venerdì 17 febbraio 2023

Ancora semplificazioni in deroga a norme ambientali mentre la Pubblica Amministrazione è inadeguata!

Il Governo Meloni, come risulta anche dal titolo del Secolo XIX pubblicato a fianco, annuncia la eliminazione di nuovi vincoli alle decisioni sulle opere per raggiungere gli obiettivi del PNRR e non solo.

Non è una novità il PNRR e in generale la Transizione Ecologica sono diventati il cavallo di Troia per far passare di tutto e di più tagliando fuori l’autonomia dei territori, le norme ambientali più importanti a cominciare dalla Valutazione di Impatto Ambientale in una sorta di commissariamento del diritto ambientale e del diritto delle comunità locali a partecipare alle scelte che impattano sui territori dove vivono. È questa la transizione ecologica che vogliamo?

La cosa indecente è che mentre continuano a semplificare i nostri governanti si dimenticano che il vero problema per l’attuazione del PNRR è l’efficienza della Pubblica Amministrazione non le leggi che ne definiscono i compiti e non lo affermo io ma la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale e i blocchi di assunzioni decisi dal nuovo Governo.  

Della serie il vero obiettivo è commissariare il diritto ambientale non accelerare le decisioni!

In questo post elenco sinteticamente, rinviando a LINK di approfondimento, tutte le deroghe e semplificazioni assurde prodotte ad oggi in danno dell’ambiente e della partecipazione delle comunità locali.

giovedì 16 febbraio 2023

Istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare

L’articolo 12 della legge 204/2022 (QUI) introduce nel DLgs 300 del 1999 (QUI) il Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM), con il compito di assicurare, ferme restando le competenze delle singole amministrazioni, il coordinamento e la  definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro delegato per le politiche del mare, ove nominato, sarà adottato il regolamento interno del Comitato, che ne disciplina il funzionamento. 

 

mercoledì 15 febbraio 2023

Golfo spezzino hub del gas via libera al progetto

In questo post QUI dello scorso 24 novembre 2022 ricordavo come il progetto Vessel Reloading’ di Snam per il rigassificatore di Panigaglia (Portovenere) era vicino ad ottenere la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), nel post di allora ricordavo come in un ancora precedente post del 2015 (QUI) avevo denunciato il rischio della trasformazione del golfo di Spezia e quindi del suo porto un hub del gas per tutto il Mediterraneo trasformando  l’impianto di  Porto Venere  in uno dei punti di distribuzione di ingenti quantità di GNL (gas naturale liquefatto ) sia per autotrazione che come combustibile per navi container etc.

Ora con Decreto del 6 febbraio 2023 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (QUI) è stato deciso di non applicare la VIA ordinaria a questo ennesimo progetto che impatterà per i prossimi decenni sul nostro golfo.

lunedì 13 febbraio 2023

Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA edizione 2022 : aumentano i rifiuti ma non gli impianti

Secondo il Rapporto dell'ISPRA (QUI) i dati sui rifiuti urbani riflettono un continuo aumento.

Nel 2021, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta, infatti, a 29,6 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3%. La crescita registrata si rileva ad ogni modo più contenuta rispetto agli indicatori socioeconomici quali il PIL e i consumi delle famiglie che registrano un incremento, rispettivamente, del 6,7% e del 5,3%.

L’aumento si riscontra in tutte le macroaree geografiche: le regioni del Sud fanno registrare la crescita percentuale più consistente (+2,9%), seguono le regioni del Centro (+2,5%) e quelle del Nord (+1,9%). In valore assoluto, il nord Italia produce quasi 14,2 milioni di tonnellate, il Centro oltre 6,3 milioni di tonnellate e il Sud oltre 9,1 milioni di tonnellate.

Per gli impianti invece siamo di fronte ad una carenza impiantistica soprattutto per la gestione dei rifiuti da raccolta differenziata soprattutto al Sud.

La Commissione UE su attuazione Direttiva Seveso: pessimi risultati per Italia

Dalle conclusioni della Relazione (QUI) emerge che nel corso del periodo 2005-2015 si sono verificati ogni anno nell'UE, in media, meno di 25 incidenti rilevanti, con un impatto sempre più contenuto.

