domenica 10 aprile 2016

Nuova fumata dalla centrale Enel: la storia, i ritardi, i rischi per la salute

Nuovo allarme tra i cittadini per  le fumate “anomale” dalla centrale Enel nella giornata di ieri dal pomeriggio fino a tarda notte che riporto nelle fotografie riprese dai social network[nota1].
La questione non può essere risolta ne con l’allarmismo immotivato ma neppure con la rimozione con sufficienza come è già avvenuto circa un mese e mezzo fa da parte di Arpal: “si tratta solo di vapore acqueo”.
Il punto non è nella dimensione della fumata che, di per se,può essere dovuta a fenomeni meteo climatici locali. Il punto è che la fumata potrebbe essere associata ad un riavvio del gruppo a carbone.
Come è noto la centrale nella sua gestione da qualche anno a questa parte non funziona più come centrale di base (generazioni continua di energia elettrica per il sistema nazionale) ma solo come centrale di punta (generazione di energia quando ci sono aumenti del consumo o riduzione delle importazioni dall'estero soprattutto Francia ma non solo).
La questione è che nei riavvii si creano instabilità nella gestione della caldaia e quindi nella captazione degli inquinanti, anche perchè l'attuale AIA non contiene prescrizioni adeguate per questi riavvi continui della centrale. Quindi si tratterebbe di capire, con una richiesta formale alla Provincia ( i dati ce li hanno) o anche al Comune ma meglio la Provincia per competenze, se c'è una associazione tra la ennesima “fumatona” e il riavvio. Dopodiché la centrale, grande fumata o meno, inquina e nella fumata non c'è vapore acqueo come ho spiegato già tempo fa in questo post vedi QUI.
Ma cerchiamo di approfondire meglio la questione anche sulla base di altri episodi della storia recente della centrale….



UN POCO DI STORIA SULLE FUMATE “ANOMALE” DALLA CENTRALE
Ribadito quanto sopra occorre però approfondire un attimo anche con due esempi dalla storia recente della centrale Enel.
All’inizio del 2012 si verifica uno dei tanti episodi di fumate “anomale” dal camino della sezione a carbone della centrale. Il  10/1/2012 il direttore della Centrale dichiara: “Nei giorni scorsi, la centrale è rimasta inattiva per alcuni giorni per consentire l’esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria che vengono pianificati nei periodi in cui il fabbisogno di energia in rete è particolarmente basso, come quello appena trascorso….La nuvola bianca che tutti noi abbiamo visto formarsi sopra al camino è infatti il frutto del rapido raffreddamento che il vapore acqueo subisce quando questo viene a contatto con gli strati di aria fredda a bassa quota”.
Sempre secondo il Direttore della Centrale in relazione al sopra citato episodio del gennaio 2012 dichiarava: “la centrale di Spezia oltre al monitoraggio in continuo delle emissioni possiede un sistema di trattamento e filtraggio fumi tecnologicamente avanzato che colloca il nostro impianto fra i migliori in tema di tutela ambientale
Confrontiamo questa dichiarazione non con il mio pensiero ma con quello dell’Istituto Superiore di Sanità che, nella sua relazione [nota 2]  presentata al Comune di Spezia, afferma: “Altre CTE a carbone hanno adottato come sistema di abbattimento delle polveri la tecnica del filtro a maniche; tale tecnica viene indicata nei BRef, insieme agli elettrofiltri, come BAT.  L'utilizzo del filtro a maniche consente di poter imporre limiti più contenuti rispetto agli attuali (<< 10 mg/Nm3).  Infatti i BRef indicano, per filtri a maniche su centrali a carbone, la possibilità di avere emissioni inferiori di 5 mg/Nm3 e maggior contenimento della frazione a più bassa granulometria ed anche del mercurio”.

