martedì 4 ottobre 2011

Il Sindaco Federici: "Per la centrale Enel non vogliamo fare come il Comune di Vado" ... e chi glielo chiede?


Nel forum con Città della Spezia il Sindaco Federici ha dichiarato: “Non voglio fare come il sindaco di Vado che ha chiesto la chiusura dei gruppi a carbone e ha ottenuto il raddoppio dell'impianto.”. 

Intanto una precisazione la vicenda della centrale di Vado è molto diversa da quella di Spezia perché qui il gestore chiedeva addirittura un nuovo gruppo a carbone e un ammodernamento dei gruppi 3 e 4 . Il risultato della conferenza dei servizi è stato il via libera al nuovo gruppo,  il rifacimento di uno dei due gruppi esistenti e la chiusura dell’altro entro 9 anni. Occorre dire che tale risultato non è ancora stato tradotto nella vera e propria AIA perché è in atto uno scontro con la Regione e i Comuni di Vado e Quiliano per la stipula della convenzione socio economica e per la realizzazione delle rete di monitoraggio gestita direttamente da Arpal e altre questioni riguardanti la scala temporale dei lavori di ristrutturazione/ampliamento concordati in sede di Conferenza dei Servizi.


La differenza con Spezia è chiara qui l’Enel non chiede un nuovo gruppo e il Comune chiede l’ammodernamento dello stesso adeguandolo alle nuove normative ma senza mettere in discussione il carbone e lasciando comunque in funzione un gruppo di vecchia concezione sia pure con qualche abbellimento tecnico sempre che venga ottenuto in sede di rilascio dell’AIA.  A Vado invece la discussione principale era comunque su un gruppo nuovo di nuova concezione. Già solo questa differenza rende assolutamente senza senso il paragone con Vado.

Ma non voglio svicolare dal ragionamento del Sindaco Federici che sostanzialmente sostiene la seguente tesi: a Vado i due Sindaci sono stati troppo estremisti e per questo non sono riusciti a bloccare la nuova sezione a carbone.  E’ vero?  Vediamo le carte come si dice andando a leggere tutti gli atti istruttori presentati dal Comune di Vado e da quello di Quiliano relativamente alla procedura di rilascio dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) per la centrale di quella zona.   

 4/3/2009 lettera protocollo n.3660 (vedi file[1] nella sezione varie su AIA centrale di Vado del sito del Ministerodell’Ambiente ) inviata dai Sindaci dei Comuni di Vado e Quiliano ai vari Ministeri interessati dalla procedura di AIA.
In tale lettera si prospettavano due scenari:
SCENARIO 1: quello di trasformare i due gruppi 3 e 4 della centrale a metano
SCENARIO 2: riportiamo testualmente dalla lettera protocollata:  “ Installazione di due nuove sezioni a carbone di nuova concezione (atte a garantire rendimenti elettrici adeguati) e con le seguenti prescrizioni:
a)     alimentazione a metano delle fasi di accensione e avvio dei gruppi a carbone, al fine di evitare emissioni consistenti e pericolose, dovute alla presenza di incombusti ed al non adeguato funzionamento degli abbattitori delle emissioni stesse
b)     la copertura del parco carbone, oggi fonte di emissioni diffuse di polverino nella zona circostante
c)      la riduzione drastica dell’utilizzo delle risorse idriche, già prescritto in sede di approvazione del progetto di realizzazione del ciclo combinato a metano, non  attuato se non in minima parte e di fatto nuovamente rimandato e condizionato da Tirreno Power alla realizzazione del nuovo gruppo
d)     l’attribuzione ad un ente pubblico, con oneri a carico, dell’esercente e previo adeguamento delle strumentazioni alle normative vigenti, della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, di proprietà di Tirreno Power, ma realizzata a seguito di atti convenzionali con gli enti locali.“ . 

31/1/2011 lettera protocollo n.852 (vedi file[2] nella sezione varie su AIA centrale di Vado del sito del Ministero dell'Ambiente 
Con la quale, esercitando le proprie competenze i due Sindaci territorialmente interessati dalla centrale chiedevano come condizione preliminare per il rilascio dell’AIA:
"a) un piano di monitoraggio ante operam concordato e concertato con gli Enti sia nel metodo che negli ambiti da analizzare, con ampio spettro relativo al ciclo emissivo derivato dal carbone ai sensi del Dlgs 155/2010 (disciplina qualità dell’aria)
b) una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) a partire dalla correlazione dei dati ottenuti dalla precitata e concordata campagna di monitoraggio.
Tali elementi non possono essere posti come prescrizioni alla eventuale autorizzazione ma elementi fondamentali e imprescindibili per una corretta valutazione della portata degli impatti quindi essenziali alla valutazione.”