Vediamo di seguito nel post come dalla Relazione emergano sia il numero di stabilimenti a cui si applica la Direttiva Seveso III (Direttiva 2012/18/UE QUI) e lo stato di attuazione della stessa da parte degli Stato membri relativamente a:

1. sperimentazione piani emergenza esterni che riguardano la popolazione residente nella zona, 

2. la gestione delle informazioni al pubblico,

3. lo svolgimento delle ispezioni 

4. come migliorare le comunicazioni sugli impianti classificati Seveso III da parte degli Stati membri.

 

L’Italia risulta indietro rispetto agli altri Stati membri in particolare su:

1. Piani emergenza esterni non sperimentati: la peggiore a parte due Stati che non hanno dato informazioni

2. Informazioni al pubblico non messe regolarmente a disposizione per singolo impianto: la peggiore nettamente con il 70%

domenica 12 febbraio 2023

Rischi da eventi naturali per le infrastrutture portuali: uno Studio

Studio (QUI), pubblicato sulla rivista online Nature, che afferma come nonostante la loro importanza economica, il rischio che i porti devono affrontare a causa di molteplici pericoli naturali non è stato ancora monetizzato su scala globale.

Lo studio svolge un'analisi del rischio a livello di asset delle infrastrutture portuali globali da molteplici pericoli, quantificando il rischio di danni fisici alle risorse e ai servizi logistici (cioè rischio specifico del porto) e ai flussi commerciali marittimi a rischio (cioè rischio commerciale).

sabato 11 febbraio 2023

Infrastrutture critiche: una Raccomandazione della UE e il caso Panigaglia

Raccomandazione del Consiglio Ministri UE del 8 dicembre 2022 (QUI) su un approccio coordinato a livello dell'Unione per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche.

Le infrastrutture critiche sono quelle che forniscono servizi essenziali in detto mercato, in particolare in settori chiave quali l’energia, le infrastrutture digitali, i trasporti e lo spazio, nonché le infrastrutture critiche di significativa rilevanza transfrontaliera, la cui perturbazione potrebbe avere un significativo impatto su altri Stati membri.

La protezione delle infrastrutture critiche europee nei settori dell’energia (si pensi ad esempio a centrali termoelettriche e nucleari e rigassificatori) e dei trasporti è attualmente disciplinata dalla Direttiva 2008/114/CE del Consiglio (QUI), recepita in Italia dal DLgs 61/2011 (QUI). Invece, la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione, con particolare riguardo per le minacce di natura informatica, è assicurata dalla Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio (QUI).

venerdì 10 febbraio 2023

Reti energetiche il rischio privatizzazioni per lo sviluppo delle rinnovabili

Parere del Comitato Economico Sociale della UE (QUI), del 22 settembre 2022 ma pubblicato solo alla fine di dicembre 2022, che parte da una constatazione: La legislazione europea in materia di energia non riconosce la protezione del clima come obiettivo della regolamentazione delle reti.

La conseguenza di ciò è che anche le autorità nazionali di regolazione hanno difficoltà a creare incentivi per attività di trasformazione, potenziamento e modernizzazione delle reti di distribuzione elettrica che rispondano ai requisiti della neutralità climatica.

Il documento svolge una analisi critica degli effetti delle privatizzazioni che hanno prodotto la riduzione degli investimenti sulle reti energetiche e infrastrutture di stoccaggio che hanno ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili.

Significativo anche il passaggio del documento dove si auspica una rimunicipalizzazione di imprese di servizi pubblici e quindi di investimenti pubblici destinati alla produzione decentrata di energia a livello dei comuni.

giovedì 9 febbraio 2023

Nuova legge speciale per estrarre gas in deroga a norme ambientali

La legge 6 del 2023 (QUI) ha convertito il Decreto Legge 18 novembre 2022 n° 176 che all’articolo 4 integra l’articolo 16 della legge 34/2022.

In sintesi la nuova norma prevede il rilascio di nuovo concessioni di coltivazioni di idrocarburi in deroga ai limiti di aree coltivabili esterne ma vicine ad aree marine protette nonché a distanze dalla linea di costa, limiti che erano previsti dal testo unico ambientale (DLgs 152/2006).

Si eliminano così i divieti di ricerca e prospezione in quelle aree fino ad ora stabiliti.

Il tutto condito con un dimezzamento dei tempi di valutazione dei progetti di queste nuove concessioni.
Tutto questo non è giustificabile dalle crisi internazionali, come dimostrano documenti ufficiali rimossi dalla politica politicante, ad esempio QUI.

Ma vediamo più in particolare cosa afferma l’articolo 16 della legge 34/2022 e come viene modificato dalla nuova legge 6/2023.