO DAL GENNAIO AL SETTEMBRE 2015





CONCLUSIONI
come si vede dal confronto tra le foto e le prescrizioni che dovrebbero essere rispettate la situazione continua ad essere la seguente: 
1. tonnellate di rifiuti lasciati nel piazzale 
2. una gran parte di questi rifiuti sono stati macinati creando una sorta di muro permanente e non rimosso 
3. impossibilità di capire se sono stati o meno mescolati tipologie di rifiuti pericolosi diversi 
4. assenza di contenitori coperti per i rifiuti all'esterno del capannone
5. assenza di intervento delle autorità preposte: Sindaco e Provincia. 


Ironicamente, rispetto al quadro sopra descritto, la Diffida della Provincia della Spezia n. 209 del 3 Aprile 2015 si è limita a chiedere esplicitamente solo il rispetto dello stoccaggio dei contenitori all’esterno  e la loro collocazione su superfici pavimentate dotate di regimazione delle acque. I cumuli di rifiuti stoccati nel piazzale all'aperto non esistono per la Provincia di Spezia, in compenso neppure lo stoccaggio dei contenitori esterni è a norma di legge come si vede con chiarezza dalle foto. 

Non credo ci sia altro da aggiungere. 

















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