venerdì 1 gennaio 2016

Stazione crociere a Spezia:dal “cazzeggio” politichese alla analisi rigorosa degli atti

Tutti quanti a “cazzeggiare” sullo scontro politico/personale tra Forcieri (Presidente della Autorità Portuale e Federici (Sindaco di Spezia) in relazione alla prospettata nuova stazione crocieristica.
Ma praticamente nessuno che affronti la questione a partire dagli atti pubblici che stanno dietro la realizzazione della stazione crocieristica a cominciare da quanto prevedeva la delibera del Consiglio regionale che approvò il Piano Regolatore del Porto nonché il giudizio di VIA del Ministero del’Ambiente nel 2006. Nonché da ultimo il decreto del MIBAC del 17/12/2015 che relativamente all'ambito 5 Marina della Spezia impone la necessità di una ulteriore valutazione di compatibilità ambientale prima di dare via libera al a nuovo Molo Crociere a servizio della stazione marittima.
È tipico di questa città affrontare le discussioni sulle grandi decisioni strategiche  in modo confuso, contraddittorio e soprattutto senza un metodo corretto per valutare gli interessi a confronto per poi trovare soluzioni sostenibili nell’interesse non solo di una parte (per importante che sia) ma generale.

Allora vediamoli questi atti giusto per riportare la discussione ad un livello serio sotto il profilo politico amministrativo.


COSA DICONO LE PRESCRIZIONI del 2006 (ancora in vigore) INSERITE NEL GIUDIZIO DI VIA E NELLA DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LIGURIA CHE APPROVARONO A SUO TEMPO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO
Si riportano in corsivo i punti salienti (in relazione all’ambito di Calata Paita interessato dal Waterfront e stazione crocieristica) dei documenti inerenti la valutazione di impatto ambientale e la approvazione del PRP

Il parere della Regione nel giudizio di VIA (valutazione di impatto ambientale) del PRP
1. Con riferimento ai rapporti tra il PRP e i Piani urbanistici comunali è comunque da rilevare, anche alla luce di uno specifico rilievo in tal senso formulato nel parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che gli specifici parametri urbanistico-edilizi indicati dal PRP per le funzioni diverse da quella di stretta pertinenza portuale (vedasi ad esempio quelli relativi alla funzione industriale) non possono superare o modificare quelli specificamente indicati dal PUC, tenuto anche conto che il PRP prevede in queste zone parametri che determinerebbero  un maggiore impatto sotto il profilo paesistico .
2. la nuova stazione marittima ed il relativo nuovo molo innestato su Calata Paita nell’ambito 5) destinati dal PRP  a funzione crocieristica non risultano congruenti con la destinazione funzionale assegnata  a detto ambito nel recente Piano della Costa elaborato dalla Regione Liguria che, invece, indica Calata Paita come zona portuale commerciale in trasformazione con indirizzo a funzione di solo turismo nautico;la suddetta incongruenza dovrà essere oggetto di riesame da parte del   Comune  della Spezia promotore e della  Regione Liguria;
3. nella valutazione degli interventi puntuali  in attuazione del PRP stesso  verranno meglio definite le quantità ammissibili  in relazioni agli impatti sul paesaggio potendo solo in quella  fase raggiungere una sufficiente definizione progettuale.
4. dovranno essere scelti degli indicatori ambientali idonei sulla base dei quali verificare i risultati e gli effetti  territoriali e funzionali attesi dal piano.


