martedì 6 giugno 2017

Elezioni: bonus carburante per Panigaglia ma non per la gestione del rischio di incidente

Tempo di elezioni amministrative , tempo di “regali” elettorali”.  Ecco arrivare il bonuns carburanti anche per i residenti nella circoscrizione 1 del Comune della Spezia. Il bonus è una sorte di premio per la “monetizzazione” del rischio dovuto alla presenza del rigassificatore di Panigaglia.
A fianco vedete la lettera inviata alle famiglie residenti dall’Assessore regionale competente.

Voi direte ma se ne parlava da tempo, si certo, ma guarda caso la lettera ai cittadini interessati arriva a pochi giorni dalla elezione nel Comune di Spezia. Eppure se ne parla da  oltre un anno (vedi QUI).

Peraltro a completezza informativa occorre precisare che la questione era stata tirata fuori anche dalla precedente giunta regionale poco prima delle elezioni regionali del 2015 ma in quel caso non avevano fatto in tempo a rendere operativa la elargizione (vedi QUI). 

Ma non è di questo che voglio soprattutto trattare, anche se la dice lunga sulla cultura politica di chi ci governa.
Però prima di tutto, per dovere di informazione, spiego in cosa consiste questo bonus

IL BONUS CARBURANTE
Si tratta di un bonus carburante da 450 euro a 4.800 residenti nei Comuni di Portovenere e nella circoscrizione 1 del Comune della Spezia. I beneficiari sono cittadini maggiorenni, in possesso di patente di guida e di un veicolo o motoveicolo, uno per nucleo familiare, risiedenti nelle aree interessate dall’estrazione di idrocaburi liquidi e gassosi e da attività di rigassificazione, in questo caso nel sito di Panigaglia.
Si tratta di un provvedimento che attua quanto previsto dal decreto Ministeriale 12 novembre 2010 (come modificato dal Decreto Interministeriale 7 agosto 2014), per il testo coordinato di questo decreto vedi QUI.

Ma il punto come scrivo sopra non è solo questa miseria  “elettoralistica” …


LE LACUNE SUL RISPETTO, DA PARTE DEL RIGASSIFICATORE DI PANIGAGLIA, DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI INDUSTRIE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Mentre si elargiscono elemosine ai residenti gli enti competenti, in primo luogo la Regione ma lo stesso potremmo dire di Prefettura e Comune di Portovenere, non controllano il corretto adeguamento nella gestione del Rigassificatore agli obblighi di legge e non informano adeguatamente i cittadini sui rischi di incidente e soprattutto sulle misure in caso di evacuazione che ovviamente nessuno si augura tanto meno il sottoscritto.

In sintesi questa è la situazione:
1. la mancanza di adeguate informazioni alla popolazione sui rischi di incidenti potenziali; 
2. le modalità di funzionamento dell’impianto, su cosa devono fare i cittadini in caso di incidente (la esercitazione svolta qualche anno non è sufficiente e non ha adeguatamente coinvolto la cittadinanza). Sullo stato del rispetto della normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante per il rigassificatore di Panigaglia ho scritto recentemente QUI;
3. lo stato del coordinamento della disciplina urbanistica del Comune di Portovenere in rapporto alla presenza di un impianto come il rigassificatore; in particolare il PUC del Comune di Portovenere non ha l’apposito elaborato: Rischio di Incidente Rilevante come richiede la normativa in materia da anni;
4. la questione delle compatibilità strategica di un rigassificatore in un golfo come quello spezzino in profonda evoluzione sotto il profilo dell’aumento del traffico mercantile, passeggeri e militare nonché con la vocazione turistica dello stesso anche in relazione alle vicine 5Terre.
5. il piano di emergenza esterno non aggiornato da oltre 4 anni
6. Mancato aggiornamento del sistema di gestione della sicurezza
7. non ha aggiornato il Rapporto di Sicurezza da almeno 5 anni e deve adeguare il proprio Rapporto di Sicurezza alla nuova normativa 
8. La Regione Liguria non ha mai applicato la valutazione dell’effetto domino: vale a dire la sommatoria del rischio di incidente rilevante nel nostro golfo per la presenza oltre che del rigassificatore di altre attività a rischio di incidente.

