sabato 10 ottobre 2015

Indagini epidemiologiche "inutili" e la prevenzione sanitaria inesistente

Secondo l'assessore all'Ambiente del Comune di Spezia: "la responsabile ASL sostiene che non servono le indagini epidemiologiche".

Non è accettabile che in una città come Spezia una affermazione del genere sia rilasciata così con un battuta in televisione.
Intanto i signori dell'ASL avrebbero dovuto spiegare pubblicamente perchè non serve o il "popolo bue" non ha diritto di sapere ma solo di subire? MODALITA' DI COMUNICAZIONE INACCETTABILE!

Ma il problema non è solo di modi di comunicare e/o di trasparenza, ma soprattutto di sostanza.



Intanto, come dovrebbero sapere all'ASL, bisognerebbe vedere di quale indagine epidemiologica stiamo parlando, perchè se avessero ragionato, come l'ASL spezzina, a Savona probabilmente la centrale Tirreno Power sarebbe ripartita senza alcuna valutazione dell'impatto sanitario della stessa.

In realtà dove indagini anche solo mirate, quindi non veri e propri screening generalizzati, sono state svolte quasi sempre sono emerse problematiche sanitarie gravi come dimostrano anche i casi di Porto Tolle e dell'Ilva di Taranto.

Ma la questione è ancora più grave, perché riguarda non solo indagini a lunga gittata temporale come quelle epidemiologiche ma anche la amministrazione attiva del nostro territorio a tutela della salute dei cittadini.

Infatti quelli dell'ASL di Spezia, Igiene Ambientale in testa, non solo ritengono "inutili" le indagini epidemiologiche, ma rimuovono da sempre la prevenzione sanitaria.
Per rendersene conto è sufficiente prendere in mano una qualsiasi autorizzazione ambientale...dove l'ASL scrive quattro stronzate e niente più.
Così mentre a Spezia le indagini non servono e la prevenzione sanitaria non esiste, l'ISPRA ha elaborato le linee guida per la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (vedi QUI).... ma all'Asl di Spezia queste notizie non devono essere arrivate......... e noi dovremmo fidarci di queste persone?

Peraltro capisco ora come mai gli studi (vedi QUI) promessi dal Comune per definire "gli aspetti sanitari inerenti l'inquinamento atmosferico delle zone più inquinate del territorio comunale al fine di avanzare prescrizioni a tutela della salute pubblica" (cito dal titolo della convenzione del Comune con l'Istituto Superiore di Sanità), siano rimasti lettera morta fino ad ora. Studi peraltro discutibili (vedi QUI) in quanto comunque espressione di una logica ex post: prima autorizzo poi vedo l'effetto che fa!


Non sono un Amministratore ma se lo fossi la prima cosa che farei è quella di dare un incarico ad uno Istituto Universitario indipendente per fare due cose:
1. avviare una Indagine sul rapporto tra salute e ambiente nel nostro territorio secondo la metodologia usata per la centrale di Vado e la centrale di Porto Tolle
2. avviare una Inchiesta sulle lacune istruttorie in termini di prevenzione sanitaria che caratterizzano quasi tutte le autorizzazioni ambientali rilasciate in questi anni a vari impianti inquinanti: centrale enel, rigassificatore di Panigaglia, impianto di trattamento rifiuti di Saliceti, impianto trattamento rifiuti di Follo, impianti inerti di Ceparana etc. etc.






1 commento:

  1. In molti settori della vita di questa città si ha la sensazione che l'incaricato di una indagine conoscitiva,prima di iniziare la ricerca dei dati,chieda a qualcuno cosa si debba dimostrare o escludere.Ma forse è sola una impressione.

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