Il giudizio di VIA del Ministero dell’Ambiente sul PRP
1. dovranno essere attuati opportuni provvedimenti al fine di impedire l’insorgere all’interno della  rada della Spezia di  perturbazioni   tali che, per la  particolare circolazione delle acque(corrente residua entrante dal fondo ed uscente in superficie e “pompaggio”attraverso le bocche per l’oscillazione di maree e sessa),  potrebbero propagare i loro effetti verso il settore del Mar Ligure  interessato dal Santuario dei cetacei data la  sua vicinanza   all’area  d’intervento ;  particolare riguardo dovrà essere posto   per  la movimentazione non protetta dei sedimenti del fondo marino del golfo che  potrebbero determinare la propagazione di sostanze a più fine granulometria ;dovranno osservarsi al riguardo tutte le prescrizioni  che potranno essere imposte del Comitato di pilotaggio;    
2. dovrà essere monitorato, secondo modalità da concordare con le competenti Autorità, l’andamento della carica dei nutrienti che si svilupperanno nella rada della Spezia in relazione all’incremento del  personale viaggiante,passeggeri e quantità di rinfuse  processate all’aperto in conseguenza dell’aumento del traffico marittimo;al fine di  limitare le concentrazioni di nutrienti e di chemicals all’interno della rada portuale dovrà essere redatto un progetto che preveda  la costruzione di opere di diversione (raccolta reflui dalle sedi stradali, controllo delle acque di scarico, controllo affluenti domestici ed industriali) per la  canalizzazione in depuratori delle acque di dilavamento delle banchine portuali e delle sedi stradali e la depurazione degli scarichi a mare dei principali corsi d’acqua.
3.  dovranno essere valutate e verificate con gli Enti interessati le possibili interferenze sulle condizioni ambientali imposte:  a)  dalla nuova destinazione alla funzione  crocieristica assegnata  a Calata Paita  nell’ambito 5 che prevede la realizzazione di una nuova stazione marittima con relativo nuovo molo innestato sull’ambito


La Delibera del Consiglio Regionale che ha approvato il PRP
1. Per gli ambiti diversi da quello strettamente portuale-commerciale (Ambito 6) ,i parametri urbanistico-edilizi, le destinazioni d’uso e le modalità attuative sono quelle contenute nel PUC, fermo restando che la delimitazione dello specchio acqueo utilizzabile è quella definita dalla tavola di PRP
2. Il PRP non si dà carico di differenziare le regole e la conseguente disciplina della parte strettamente portuale o mista (portuale/industriale/urbana) e quelle parti prevalentemente urbane (intendendo per tali quelle in cui non si svolgono funzioni portuali) Conseguentemente non viene differenziata la normativa e le modalità di intervento. Al riguardo è prescrivere quanto segue.  Le norme del PRP devono riportare per ciascun ambito la relativa disciplina di intervento in termini di destinazione d’uso, parametri e modalità attuative, flessibilità  delle relative indicazioni.
3. Per quanto concerne la funzione di un nuovo molo in Calata Paita  per rendere attuabile la prima Stazione marittima per navi da crociera del Golfo di la Spezia(così indica la Tavola dell’Ambito 5 e così prevede l’art. 11.3.3.2 che indica in calata Paita la funzione crocieristica   e quella traghetti) nella pronuncia di VIA statale si demanda alla valutazione  e alla verifica degli Enti interessati l’ammissibilità di tale funzione crocieristica e della realizzazione della nuova stazione marittima con relativo nuovo molo. Si ritiene che tale scelta debba essere approfondita alla luce del progetto di Waterfront .  In tale contesto dovrà essere riconsiderato anche l’ampliamento del Molo Italia;  resta fermo che l’assetto urbanistico definitivo di tale ambito conseguirà dall’esito del progetto di water-front.


Conclusioni sulla base delle suddette prescrizioni
Risulta chiaro dalle prescrizioni sopra riportate (di seguito richiamate nei punti affiancati alle mie conclusioni) che:

1. Il PRP per le funzioni distinte da quelle strettamente portuali deve essere coerente con Piano urbanistico comunale il che tradotto significa che il Comune di Spezia poteva e può ancora intervenire per dare prescrizioni urbanistico edilizie al progetto di waterfront (vedi sopra punti 1 , 2  e 3 del parere della Regione sulla VIA e punti 1 e 2 della delibera del Consiglio Regionale di approvazione del PRP) e quindi anche alla stazione crocieristica.

