mercoledì 8 febbraio 2023

Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse pubblicato bando tipo per le Regioni

Con Decreto Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica n° 427 del 23 dicembre 2022 (QUI) dà attuazione al Decreto del Ministro della Transizione Ecologica 21 ottobre 2022, n. 463 (QUI PAGINA 44), finalizzato alla selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di siti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse, da finanziare nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” (QUI), componente 2 “energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, investimento 3.1 “produzione in aree industriali dismesse”, finanziato dall’unione europea – next generation EU.

La Regione Liguria ha perso di già il treno del filone di finanziamento del bando progetti bandiera per idrogeno in aree industriali dismesse (vedi QUI), vediamo che non si perda questo secondo filone di finanziamento interessante anche, ad esempio per l'area della centrale a carbone a Spezia. I finanziamenti previsti per la Liguria sulla base del Decreto 463/2022 ora recepito nel bando del Decreto attuativo 427/2022, d seguito esaminato, sono di 14 milioni di euro. Per ora la Regione Liguria ha emesso un avviso pubblicato oggi sul Burl (QUI) vedremo come sarà gestito.

martedì 7 febbraio 2023

Trasporto marittimo: Accordo sul regolamento UE per le emissioni navi

Con questo post si analizza la proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio (FuelEU QUI) sull'uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (QUI).

Queste le principali novità della Proposta poi analizzate più specificamente dopo questa breve introduzione:

1. La proposta contiene l’obbligo di alimentazione elettrica per le navi nei porti entro il 1/1/2030 con alcune esenzioni.

2. Inoltre, la Proposta definisce limiti per l’intensità della produzione di gas serra con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) delle navi durante i viaggi verso, da o all'interno dell'UE. FuelEU tiene conto di tutte le emissioni di gas a effetto serra (non solo di CO2) dell'intera catena di approvvigionamento ("well-to-wake") e mira ad aumentare l'uso di combustibili rinnovabili ea basse emissioni di carbonio (RLF). Tutto questo mette in difficoltà l’uso strategico del gnl per il trasporto marittimo e comunque per l'armatore medio, ciò significa che l'impatto ei costi saranno più elevati rispetto ad altri regolamenti come l'EU ETS.

3. Le compagnie di navigazione sono responsabili del monitoraggio del tipo e della quantità di energia utilizzata durante il funzionamento e all'ormeggio. Devono presentare ai verificatori un piano di monitoraggio delle emissioni standardizzato per ciascuna delle loro navi entro il 31 agosto 2024.

4. FuelEU Maritime consente agli operatori una certa flessibilità: possono rinnovare o prendere in prestito la conformità in eccesso da un anno all'altro o mettere in comune la conformità tra più navi. Se una nave ha un deficit di unità conformi, il suo armatore può ottenerne alcune in anticipo, anche se non per oltre il 2% dell'obiettivo, o per due periodi di riferimento consecutivi.

5. sono previste sanzioni importanti per gli armatori che non rispetteranno gli obblighi del nuovo Regolamento

Successivamente alla proposta c’è stato un parere del Comitato Economico e Sociale della UE (QUI) ma la Proposta dovrà ora avere il confronto con il Parlamento UE che ha proposto una serie di emendamenti QUI.

Lo scorso 22 Marzo Commissione UE e Parlamento hanno raggiungo un accordo sulle parti più controverse della proposta di Regolamento che analizzo all'interno del post che segue queste brevi note introduttive. Intanto si anticipa che l'accordo prevede che la Commissione riesamini le norme entro il 2028 per decidere se estendere i requisiti di riduzione delle emissioni alle navi più piccole o se aumentare la quota di energia utilizzata dalle navi provenienti da Paesi non UE.

Si veda inoltre, dal punto di vista degli imprenditori, il documento sul FuelEU del World Shipping Council QUI.

lunedì 6 febbraio 2023

Tumori in Italia in aumento, ma gli studi su quelli da inquinamento sono insufficienti

Un nuovo Rapporto (QUI) sul cancro in Italia conferma il ruolo dell’inquinamento fino a 12,6 morti evitabili ogni 100.000 abitanti che vanno a integrarsi con quelli da fattori di rischio comportamentali. Ma il dato significativo in generale, visto il legame che spesso sussiste tra i diversi fattori di rischio ambientali, comportamentali e genetici, è nell’aumento delle diagnosi di tumori nel 2022 390.770 contro le 376.000 del 2020.

 

domenica 5 febbraio 2023

Incentivi per ricerca e sviluppo del 5G ma non per studi sul rischio salute pubblica

Soldi per lo sviluppo del 5G ma non per capire gli impatti di questa tecnologia sulla salute pubblica nonostante che questa necessità insieme con quella di maggior informazione e partecipazione sia emersa da uno studio dell’Ispra di cui ho trattato QUI.

Un nuovo Decreto che analizzeremo di seguito finanzia progetti di ricerca e sviluppo per la tecnologia 5G in attuazione del Programma di supporto al 5G approvato nel 2019.

