domenica 2 settembre 2012

EcoFesta del PD: il festival delle Eco-balle su centrale enel e rigassificatore!


Il nuovo assessore all’Ambiente del Comune di Spezia alla festa del PD si avventura in dichiarazioni per niente fondate sui due impianti energetici presenti sul nostro territorio: centrale enel e rigassificatore di Panigaglia

Di seguito riporto nei riquadri le tesi dell’assessore che in realtà sono quelle del PD e satelliti vari che governano gli enti locali spezzini, e subito dopo i riquadri ci sono le mie spiegazioni sul perché quanto affermato dallo Assessore e dal suo partito non corrisponda al vero. Non solo ma c’è in queste affermazioni una palese mala fede che arriva persino a rimuovere obblighi di legge nonché i provvedimenti proposti dal Governo Monti, e approvati con voto del PD in Parlamento, o presentati dallo stesso PD nei mesi appena passati, proprio in relazione ai c.d. impianti energetici strategici come quelli spezzini sopra citati. 


PRIMA TESI DEL PD
aspettiamo la conferenza dei servizi che deve convocare il Ministero dell’Ambiente

Questa affermazione tende a rimuovere quelle che sono le competenze e quindi le azioni che il Comune di Spezia può esercitare/attivare a prescindere da tali convocazioni.

Quali sono queste azioni:

1. Predisporre un parere  sanitario ai sensi di legge. Recita il comma 7 articolo 29quater del dlgs 152/2006 7. Nell'ambito della Conferenza dei servizi  di  cui  al  comma  5, vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di  cui  agli  articoli 216 e 217 del regio decreto 27  luglio  1934,  n. 1265,”. Tradotta in concreto questa norma significa che il parere del Sindaco è obbligatorio ed è rilasciato nell’ambito del suo ruolo di massima autorità sanitaria del territorio comunale.
Quindi il Parere deve avere la finalità di dimostrare la accettabilità sanitaria della presenza di una industria insalubre in zona abitate, il che comporta, almeno:
a) una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
b) una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
c) una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
d) una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto

2. attivare i propri poteri di ordinanza in relazione alle violazioni di legge in atto della centrale.  Infatti  la centrale relativamente alla emissione diffusa delle polveri emesse dallo sbarco del carbone non rispetta il punto 13 dell’articolo 2 della autorizzazione del 1997 in base alla quale attualmente funziona le centrale, il comma 4 articolo 269 del DLgs 152/2006 sempre relativamente alla prescrizioni contro tali emissioni polverulente, il comma 2 articolo 270 del DLgs 152/2006 sull’obbligo di convogliare in appositi sistemi isolati tali emissioni anche se questo potrebbe comportare costi onerosi per Enel SpA.

3. attivarsi verso il Ministero dell’Ambiente e in caso di inerzia di quest’ultimo usare i poteri di ordinanza sanitaria del Sindaco per attuare quanto previsto dalla Decisione della UE che impone nuovi obblighi nella gestione dei transitori (arresti e riavvi) delle centrali come quella di Spezia. Ho spiegato tutto qui.  



SECONDA TESI DEL PD
controlliamo il territorio con 13 centraline, quando forse ne basterebbero meno”.

Intanto voglio comunicare al PD spezzino che le modalità di monitoraggio delle ricadute degli inquinanti sono cambiate dal 2010….. se vogliono saperne di più si leggano il mio commento a questa normativa ed il testo della stessa, vedi quiA proposito il termine per adeguarsi alla nuova normativa scadeva il 30/9/2010. 
Questa nuova normativa stabilisce tra l’altro che con l’Autorizzazione Integrata Ambientale, in previsione anche per la centrale spezzina, potranno essere previste particolari forme di monitoraggio (nuove centraline comprese) ulteriori a quelle ordinarie di legge. 
Inoltre, sempre secondo questa nuova normativa, la dislocazione delle centraline e il loro numero dipenderà dalla nuova zoonizzazione che doveva essere predisposta da tempo e che deve tener conto degli agglomerati urbani più inquinanti in termini di impatto cumulativo delle diverse fonti.

Infine al di la del numero delle centraline conta anche la tipologia di inquinanti che vengono monitorati. Ora come è noto a tutt’oggi non è dato sapere se e come venga rispettata la norma (articoli 4 e  5 del DLgs 152/2007 sui microinquinanti e le ricadute al suolo degli stessi, nonchè del DLgs 152/2006 che ne disciplina le emissioni dal camino)  che impone ad Enel SpA il monitoraggio dei microinquinanti emessi dalla combustione del carbone. Inoltre non è dato sapere se Enel SpA rispetti il punto punto 14 della autorizzazione in base al quale Enel era obbligata a svolgere misure per rilevare il rumore della centrale e predisporre strumenti per limitarlo. 