2. Il vecchio Masterplan del Waterfront veniva considerato dal Comitato Portuale (vedi le due delibere di approvazione di cui ho scritto qui) scontato nei suoi caratteri urbanistici ed edilizi, stazione crocieristica compresa, senza aver minimamente tenuto conto delle prescrizioni ambientali del Ministero dell’Ambiente in sede di giudizio di VIA, relativamente:
- alle modifiche di circolazione delle acque e dei sedimenti diffusi dalla incrementata attività di navigazione in rapporto all'impatto sul Santuario dei Cetacei (vedi sopra punto 1 giudizio di VIA)
- al sovraccarico di nutrienti nell’ambito del golfo dovuto sempre all'incremento di attività di navigazione (vedi sopra punto 2 giudizio di VIA)
- all’impatto ambientale cumulativo della stazione crocieristica sull'ecosistema golfo e aree limitrofe di pregio naturalistico (vedi sopra punto 3 giudizio di VIA)

3. si conferma come il Waterfront dovrà essere considerato non un progetto (vedi ad esempio il vecchio Masterplan presentato) ma uno strumento urbanistico attuativo e specificativo del PRP (vedi sopra punto 2 delibera Consiglio Regionale di approvazione del PRP) e quindi la necessità di applicare la VAS come analizzato qui e qui 

4. il vecchio progetto di Masterplan è stato elaborato senza aver elaborato in precedenza un set di indicatori ambientali in grado di misurarne , con fondatezza scientifica e trasparenza comunicativa, l’impatto ambientale potenziale (vedi sopra punto 4 parere Regione sulla VIA)

5. il progetto di Masterplan e le due delibere del Comitato Portuale sopra citate hanno dato per scontato la stazione crocieristica di questo progetto in palese contrasto con la prescrizione che prevedeva che la fattibilità della funzione crocieristica doveva essere preventivamente sottoposta ad adeguata valutazione degli enti interessati anche sotto il profilo della  accettabilità ambientale (vedi sopra punto 3 delibera Consiglio Regionale di approvazione del PRP



IL NUOVO DECRETO DEL MINISTERO AMBIENTE SULLA VIA PER GLI AMBITI 5 E 6 DEL PIANO REGOLATORE DEL PORTO DELLA SPEZIA
Questo Decreto (per il testo completo vedi QUIrelativamente all’ambito 5 del Piano regolatore del porto “Marina della Spezia” dove sono previsti l’ampliamento del Molo Italia nonché del nuovo Molo Crociere a servizio della Stazione Marittima, rinvia ad ulteriori e indispensabili valutazioni di impatto ambientale.

In particolare il Decreto nelle sue premesse che hanno portato alla decisione di rinviare a nuove valutazioni sui progetti sopra indicati afferma che: “ Si ritiene opportuna una ulteriore veridica di compatibilità ambientale per l’ambito n. 5, prima dell’inizio dei relativi lavori, in ragione del fatto che il progetto non prevede specifiche mitigazioni per tale ambito puntando sulla completa elettrificazione delle banchine e il conseguente annullamento delle emissioni atmosferiche e di rumore provocate dallo stazionamento delle navi crociera; non sono tuttavia prodotti accordi con le compagnie crocieristiche che possano garantire l’attuazione di tale progetto che se resta solo sulla carta metterebbe in crisi una parte importante del porto prossimo al centro storico e ad elementi di pregio del paesaggio urbano. Inoltre, la morfologia del Molo Italia e del Nuovo Molto Crociere risulta diversa da quella prevista nel PRP, mentre i modelli matematici illustrati mostrano una modifica dell’idrodinamismo costiero per l’ambito n. 5, anche se non significativo, tuttavia su questi progetti non si è ancora espresso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; si ritengono pertanto opportuni approfondimenti ambientali con riferimento all’ambito omogeneo n. 5 a seguito del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.