Vediamo di cosa si tratta…

sabato 4 febbraio 2023

Indagine su percorsi partecipativi nella installazione del 5G

In questa indagine di Ispra e SNPA (testo completo QUI) sono state individuate e analizzate le opinioni e le percezioni delle comunità locali in riferimento alle recenti installazioni di impianti di telefonia 5G nella città di Roma.  

Le aree di analisi individuate sono due quartieri romani limitrofi collocati nel Municipio II e IV, territori in cui le antenne di telefonia mobile sono state causa di problematiche all’interno delle comunità locali.

Il lavoro è stato svolto con l’utilizzo di tecniche qualitative della ricerca sociale:

1. Raccolta e analisi di documenti sul tema del 5G.

2. Interviste discorsive a rappresentanti delle comunità locali.

venerdì 3 febbraio 2023

La Revisione della Direttiva emissioni industriali e AIA: estensione agli allevamenti intensivi

La Commissione UE ha avanzato una proposta (QUI) di Direttiva di modifica della vigente Direttiva 2010/75/UE (QUI) relativa alle emissioni industriali ("direttiva Emissioni industriali" o "IED") 

La Direttiva 2010/75/UE, in particolare, ha al centro la disciplina di tutte le categorie di impianti e attività assoggettate ad Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA)

Si veda QUI, il Parere del Comitato Regioni della UE sulla proposta di modifica della Direttiva 2010/75

La proposta di Direttiva (QUI) contiene in sintesi le seguenti novità poi descritte nel post che segue: 

1. Tutte le autorizzazioni rilasciate (quindi anche l’AIA) devono essere non solo pubblicata senza limiti di accesso per il pubblico ma devono contenere una sintesi in modo da favorirne la comprensione ad un pubblico non esperto.

2. Si lega esplicitamente la presenza di rischio sanitario anche solo potenziale alla sospensione dell’esercizio dell’ìmpianto fino a che non sono approntate misure di soluzione di detto rischio

3. Si obbliga gli stati membri ad imporre all’interno delle autorizzazioni (AIA compresa) misure di efficientamento energetico per ridurre emissioni di gas serra.

4. si prevedono nuovi principi da attuare nelle autorizzazioni quali il ciclo di vita della produzione e il sistema di gestione ambientale

5. il concetto di norma di qualità ambientale (che permette di applicare limiti di emissione più bassi di quelli di legge) viene rivisto stabilendo che le misure supplementari sono finalizzate a ridurre il contributo specifico dell'installazione all'inquinamento che interessa la zona in questione.

6. la necessità di rispettare la norma di qualità ambientale è una delle condizioni per rivedere l’AIA.

7. si prevede che i cittadini possono agire davanti alla giustizia nazionale a prescindere dal ruolo che hanno svolto durante la fase partecipativa delle procedure decisionali, quindi anche se non hanno partecipato per niente.

8. si prevede che i gestori di alcune tipologie di impianti tra le più inquinanti (energetici e chimici ad es.) debbano entro il 2030 presentare un piano di trasformazione degli stessi al fine di contribuire alla nascita di un'economia sostenibile, pulita, circolare e climaticamente neutra entro il 2050.

9. vengono previste specifiche condizioni di autorizzazione degli allevamenti di bovini, suini e pollame.

giovedì 2 febbraio 2023

PROPOSTA NUOVA DIRETTIVA UE SULLE ACQUE DI SCARICO CIVILI E INDUSTRIALI

La Commissione ha riveduto (QUI) la direttiva  sulle acque reflue (91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991 QUI)  in linea con i risultati di una valutazione e sulla base di un'ampia valutazione d'impatto, adeguandola alle norme più recenti. La revisione mira a:

1) ridurre l'inquinamento, il consumo di energia e le emissioni di gas serra,

2) migliorare la qualità dell'acqua affrontando l'inquinamento residuo delle acque reflue urbane,

3) migliorare l'accesso ai servizi igienico-sanitari, in particolare per i più vulnerabili ed emarginati,

4) far pagare all'industria il trattamento dei microinquinanti,

5) richiedere ai paesi dell'UE di monitorare gli agenti patogeni nelle acque reflue portare a un settore più circolare.

mercoledì 1 febbraio 2023

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a GENNAIO 2023


 

 

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nel mese di GENNAIO 2023.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

Consiglio di Stato sul biodigestore di Vezzano Ligure: la storia e qualche presunte verità da sfatare

Il Consiglio di Stato (QUI) ha ribaltato la sentenza del TAR Liguria che sosteneva la incompatibilità del sito del progetto di biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure con la pianificazione vigente sia provinciale (di area nella dizione della legge ligure) che di ambito (secondo l’approvato piano del 2018), piani che indicavano come sito per il biodigestore quello di Boscalino nel Comune di Arcola.

Il Consiglio di Stato quindi con la sua sentenza ha di fatto ma soprattutto di diritto dato il via libera alla realizzazione del mega-biodigestore a Saliceti nel Comune di Vezzano Ligure.

Su questa sentenza mi sento di svolgere le seguenti riflessioni sia generali che più strettamente giuridiche