   
Il 12 Agosto del 2014 si verificò una delle tante fumate “anomale” dalla centrale. Secondo il comunicato Enel dell’epoca l’emissione anomala venne così definita:  La fuoriuscita di fumo è riconducibile a un fenomeno transitorio legato alla combustione che ha determinato una temporanea carenza di ossigeno. Quindi un cattivo funzionamento, sia pure transitorio, nella combustione dell'impianto.

Son solo due esempi, quelli sopra riportati in momenti diversi,  che dimostrano come ci sia spesso stato  un legame  tra fumate e gestione dei transitori della centrale.
Ma cosa sono i transitori in una centrale termolettrica?



IL CONCETTO DI AVVIAMENTO E DI ARRESTO
Secondo la legge vigente,  ex comma 1 articolo 268 DLgs 16ì52/2006, si intendono  per transitori:
bb) periodo di avviamento: salva diversa disposizione autorizzativa, il tempo in cui l'impianto, a seguito dell'erogazione di energia, combustibili o materiali, è portato da una condizione nella quale non esercita l'attività a cui è destinato, o la esercita in situazione di carico di processo inferiore al minimo tecnico, ad una condizione nella quale tale attività è esercitata in situazione di carico di processo pari o superiore al minimo tecnico;
cc) periodo di arresto: salva diversa disposizione autorizzativa, il tempo in cui l'impianto, a seguito dell'interruzione dell'erogazione di energia, combustibili o materiali, non dovuta ad un guasto, è portato da una condizione nella quale esercita l'attività a cui è destinato in situazione di carico di processo pari o superiore al minimo tecnico ad una condizione nella quale tale funzione è esercitata in situazione di carico di processo inferiore al minimo tecnico o non è esercitata;”



COSA SI PUÒ NASCONDERE DIETRO I TRANSITORI IN TERMINI DI RISCHIO AMBIENTALE E SANITARIO
Per capire cosa si nasconde voglio riportare le argomentazioni[nota 3] degli stessi consulenti del Comune di Spezia prima del rilascio dell’AIA avvenuta con decreto ministeriale del 6/9/2013. Afferma il documento dell’Istituto Superiore di Sanità: “la Sezione 3 ha operato in modo apparentemente più continuo ma con una potenza che, escluso i mesi di luglio ed agosto ha oscillato sempre intorno all’80% di quella nominale e per un tempo mediamente oscillante intorno al 65% del possibile.  Questa situazione è compatibile con l’esercizio di un impianto che segue le punte settimanali, ovvero viene posto in stand by nel week end.  L’ipotetico ma verosimile scenario sopra delineato è certamente penalizzante dal punto di vista delle emissioni in aria poiché implicherebbe un maggior numero di transitori e più lunghi tempi di emarcia degli impianti a potenza ridotta.”   
E’ chiaro quindi che spesso e volentieri, dimensioni o meno delle fumate “anomale”, non si tratti di manutenzione programmata in periodi straordinari di minor funzionamento, ma di una strategia di gestione dell’impianto per tutto l’anno che mira a chiudere il gruppo nei periodi in cui privilegia le importazioni dalla Francia, o l'uso di altri impianti, in una logica meramente speculativa. E queste chiusure (i c.d. transitori), come ammette anche l’Istituto Superiore di Sanità, sono pericolosi per l’ambiente. 
Peccato che l’Istituto Superiore di Sanità ma soprattutto il Comune non abbiano tratto le conseguenze di quanto sopra riportato.
Ma non è finita qui perché un altro documento in mano al Comune da anni affermava il rischio dei transitori nella centrale di Spezia. Questo documento è frutto dei consulenti del Comune di Spezia per la redazione del Bilancio energetico comunale. Secondo questo documento il contributo delle emissioni complessive di PM (particelle fini)  va anche assegnato a: “particelle di carbone incombusto durante il processo produttivo. In questo caso  l’incremento del valore specifico di emissione di PM nel corso degli anni rappresentati (vedi Grafico 3.2.5) deriva sia dall’incremento della produzione elettrica legata all’unità a carbone sia al fatto che, sulla base di quanto descritto nella Dichiarazione ambientale della centrale, la stessa subisca frequenti variazioni di potenza per soddisfare le esigenze dettate dalla rete elettrica nazionale. Nella stessa dichiarazione ambientale, ENEL sostiene che frequenti variazioni di potenza incidono negativamente sull’efficienza di captazione degli elettrofiltri con una conseguente maggiore emissione di polveri.”



