L’impianto
di gestione rifiuti pericolosi e non in località Cerri di Follo come risulta
dal titolo dell’articolo del Secolo XIX di ieri (pubblicato a fianco) è stato
sequestrato per i motivi che rilevano in questo post di pochi giorni fa (vedi QUI).
Tutto
questo conferma la situazione di grave illegalità in cui l’impianto ha
continuato a funzionare fino ad oggi nonostante le prescrizioni autorizzatorie
e le diffide della Provincia nonché ben due sentenze della Cassazione che
confermavano tale illegalità
In
questo quadro già di per se emblematico in Consiglio regionale ieri l’Assessore
Regionale all’Ambiente nel rispondere alla interrogazione di un Consigliere
5stelle ha svolto affermazioni molto discutibili che fanno pensare ad una
scarsa volontà di affrontare, al di la della questione specifica delle
violazioni delle prescrizioni delle autorizzazioni vigenti, una volta per tutte
la presenza di un impianto non adeguatamente (fino a oggi) valutato nei suoi
potenziali impatti e quindi non autorizzato secondo le norme di legge vigenti.
Valutazioni e autorizzazioni a norma di legge che se correttamente applicate, a
differenza di quanto sostiene l’Assessore Regionale avrebbero portato se non a chiudere l'impianto quanto meno a ridimensionarne quantità e tipologia dei rifiuti trattati nonchè la stessa struttura impiantistica.