CONCLUDENDO
A me pare che da quanto riportato sopra si possa ricavare obiettivamente quanto segue:
1. I Comuni di Vado e Quiliano hanno posto due scenari a confronto (operazione legittima dal punto di vista dell’AIA: sono le cosiddette alternative tecniche e tecnologiche che possono riguardare anche le modalità di progettazione,  costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto). Uno solo degli scenari è il metano l’altro è quello del carbone con richieste assolutamente ragionevoli e non estremiste: coprire i carbonili, metano agli avviamenti, monitoraggio delle emissioni indipendente, ma soprattutto, udite udite, il mantenimento di due gruppi a carbone (lo stesso numero di quelli previsti dalla conclusioni delle conferenza dei servizi quando tra qualche anno uno dei gruppi esistenti verrà chiuso)!
2. I Comuni di Vado e Quiliano sotto il profilo sanitario chiedono invece due cose in più rispetto a quello che chiede il Comune di Spezia: un monitoraggio delle ricadute delle emissioni prima del rilascio dell’AIA (Il Comune di Spezia invece lo chiede come prescrizione interna alla futura AIA) e seconda cosa una valutazione di impatto sanitario (una simulazione) sulla base di detto monitoraggio.  Insomma una richiesta anche questa assolutamente non estremista e che rientra nelle competenze del Comune ai sensi del parere sanitario che lo stesso può rilasciare preventivamente al rilascio dell'AIA.

Come si vede nessuna richiesta estremista da parte dei Sindaci in questione, trattati come ingenui dal Sindaco Federici.  Allora perché la conferenza dei servizi non ha accolto le loro richieste per due ragioni una consequenziale all’altra:
  • La Commissione AIA che ha dato il via libera al progetto di Vado  ha una visione limitata della istruttoria di AIA perché interpreta riduttivamente la normativa che disciplina questo nuovo tipo di autorizzazione.
  • Proprio perché la Commissione AIA ha questa visione riduttiva i Comuni devono esercitare con grande rigore i loro poteri nel campo della prevenzione sanitaria. Ora è chiaro che nel caso in esame il limite dei due Comuni di Vado e Quiliano non è stato tanto quello di chiedere il monitoraggio e la Valutazione di Impatto Sanitario preventivi al rilascio dell’AIA, ma nel non aver presentato in Conferenza dei Servizi un vero e proprio parere sanitario elaborato da loro e con il seguente contenuto:

1.       una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto, attraverso:
-          una valutazione delle emissioni inquinanti della centrale
-          una valutazione delle ricadute inquinanti in aria, acqua e suolo
-          simulazioni sui tassi di mortalità e morbilità determinati da tali ricadute  
2.      una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
3.      una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
4.      una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto
5.      prescrizioni conseguenti alle valutazioni di cui ai punti precedenti


Insomma non è l’estremismo delle richieste che ha fatto, per il momento perché come abbiamo visto la partita anche li non è ancora chiusa del tutto, perdere la partita ai due Comuni del savonese, ma semmai un non completo esercizio delle proprie funzioni.  La legge è chiara i Comuni non devono chiedere la VIS o il parere sanitario ma devono rilasciare il parere sanitario.


Così stanno le cose! Quindi invito il Comune di Spezia a fare due cose:
1.   informarsi meglio delle istruttorie altrui prima di citarle
2.   esercitare compiutamente i proprio poteri senza estremismi ma anche senza interpretazioni riduttive della legge vigente.





[1] Titolo del file: “ Comune di Vado Ligure e Comune di Quiliano – Procedimento per l’AIA relativa alla centrale termoelettrica Tirreno Power sita nei Comuni di Vado Ligure e di Quiliano nota di trasmissione“ 
[2] Titolo del file: “Trasmissione richieste del Comune di Vado Ligure e Quiliano nonché della Associazione di Volontariato Onlus Uniti per la salute” 

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