IL PROBLEMA DEI TRANSITORI ERA GIÀ OGGETTO DI PRESCRIZIONI PRECEDENTI ALL’AIA DEL 2013 MAI RISPETTATE E SOPRATTUTTO MAI FATTE RISPETTARE DAL COMUNE E DALLA PROVINCIA DI SPEZIA
La normativa e le autorizzazioni precedenti all’ultima AIA del 2013, prevedevano prescrizioni di gestione dei transitori mai applicate, nel silenzio assordante prima di tutto di Comune e Provincia ma anche della magistratura, il tutto nonostante vari esposti del Comitato Spezia ViadalCarbone a partire dal gennaio 2012.  

La autorizzazione del 1997 nonché  il decreto ministeriale dell’1989 , prevedevano   l'obbligo della autorità competente (Ministero Ambiente, Regione, Provincia e Sindaco come autorità sanitaria) in caso di anomalie, avvii e arresti, di intervenire in modo: "che l'impresa riduca o faccia cessare le operazioni appena possibili e finché possa essere ripresa la normale attività, o che faccia funzionare l'impianto con combustibili meno inquinanti, eccetto i casi in cui vi sia assoluto bisogno di mantenere le forniture di elettricità.".
Non solo ma la autorizzazione del 1997 prevedeva che a prescindere dai valori di emissioni di legge, le emissioni a regime della centrale “saranno mantenute ai valori più bassi possibili mediante l’uso delle migliori tecnologie disponibili e l’esercizio ottimale della gestione impiantistica”. Come dire che l’ordinario funzionamento della centrale dovrà evitare anomalie adottando protocolli gestionali adeguati.
Ma la normativa successiva al decreto dell’89 e alla autorizzazione alla centrale del 1997 ha integrato queste prescrizioni prevedendo che per  i c.d. transitori (cioè gli avvii dei gruppi generatori e le eventuali anomalie) venissero applicate apposite prescrizioni predisponendo un apposito protocollo tecnico di gestione (comma 14 articolo 271 del DLgs 152/2006).

Insomma già dal 1997 si doveva intervenire sui transitori del gruppo a carbone anche con l’uso di combustibili meno inquinanti: il metano ovviamente, quindi senza bisogna di grossi investimenti che avrebbero consolidato la presenza della centrale sul territorio. 


LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA DECISIONE DELLA UE DEL 7 MAGGIO 2012
La Decisione rispetto alla normativa sopra riportata introduce vincoli più stringenti in materia di gestione di questi transitori anche per un impianto come la centrale Enel di Spezia.

La Decisione infatti all’articolo 3 afferma che al fine di stabilire la fine del periodo di avvio e l'inizio del periodo di arresto, si devono applicare le seguenti regole:
1) i criteri o i parametri utilizzati per stabilire i periodi di avvio e di arresto sono trasparenti e verificabili da terzi;
2) la determinazione dei periodi di avvio e di arresto è basata su condizioni che consentono un processo di produzione a regime nel rispetto della salute e della sicurezza;

Inoltre ai fini della determinazione dei periodi di avvio e di arresto le autorizzazioni agli impianti dovranno includere:
1.La introduzione del termine del periodo di avvio e l'inizio del periodo di arresto oppure processi specifici o valori soglia per parametri di esercizio associati alla fine del periodo di avvio e all'inizio del periodo di arresto e che sono chiari, facilmente monitorabili e applicabili alla tecnologia impiegata;
2.misure che assicurino che i periodi di avvio e di arresto siano ridotti al minimo necessario;
3. misure che assicurino che tutti i dispositivi di abbattimento siano messi in funzione non appena tecnicamente possibile.