Per un approfondimento di queste lacune si veda QUI.

Ora e per concludere la Regione ha funzioni e competenze rilevanti in materia di industrie a rischio di incidente rilevante. In particolare  ex articolo 7 DLgs 105/2015 in materia di collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’ISPRA alle ispezioni per impianti a rischio di incidente rilevante di soglia superiore, nonché  quelle di collaborazione con i Comitati Tecnici Regionali alla individuazione degli stabilimenti soggetti ad effetto domino e delle aree ad elevata concentrazione di stabilimenti.



COMUNQUE POTEVA ESSERE FATTO UN USO DIVERSO DEL BONUS PREVISTO DAL DECRETO MINISTERIALE
Rispetto alle lacune sul rispetto della normativa in materia di industrie a rischio di incidente rilevante sopra esposte, si potrebbe obiettare: “ma qui le somme sono stanziate con un decreto ministeriale e quindi sono vincolate ad uso specifico: il bonus benzina”.
Non è vero ma ovviamente i nostri amministratori regionali e locali contano sul fatto che i cittadini non leggano questo decreto. Vediamo perché

Intanto emerge un  profilo di incostituzionalità di questa norma perché non si capisce come mai il bonus debba andare solo ai patentati e quelli che nel loro nucleo familiare non hanno la patente (pensiamo a moltissimi anziani che non guidano più) non vivono sul territorio, non subiscono anche loro la presenza dell’impianto di Panigaglia?

In secondo luogo il decreto ministeriale di istituzione del bonus idrocarburi usa fondi che spetterebbero in gran parte alla Basilicata per territori in cui le attività non contribuiscono ad alimentarlo. In particolare il fondo per la riduzione del prezzo alla pompa, dei carburanti, alimentato per lo più dalle royalty della regione Basilicata, dovrà essere ridistribuito anche a quelle regioni dove non si producono idrocarburi, ma sono ospitati impianti di rigassificazione. Un’attività che non genera royalty e quindi non alimenta il Fondo idrocarburi, in quanto non è un processo produttivo, ma una trasformazione di uno stato fisico (liquido) a un altro (gassoso). Così ha deciso il Consiglio di Stato su ricorso della Regione Veneto. Peccato che poi norma successiva abbia escluso il bonus per i rigassificatori offshore (vedi quello al largo dell’Adriatico: Porto Viro)  a dimostrazione dell’enorme pasticcio normativo che sta dietro questa “marchetta territoriale”.

Ma oltre a queste due riflessioni più generali e di principio, torniamo alla esistenza di spazi giuridico amministrativi che permettano un uso diverso di queste risorse
Secondo l’articolo 1 del Decreto 12 novembre 2010 (modificato nel 2014): “il «bonus idrocarburi» può essere attribuito direttamente, ovvero mediante altre forme agevolative”. In questo ultimo riferimento ci sarebbe lo spazio per Convenzioni Regione Comune interessato (nel nostro caso Portovenere) per usare diversamente  ed in modo più equo e sensato queste risorse. Ma chissà perché i nostri amministratori quando si tratta di studiare deroghe a tutela dell’ambiente portano sempre difficoltà insormontabili, le deroghe in danno dell’ambiente invece scorrono via veloci nella loro approvazione.



CONCLUSIONI
Prima Conclusione: se proprio volevano fare una “marchetta” non era meglio uno sconto sul gas direttamente nella bolletta, il gas quello lo usano tutti anche i non patentati no?

Secondo Conclusione: a prescindere dalla possibilità di usare diversamente i fondi sopra descritti, quello che conta alla fine è che i soldi per scorazzare in auto si trovano (pochi ma si trovano), quelli per sviluppare politiche di prevenzione dei rischi e della salute dei cittadini invece no!


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