TERZA TESI DEL PD
la gente deve sapere che i criteri che abbiamo chiesto all’enel anticipano la normativa europea più recente


Le cose non stanno così, vediamo invece come stanno:

1. le richieste dell’Amministrazione Comunale non sono sufficienti come ho ampiamente dimostrato anche nel recente passato. In particolare vengono rimossi, nella richiesta del Comune,  i microinquinanti che costituiscono il fattore di inquinamento più difficilmente controllabile, anche nelle centrali di nuova generazione, figuriamoci in quella di Spezia che per il gruppo a carbone ha una struttura impiantistica ormai totalmente superata dalle sezioni a carbone di nuova generazione che permettono riduzioni ben più significative e soprattutto realistiche. Basti pensare che le sezioni di nuova generazione riescono a ottenere limiti di emissioni, imposti nelle nuove AIA, inferiori all’80/90% degli attuali limiti di legge, come ho avuto modo di dimostrare nei post precedenti vedi ad esempio la tabella  di confronto riportata qui
Per i microinquinanti si prevedono solo richieste di monitoraggio peraltro già obbligatorie da tempo. Ma i microinquinanti si eliminano solo eliminando il carbone!
Vengono inoltre rimossi, nella richiesta di riduzione del Comune, inquinanti secondari (che si formano per reazione dagli inquinanti primari) come le PM10 secondarie, queste ultime contribuiscono alla concentrazione in aria di polveri sottili per oltre il 50% (fonte APAT Rapporto sull’inquinamento nelle aree urbane). 

2. come ho dimostrato in questo post (vedi quile Amministrazioni locali (Comune e Provincia) insieme con la Regione non hanno fatto rispettare tutta una serie di obblighi che dal 1997 sono a carico delle centrale Enel in base alla autorizzazioni di allora e alle leggi in vigore da tempo. 
 
3. la gran parte delle richieste del Comune non sono altro che la ripetizione di obblighi di legge già in vigore da tempo e che fino ad ora enel non ha rispettato, come ho dimostrato in questo post, vedi qui.



QUARTA TESI DEL PD
sui rigassificatori la prima cosa da fare è separare Snam rete gas dall’Eni”.  

No cari signori del PD, sui rigassificatori, ma la stessa cosa si potrebbe dire delle centrali, la prima cosa sarebbe quella di spiegare:

1. il significato della norma proposta dal governo Monti e poi approvata dal Parlamento (articolo 57bis della legge 35/2012) secondo la quale, si delega il governo a decidere quali   impianti  e  le  infrastrutture energetiche ricadenti nel territorio nazionale e di  interconnessione con l'estero, dovranno essere  identificati  come  prioritari. Tra questi sicuramente i rigassificatori compreso l’ampliamento di quello di Panigaglia. Infatti la norma sopra citata fa rinvio ad un’altra norma (articolo 3 del DLgs 93/2011 vedi quiche considera tra gli impianti strategici, da definire in numero minimo per "l'interesse" del Paese anche quelli di rigassificazione del gas liquefatto!.

2. il disegno di legge costituzionale presentato da numerosi deputati del PD (vedi quiche prevede il trasferimento alla competenza esclusiva della legislazione statale la materia della produzione e trasposto di energia di interesse nazionale. Se passa questa legge per fare un esempio concreto il no alla Intesa della Regione Liguria all’ampliamento del rigassificatore verrebbe aggirato e tutto il potere andrebbe al Governo!



CONCLUSIONI
Come al solito siamo di fronte ad un partito e agli amministratori da questo indicati che, pur di far passare i soliti progetti espressione degli interessi forti che hanno governato il nostro territorio, è pronto a falsificare le carte in tavola…… forse più che di una EcoFesta il PD avrebbe bisogno di una Eco coscienza!








2 commenti:

  1. Paola Patrignani2 ottobre 2012 03:47

    Buongiorno Dott. Grondacci,
    leggendo questo suo post, una domanda mi sorge spontanea?
    Se la Magistratura, a Taranto, ha ritenuto opportuno sequestrare gli impianti siderurgici dell'Ilva, possibile che la Magistratura, a La Spezia, non si occupi dell'Enel? Secondo Lei non sarebbe giusto che i cittadini debbano sapere qualcosa di più dell'aria che respirano?
    Io ritengo che l'Ilva sia un asset per il nostro paese, tanto quanto l'Enel.
    Ritengo che gli abitanti della Spezia abbiano gli stessi diritti degli abitanti di Taranto...
    Con quello che costa l'energia elettrica, probabilmente ENEL, piuttosto che aprire la centrale agli spezzini, per partecipare a concerti, non farebbe meglio ad adeguare la centrale con impianti tecnologicamente avanzati?
    Un caro saluto.

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  2. ottima osservazione paola, come saprai il Comitato Speziaviadalcarbone ha presentato due esposti e una memoria difensiva sulla violazioni di legge della centrale enel di spezia...... a questo la palla è in mano alla magistratura. A mio avviso le violazioni ci sono, sono ripetute come ho dimostrato nei miei post..... ma non sta a noi decidere......vedremo cosa farà la magistratura. Un fasciolo è stato aperto ma da qui a sequestrare gli impianti ce ne corre ovviamente.

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