Ai fini dell'applicazione di quanto sopra , si tengono in considerazione le caratteristiche tecniche e di esercizio dell'impianto di combustione e delle sue entità nonché le condizioni di esercizio dei dispositivi di abbattimento applicati.
Di questa Decisione sia gli enti spezzini che il Ministero dell’Ambiente in sede rilascio dell’AIA non hanno tenuto conto motivando il tutto con una “presunta” sperimentazione da avviarsi in sede UE…son passati anni e di quella sperimentazione nulla è stato comunicato alla città dal punto di vista del funzionamento della centrale spezzina!



DOPO LA AIA DEL SETTEMBRE 2013 LE COSE NON SONO CAMBIATE E SI CONTINUA A RINVIARE
L’AIA rilasciata nel settembre 2013 prevede al Paragrafo 10.3.1. (punto 9) del  Parere Istruttorio della Commissione AIA, ad essa allegato, l’obbligo di presentare un: “report sulle quantità emesse nei transitori dei gruppi generatori e un piano monitoraggio transitori (vedi anche Paragrafo 4.1.2. Piano di Monitoraggio sulla base della tabella 8). Tale obbligo secondo l’AIA doveva essere assolto ento il 26 marzo del 2014.  
La richiesta di chiarimenti sul rispetto di questo punto venne presentata dentro una Mozione, di iniziativa della consigliera Frijia approvata dal Consiglio Comunale del 27/11/2014. 

A quella Mozione rispose Arpal in collaborazione con il Comune con un interessante documento che relativamente al punto in esame nel 2015 affermava quanto segue: “a valle del nuovo sistema di misura automatica,il monitoraggio dei transitori di avviamento ed arresto avverrà con acquisizione, archiviazione dati e reportistica  tabellare….Saranno quindi acquisiti i dati di durata, di concentrazione media oraria di ossido di azoto, anidride solforose e polveri, volume di fumi da misura di velocità, relative emissioni massiche (Kg/h e Kg/evento), tipo di avviamento, tempo di durata, tipo di consumo di combustibile nell’evento.”.



CONCLUSIONI           
Quindi, siamo nel 2015 con il sopra citato Rapporto Arpal, e si continua a rinviare a futuri dati e futuri rapporti, nonostante la normativa imponga prescrizioni sui transitori dal 1997, nonostante che la UE abbia prodotto una Decisione come quella riportata sopra, nonostante che le fumate anomale continuino anche attualmente.

Non so quando e se la centrale chiuderà. Ho già spiegato che in base alla legge
(vedi QUIil termine di scadenza dell’AIA è il 2023 oppure addirittura il 2029 se la centrale continuerà ad essere certificata EMAS (marchio ecologico della UE).  Ma anche fosse vero che la centrale chiuderà nel 2021 restano ancora ben 5 anni come minimo di questa sezione vetusta che ha continui problemi gestionali. Tutto questo non è accettabile bisogna imporre una regime transitorio fondato sull’uso del metano fino alla scadenza dell’AIA o alla chiusura unilaterale da parte dell’Enel: vedi QUI.

Infine sui monitoraggi e l’attuazione delle prescrizioni dell’AIA  occorrono dei report, tradotti in linguaggio comprensibile ad un pubblico di non addetti ai lavori, che dimostrino l’avvenuto rispetto della vigente normativa che come visto sopra è complessa e molto articolata. Report previsti sia dalla normativa generale sull'accesso alle informazioni ambientali (DLgs 195/2005)ma soprattutto dalla normativa applicabile alla centrale Enel sulla c.d. Autorizzazione Integrata Ambientale (comma 8 articolo 29 decies Parte II del DLgs 152/2006). 




[1] Grazie a Corrado Danesi e Daniele Ceccarini
[2] Accordo di collaborazione Comune della Spezia e Istituto Superiore di Sanità – Autorizzazione Integrata Ambientale
[3] Accordo di collaborazione Comune della Spezia e Istituto Superiore di Sanità – Autorizzazione Integrata Ambientale

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