giovedì 23 giugno 2016

Inchieste Pubbliche: quale ruolo per cittadini, comitati e associazioni

Voglio chiarire bene il senso delle mie critiche di un post scritto sul mio profilo di fb sulla partecipazione. La questione è di grande rilievo visto che sarà oggetto anche di un confronto in consiglio regionale della Liguria dove sono state presentate tre proposte di legge che vogliono regolamentare i processi partecipativi anche con riferimento alla Inchiesta Pubblica nei procedimenti di VIA e VAS, vedi QUI, QUI,QUI

Il mio ragionamento svolto nel post su fb si riferiva in particolare alle Inchieste Pubbliche nelle procedure di VIA.  Queste Inchieste funzionano solo a condizione che vengano vissute per quello per cui sono nate, non uno strumento per sostituirsi ai decisori (per quello si sa ci sono le elezioni o i movimenti di massa al limite) ma come un momento decisivo della fase di valutazione. 


Valutare non è decidere ma permettere una ponderazione adeguata di tutti gli interessi in campo che stanno dietro il progetto assoggettato a valutazione/decisione.
Quindi e per fare un esempio il Rapporto Finale della Inchiesta Pubblica deve essere una fotografia di tutto ciò che è emerso dalla Inchiesta, non è ammissibile porre veti sul suo contenuto a meno che questo contenuto sia in contrastato con quanto emerso dalle udienze o quanto depositato in termini di memorie ed osservazioni.

Insomma il Rapporto Finale non è un documento politico da votare a maggioranza, questo è un vincolo per tutti sia per i rappresentanti dei cittadini che per chi propone il progetto che per il Presidente della Inchiesta Pubblica.

Il compito dei Commissari della Inchiesta Pubblica (compresi i rappresentanti di comitati e di associazioni) è quindi quello di verificare che tutto ciò che è emerso dalle Udienze venga correttamente riportato nel Rapporto Finale; per questo il Rapporto Finale va distinto dal Parere del Presidente della Inchiesta, questo ultimo è solo di responsabilità del Presidente.
Quanto sopra  non è di gradimento di qualcuno? beh come dire non è obbligatorio partecipare ma se si partecipa ad una fase di valutazione e non di decisione o di co-decisione bisogna essere consapevoli che queste sono le regole altrimenti si trasforma l'Inchiesta in una sorta di organo collegiale deliberante che non è perché non potrebbe esserlo per legge.
 
Certo le conclusioni della Inchiesta potrebbe essere recepite dagli organi decisionali e questo però  può essere possibile solo con un ulteriore passaggio che trasformi i contenuti emersi dal Rapporto Finale in un accordo volontario ai sensi dell’articolo 11 della legge 241/1990 sul procedimento amministrativo che disciplina la procedura in base alla quale si possa arrivare a stipulare accordi volontari in sostituzione del provvedimento amministrativo finale.


P.S. annotazione procedurale
Può accadere, come sta in parte accadendo ad esempio nella Inchiesta Pubblica sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto di discarica di Saturnia ma anche in quella per il Biodigestore di Isola del Cantone a Genova, che vengano sollevati vizi procedurali significativi che potrebbero rendere illegittimo a priori l’intero procedimento di VIA, quindi a prescindere da come verrà svolta l’istruttoria e quindi come verrà esercitato il potere discrezionale della Autorità Competente a rilasciare il provvedimento finale di VIA  o di VAS.  
In questo caso, cioè dopo aver sollevato un vizio procedurale che renderebbe non procedibile non tanto l'Inchiesta ma addirittura l'intero procedimento di valutazione/autorizzazione, non si dovrebbe partecipare alla Inchiesta e quindi a tutte le Udienze ma fin dall'inizio o quanto meno dal momento in cui si è sollevato il vizio procedurale e lo si è comunicato al responsabile del procedimento. In caso contrario partecipare lo stesso alla Inchiesta dopo aver sollevato un vizio procedurale tanto più aderendo, ad esempio al Comitato della Inchiesta o chiedendo modifiche al Rapporto Finale, comporterebbe, in caso di eventuale impugnazione del provvedimento finale di VIA, il rischio molto alto di regalare un argomento forte alla controparte che potrebbe argomentare una sorta di silenzio assenso al corretto svolgimento della procedura di VIA o di VAS, proprio perché la partecipazione alla Inchiesta è un atto volontario e non obbligatorio come invece sono le osservazioni ordinarie del pubblico interessato.  Come dire il modo migliore per autodistruggersi le motivazioni sul vizio procedurale sollevato sempre che questo vizio sia fondato ovviamente ma questo è altro discorso non oggetto di questo post ma delle singole e concrete procedure di VIA. 
  


Se qualcuno vuole approfondire anche con casi studio, vedi QUI

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