lunedì 31 agosto 2015

Da oggi nei porti siamo meno sicuri contro i rischi di incidenti pericolosi

Quatti quatti zitti zitti....il nostro governo con l'avvallo della commissione parlamentare competente ha abrogato la normativa che disciplinava il rischio di incidente industriale per i porti commerciali con presenza di sostanze pericolose.

Lo hanno fatto attraverso  il Decreto Legislativo 105/2015 che ha attuato la nuova direttiva Seveso III: Direttiva 2012/18/UE.


Lo hanno fatto abrogando (ex articolo 33 del DLgs 105/2015)  il decreto ministeriale 16 maggio 2001, n. 293 che disciplinava il rapporto di sicurezza che la autorità portuale doveva presentare e aggiornare per valutare in termini cumulativi (rispetto a tutte le attività a rischio nei porti) il rischio industriale.

Il Decreto era uno strumento di garanzia in più per cittadini, peraltro totalmente disinformati su questa normativa...... la lobbie portuale chiedeva da anni l'abrogazione di questo decreto, come dimostra questo vecchio post del 2003  vedi QUI


Da oggi anche i cittadini spezzini sono meno sicuri!




COSA PREVEDEVA IL DECRETO DEL 2003 ORA ABROGATO

Oggetto
disciplinava le modalità di redazione del rapporto  integrato  di  sicurezza  portuale,  del piano di emergenza portuale  e  dei sistemi di controllo relativi ai porti industriali e petroliferi


Definizioni
a) porto industriale e petrolifero: le aree demaniali marittime a terra  e  le  altre  infrastrutture  portuali - individuate nel Piano regolatore  portuale,  o  delimitate con provvedimento dell'autorità competente   -   nelle  quali  si  effettuano,  attività di carico, scarico,  trasbordo  e  deposito  di sostanze pericolose, destinate a stabilimenti  industriali,  impianti  produttivi  o  depositi, ovvero dagli stessi inviate al porto per l'imbarco.
b) "autorità  competente": l'autorità portuale nei porti in cui essa  e'  istituita  ai  sensi dell'articolo 6 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e l'autorità marittima negli altri porti.


Contenuto del Rapporto Integrato di Sicurezza Portuale
   Il  rapporto  integrato  di sicurezza portuale, contenente   le   informazioni  e  gli  elementi  di  cui all'allegato 1 al decreto in esame , .dovrà comunque  evidenziare :
i  pericoli  e i rischi di incidenti rilevanti derivanti dalle attività svolte nell'area portuale;
gli  scenari  incidentali  per  ciascuna sequenza incidentale individuata;
le   procedure   e  le  condotte  operative  finalizzate  alla riduzione di rischi di incidenti rilevanti;
le  eventuali  misure  tecniche atte a garantire la sicurezza dell'area considerata.


Contenuto del  Piano di emergenza portuale
   L'Autorità Portuale  , sentito il prefetto, predispone il piano di  emergenza  portuale  al  fine  di  limitare  gli  effetti dannosi derivanti  da incidenti rilevanti nei porti industriali e petroliferi e ne coordina l'attuazione.
   Il piano d'emergenza deve almeno indicare:
le  misure  per  controllare  e circoscrivere gli incidenti in modo  da  minimizzare  gli effetti e limitare i danni per l'uomo, per l'ambiente e per le cose;
la  procedura  di attivazione di tutte le misure di protezione dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
le  misure  per  il  rapido  ripristino  delle  condizioni  di sicurezza operative dopo incidente rilevante.


Piano di emergenza esterno
   L'autorità competente predispone e trasmette al prefetto e alla provincia tutte le informazioni utili per l'elaborazione del piano di emergenza esterno dell'area portuale


Sistema permanente di controlli
   Nei  porti  industriali  e  petroliferi  le misure di controllo predisposte   ai  fini  dell'applicazione  del  presente  regolamento consistono  in  verifiche  ispettive  intese ad accertare il rispetto delle  indicazioni e prescrizioni contenute nel rapporto di sicurezza integrato.  Le verifiche ispettive di cui sopra  sono effettuate almeno ogni  biennio,  e  comunque  dopo  ogni aggiornamento del rapporto di sicurezza integrato, da una commissione composta da un rappresentante del  Ministero  dell'ambiente,  del  Ministero  dei trasporti e della navigazione, del Ministero della sanità e dell'Autorità Portuale .

Competenze regionali
  Le regioni dovranno dare attuazione al decreto in oggetto con apposita disciplina ai sensi dell’articolo 72 dlgs 112/1998 che trasferisce, alle regioni,   le competenze amministrative in materia di industrie a rischio nonché di aree ad elevata concentrazione di industrie a rischio .



COSA SUCCEDERÀ…….
Ovviamente i cittadini avranno uno strumento in meno  di tutela dei loro diritti di informazione e soprattutto di sicurezza. Infatti sia il Rapporto di Sicurezza che i Piani di emergenza richiedevano, ai sensi della nuova Direttiva, una forte informazione e partecipazione del pubblico. 

Ora gli unici strumenti per valutare il rischio cumulativo dalla varie attività (a prescindere quindi da ogni singola/o attività/impianto a cui sia applicabile la normativa Seveso)  che  si svolgono nei porti potrà avvenire con gli strumenti seguenti:
effetto domino: sequenza  di  incidenti  rilevanti,  anche  di natura diversa tra loro, causalmente concatenati che  coinvolgono,  a causa del  superamento  dei  valori  di  soglia  di  danno,  impianti appartenenti a diversi stabilimenti (effetto domino di tipo  esterno, ossia inter-stabilimento) producendo  effetti  diretti  o  indiretti, immediati o differiti;
controllo di urbanizzazione : prevenzione dei rischi di incidenti da sostanze pericolose con gli strumenti urbanistici ordinari.

Inutile dire che trattasi di strumenti mai applicati nel territorio della nostra Provincia (come ho dimostrato qualche giorno fa in questo post sul Rigassificatore di Panigaglia)  ne nel resto della Liguria.




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