Questa lunga premessa ha prodotto la prescrizione n.1 riportata dal Decreto Ministeriale in esame che recita: “la documentazione che dovrà essere presentata dovrà dimostrare la compatibilità delle funzioni e delle attività portuali ivi previste, previa determinazione degli impatti cumulativi con le restanti opere e  funzioni del PRP e con il traffico attuale cittadino, ovvero dovrà dimostrare con documenti certi i tempi dell’attuazione della alimentazione elettrica delle banchine ai fini dell’azzeramento delle emissioni su atmosfera e rumore; dovranno inoltre essere approfondite le modellazioni per l’idrodinamismo e il ricambio idrico nell’ambito 5”.

Tradotto quanto sopra, secondo il Ministero dell'Ambiente, significa:
1. Sulle emissioni da navi da crociera nel porto di Spezia siamo all’anno zero (ma questa non è una novità come ho ampiamente dimostrato anche QUI
2. Gli interventi previsti per l’ambito 5 (stazione crocieristica compresa) dovranno avere una nuova valutazione di impatto ambientale
3. La nuova valutazione di impatto ambientale dovrà verificare  l’impatto di quanto previsto nell’ambito 5. sulla circolazione delle acque nel golfo, sulla qualità dell’aria nonché  sulla valenza storico architettonica della zona centro della città.
4. gli interventi previsti nell’ambito 5 possono costituire variante al Piano regolatore del porto e su questo dovrà pronunciarsi il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.



CONCLUSIONI
Quanto sopra analizzato, al di  la del "cazzeggio" politico di questi giorni, dovrebbe far riflettere attentamente i nostri amministratori locali.
Se lo scontro tra Federici e Forcieri è una cosa seria, e non uno  gioco politichese in vista delle prossime elezioni amministrative del 2017, io credo che la questione vada riportata sul terreno del metodo di valutazione degli interventi previsti nell’ambito 5 del porto della Spezia.

A partire  dalla necessità che si esca dalle interpretazioni riduttive sulle prescrizioni  del PRP ma soprattutto della normativa ambientale da applicare alla attuazione degli interventi negli ambiti del PRP.
È infatti indiscutibile che gli interventi previsti come peraltro indicava la delibera del Consiglio Regionale del 2006 che approvò il PRP, debbano essere interpretati (al di la della questione varianti o adeguamento tecnico funzionale) come interventi di pianificazione e non di singoli progetti separati uno dall’altro. Peraltro questa interpretazione risponderebbe anche alla prescrizione dell’ultimo Decreto Ministeriale dello scorso 17 dicembre secondo la quale gli interventi dell’ambito 5 dovranno essere valutati anche in termini di “impatto cumulativo con le restanti opere e funzioni del PRP e con il traffico attuale cittadino”.

Lo strumento quindi è la Valutazione Ambientale Strategica dei Piani (VAS)  con una adeguata Inchiesta Pubblica che coinvolga finalmente la città in tutte le sue articolazioni socio economiche e culturali come peraltro indicano le ultime norme europee in materia di pianificazione degli ambiti costieri. Su questo ultimo e decisivo aspetto rimando ad un mio post precedente(vedi QUI), nella consapevolezza che, piano triennale delle opere o meno, quello che conta è la valutazione finale sulla sostenibilità degli interventi previsti dal PRP anche in questo ambito su cui si affaccia il centro città, questo giusto perché sia chiaro che la partita non è chiusa una volta per sempre, anche sotto il profilo giuridico amministrativo, come invece vorrebbe far credere più o meno esplicitamente il Presidente della Autorità Portuale e una certa opinione pubblica spezzina pilotata.

Questa città ha bisogno prima ancora della stazione crocieristica di cominciare a confrontarsi con trasparenza e metodo sulle decisioni strategiche che la riguardano.






1 commento:

  1. E' da molto tempo che lo ripetiamo inascoltati,speriamo che la diatriba porti a fare finalmente le cose nel modo giusto.

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